TITOLO DEL WORKSHOP:

Tavola rotonda: Verso una rete nazionale di protezione sociale ed economica

COORDINATORE:

Riccardo Graziano - Segretario Generale Ente Nazionale per il Microcredito

PARTECIPANTI:

Giovanni Nicola Pes - Vice Segretario Generale Ente Nazionale per il Microcredito

Paolo Rita - Ente Nazionale per il Microcredito

Ernesto Ghidinelli - Responsabile credito Confcommercio

Roberto Cutrona - Responsabile credito e finanza di sistema Confcooperative

Giancarlo Bandini - Segretario Provinciale Confimprese Viterbo

Mauro Meloni - Responsabile Delegato Confimprese Italia

Saturno Sampalmieri - Segretario Nazionale Ass. Nazionale Consulenti Tributari

Johnny Malerba - Delegato Lazio Associazione Nazionale dei B&B e Affittacamere

Domenico Moschella - Fiscalista Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai - Snag

Prende per primo la parola il dott. Ghidinelli il quale, in qualità di responsabile credito di Confcommercio, espone in sintesi le problematiche dell’accesso al credito delle PMI e delle microimprese. Al riguardo, osserva che gli ultimi dati dell’Osservatorio sul credito di Confcommercio fotografano una situazione più pesante rispetto alla precedente rilevazione. Come le imprese ben sanno, gli ostacoli al credito rendono più difficile non solo fare progetti per il futuro, ma a volte anche gestire l’attività ordinaria, perché la disponibilità di liquidità, in questa fase economica, può avere una valenza strategica. Confcommercio sta affrontando la difficile situazione del credito cercando strumenti il più possibile pratici ed operativi per aiutare soprattutto le imprese commerciali di piccola dimensione e, in questo contesto, il microcredito può assumere un ruolo fondamentale. Interviene quindi il dott. Cutrona, sottolineando come il mondo delle piccole cooperative e delle PMI in generale avverta fortemente l’esigenza di un più favorevole accesso al credito, per evitare che un aggravamento del credit crunch colpisca pesantemente il sistema produttivo italiano e, in particolare, quelle tipologie di impresa che hanno una forte dipendenza dal credito bancario. È questa la necessità più volte rappresentata in sede istituzionale non solo da Confcooperative ma anche dalle altre organizzazioni del mondo cooperativistico. In sostanza, si renderebbe necessario definire un vero e proprio piano per il finanziamento delle cooperative e delle micro, piccole e medie imprese, in ragione soprattutto del ruolo che queste svolgono per la tutela dell’occupazione. Iniziative di questo tipo vanno portate avanti con la collaborazione di tutti i soggetti che operano nella filiera del credito, abbandonando ogni tipo di autoreferenzialità a favore di una logica sistemica che punti ad affrontare e risolvere i problemi. In una logica di sistema – conclude il dott. Cutrona – sarebbe anche opportuno valorizzare al massimo il ruolo del Fondo Centrale di Garanzia e dei Confidi all’interno della filiera del credito. Il dott. Bandini fa una breve presentazione dell’associazione Confimprese Italia, sede territoriale di Viterbo, che da circa due anni è presente sul territorio provinciale. L’associazione – riferisce il dott. Bandini – tutela e promuove a tutti i livelli i reali interessi della micro, piccola e media Impresa. E’ formata da commercianti, artigiani, agricoltori e liberi professionisti ed è particolarmente interessata al microcredito, che è uno strumento in grado di favorire coloro che intendono avviare un’attività imprenditoriale e non hanno la possibilità di accedere al credito attraverso le normali istituzioni finanziarie. Anche per questo, nel mese di dicembre 2016, l’associazione, insieme all’Università degli Studi della Tuscia, organizzerà un convegno sul tema “La crisi d’ impresa: ristrutturazione, finanziamento ed evoluzione”. Al convegno è stato invitato il Presidente dell’Ente Mario Baccini, che ha confermato la sua adesione. Prende quindi la parola il dott. Meloni che introduce il tema della formazione, un aspetto della massima importanza per avvicinare i giovani al microcredito, tanto che Confimprese Italia ha voluto stipulare recentemente una convenzione con l’Ente che riguarda, tra l’altro, anche questa materia. Sono note, infatti le difficoltà di accesso al credito bancario per chi è sprovvisto di garanzie ed è quindi fondamentale far conoscere le possibilità di accesso al credito offerte dalla garanzia del Fondo centrale che beneficia della garanzia di ultima istanza dello Stato. Tuttavia, nello stesso tempo, va sottolineato come il tutoraggio sia un fattore determinante per il successo di qualsiasi iniziativa di microimpresa e come, per questo, debba essere incrementato e sostenuto. Al riguardo, il dott. Meloni osserva che Confimprese Italia svolge comunque corsi di formazione rivolti soprattutto ai giovani aspiranti imprenditori, ma si avverte la necessità di una struttura terza che sostenga in modo organico le attività di formazione, tutoraggio e monitoraggio, pena il fallimento di molte start-up. Al riguardo, l’avv. Graziano ricorda come l’Ente sia particolarmente attento al tema del tutoraggio, tanto da aver avviato un’iniziativa di valutazione degli operatori di servizi non finanziari di accompagnamento al microcredito che, qualora rispondano alle Linee d’indirizzo stabilite in materia dall’Ente stesso, saranno iscritti in un apposito elenco. Interviene il dott. Sampalmieri facendo presente che il microcredito è materia di forte interesse anche per i consulenti tributari, dal momento che oggi si nota un forte incremento dei giovani professionisti, anche non iscritti nei rispettivi Albi, ai quali è necessario offrire un sostegno finanziario per avviare la propria attività. Per questo, l’Associazione Consulenti Tributari ha messo a punto uno specifico progetto definito “Facciamo ripartire l’Italia”, con il quale intende offrire, anche con l’intervento dei Confidi, un “pacchetto” di servizi finanziari e di consulenza. E’ prevista per fine novembre una serie di iniziative dell’associazione per presentare questo progetto, nell’ambito del quale si pensa di inserire anche specifiche misure di microcredito. Il dott. Sampalmieri invita i presenti a partecipare a queste iniziative. Graziano informa che l’Ente sta pensando ad un progetto di microcredito finalizzato ad agevolare i cittadini per il pagamento dei debiti di natura tributaria, che rappresenterebbe una valida alternativa alla riscossione coattiva attraverso concessionario e una opportunità per i Comuni di recuperare immediatamente parte dei propri crediti. Inoltre, l’Ente ha già una convenzione per la lotta all’usura. Sarebbe auspicabile – afferma l’avv. Graziano – una fattiva collaborazione con i professionisti per fronteggiare queste problematiche. Il dott. Malerba si sofferma sulle caratteristiche del settore extra-alberghiero, che rappresenta un mercato parallelo a quello alberghiero, con il quale non si vuole porre in contrapposizione. L’extra-alberghiero si è molto sviluppato in occasione del Giubileo, con le famiglie che offrivano ospitalità ai visitatori delle città italiane, in particolare Roma. Ormai questo settore ha superato i posti letto dell’alberghiero, anche se c’è molto sommerso. L’associazione nazionale dei B&B e affittacamere è impegnata in corsi di formazione (egli stesso insegna marketing) per potenziare le attività turistiche; a tale riguardo, il microcredito, supportato da specifiche attività formative, può essere uno strumento della massima utilità al fine di trasformare l’extra-alberghiero in un settore a tutti gli effetti professionale. Il rappresentante dello Snag, dott. Moschella, fa presente che il Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai, che ha una struttura estesa sull’intero territorio nazionale e rappresenta circa 13.000 associati, sta vivendo una fase di trasformazione. La nuova legge sull’editoria, infatti, comporta la necessità di una razionalizzazione della filiera e di una radicale informatizzazione. Al riguardo, in considerazione degli investimenti che dovranno essere realizzati dagli operatori del settore (in massima parte microaziende) per adeguarsi alle nuove necessità del mercato, il microcredito può giocare un ruolo importante. Lo Snag, a tal fine, ha già assunto specifiche iniziative che consistono nella stipula di convenzioni con le Regioni e di accordi con le banche per il rilascio di fideiussioni. Un’altra iniziativa realizzata dallo Snag, questa volta nel campo del microcredito sociale, consiste nella creazione di un fondo a sostegno dei giornalai di Genova e delle loro famiglie, che hanno riportato danni dall’alluvione dell’anno scorso. Prendendo spunto dall’intervento del dott. Moschella, Graziano afferma che è intenzione dell’Ente definire progetti di microcredito finalizzati a singole categorie di attività economica, quali ad esempio i parrucchieri o, appunto, i giornalai, sviluppando per ciascuna categoria servizi aggiuntivi ad hoc da erogare attraverso tutor che possano assistere i microimprenditori, soprattutto nella predisposizione del business plan. L’avv. Graziano invita altresì i presenti a pensare a fondi rotativi per il finanziamento di progetti speciali di microcredito sociale. Il dott. Sampalmieri si è speso per l’ideazione di un progetto a favore di Amatrice. Tale progetto è stato realizzato non solo con Amatrice ma anche tutti i paesi del cratere sismico. Comunica che l’Associazione dei consulenti tributari ha già effettuato delle raccolte di fondi per i terremotati, che potrebbero confluire in un fondo di garanzia per il microcredito. Graziano accoglie con favore la proposta. Il dott. Pes si compiace del fatto che siano stati raggiunti gli obiettivi per i quali era stata convocata questa tavola rotonda: innanzitutto approfondire la conoscenza tra l’Ente Nazionale per il Microcredito e le associazioni di categoria; in secondo luogo, individuare i possibili campi di collaborazione ed interlocuzione. Proprio per questo è stato distribuito ai presenti un documento sulle caratteristiche del microcredito, predisposto dall’Ufficio Studi dell’Ente, che focalizza le due principali finalità del rapporto tra Ente ed Associazioni: favorire l’intercettazione del bisogno dei clienti in relazione alle iniziative progettuali di microimprenditorialità e di lavoro autonomo; individuare i più appropriati meccanismi di sostegno ai microimprenditori (quali in particolare, i servizi di accompagnamento, assistenza, monitoraggio, tutoraggio, formazione) necessari per rafforzarne le competenze professionali, anche in considerazione dei diversi comparti di attività economica di appartenenza. Dopo aver sottolineato che i soggetti di diretta provenienza dalle associazioni di categoria sono quelli che possono svolgere al meglio i servizi ausiliari di tutoraggio per il microcredito, il dott. Pes propone ai presenti di svolgere, ciascuno per la sua parte, approfondimenti sui suddetti argomenti, al fine di poter stipulare successivamente specifici accordi di collaborazione. Conclude la riunione l’avv. Graziano,il quale invita nuovamente i presenti ad approfondire il ruolo determinante svolto dai tutor nel processo del microcredito. Come già detto, l’Ente, sulla base delle linee guida emanate in materia, sta predisponendo una sorta di “griglia” per l’individuazione di queste figure professionali e per la predisposizione di un apposito elenco. A suo giudizio, il tutor di microcredito dovrà avere innanzitutto una forte predisposizione ai rapporti umani, al fine di individuare, interloquire e accompagnare i potenziali beneficiari; dovrà, inoltre, essere in possesso di conoscenze informatiche per poter utilizzare una piattaforma alquanto complessa che faciliterà il suo lavoro. Un fattore determinante sarà anche quella delle conoscenze economico gestionali e, per questo, sarebbe preferibile che il tutor fosse un soggetto laureato in discipline economiche, senza peraltro escludere a priori la possibilità di coinvolgere in questo ruolo anche soggetti privi di una formazione accademica ma in possesso di una consolidata esperienza, come ad esempio gli ex funzionari di banca.--

GIANCLAUDIO BRESSA

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport

Grazie, un saluto innanzitutto a tutti gli ambasciatori presenti oggi e un ringraziamento al presidente Mario Baccini non tanto, e nonsolo, per l’invito ma anche per la vivacità e l’impulso che è stato capace di dare alla realtà del Microcredito, ed i risultati si vedono. La crescita di rilievo e l’interesse del fenomeno di microcredito si inserisce in una fase di oggettiva difficoltà delle attività degli intermediari finanziari a venire incontro alle richieste della parte più frammentata e diffusa del ricco tessuto imprenditoriale italiano. Da una parte la pletorica organizzazione interna dei grandi istituti di credito ha dovuto essere razionalizzata, con ampi processi di dismissione di personale, di contenimento del numero degli sportelli, di concentrazione di poteri decisionali sulla concessione del credito verso i livelli più alti. In questo modo, il sistema bancario ha progressivamente perso la sensibilità per l’economia reale, l’immediatezza nel leggerne attori e momenti. Nel contempo, con i diversi round delle regole transnazionali di Basilea, un sistema che

andava verticizzandosi, perdendo sensibilità per il particolare, veniva sempre più spesso spinto a rinunciare alla propria vocazione di sensibilità territoriale. Verticismo, burocratizzazione, automatismo sono diventati i meccanismi dominanti di funzionamento degli intermediari finanziari bancari tradizionali. L’imprenditore, ed in particolare la micro impresa, la ditta individuale si sono trovati spiazzati e a corto di liquidità. Ed è in questo quadro che si colloca la recente fortuna di azioni e strumenti di microcredito, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale. Quando il presidente Baccini ricorda che nei prossimi due anni sono previsti 18.000 posti di lavoro che si creano per concessioni già chiuse e che questi 18.000 posti di lavoro sono creati da situazioni di esclusione sociale ci da la dimensione del ruolo che, in questo momento, il microcredito può rappresentare per la nostra economia. Il microcredito rappresenta per questo uno strumento vitale da affiancare alle altre misure che il Governo nella Legge di Stabilità ha messo in campo a sostegno del sistema produttivo delle sue tendenze di modernizzazione, della straordinaria tenuta che ha avuto negli anni più difficili della crisi recente. Ergo, un sistema finanziario ricco, articolato nei target, negli strumenti, capace di diversificare tipologie di credito rispetto ai differenti target di operatori economici. Il microcredito sia a livello nazionale che regionale svolge, e potrà svolgere, un ruolo in questo senso ancora più proficuo. Giustamente, ricordava il presidente Baccini la necessità, l’ineluttabilità del fare rete. La capacità di fare rete è la dimensione culturale ed organizzativa che non possiamo mai tradire. Ebbene, il Dipartimento per gli Affari Regionali, in questa nuova stagione, continuerà a tenere viva la rete delle finanziarie regionali. Piuttosto che disperdersi in operazioni di pura formazione che si sono rivelate non sempre utili, svilupperà una maggiore circolazione di informazioni, una più capillare consapevolezza delle Autorità di Gestione Regionali e dei fondi europei verso le tipologie di credito e di attori economici. Un costante confronto su pratiche e modelli di prestito, un sostegno ai professionisti della finanza di progetto a carattere pubblico in ambito regionale, per facilitare il loro compito rispetto ai centri di decisione sulla finanza locale. Al cuore di questa strategia una più convinta e consapevole regia centrale che coinvolga l’Ente Nazionale per il Microcredito, le sue professionalità potrà essere di grande giovamento per tutti i territori. Questo è il nuovo orizzonte di sfida per il microcredito che troverà nel Dipartimento per gli Affari Regionali un convinto e consapevole interlocutore. La strada in qualche modo è stata tracciata bene; si tratta di continuare meglio.

TITOLO DEL WORKSHOP: Finanziare l’impresa culturale: microcredito e finanza inclusiva

COORDINATORE: Mario La Torre
RELATORI: Riccardo Aguglia - FEI Federico Bo - Produzioni dal Basso Giampaolo Letta - V.P. Unindustria Lazio Stefano Spera - Invitalia
TESTIMONIANZA: Tenerezza Fattore - Teatro Cassiopea

Sintesi Il workshop ha evidenziato come la necessità di finanziamento delle imprese culturali non trovi ad oggi adeguata risposta nel mercato. Terreno comune condiviso, quello che il microcredito si presenta come strumento idoneo a finanziare le imprese culturali, sia a livello corporate – quando si tratti di microimprese (caso comune nel settore) – sia per specifici progetti. Gli interventi dei relatori hanno fatto emergere alcune linee di azione, anche ispirate da best practises e da iniziative istituzionali. Tra le best practises, quella delle piattaforme di crowdfunding dedicate ai progetti culturali lascia intravedere uno spazio di finanziamento che può essere considerato fisiologico solo per alcune specifiche iniziative, e che comunque deve essere accompagnato da altre forme di funding; ciò in ragione del fatto che, a fronte di risposte positive del mercato, nella maggior parte dei casi il crowdfunding copre percentuali ridotte del budget richiesto. In tale ottica, la sinergia tra crowdfunding e microcredito merita di essere esplorata in termini di complementarietà tra i due strumenti. A livello istituzionale, sono emerse sollecitazioni sia a livello nazionale che comunitario. Per quanto riguarda il piano nazionale, le esperienze di Invitalia, con i suoi fondi dedicati alla microimpresa, ed in particolare con l’esperienza del Programma Cultura Crea, conferma la necessità per il settore di fare affidamento su un funding pubblico di natura agevolata. Anche in questo caso, tuttavia, emergono spazi non coperti in ragione di una localizzazione degli interventi nelle c.d. Regioni obiettivo su cui insistono i fondi comunitari, che lasciano scoperte tutte le Regioni del Centro- Nord. In tale ottica, l’offerta di microcredito deve essere vista come complementare al finanziamento pubblico, per le imprese residenti nelle Regioni obiettivo, come strumento alternativo ai finanziamenti agevolati di natura pubblica, nelle altre Regioni. A livello comunitario, esistono diversi programmi dedicati specificatamente alla cultura; nella nuova programmazione il Programma Creative Europe è quello che contiene tutti gli aiuti diretti all’impresa culturale nelle sue diverse accezioni. In particolare, il nuovo Fondo di Garanzia previsto da Creative Europe, e gestito dal FEI, facilita il credito ordinario in quanto consente alle banche convenzionate di ottenere una garanzia pubblica che annulla l’assorbimento patrimoniale riferito al rischio di credito per la parte dei finanziamenti coperti dal Fondo. Poiché, tuttavia, il Fondo copre una percentuale del portafoglio crediti più ridotta di quella tradizionalmente coperta dal nostro Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, la sezione dedicata al microcredito del nostro FG potrebbe essere sinergica – in termini di cogaranzia o controgaranzia – al Fondo di Creative Europe.

TITOLO DEL WORKSHOP: Sistema impresa e decentramento produttivo: il supporto dei micro-operatori economici alle piccole, medie e grandi imprese

COORDINATORE: Franco Frattini - Presidente SIOI - UN Association for Italy
RELATORI: Giuseppe Tripoli - Segretario Generale Unioncamere Francesco Lippi - Presidente FAPI - Fondo Formazione Piccole Medie Imprese Giovanni Da Pozzo - Membro Consiglio Generale Confcommercio

Sintesi

Il Presidente Frattini introduce il tema “Sistema impresa e decentramento produttivo: il supporto dei micro-operatori economici alle piccole, medie e grandi imprese” soffermandosi in particolare sul problema dell’accesso al credito, che rappresenta il “tema chiave” per grande maggioranza delle microaziende, difficilmente supportate dal sistema bancario. Al riguardo osserva come il microcredito, per la sua funzione sociale, possa rappresentare una reale alternativa a cosiddetto “microprestito”, ossia ad un credito tradizionale di piccolo importo, che le banche spesso negano ai piccoli operatori economici. Altro tema che propone all’attenzione dei relatori è quello dell’evoluzione del sistema produttivo e della specializzazione che sempre più caratterizza i piccoli operatori, oggi in grado di fornire un contributo di rilievo anche alle medie e grandi imprese. Un terzo tema che ritiene possa essere argomento di dibattito è quello della formazione continua e, a tale riguardo, dà la parola al dott. Tripoli di Unioncamere. Il dott. Tripoli riprende i tre spunti introdotti dal Presidente Frattini, sottolineando come il tema dell’accesso al credito sia cruciale per la sopravvivenza sul mercato di milioni di piccoli operatori economici. Osserva, tuttavia, che il fenomeno della cessazione dell’attività di molte aziende (drammaticamente attuale negli ultimi anni e ora in via di graduale rallentamento) non è stato dovuto unicamente alla mancanza di credito ma anche alla crisi della domanda, soprattutto per le attività legate al mercato interno. Con riferimento al sistema della garanzia, rileva come in Italia – a differenza di altri Paesi – si sia costruito un modello “duale” basato da un lato sul sistema della garanzia pubblica (il Fondo Centrale PMI) e dall’altro sul sistema privato dei confidi che, negli ultimi anni, si sono sentiti in un certo senso “spiazzati” dal forte potenziamento finanziario del Fondo centrale. Ritiene, tuttavia, che il sistema dei confidi possa ancora svolgere un ruolo importante a favore della minore imprenditoria, proprio perché mette a disposizione risorse private che possono conferire un valore aggiunto agli interventi del Fondo, a condizione, però, che cresca in efficienza. In questo senso, la nuova legge di riforma del sistema dei confidi può fornire un contributo importante. Riguardo al rapporto tra microimprese e imprese di maggior dimensione, va preso atto che un numero importante di microattività è ormati strettamente collegato ad aziende leader medie e grandi, capaci di fare innovazione e di garantire un mercato alle stesse microaziende, tanto che un quarto delle imprese che operano sull’estero ha rapporti di subfornitura con imprese sotto i 10 dipendenti. Le microimprese che operano all’interno di una filiera dovrebbero, inoltre, essere valutate più favorevolmente dalle banche perché più affidabili e, quindi, essere avvantaggiate nell’accesso al credito rispetto a quelle che non sono inserite in nessun tipo di rete. Con riferimento al microcredito ed ai suoi importanti spazi di espansione, sottolinea la necessità di affiancare al microcredito stesso un’assistenza specifica a favore di chi avvia un’attività. Il fatto che un’azienda su due cessi l’attività dopo pochi mesi dall’avvio sta proprio a significare che il neoimprenditore manca spesso dei fondamentali sulla conoscenza del mercato e del settore nel quale intende operare. Unioncamere, attraverso le Camere di Commercio, è disponibile a fornire il proprio contributo per lo sviluppo di tali servizi di assistenza. Prende quindi la parola il dott. Lippi, che sottolinea come la formazione sia uno degli strumenti fondamentali per far crescere i microimprenditori, tanto che uno degli ultimi avvisi del Fondo FAPI è rivolto orientato proprio alle microimprese. C’è la necessità di accompagnare con interventi di formazione il percorso di chi si avventura nell’avvio di un’attività, anche se questo può non essere sufficiente per diminuire il tasso di mortalità imprenditoriale qualora ci si trovi di fronte ad una diminuzione generalizzata della domanda. In questo contesto la microimpresa, che rappresenta l’indotto della piccola e media impresa, deve essere “orientata” verso il mercato, ed aiutata ad individuare quei settori che possano garantire un futuro di crescita. A tal fine, l’Ente Nazionale per il Microcredito ed il sistema camerale possono svolgere un ruolo importante. In particolare, il lavoro dell’Ente sta andando in questa direzione, anche grazie al modello di finanziamento definito dall’Ente stesso con il sistema bancario e con il supporto dei servizi di assistenza e tutoraggio.. Occorre cominciare a pensare a misure che sostengano la crescita della microimpresa, definendo un’offerta che tenga conto delle caratteristiche di specializzazione proprie delle microimprese di oggi, alle quali le imprese di più grande dimensione possono sub-appaltare una parte dei servizi di cui necessitano. Il dott. Da Pozzo ritorna sul tema dell’accesso al credito, sottolineando come anche le imprese considerate “bancabili” hanno spesso difficoltà di accesso ai finanziamenti di piccolo importo. Esiste un forte gap tra domanda ed offerta di credito per le microimprese, anche perché le banche considerano non remunerativi i prestiti di piccolo taglio, soprattutto in periodi di bassi tassi d’interesse. Quello del microcredito è un mercato potenzialmente interessante, che però deve essere sostenuto anche da parte di soggetti vigilati diversi dalle banche, che possono dare una risposta alla domanda di finanziamento delle imprese più piccole. Un altro tema fondamentale è quello della patrimonializzazione, perché le imprese devono crescere. C’è un problema tipicamente italiano: il 91% della necessità di credito del nostro sistema imprenditoriale è “bancocentrico”, cioè dipendente dal finanziamento bancario, a differenza di altri paesi europei dove sono state sviluppate altre forme di finanziamento come l’equity e, più recentemente, il crowdfunding. Questo significa che ogni volta che il sistema bancario si trova in difficoltà, questo si riversa negativamente anche sulle imprese. Il Presidente Frattini conclude i lavori del workshop affermando che non si può pretendere che il microcredito risolva tutti i problemi di finanziamento delle imprese. E’ necessario un risanamento del sistema bancario e finanziario, che deve tornare ad essere il principale strumento di sostegno alla crescita delle nostre imprese, anche di piccola dimensione, alle quali le banche devono indirizzare l’enorme flusso di risorse finanziarie che ricevono dalla BCE. Ci si attende, inoltre, la riforma del sistema dei confidi, che possono efficacemente supportare l’accesso al credito attraverso lo strumento della garanzia.

TITOLO DEL WORKSHOP: Microcredito quale strumento di supporto alla pratica sportiva

COORDINATORE: Stella Coppi - Componente Comitato Organizzatore Progetto Ryder Cup 2022
RELATORI: Vincenzo Trani - Mikrocapital, Presidente Carlo Presenti - Rappresentanza italiana presso l’Unione Europea Tiziano Fazzi - Civicamente, Amministratore Delegato

Il tavolo microcredito per lo sport nasce con l’intenzione di mettere in comunicazione il mondo dello Sport ed il mondo della Microfinanza con l’obiettivo di aprire nuove strade e creare nuovi strumenti per aiutare il settore sportivo, sia in ambito di microimprenditorialità sia come strumento di benessere ed inclusione sociale. Il tema è stato affrontato e analizzato da diversi punti di vista Il Dott. Presenti ha illustrato gli aspetti principali della politica europea dello sport con particolare riferimento ai finanziamenti europei. Sottolineando innanzitutto come lo sport sia un grande motore dell’economia, tanto che la Presidenza Italiana dell’Unione Europea nel secondo semestre del 2014 scelse proprio come priorità “l’innovazione legata allo sport e la dimensione economica dello sport”, dalle quali conclusioni emerse come lo sport rappresenti l’1.76% del Valore Aggiunto Lordo totale nell’UE, circa 174 miliardi di euro e l’occupazione connessa allo sport rappresenti il 2.12% del mercato del lavoro UE. A livello di finanziamenti europei lo sport rientra nei programmi di Erasmus+ che prevede il finanziamento strutturale di iniziative dello sport, nel 2016 la cifra per lo sport ha superato i 30 milioni di euro. Fra le finalità delle azioni che possono essere finanziate si trovano la good governance nello sport, l’inclusione sociale e le pari opportunità oltre all’attuazione delle linee guida in materia di occupazione istruzione e formazione. Dal momento che lo sport comprende in modo diretto o indiretto numerose attività è possibile pensare a finanziamenti a valere su quasi tutti i Fondi Europei; si evidenzia come ci sia un notevole interesse da parte della Commissione a favorire l’utilizzazione dei fondi strutturali nel settore dello sport, ponendo l’accento sull’uso sociale delle strutture eventualmente finanziate, così come il programma COSME per la competitività delle piccole e medie imprese è di grande interesse. Fra le opportunità, molto interessanti, suggerite dal dott. Presenti c’è la richiesta alla Commissione di dedicare un workshop relativo alla “microfinanza per lo sport” all’interno dell’annuale Forum dello sport organizzato dalla Commissione stessa. Altro possibile strumento sarebbe la presentazione, da parte dell’Ente Nazionale per il Microcredito, di un progetto per lo studio dell’utilizzo del Microcredito nel settore sportivo, con scambio di buone pratiche con partner europei corredato da una conferenza conclusiva sul tema. Tiziano Fazzi, riprendendo il tema di Erasmus+ rileva come nella sua esperienza, quale operatore nel settore delle attività di educazione e formazione, abbia in più occasioni rilevato la necessità di una esigenza educativa ed anche finanziaria ed economica in ambito sportivo. Questo perchè lo sport tocca trasversalmente moltissimi ambiti, dalla salute all’inclusione sociale, dalla legalità all’economia. Proprio in quanto valore trasversale, la costruzione di strumenti per formatori in ambito sportivo, che spesso sono volontari, può favorire lo sviluppo della pratica sportiva in tutti i suoi aspetti, da quello sociale a quello economico. Infine l’esperienza di Mikrocapital espressa dal Presidente Trani è un caso concreto di grande interesse e modello cui ispirarsi, nato dalla sollecitazione ad operare nel mondo dello sport da parte di Federazioni sportive internazionali. L’esigenza di queste Federazioni era il supporto di ex atleti dopo il fine carriera, ovvero aiutare attraverso strumenti formativi ed economici chi intendeva rimanere nel mondo dello sport da un punto di vista imprenditoriale e professionale. La Federazione segnala a Microcapital i soggetti che intendono proporre il progetto da finanziare, Microcapital si occupa della formazione imprenditoriale, dell’erogazione del finanziamento - normalmente in microleasing - e della parte marketing per la riuscita del progetto finanziato. Microcapital esegue monitoraggi ogni 3 mesi e la Federazione si impegna a promuovere, dando visibilità durante manifestazioni, sponsorizzando e pubblicizzando il singolo progetto. Questo modello ad oggi ha prodotto oltre 350 impianti ed un totale erogato pari a 7.5 milioni di euro. Le conclusioni del tavolo si possono riasssumere nei seguenti punti: - riconosciuta necessità per il mondo sportivo di strumenti tipici della Microfinanza - trasversalità dei valori dello sport che consentono l’applicazione degli strumenti propri della microfinanza in ambiti diversi, dalla microimpresa al sociale. - considerati gli ambiti diretti e indiretti del settore sportivo c’è la possibilità di accedere a finanziamenti europei appartenenti a più Fondi - la collaborazione fra istituzioni sportive ed operatori del microcredito porta vantaggi sia per la divulgazione dello sport sia per il tessuto economico e sociale ad esso legato Si auspica pertanto che le proposte da rivolgere alla Commissione vengano portate avanti, così come il protocollo di intesa ENM-CONI, alla luce dell’esperienza di Microcapital venga potenziato e valorizzato.

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