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Giovanni Nicola Pes | Vice Segretario Generale ENM

Nell’ultimo numero della Rivista abbiamo offerto ai lettori un ampio panorama sui workshop tematici in materia di microcredito e sui suoi riflessi economici, sociali e culturali, che hanno rappresentato il “focus” del III Forum Europeo della Microfinanza realizzato dall’Ente Nazionale per il Microcredito dal 19 al 21 ottobre 2016. Completiamo ora la rassegna degli interventi con la pubblicazione delle prolusioni di apertura dei lavori del Forum, con le quali il Presidente dell’Ente, le autorità istituzionali e gli esperti del settore sociale e finanziario hanno introdotto una vasta serie di tematiche di attualità offrendo all’uditorio specifici spunti di riflessione. Si dà conto, altresì, dei risultati delle tavole rotonde svoltesi “a porte chiuse”, nonché dei workshop tematici dedicati rispettivamente ai Fondi d’investimento per la microfinanza ed alla microfinanza come strumento d’innovazione sociale. Gli obiettivi del Forum sono stati ampiamente illustrati dal Presidente dell’Ente Baccini, con riferimento alle politiche pubbliche di supporto ai micro-operatori economici, alla divulgazione di buone prassi ed alla necessità di “fare rete”. Al riguardo, il Presidente Baccini ha evidenziato le iniziative di impulso legislativo assunte dall’Ente e quelle progettuali realizzate anche per il potenziamento delle capacità programmatorie delle pubbliche amministrazioni. I temi da sviluppare per l’immediato futuro – ha inoltre affermato – vanno individuati in particolare nel potenziamento dei servizi ausiliari per il microcredito che, insieme al finanziamento bancario e all’intervento della garanzia pubblica, costituiscono il fulcro di quello che ormai rappresenta un vero e proprio modello di sviluppo del microcredito ideato e realizzato dall’Ente. L’importanza del microcredito come mezzo efficace per ridurre la povertà e le disuguaglianze e rilanciare la crescita e l’occupazione è stato sottolineato dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, che ha assicurato l’impegno del Parlamento affinché il microcredito continui a svolgere un ruolo d’impulso per la crescita economica, soprattutto in considerazione delle difficoltà di accesso al credito che incontrano le piccole e medie imprese. Il concetto è stato ribadito anche dalla Vice Presidente del Senato Linda Lanzillotta, per la quale il microcredito rappresenta un nuovo modello di sviluppo e di conciliazione tra il fare impresa, il territorio e i singoli individui. La necessità di fare rete, già evidenziata dal Presidente Baccini, è stata ripresa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianclaudio Bressa, mentre il valore sociale del microcredito quale strumento di contrasto alla povertà è stato al centro dell’intervento di Stefano Carmenati, Amministratore generale della Comunità di Sant’Egidio. Il microcredito ha anche cambiato per molti aspetti il modo di pensare l’aiuto allo sviluppo nei programmi di cooperazione internazionale. Lo ha affermato il Direttore Generale alla Cooperazione allo Sviluppo Pietro Sebastiani, sottolineando come il microcredito rappresenti uno strumento che consente di uscire dall’assistenzialismo puro al fine di stimolare l’attività produttiva a agire positivamente sulla dignità delle persone. Non c’è, però, solo un problema di povertà: secondo il Direttore Generale di Coopfond Aldo Soldi, infatti, per creare piccole imprese ad alto livello di digitalizzazione, o imprese sociali in grado di offrire servizi anche molto importanti, possono essere sufficienti quantità non significative di risorse finanziarie, che possono essere assicurate tramite il microcredito. Un intervento di carattere squisitamente tecnico è stato quello di Alessandro Tappi, Direttore Responsabile FEI per le garanzie ed il microcredito, il quale ha svolto una dettagliata analisi del mercato della microfinanza in Europa e in Italia, soffermandosi sulle iniziative assunte dal Fondo Europeo per gli Investimenti per lo sviluppo di questo comparto di attività finanziaria, quali in particolare il Programma Progress Microfinance 2000-2006 ed il Programma EaSI 2015-2024. Il punto di vista della Chiesa sulle tematiche sociali ed umane connesse con l’attività microcreditizia è stato ampiamente illustrato dal Cardinal Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (ora confluito nel nuovo “Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale”) il quale, ricollegandosi agli insegnamenti dell’attuale Pontefice, ha inquadrato i temi del microcredito nel contesto dell’economia sociale di mercato, che postula la necessità di uscire da un tipo di economia puramente speculativo. Le tavole rotonde, riservate ad esperti di diverse discipline, hanno toccato, rispettivamente, i temi del microcredito per le attività turistiche, per la creazione di una rete nazionale di protezione sociale ed economica e per l’attrazione di grandi investimenti. Nella prima, sono state sottolineate le priorità dell’azione complessiva di sistema di offerta turistica e del supporto che, a tal fine può essere dato dal microcredito, ad esempio in materia di promozione all’estero e di creazione e sostegno a nuove vetrine reali e virtuali di proposta delle eccellenze. Nella seconda, dopo l’esposizione, da parte dei rappresentanti di diverse associazioni di categoria, delle problematiche dei piccoli e micro operatori associati, è stata avanzata dall’Ente l’opportunità di definire progetti di microcredito finalizzati a singole categorie di attività economica. Nella terza tavola rotonda è stato evidenziato quanto i temi dei microfinanziamenti e quello dei grandi investimenti siano in realtà strettamente legati, in quanto il microcredito offre alle micro e piccole imprese la possibilità di aggregarsi, crescere e trasformarsi in realtà più importanti e attrattive per gli investitori esteri. Nel servizio che segue, infine, si dà conto dei due workshop non illustrati nel precedente numero di “Microfinanza”: nel primo, coordinato dalla Presidente della Commissione di Vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti Cinzia Bonfrisco, è stato analizzato il ruolo dei Fondi d’investimento per la microfinanza, che si stanno lentamente affermando, anche in Italia, come strumento di democrazia economica e utili per ottenere dalle imprese una maggiore responsabilità, sostenibilità e trasparenza; il secondo worksop, con il coordinamento del Segretario Generale dell’Associazione Europea per la Democrazia Locale, Antonella Valmorbida, si è inserito nel dibattito e nelle attuali riflessioni sulla valenza dell’innovazione sociale, inclusa la microfinanza quale strumento per promuovere cooperazione territoriale in Europa e nei paesi del vicinato, con particolare riferimento al bacino euro-mediterraneo.

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TITOLO DEL WORKSHOP: Sistema impresa e decentramento produttivo: il supporto dei micro-operatori economici alle piccole, medie e grandi imprese

COORDINATORE: Franco Frattini - Presidente SIOI - UN Association for Italy
RELATORI: Giuseppe Tripoli - Segretario Generale Unioncamere Francesco Lippi - Presidente FAPI - Fondo Formazione Piccole Medie Imprese Giovanni Da Pozzo - Membro Consiglio Generale Confcommercio

Sintesi

Il Presidente Frattini introduce il tema “Sistema impresa e decentramento produttivo: il supporto dei micro-operatori economici alle piccole, medie e grandi imprese” soffermandosi in particolare sul problema dell’accesso al credito, che rappresenta il “tema chiave” per grande maggioranza delle microaziende, difficilmente supportate dal sistema bancario. Al riguardo osserva come il microcredito, per la sua funzione sociale, possa rappresentare una reale alternativa a cosiddetto “microprestito”, ossia ad un credito tradizionale di piccolo importo, che le banche spesso negano ai piccoli operatori economici. Altro tema che propone all’attenzione dei relatori è quello dell’evoluzione del sistema produttivo e della specializzazione che sempre più caratterizza i piccoli operatori, oggi in grado di fornire un contributo di rilievo anche alle medie e grandi imprese. Un terzo tema che ritiene possa essere argomento di dibattito è quello della formazione continua e, a tale riguardo, dà la parola al dott. Tripoli di Unioncamere. Il dott. Tripoli riprende i tre spunti introdotti dal Presidente Frattini, sottolineando come il tema dell’accesso al credito sia cruciale per la sopravvivenza sul mercato di milioni di piccoli operatori economici. Osserva, tuttavia, che il fenomeno della cessazione dell’attività di molte aziende (drammaticamente attuale negli ultimi anni e ora in via di graduale rallentamento) non è stato dovuto unicamente alla mancanza di credito ma anche alla crisi della domanda, soprattutto per le attività legate al mercato interno. Con riferimento al sistema della garanzia, rileva come in Italia – a differenza di altri Paesi – si sia costruito un modello “duale” basato da un lato sul sistema della garanzia pubblica (il Fondo Centrale PMI) e dall’altro sul sistema privato dei confidi che, negli ultimi anni, si sono sentiti in un certo senso “spiazzati” dal forte potenziamento finanziario del Fondo centrale. Ritiene, tuttavia, che il sistema dei confidi possa ancora svolgere un ruolo importante a favore della minore imprenditoria, proprio perché mette a disposizione risorse private che possono conferire un valore aggiunto agli interventi del Fondo, a condizione, però, che cresca in efficienza. In questo senso, la nuova legge di riforma del sistema dei confidi può fornire un contributo importante. Riguardo al rapporto tra microimprese e imprese di maggior dimensione, va preso atto che un numero importante di microattività è ormati strettamente collegato ad aziende leader medie e grandi, capaci di fare innovazione e di garantire un mercato alle stesse microaziende, tanto che un quarto delle imprese che operano sull’estero ha rapporti di subfornitura con imprese sotto i 10 dipendenti. Le microimprese che operano all’interno di una filiera dovrebbero, inoltre, essere valutate più favorevolmente dalle banche perché più affidabili e, quindi, essere avvantaggiate nell’accesso al credito rispetto a quelle che non sono inserite in nessun tipo di rete. Con riferimento al microcredito ed ai suoi importanti spazi di espansione, sottolinea la necessità di affiancare al microcredito stesso un’assistenza specifica a favore di chi avvia un’attività. Il fatto che un’azienda su due cessi l’attività dopo pochi mesi dall’avvio sta proprio a significare che il neoimprenditore manca spesso dei fondamentali sulla conoscenza del mercato e del settore nel quale intende operare. Unioncamere, attraverso le Camere di Commercio, è disponibile a fornire il proprio contributo per lo sviluppo di tali servizi di assistenza. Prende quindi la parola il dott. Lippi, che sottolinea come la formazione sia uno degli strumenti fondamentali per far crescere i microimprenditori, tanto che uno degli ultimi avvisi del Fondo FAPI è rivolto orientato proprio alle microimprese. C’è la necessità di accompagnare con interventi di formazione il percorso di chi si avventura nell’avvio di un’attività, anche se questo può non essere sufficiente per diminuire il tasso di mortalità imprenditoriale qualora ci si trovi di fronte ad una diminuzione generalizzata della domanda. In questo contesto la microimpresa, che rappresenta l’indotto della piccola e media impresa, deve essere “orientata” verso il mercato, ed aiutata ad individuare quei settori che possano garantire un futuro di crescita. A tal fine, l’Ente Nazionale per il Microcredito ed il sistema camerale possono svolgere un ruolo importante. In particolare, il lavoro dell’Ente sta andando in questa direzione, anche grazie al modello di finanziamento definito dall’Ente stesso con il sistema bancario e con il supporto dei servizi di assistenza e tutoraggio.. Occorre cominciare a pensare a misure che sostengano la crescita della microimpresa, definendo un’offerta che tenga conto delle caratteristiche di specializzazione proprie delle microimprese di oggi, alle quali le imprese di più grande dimensione possono sub-appaltare una parte dei servizi di cui necessitano. Il dott. Da Pozzo ritorna sul tema dell’accesso al credito, sottolineando come anche le imprese considerate “bancabili” hanno spesso difficoltà di accesso ai finanziamenti di piccolo importo. Esiste un forte gap tra domanda ed offerta di credito per le microimprese, anche perché le banche considerano non remunerativi i prestiti di piccolo taglio, soprattutto in periodi di bassi tassi d’interesse. Quello del microcredito è un mercato potenzialmente interessante, che però deve essere sostenuto anche da parte di soggetti vigilati diversi dalle banche, che possono dare una risposta alla domanda di finanziamento delle imprese più piccole. Un altro tema fondamentale è quello della patrimonializzazione, perché le imprese devono crescere. C’è un problema tipicamente italiano: il 91% della necessità di credito del nostro sistema imprenditoriale è “bancocentrico”, cioè dipendente dal finanziamento bancario, a differenza di altri paesi europei dove sono state sviluppate altre forme di finanziamento come l’equity e, più recentemente, il crowdfunding. Questo significa che ogni volta che il sistema bancario si trova in difficoltà, questo si riversa negativamente anche sulle imprese. Il Presidente Frattini conclude i lavori del workshop affermando che non si può pretendere che il microcredito risolva tutti i problemi di finanziamento delle imprese. E’ necessario un risanamento del sistema bancario e finanziario, che deve tornare ad essere il principale strumento di sostegno alla crescita delle nostre imprese, anche di piccola dimensione, alle quali le banche devono indirizzare l’enorme flusso di risorse finanziarie che ricevono dalla BCE. Ci si attende, inoltre, la riforma del sistema dei confidi, che possono efficacemente supportare l’accesso al credito attraverso lo strumento della garanzia.

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TITOLO DEL WORKSHOP: Microcredito quale strumento di supporto alla pratica sportiva

COORDINATORE: Stella Coppi - Componente Comitato Organizzatore Progetto Ryder Cup 2022
RELATORI: Vincenzo Trani - Mikrocapital, Presidente Carlo Presenti - Rappresentanza italiana presso l’Unione Europea Tiziano Fazzi - Civicamente, Amministratore Delegato

Il tavolo microcredito per lo sport nasce con l’intenzione di mettere in comunicazione il mondo dello Sport ed il mondo della Microfinanza con l’obiettivo di aprire nuove strade e creare nuovi strumenti per aiutare il settore sportivo, sia in ambito di microimprenditorialità sia come strumento di benessere ed inclusione sociale. Il tema è stato affrontato e analizzato da diversi punti di vista Il Dott. Presenti ha illustrato gli aspetti principali della politica europea dello sport con particolare riferimento ai finanziamenti europei. Sottolineando innanzitutto come lo sport sia un grande motore dell’economia, tanto che la Presidenza Italiana dell’Unione Europea nel secondo semestre del 2014 scelse proprio come priorità “l’innovazione legata allo sport e la dimensione economica dello sport”, dalle quali conclusioni emerse come lo sport rappresenti l’1.76% del Valore Aggiunto Lordo totale nell’UE, circa 174 miliardi di euro e l’occupazione connessa allo sport rappresenti il 2.12% del mercato del lavoro UE. A livello di finanziamenti europei lo sport rientra nei programmi di Erasmus+ che prevede il finanziamento strutturale di iniziative dello sport, nel 2016 la cifra per lo sport ha superato i 30 milioni di euro. Fra le finalità delle azioni che possono essere finanziate si trovano la good governance nello sport, l’inclusione sociale e le pari opportunità oltre all’attuazione delle linee guida in materia di occupazione istruzione e formazione. Dal momento che lo sport comprende in modo diretto o indiretto numerose attività è possibile pensare a finanziamenti a valere su quasi tutti i Fondi Europei; si evidenzia come ci sia un notevole interesse da parte della Commissione a favorire l’utilizzazione dei fondi strutturali nel settore dello sport, ponendo l’accento sull’uso sociale delle strutture eventualmente finanziate, così come il programma COSME per la competitività delle piccole e medie imprese è di grande interesse. Fra le opportunità, molto interessanti, suggerite dal dott. Presenti c’è la richiesta alla Commissione di dedicare un workshop relativo alla “microfinanza per lo sport” all’interno dell’annuale Forum dello sport organizzato dalla Commissione stessa. Altro possibile strumento sarebbe la presentazione, da parte dell’Ente Nazionale per il Microcredito, di un progetto per lo studio dell’utilizzo del Microcredito nel settore sportivo, con scambio di buone pratiche con partner europei corredato da una conferenza conclusiva sul tema. Tiziano Fazzi, riprendendo il tema di Erasmus+ rileva come nella sua esperienza, quale operatore nel settore delle attività di educazione e formazione, abbia in più occasioni rilevato la necessità di una esigenza educativa ed anche finanziaria ed economica in ambito sportivo. Questo perchè lo sport tocca trasversalmente moltissimi ambiti, dalla salute all’inclusione sociale, dalla legalità all’economia. Proprio in quanto valore trasversale, la costruzione di strumenti per formatori in ambito sportivo, che spesso sono volontari, può favorire lo sviluppo della pratica sportiva in tutti i suoi aspetti, da quello sociale a quello economico. Infine l’esperienza di Mikrocapital espressa dal Presidente Trani è un caso concreto di grande interesse e modello cui ispirarsi, nato dalla sollecitazione ad operare nel mondo dello sport da parte di Federazioni sportive internazionali. L’esigenza di queste Federazioni era il supporto di ex atleti dopo il fine carriera, ovvero aiutare attraverso strumenti formativi ed economici chi intendeva rimanere nel mondo dello sport da un punto di vista imprenditoriale e professionale. La Federazione segnala a Microcapital i soggetti che intendono proporre il progetto da finanziare, Microcapital si occupa della formazione imprenditoriale, dell’erogazione del finanziamento - normalmente in microleasing - e della parte marketing per la riuscita del progetto finanziato. Microcapital esegue monitoraggi ogni 3 mesi e la Federazione si impegna a promuovere, dando visibilità durante manifestazioni, sponsorizzando e pubblicizzando il singolo progetto. Questo modello ad oggi ha prodotto oltre 350 impianti ed un totale erogato pari a 7.5 milioni di euro. Le conclusioni del tavolo si possono riasssumere nei seguenti punti: - riconosciuta necessità per il mondo sportivo di strumenti tipici della Microfinanza - trasversalità dei valori dello sport che consentono l’applicazione degli strumenti propri della microfinanza in ambiti diversi, dalla microimpresa al sociale. - considerati gli ambiti diretti e indiretti del settore sportivo c’è la possibilità di accedere a finanziamenti europei appartenenti a più Fondi - la collaborazione fra istituzioni sportive ed operatori del microcredito porta vantaggi sia per la divulgazione dello sport sia per il tessuto economico e sociale ad esso legato Si auspica pertanto che le proposte da rivolgere alla Commissione vengano portate avanti, così come il protocollo di intesa ENM-CONI, alla luce dell’esperienza di Microcapital venga potenziato e valorizzato.

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TITOLO DEL WORKSHOP: Finanziare l’impresa culturale: microcredito e finanza inclusiva

COORDINATORE: Mario La Torre
RELATORI: Riccardo Aguglia - FEI Federico Bo - Produzioni dal Basso Giampaolo Letta - V.P. Unindustria Lazio Stefano Spera - Invitalia
TESTIMONIANZA: Tenerezza Fattore - Teatro Cassiopea

Sintesi Il workshop ha evidenziato come la necessità di finanziamento delle imprese culturali non trovi ad oggi adeguata risposta nel mercato. Terreno comune condiviso, quello che il microcredito si presenta come strumento idoneo a finanziare le imprese culturali, sia a livello corporate – quando si tratti di microimprese (caso comune nel settore) – sia per specifici progetti. Gli interventi dei relatori hanno fatto emergere alcune linee di azione, anche ispirate da best practises e da iniziative istituzionali. Tra le best practises, quella delle piattaforme di crowdfunding dedicate ai progetti culturali lascia intravedere uno spazio di finanziamento che può essere considerato fisiologico solo per alcune specifiche iniziative, e che comunque deve essere accompagnato da altre forme di funding; ciò in ragione del fatto che, a fronte di risposte positive del mercato, nella maggior parte dei casi il crowdfunding copre percentuali ridotte del budget richiesto. In tale ottica, la sinergia tra crowdfunding e microcredito merita di essere esplorata in termini di complementarietà tra i due strumenti. A livello istituzionale, sono emerse sollecitazioni sia a livello nazionale che comunitario. Per quanto riguarda il piano nazionale, le esperienze di Invitalia, con i suoi fondi dedicati alla microimpresa, ed in particolare con l’esperienza del Programma Cultura Crea, conferma la necessità per il settore di fare affidamento su un funding pubblico di natura agevolata. Anche in questo caso, tuttavia, emergono spazi non coperti in ragione di una localizzazione degli interventi nelle c.d. Regioni obiettivo su cui insistono i fondi comunitari, che lasciano scoperte tutte le Regioni del Centro- Nord. In tale ottica, l’offerta di microcredito deve essere vista come complementare al finanziamento pubblico, per le imprese residenti nelle Regioni obiettivo, come strumento alternativo ai finanziamenti agevolati di natura pubblica, nelle altre Regioni. A livello comunitario, esistono diversi programmi dedicati specificatamente alla cultura; nella nuova programmazione il Programma Creative Europe è quello che contiene tutti gli aiuti diretti all’impresa culturale nelle sue diverse accezioni. In particolare, il nuovo Fondo di Garanzia previsto da Creative Europe, e gestito dal FEI, facilita il credito ordinario in quanto consente alle banche convenzionate di ottenere una garanzia pubblica che annulla l’assorbimento patrimoniale riferito al rischio di credito per la parte dei finanziamenti coperti dal Fondo. Poiché, tuttavia, il Fondo copre una percentuale del portafoglio crediti più ridotta di quella tradizionalmente coperta dal nostro Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, la sezione dedicata al microcredito del nostro FG potrebbe essere sinergica – in termini di cogaranzia o controgaranzia – al Fondo di Creative Europe.

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TITOLO DEL WORKSHOP: Microfinanza, quale strumento di inclusione, coesione e sviluppo, per la prevenzione dei fenomeni dell’usura e della criminalità organizzata

COORDINATORE: Nello Tuorto - Direttore Generale di FINETICA Onlus
RELATORI: Marcello Cozzi - Presidente FONDAZIONE nazionale antiusura e vicepresidente nazionale LIBERA Maurizio Fiasco - Esperto CONSULTA nazionale antiusura in sicurezza pubblica e gioco d’azzardo Biagio Riccio - Esperto FAVOR DEBITORIS in usura bancaria e segnalazioni alla centrale rischi Sintesi

Il WS è stata l’occasione per riflettere ed avanzare soluzioni, alle attuali rigidità nell’accesso al sistema finanziario - soprattutto per le famiglie e le microimprese - e quindi sulle possibilità concrete di ridurre l’alto tasso di “esclusione finanziaria” presente nel nostro Paese che riguarderebbe il 25% della popolazione attiva; al fine di evitare comportamenti che portino ad ulteriori sovra indebitamenti e quindi alla reale possibilità - per milioni di persone - di cadere nelle mani degli usurai e quindi della criminalità organizzata. Ci si è soffermati quindi sulle modalità di funzionamento del “Fondo di prevenzione dell’usura” istituito, ai sensi dell’art. 15 della Legge 108/96, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e sono state ipotizzate delle proposte di modifica ad una Legislazione che dopo 20 anni di sperimentazione sul campo, si presenta certamente con delle necessità di “manutenzioni” e miglioramenti. Uguale attenzione è stata riposta anche sul funzionamento in questi anni del “Fondo di solidarietà alle vittime di estorsioni e di usura” istituito con DPR 455/99, presso il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, al fine di ipotizzare eventuali miglioramenti. Ci si è soffermati poi sul tema scottante dell’usura bancaria, laddove la Legge 108/96, con l’individuazione del “tasso soglia” aveva indicato in maniera chiara ed inequivocabile il limite al di là del quale gli stessi “intermediari” vigilati da Banca d’Italia, non potevano andare. D’altro canto però, l’azione lobbistica di Banche e finanziarie, con l’aiuto di compiacenti “note interpretative” della stessa Banca d’Italia, ha portato all’abolizione di fatto del principio del “tasso soglia”: si sono sviluppate così un numero infinito di segnalazioni alle “Centrali dei Rischi” creando un popolo di “paria”, che seppur stia reagendo con fermezza e determinazione, impugnando i contratti avanti l’Autorità Giudiziaria, risulta di fatto completamente “escluso” dal sistema finanziario. E’ emersa pertanto l’urgente necessità di rivedere e modificare le procedure di segnalazione alle “Centrali dei Rischi” rendendole più trasparenti ed oggettive con l’individuazione di responsabilità precise per le - troppo frequenti - errate o inopportune segnalazioni. A questo punto, il WS è stata un’importante occasione per riflettere sulle modalità di attuazione di Programmi di Microfinanza - a valere sui Fondi Strutturali europei gestiti dalle 5 Regioni cd “meno sviluppate” d’Italia - finalizzati per l’appunto, all’inclusione socio economica di famiglie e microimprese, al fine di innescare circuiti virtuosi di accesso al credito, tendenti all’inclusione finanziaria di soggetti ad alto rischio di insolvenza.

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