IL MICROCREDITO: L’INGREDIENTE DEL SUCCESSO

Giorgia Burzachechi

La tendenza dei programmi televisivi degli ultimi anni ci ha abituato a guardare gli chef come a delle vere e proprie rock star. Stellati, figli d’arte, carismatici o di bell’aspetto, li vediamo alle prese più con il pubblico in tv che con pentole e spatoline in cucina. Eppure la realtà è ben diversa da quella che ci appare: lontano dalle luci dei riflettori c’è tanto lavoro, preparazione, abnegazione e lunghi periodi lontani dalla famiglia. Ma soprattutto, ciò che non si vede in tv, è la serrata selezione. Non tutti ce la fanno, non tutti diventano o accumulano stelle, e non tutti hanno garanzie sufficienti per aprire un’attività e mettersi in proprio. Che fare allora? È proprio questa una delle mission dell’Ente Nazionale per il Microcredito, supportare e accompagnare giovani (e non solo giovani), impegnati nel mondo della ristorazione a realizzare i propri sogni. Per ogni chef che apre la sua attività, molti sono i nuovi posti di lavoro: dalla gestione del ristorante alla connessione con le aziende di prodotti e quelle vinicole. Uno sguardo al futuro verso il quale non si può andare se non unendo le forze e trovando i giusti partner. Un settore economico che può e deve guadagnare il ruolo che merita, fatto da numerosissime realtà enogastronomiche che caratterizzano territori e tradizioni: un’occasione per il turismo. Ed è proprio all’insegna di quest’obbiettivo che ENM ha preso parte al Taste of Excellence, la kermesse tutta dedicata alle eccellenze della ristorazione, del buon cibo e del buon bere made in Italy, che quest’anno ha festeggiato il compleanno numero quattro al SET, Spazio Eventi Tirso, una festa durata 3 giorni, dal 26 al 28 novembre. Taste of Excellence non è il classico format per il pubblico, o meglio, anche. Ma è soprattutto un incontro per professionisti del settore, una rassegna B2B dedicata agli operatori, dove si riuniscono chef, produttori, aziende vinicole, pizzaioli, food designer, scuole, giornalisti e anche istituti di credito. Non poteva mancare, in questo contesto, anche l’Ente Nazionale per il Microcredito che con il suo progetto si pone come la miccia che accende tante nuove idee per tutti gli attori del mondo enogastronomico. Con il suo modello e gli strumenti ausiliari, ENM aiuta il futuro imprenditore fin dai primi passi: dalla pianificazione del modello di business, al confronto con la banca, fino all’accesso al credito. Obiettivo che si sposa perfettamente con la filosofia di Taste of Excellence “essere utili a tutti gli operatori”, come conferma Pietro Ciccotti, editore di Excellence Magazine e ideatore della manifestazione. “A differenza di tante altre manifestazioni che guardano le ‘stelle’, noi le guardiamo per la loro concretezza e per l’abnegazione che hanno nel lavoro. Guardiamo l’impresa che ha portato al risultato” spiega. L’impresa intesa non solo come duro lavoro, e formazione - che certamente è fondamentale - ma anche come business, il piano economico necessario. Mostrare il punto di arrivo, ma anche i procedimenti che hanno consentito di raggiungere il traguardo. E’ per questo che occorre puntare molto anche ai momenti formativi, analizzare gli algoritmi del settore della ristorazione, focalizzarsi sui passaggi individuali. Il settore enogastronomico è importantissimo per l’Italia; è volano per l’economia e soprattutto per quella del turismo. Tante sono le offerte quante le tradizioni culinarie, variano non solo da regione in regione, ma anche dalle singole provincie, città e in alcuni casi anche frazione. La cultura italiana è ricchissima e le possibilità sono molteplici, soprattutto per chi ha idee innovative da realizzare. Le eccellenze presenti alla manifestazione sono esempi positivi da cui poter trarre buoni suggerimenti pratici. Così siamo andati a chiedere loro come giovani, startupper e anche chi ha deciso di cambiare vita e lavoro, possono investire i 25000 euro del microcredito. “L’atteggiamento vincente è quello da startup, quello sempre entusiasta, e trovare chi supporta i giovani che vogliono investire nella formazione è necessario” dice Dominga Cotarella, direttore marketing di Falesco, azienda vinicola di famiglia che si rinnova puntando sulla formazione con la scuola di IntreCCCi, dedicata alla sala, per “insegnare a trasmettere questa passione, per riuscire a creare empatia con gli ospiti, per farli sentire a proprio agio”. Microcredito per la formazione e chissà che magari un giorno non si possa diventare come Gianluca Forino e Ciro Caldieri, 27 anni e campione mondiale juniores di pasticceria uno, 34 anni e food designer l’altro. Dal loro incontro nasce la Portineria, una risto-pasticceria nel cuore di Roma “L’Italia è un Paese con grande potenziale di idee, ed è fondamentale ci sia qualcuno che possa aiutarti nella realizzazione”. Un pizzico ammirazione da parte dei più affermati come Paolo Gramaglia Executive Chef e Patron del Ristorante President di Pompei “io sono fortunato, faccio il lavoro più bello del mondo in una location da sogno, ma la strada è stata lunga. Quando abbiamo iniziato noi, eravamo soli. Magari ci fossero state iniziative come quella dell’Ente Nazionale per il Microcredito: con un tutor esperto alle spalle non si può sbagliare”. C’è anche chi porta avanti il sogno dal cognome celebre, è il caso de La Tognazza, l’azienda vinicola della famiglia Tognazzi. La villa di Velletri di Ugo, dove era solito incontrare amici come Vittorio Gassman e altri grandi attori del tempo per trascorrere serate all’insegna della buona cucina, condita con l’olio da egli stesso realizzato e buon vino, ha preso di nuovo vita. Gianmarco Tognazzi ha ripreso il sogno del padre e lo ha trasformato in realtà: una startup con quasi 50 anni di età e medesima goliardia, che produce vini come il “Tapioco” e “Antani”. Ma “per realizzare i sogni, serve anche un aiuto economico e ben vengano le iniziative di ENM” afferma Giusy Ferraina, direttore di comunicazione. Giovanissimi e pieni di idee sono gli sturtupper di Shockino, il primo cioccolatino componibile e personalizzabile a seconda dei gusti di chi lo assapora, che ha ricevuto una nomination speciale al Compasso d’Oro 2015. “L’idea è fondamentale”, dice Gabriele Cossu, uno dei due designer “ma non basta: ci vuole anche un abilitatore e il microcredito nelle fasi iniziali è indispensabile”. “Non c’è idea senza impresa e non ci sono imprese senza idea” gli fa eco Gabriele Stringa, giovanissimo responsabile di comunicazione dell’azienda vinicola Ferro 13, l’azienda che spopola per il suo celebre vino ‘Hipster’. “Bisogna allontanare l’idea che è possibile arrivare all’obiettivo saltando dei passaggi. Occorre impegnarsi molto e trovare partner validi, pronti a sostenerti economicamente” conclude. C’è anche chi la ha raggiunto la notorietà, eppure continua a credere e puntare sui giovani. E’ il caso di Federico Prodon, terzo classificato della seconda edizione di Bake Off Italia, pasticcere e autore di libri, “è importantissimo il lavoro dell’Ente Nazionale per il Microcredito, perché i giovani sono la linfa per il futuro”, dice l’ormai celebre pasticcere “non dare loro la possibilità di sostenersi economicamente, vuol dire reprimere più posti di lavoro, non solo quello di chi propone l’idea, ma anche quelli di tutti i lavori ad essa correlati”. Provando quindi a riassumere le esperienze dei protagonisti della manifestazione, si può affermare che gli ingredienti per una ricetta di successo sono: studio, tanto sacrificio, un obiettivo semplice e i giusti partner. Si mescola il tutto, si accende il fuoco dell’idea grazie al supporto finanziario e a un buon piano economico e si condisce il tutto con tradizione e innovazione. Lo stesso taste of Excellence, la pentola che ha messo insieme tutti questi prodotti e ne ha fatto una ricetta di gusto ed elevata qualità, ne offre un buon esempio. “Speriamo di poter continuare ad ospitare le iniziative dell’Ente Nazionale per il Microcredito come nostre partner. I nostri obiettivi sono comuni: aiutare e sostenere gli operatori, premiare le idee vincenti e rilanciare l’economia” dice Ciccotti. E se volessimo paragonare il Taste of Excellence a un piatto, quale sarebbe? “Sarebbe certamente un piatto buono, bello a vedersi, semplice all’apparenza ma con un grande lavoro alle spalle” conclude l’ideatore dell’evento “Un tagliolino al tartufo bianco, con pochi ingredienti che fanno la differenza”.

MICROFINANZA, LA “NUOVA NORMALITÀ”

Stefano Battaggia | Consulente in affari europei

ABSTRACT

Last October 27, a conference titled ‘Subsidiary services from the microfinance sector: a key tool to address the refugee crisis’ was held in Brussels, at the premises of the Economic and Social Committee (EESC). In the organisers’ statements, the European Microfinance Network (EMN), represented by Mr Jorge Ramirez Puerto and Microfinance Centre (MFC), represented by Mr Cristian Jurma, the purpose of the event was threefold: witnessing the success of the experience gained during the Second European Day of Microfinance, celebrated across Europe a week before with a score of events (in Italy, among other things, with the Third Forum on Microfinance); Presenting the results of a joint MFC-EMN report about a survey carried out on the microfinance sector in Europe during 2014-15; Analysing the existing possibilities of financing non-financial services offered by the microfinance sector by exploring the alternatives offered at EU level, with a special regard to the crisis of refugees and migrants.

Il 27 ottobre scorso si è svolta a Brussel, presso il Comitato Economico e Sociale (CESE), una conferenza dal titolo ‘Servizi ausiliari dal settore microfinanziario: uno strumento fondamentale per affrontare la crisi dei rifugiati’. Nelle dichiarazioni degli organizzatori, lo European Microfinance Network (EMN), rappresentato dal Sig. Jorge Ramirez Puerto e il Microfinance Centre (MFC), rappresentato dal Sig. Cristian Jurma, lo scopo dell’evento era triplice: testimoniare il successo delle esperienze raccolte durante la Seconda Giornata Europea della Microfinanza, celebrata nel continente una settimana prima con una ventina di eventi (in Italia, fra l’altro, col Terzo Forum sulla Microfinanza); presentare la relazione sui risultati dell’indagine congiunta EMN-MFC sul settore della microfinanza in Europa 2014-15; analizzare le attuali possibilità di finanziamento dei servizi non finanziari offerti dal settore della microfinanza, anche con riferimento alla crisi dei rifugiati e dei migranti, esplorando le alternative offerte a livello comunitario. L’evento ha confermato un ‘new normal’, un quadro in cui la microfinanza in Europa non è più vista come una cavia di laboratorio, oggetto di esperimenti sulla propria bontà, bensì uno strumento provato, da applicare efficacemente nel più ampio spettro possibile, non solo nella lotta contro l’esclusione finanziaria e la povertà, ma anche in presenza di fenomeni straordinari, come quello della crisi dei rifugiati. La conferenza è stata aperta dall’olandese Joost Van Iersel, presidente della Sezione per l’Unione Economica e Monetaria e la Coesione Economica e Sociale del CESE, che ha sottolineato l’impegno che la sua organizzazione profonde per le problematiche del finanziamento alle piccole e medie imprese, vulnerabili ma cruciali nella lotta alla disoccupazione e all’esclusione sociale. Resta molto da fare – spiega Van Iersel - perché la maggior parte dei Paesi UE non ha ancora una legislazione sulla microfinanza. Cristian Jurma, presidente del MFC, un’associazione che riunisce le imprese di microfinanza dell’Europa Orientale, sottolinea l’importanza di questo evento per promuovere l’industria della microfinanza ed aumentarne la visibilità presso i governi, nonché condividere esperienze e buone pratiche. Commentando i risultati della Seconda Giornata della Microfinanza, riferisce che dei 27 membri della UE, 16 hanno partecipato all’evento, più tre Paesi extra UE: Georgia, Kazakistan e Mongolia. Tra i 28 membri del MFC, si sono contate ben 32 azioni individuali, tra cui: addestramento ed eventi informativi (Ungheria), conferenze tematiche (Bosnia-Erzegovina, Italia, Paesi Bassi, Mongolia), dibattiti serali sulla finanza impegnata nel sociale (Francia), colazioni d’affari per i piccoli imprenditori locali (Ungheria, Spagna), un anniversario (10 anni di Coopest, Belgio), una campagna nazionale di pubbliche relazioni (Irlanda), lancio di siti web dedicati all’evento (Georgia). Katarzyna Pawlak, direttrice del MFC, ha presentato un’anticipazione di un report voluto dalla Commissione Europea che verrà pubblicato a breve: ‘The Microfinance sector in Europe at a glance – Main findings of a Survey of ENM-MFC members 2014-2015’. In quasi un centinaio di pagine vengono analizzate 149 imprese di microfinanza di 22 Paesi, imprese leader partner di ENM o MFC, quindi sufficientemente rappresentative dell’industria. La buona notizia è che il settore è in crescita: alla fine del 2015 l’outreach è cresciuto del 10% con quasi un milione di clienti serviti (933.000), per un portafoglio di 2,5 miliardi di euro (+15%). Sono stati erogati 553.000 prestiti (+12%) pari a 1,6 miliardi di euro (+16%). Anche gli indici finanziari riferiti al 2015 ci comunicano che il settore è in buona salute: PAR30 9,7% (10,4% nel 2014), ROE 5,7% (2,8% nel 2014), crediti inesigibili: 2,6% (2,8% nel 2014). I prestiti per le attività imprenditoriali rappresentano il 58%, con un valore medio di €7.947, mentre i prestiti personali costituiscono il rimanente 42%, con un valore medio di €1.697. In merito alla performance sociale, a differenti mercati corrispondono differenti gruppi target dell’inclusione finanziaria: imprese informali, lavoratori autonomi e imprese con meno di cinque addetti. L’80% dei clienti sono persone escluse dal sistema bancario, soprattutto donne (35%) o clienti rurali (29%) per un totale di circa 500.000 di clienti di cui 207.983 imprese (+8,6%). In ordine ai servizi ausiliari (per es. l’educazione finanziaria, il tutoraggio), le IMF che erogano crediti facendone a meno sono una minoranza: il 42% infatti non li offre; il 58% li offre, così suddivisi: 22% consulenze sul debito; 32% piano finanziario; 27% formazione imprenditoriale; 31% educazione finanziaria; 30% tutoraggio; 3% corsi a distanza in rete; 7% altro. Il numero dei servizi ammontava nel 2014 a 200.000, con un incremento del 50% rispetto al 2005. In termini di prodotti finanziari, i microprestiti personali fanno ancora la parte del leone e le IMF dell’Europa Orientale sono le più sostenibili. A testimonianza di come possano esser svolti professionalmente i servizi ausiliari al microcredito, l’olandese Elwin Groenevelt, dopo aver premesso quanto avesse imparato da attori e strumenti esterni al settore della micro finanza (coach, riviste di marketing, etc.), ha illustrato i servizi che offre IMF Qredits, azienda privata non profit che ha fondato nel 2009 nei Paesi Bassi. Quest’azienda olandese, come la belga Microstart, è spesso portata ad esempio nelle conferenze di Brussel, sia per la prossimità geografica che per la circostanza di aver beneficiato di finanziamenti europei attraverso i programmi Progress, EaSI o COSME. Qredits, attiva oltre che nei Paesi Bassi anche nei Caraibi, si è posta fin dall’inizio tre obiettivi strategici: raggiungere il punto di pareggio entro 3 anni; coniugare un approccio personale al cliente con le nuove tecnologie IT; collaborare con le banche convenzionali, viste non come concorrenti, bensì come partner. In azienda, i servizi ausiliari vengono svolti grazie ad una rete di 600 volontari, la maggior parte ex imprenditori, che completano un corso a distanza di microfinanza e si riuniscono con cadenza quadrimestrale. Fino a giugno 2016 Qredits ha erogato 8.000 prestiti per €156 milioni, creando oltre 10.000 posti di lavoro. Due i prodotti principali: microprestiti fino a 50.000 euro e prestiti da 50.000-250.000 euro per le PMI. I business development services (mentoring, training, coaching e capacity building ovvero servizi di orientamento, formazione, preparazione e rafforzamento delle capacità, in seguito: BDS) sono estremamente importanti ma vanno calibrati al target: per es. per le persone con cultura universitaria a volte bastano dei modelli o del tutoraggio. Nel sito internet di Qredits i clienti possono usufruire di una pletora di servizi: fare il test attitudinale per l’imprenditorialità; scaricare gratis i modelli (template) del piano d’impresa e del piano finanziario (in media si registrano 100 scaricamenti giornalieri); se non sono sufficienti si organizzano servizi ad hoc a pagamento in modalità di apprendimento a distanza (e-learning) - in media 15 a settimana - utilizzati anche dalle scuole professionali. Oltre all’olandese, le lingue disponibili sono l’inglese, lo spagnolo, l’italiano e il papiamento. Sempre sul sito web si può scegliere il proprio addestratore professionale (coach) e pagare una cifra modesta, da 50 a 200 euro/addestratore per anno. Ovviamente non si tratta di prezzi di mercato, ma si ritiene importante far pagare i servizi per sottolineare la professionalità offerta. Quest’anno Qredits ha fatturato coi BDS €400.000, di cui €70.000 reinvestiti in tecnologia informatica. Fatto singolare, il tutoraggio viene offerto sia in presenza che in assenza di un microprestito. Le lezioni apprese si possono riassumere con un motto: “Run BDS like a business” (“Gestire i servizi ausiliari come un’attività economica”), che si concreta nello sviluppo di strumenti in rete per abbassare i costi, nella collaborazione di volontari, nel far pagare i servizi, nel definire target finanziari anche per i BDS. Nella seconda parte della conferenza, Patrick Sapy, direttore di Microstart e presidente di ENM, modera un panel di specialisti che discutono sul come i servizi ausiliari possano aiutare i rifugiati ad integrarsi nella società che li accoglie fintantoché non possano far ritorno al loro Paese di origine.

Micol Pistelli, rappresentante della UNHCR (Agenzia della Nazioni Unite fondata nel 1950 e con sede a Ginevra, con la missione di dare protezione e servizi per rifugiati in tutte le fasi del processo, dal momento in cui lasciano il loro paese di origine fino al momento in cui vi fanno ritorno) sottolinea come UNHCR non sia un organo politico come la Commissione Europea, per cui la collaborazione non sempre avviene in condizioni ideali. Nel passato, UNHCR si è occupata anche di inclusione finanziaria dei rifugiati, in questo momento però la scala è diversa e si richiede un’altra strategia. La Sig.a Pistelli che ha lavorato per il MIX prima di entrare in UNHCR, sottolinea come ad ogni fase del processo il rifugiato abbia bisogno di assistenza finanziaria, in termini di fabbisogno di contanti alla partenza, di erogazione di microcredito, assistenza ai risparmi e di trasmissione delle rimesse. Holger Seifert, della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) dopo aver presentato la sua istituzione, fondata nel dopoguerra per alleviare i disagi dei rifugiati (organizzando scuole, ospedali ecc.), comunica che, per quanto concerne la protezione degli sfollati, nell’ottobre 2015 è stato creato un fondo per assistere queste persone che arrivano in Europa, con interventi nei Balcani, per es. in Slovenia, Croazia e Grecia. Edvardas Bumsteinas del Fondo Europeo d’Investimenti, spiega come i programmi di microfinanza possano venir adattati alla crisi dei migranti e rifugiati. In proposito, riferisce di due strumenti quali il “Resilience initiative for EU’s Southern Neighbourhood and Western Balkans” e l’Impact Financing Envelope (IFE) con stanziamento di 300 milioni supplementari per il ‘migration package’. Dal mondo accademico, Bumsteinas segnala l’iniziativa “University meets microfinance” che si è conclusa l’anno scorso e ha affrontato anche le tematiche dell’inclusione finanziaria dei migranti. Cristina Dumitrescu, investment manager presso il FEI presenta l’ultimo rapporto sull’inclusione finanziaria, il quale riporta che in Europa sono stati mobilizzati 1 miliardo di euro per 100.000 microimprenditori attraverso garanzie e controgaranzie a titolo gratuito. Per ciò che concerne il tema del dibattito, la Sig.a Dimitrescu afferma che il 21% delle IMF dichiara di includere nella propria missione sociale l’inclusione finanziaria dei migranti. Ann Branch, della Commissione Europea, DG EMPL, dopo aver illustrato le iniziative per il microcredito dal 2010 con Progress Microfinance, a EASI per il periodo 2014-2020, illustra quanto prioritaria sia l’agenda della Commissione Europea per l’aiuto ai migranti e rifugiati. Fra le iniziative che testimoniano l’impegno della Commissione, cita EU migration agenda del 2015 e il follow-up “Action plan for third country nationals” del giugno 2016. Prima della crisi dei rifugiati, già il piano Entrepreneurship 2020 Action Plan del 2012, riconosceva l’importanza dell’imprenditorialità fra i migranti, uno più recente segnala le buone pratiche per finanziare progetti pilota. Pur riconoscendo che l’imprenditorialità non è una panacea per tutti, afferma che occorre rimuovere gli ostacoli all’inclusione finanziaria, che sono superiori alla norma per il motivo che queste persone sono degli sfollati, con problemi di comprensione dei regolamenti, della lingua ecc. Di converso, il report “The missing entrepreneurs” del 2014 sottolineava il contributo anche culturale che i migranti possono dare allo sviluppo dell’economia. Tra le iniziative in corso dedicate all’integrazione dei rifugiati nel mondo del lavoro, si distinguono gli interventi finanziari da quelli non finanziari. Fra i primi, si segnalano: Dal piano di investimenti ‘Juncker’ si aggiungono ulteriori garanzie da parte del FEI di 100 milioni di euro per finanziare il microcredito e l’impresa sociale, anche per i rifugiati; Un nuovo strumento equity del FEI per finanziare le imprese sociali; Uno schema payment by result e impact bonds per integrare i rifugiati; Rientrano nei secondi: Uno schema pilota che sarà lanciato dal FEI nel 2017 per finanziare i maggiori costi dei servizi ausiliari destinati ai migranti (somme forfait alle IMF che ricevono supporto finanziario); DG Growth ha pubblicato a settembre due call per un ammontare totale di 3 milioni di euro: una sul training e mentoring per migranti ed una sul networking fra le imprese (non solo le IMF) che gestiscono il fenomeno delle migrazioni; La European Social Innovation Competition, iniziata nel 2013: quest’anno il tema era sull’innovazione sociale con riferimento ai rifugiati e ai migranti; La European Skills Agenda, con azioni specifiche per i migranti con uno strumento atto a rilevare, fra l’altro, le loro capacità imprenditoriali; La costruzione di un sito per l’apprendimento delle lingue online, orientato ai rifugiati e migranti. Infine, Michel Servoz, Direttore Generale di DG EMPL, chiude i lavori affermando che per creare occupazione occorre promuovere l’imprenditorialità e la microfinanza è uno strumento molto importante al riguardo. Visto il successo di Progress Microfinance, che dal 2010 ha aiutato 50.000 microimprenditori europei creando e preservando 85.000 posti di lavoro in 23 Paesi membri, invita a guardare al futuro con ottimismo. Col nuovo programma EaSI, lanciato nel 2015, sono già state siglate 32 transazioni con intermediari finanziari in 18 Paesi per €51,6 milioni (metà del budget disponibile per il periodo 2014-2020) che generano €640 milioni di finanziamenti iniettati nell’industria della microfinanza e nel settore dell’impresa sociale. Inoltre, grazie ai fondi EFSI (European Fund for Strategic Investments, cd. Piano Juncker), iniziativa lanciata per il periodo 2017-2020, sono 200.000 le microimprese che hanno avuto un miglior accesso alla finanza. Per quanto riguarda il tema della conferenza, il Sig. Servoz anticipa nel 2017 sarà lanciato un progetto pilota di rafforzamento delle capacità dal valore di 1 milione di Euro che coinvolgerà i rifugiati. Da ultimo, ha annunciato che un nuovo portale sarà lanciato a breve: sarà un luogo di scambio nel mercato del microcredito, ne aumenterà le opportunità e la trasparenza.

MICROFINANZA, LA “NUOVA NORMALITÀ”

Stefano Battaggia | Consulente in affari europei

ABSTRACT

Last October 27, a conference titled ‘Subsidiary services from the microfinance sector: a key tool to address the refugee crisis’ was held in Brussels, at the premises of the Economic and Social Committee (EESC). In the organisers’ statements, the European Microfinance Network (EMN), represented by Mr Jorge Ramirez Puerto and Microfinance Centre (MFC), represented by Mr Cristian Jurma, the purpose of the event was threefold: witnessing the success of the experience gained during the Second European Day of Microfinance, celebrated across Europe a week before with a score of events (in Italy, among other things, with the Third Forum on Microfinance); Presenting the results of a joint MFC-EMN report about a survey carried out on the microfinance sector in Europe during 2014-15; Analysing the existing possibilities of financing non-financial services offered by the microfinance sector by exploring the alternatives offered at EU level, with a special regard to the crisis of refugees and migrants.

Il 27 ottobre scorso si è svolta a Brussel, presso il Comitato Economico e Sociale (CESE), una conferenza dal titolo ‘Servizi ausiliari dal settore microfinanziario: uno strumento fondamentale per affrontare la crisi dei rifugiati’. Nelle dichiarazioni degli organizzatori, lo European Microfinance Network (EMN), rappresentato dal Sig. Jorge Ramirez Puerto e il Microfinance Centre (MFC), rappresentato dal Sig. Cristian Jurma, lo scopo dell’evento era triplice: testimoniare il successo delle esperienze raccolte durante la Seconda Giornata Europea della Microfinanza, celebrata nel continente una settimana prima con una ventina di eventi (in Italia, fra l’altro, col Terzo Forum sulla Microfinanza); presentare la relazione sui risultati dell’indagine congiunta EMN-MFC sul settore della microfinanza in Europa 2014-15; analizzare le attuali possibilità di finanziamento dei servizi non finanziari offerti dal settore della microfinanza, anche con riferimento alla crisi dei rifugiati e dei migranti, esplorando le alternative offerte a livello comunitario. L’evento ha confermato un ‘new normal’, un quadro in cui la microfinanza in Europa non è più vista come una cavia di laboratorio, oggetto di esperimenti sulla propria bontà, bensì uno strumento provato, da applicare efficacemente nel più ampio spettro possibile, non solo nella lotta contro l’esclusione finanziaria e la povertà, ma anche in presenza di fenomeni straordinari, come quello della crisi dei rifugiati. La conferenza è stata aperta dall’olandese Joost Van Iersel, presidente della Sezione per l’Unione Economica e Monetaria e la Coesione Economica e Sociale del CESE, che ha sottolineato l’impegno che la sua organizzazione profonde per le problematiche del finanziamento alle piccole e medie imprese, vulnerabili ma cruciali nella lotta alla disoccupazione e all’esclusione sociale. Resta molto da fare – spiega Van Iersel - perché la maggior parte dei Paesi UE non ha ancora una legislazione sulla microfinanza. Cristian Jurma, presidente del MFC, un’associazione che riunisce le imprese di microfinanza dell’Europa Orientale, sottolinea l’importanza di questo evento per promuovere l’industria della microfinanza ed aumentarne la visibilità presso i governi, nonché condividere esperienze e buone pratiche. Commentando i risultati della Seconda Giornata della Microfinanza, riferisce che dei 27 membri della UE, 16 hanno partecipato all’evento, più tre Paesi extra UE: Georgia, Kazakistan e Mongolia. Tra i 28 membri del MFC, si sono contate ben 32 azioni individuali, tra cui: addestramento ed eventi informativi (Ungheria), conferenze tematiche (Bosnia-Erzegovina, Italia, Paesi Bassi, Mongolia), dibattiti serali sulla finanza impegnata nel sociale (Francia), colazioni d’affari per i piccoli imprenditori locali (Ungheria, Spagna), un anniversario (10 anni di Coopest, Belgio), una campagna nazionale di pubbliche relazioni (Irlanda), lancio di siti web dedicati all’evento (Georgia). Katarzyna Pawlak, direttrice del MFC, ha presentato un’anticipazione di un report voluto dalla Commissione Europea che verrà pubblicato a breve: ‘The Microfinance sector in Europe at a glance – Main findings of a Survey of ENM-MFC members 2014-2015’. In quasi un centinaio di pagine vengono analizzate 149 imprese di microfinanza di 22 Paesi, imprese leader partner di ENM o MFC, quindi sufficientemente rappresentative dell’industria. La buona notizia è che il settore è in crescita: alla fine del 2015 l’outreach è cresciuto del 10% con quasi un milione di clienti serviti (933.000), per un portafoglio di 2,5 miliardi di euro (+15%). Sono stati erogati 553.000 prestiti (+12%) pari a 1,6 miliardi di euro (+16%). Anche gli indici finanziari riferiti al 2015 ci comunicano che il settore è in buona salute: PAR30 9,7% (10,4% nel 2014), ROE 5,7% (2,8% nel 2014), crediti inesigibili: 2,6% (2,8% nel 2014). I prestiti per le attività imprenditoriali rappresentano il 58%, con un valore medio di €7.947, mentre i prestiti personali costituiscono il rimanente 42%, con un valore medio di €1.697. In merito alla performance sociale, a differenti mercati corrispondono differenti gruppi target dell’inclusione finanziaria: imprese informali, lavoratori autonomi e imprese con meno di cinque addetti. L’80% dei clienti sono persone escluse dal sistema bancario, soprattutto donne (35%) o clienti rurali (29%) per un totale di circa 500.000 di clienti di cui 207.983 imprese (+8,6%). In ordine ai servizi ausiliari (per es. l’educazione finanziaria, il tutoraggio), le IMF che erogano crediti facendone a meno sono una minoranza: il 42% infatti non li offre; il 58% li offre, così suddivisi: 22% consulenze sul debito; 32% piano finanziario; 27% formazione imprenditoriale; 31% educazione finanziaria; 30% tutoraggio; 3% corsi a distanza in rete; 7% altro. Il numero dei servizi ammontava nel 2014 a 200.000, con un incremento del 50% rispetto al 2005. In termini di prodotti finanziari, i microprestiti personali fanno ancora la parte del leone e le IMF dell’Europa Orientale sono le più sostenibili. A testimonianza di come possano esser svolti professionalmente i servizi ausiliari al microcredito, l’olandese Elwin Groenevelt, dopo aver premesso quanto avesse imparato da attori e strumenti esterni al settore della micro finanza (coach, riviste di marketing, etc.), ha illustrato i servizi che offre IMF Qredits, azienda privata non profit che ha fondato nel 2009 nei Paesi Bassi. Quest’azienda olandese, come la belga Microstart, è spesso portata ad esempio nelle conferenze di Brussel, sia per la prossimità geografica che per la circostanza di aver beneficiato di finanziamenti europei attraverso i programmi Progress, EaSI o COSME. Qredits, attiva oltre che nei Paesi Bassi anche nei Caraibi, si è posta fin dall’inizio tre obiettivi strategici: raggiungere il punto di pareggio entro 3 anni; coniugare un approccio personale al cliente con le nuove tecnologie IT; collaborare con le banche convenzionali, viste non come concorrenti, bensì come partner. In azienda, i servizi ausiliari vengono svolti grazie ad una rete di 600 volontari, la maggior parte ex imprenditori, che completano un corso a distanza di microfinanza e si riuniscono con cadenza quadrimestrale. Fino a giugno 2016 Qredits ha erogato 8.000 prestiti per €156 milioni, creando oltre 10.000 posti di lavoro. Due i prodotti principali: microprestiti fino a 50.000 euro e prestiti da 50.000-250.000 euro per le PMI. I business development services (mentoring, training, coaching e capacity building ovvero servizi di orientamento, formazione, preparazione e rafforzamento delle capacità, in seguito: BDS) sono estremamente importanti ma vanno calibrati al target: per es. per le persone con cultura universitaria a volte bastano dei modelli o del tutoraggio. Nel sito internet di Qredits i clienti possono usufruire di una pletora di servizi: fare il test attitudinale per l’imprenditorialità; scaricare gratis i modelli (template) del piano d’impresa e del piano finanziario (in media si registrano 100 scaricamenti giornalieri); se non sono sufficienti si organizzano servizi ad hoc a pagamento in modalità di apprendimento a distanza (e-learning) - in media 15 a settimana - utilizzati anche dalle scuole professionali. Oltre all’olandese, le lingue disponibili sono l’inglese, lo spagnolo, l’italiano e il papiamento. Sempre sul sito web si può scegliere il proprio addestratore professionale (coach) e pagare una cifra modesta, da 50 a 200 euro/addestratore per anno. Ovviamente non si tratta di prezzi di mercato, ma si ritiene importante far pagare i servizi per sottolineare la professionalità offerta. Quest’anno Qredits ha fatturato coi BDS €400.000, di cui €70.000 reinvestiti in tecnologia informatica. Fatto singolare, il tutoraggio viene offerto sia in presenza che in assenza di un microprestito. Le lezioni apprese si possono riassumere con un motto: “Run BDS like a business” (“Gestire i servizi ausiliari come un’attività economica”), che si concreta nello sviluppo di strumenti in rete per abbassare i costi, nella collaborazione di volontari, nel far pagare i servizi, nel definire target finanziari anche per i BDS. Nella seconda parte della conferenza, Patrick Sapy, direttore di Microstart e presidente di ENM, modera un panel di specialisti che discutono sul come i servizi ausiliari possano aiutare i rifugiati ad integrarsi nella società che li accoglie fintantoché non possano far ritorno al loro Paese di origine.

Micol Pistelli, rappresentante della UNHCR (Agenzia della Nazioni Unite fondata nel 1950 e con sede a Ginevra, con la missione di dare protezione e servizi per rifugiati in tutte le fasi del processo, dal momento in cui lasciano il loro paese di origine fino al momento in cui vi fanno ritorno) sottolinea come UNHCR non sia un organo politico come la Commissione Europea, per cui la collaborazione non sempre avviene in condizioni ideali. Nel passato, UNHCR si è occupata anche di inclusione finanziaria dei rifugiati, in questo momento però la scala è diversa e si richiede un’altra strategia. La Sig.a Pistelli che ha lavorato per il MIX prima di entrare in UNHCR, sottolinea come ad ogni fase del processo il rifugiato abbia bisogno di assistenza finanziaria, in termini di fabbisogno di contanti alla partenza, di erogazione di microcredito, assistenza ai risparmi e di trasmissione delle rimesse. Holger Seifert, della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) dopo aver presentato la sua istituzione, fondata nel dopoguerra per alleviare i disagi dei rifugiati (organizzando scuole, ospedali ecc.), comunica che, per quanto concerne la protezione degli sfollati, nell’ottobre 2015 è stato creato un fondo per assistere queste persone che arrivano in Europa, con interventi nei Balcani, per es. in Slovenia, Croazia e Grecia. Edvardas Bumsteinas del Fondo Europeo d’Investimenti, spiega come i programmi di microfinanza possano venir adattati alla crisi dei migranti e rifugiati. In proposito, riferisce di due strumenti quali il “Resilience initiative for EU’s Southern Neighbourhood and Western Balkans” e l’Impact Financing Envelope (IFE) con stanziamento di 300 milioni supplementari per il ‘migration package’. Dal mondo accademico, Bumsteinas segnala l’iniziativa “University meets microfinance” che si è conclusa l’anno scorso e ha affrontato anche le tematiche dell’inclusione finanziaria dei migranti. Cristina Dumitrescu, investment manager presso il FEI presenta l’ultimo rapporto sull’inclusione finanziaria, il quale riporta che in Europa sono stati mobilizzati 1 miliardo di euro per 100.000 microimprenditori attraverso garanzie e controgaranzie a titolo gratuito. Per ciò che concerne il tema del dibattito, la Sig.a Dimitrescu afferma che il 21% delle IMF dichiara di includere nella propria missione sociale l’inclusione finanziaria dei migranti. Ann Branch, della Commissione Europea, DG EMPL, dopo aver illustrato le iniziative per il microcredito dal 2010 con Progress Microfinance, a EASI per il periodo 2014-2020, illustra quanto prioritaria sia l’agenda della Commissione Europea per l’aiuto ai migranti e rifugiati. Fra le iniziative che testimoniano l’impegno della Commissione, cita EU migration agenda del 2015 e il follow-up “Action plan for third country nationals” del giugno 2016. Prima della crisi dei rifugiati, già il piano Entrepreneurship 2020 Action Plan del 2012, riconosceva l’importanza dell’imprenditorialità fra i migranti, uno più recente segnala le buone pratiche per finanziare progetti pilota. Pur riconoscendo che l’imprenditorialità non è una panacea per tutti, afferma che occorre rimuovere gli ostacoli all’inclusione finanziaria, che sono superiori alla norma per il motivo che queste persone sono degli sfollati, con problemi di comprensione dei regolamenti, della lingua ecc. Di converso, il report “The missing entrepreneurs” del 2014 sottolineava il contributo anche culturale che i migranti possono dare allo sviluppo dell’economia. Tra le iniziative in corso dedicate all’integrazione dei rifugiati nel mondo del lavoro, si distinguono gli interventi finanziari da quelli non finanziari. Fra i primi, si segnalano: Dal piano di investimenti ‘Juncker’ si aggiungono ulteriori garanzie da parte del FEI di 100 milioni di euro per finanziare il microcredito e l’impresa sociale, anche per i rifugiati; Un nuovo strumento equity del FEI per finanziare le imprese sociali; Uno schema payment by result e impact bonds per integrare i rifugiati; Rientrano nei secondi: Uno schema pilota che sarà lanciato dal FEI nel 2017 per finanziare i maggiori costi dei servizi ausiliari destinati ai migranti (somme forfait alle IMF che ricevono supporto finanziario); DG Growth ha pubblicato a settembre due call per un ammontare totale di 3 milioni di euro: una sul training e mentoring per migranti ed una sul networking fra le imprese (non solo le IMF) che gestiscono il fenomeno delle migrazioni; La European Social Innovation Competition, iniziata nel 2013: quest’anno il tema era sull’innovazione sociale con riferimento ai rifugiati e ai migranti; La European Skills Agenda, con azioni specifiche per i migranti con uno strumento atto a rilevare, fra l’altro, le loro capacità imprenditoriali; La costruzione di un sito per l’apprendimento delle lingue online, orientato ai rifugiati e migranti. Infine, Michel Servoz, Direttore Generale di DG EMPL, chiude i lavori affermando che per creare occupazione occorre promuovere l’imprenditorialità e la microfinanza è uno strumento molto importante al riguardo. Visto il successo di Progress Microfinance, che dal 2010 ha aiutato 50.000 microimprenditori europei creando e preservando 85.000 posti di lavoro in 23 Paesi membri, invita a guardare al futuro con ottimismo. Col nuovo programma EaSI, lanciato nel 2015, sono già state siglate 32 transazioni con intermediari finanziari in 18 Paesi per €51,6 milioni (metà del budget disponibile per il periodo 2014-2020) che generano €640 milioni di finanziamenti iniettati nell’industria della microfinanza e nel settore dell’impresa sociale. Inoltre, grazie ai fondi EFSI (European Fund for Strategic Investments, cd. Piano Juncker), iniziativa lanciata per il periodo 2017-2020, sono 200.000 le microimprese che hanno avuto un miglior accesso alla finanza. Per quanto riguarda il tema della conferenza, il Sig. Servoz anticipa nel 2017 sarà lanciato un progetto pilota di rafforzamento delle capacità dal valore di 1 milione di Euro che coinvolgerà i rifugiati. Da ultimo, ha annunciato che un nuovo portale sarà lanciato a breve: sarà un luogo di scambio nel mercato del microcredito, ne aumenterà le opportunità e la trasparenza.

BANCHE E ISTITUZIONI AZERE INTERESSATE AL MODELLO ITALIANO

Irene Bertucci | Membro CdA ENM

Baku, la capitale dell’Azerbaigian, una città ricca di fascino, situata sulle rive del Mar Caspio. E’ un posto magico, in cui storia e modernità si incrociano. Città cosmopolita, in continuo cambiamento, Baku possiede la particolarità di essere ancora radicata al suo passato sovietico ma con tanta voglia di proiettarsi in un futuro moderno. Ecco allora che accanto all’affascinante Città Vecchia, dichiarata Patrimonio Unesco si affiancano i numerosi interventi di riqualificazione come le vie pedonali particolarmente curate, ricche di sale da tè e pub, pronte ad accogliere i numerosi stranieri che qui risiedono, e i numerosi edifici moderni che ne caratterizzano il panorama. L’Azerbaijan negli ultimi anni è rapidamente diventato uno dei principali centri industriali petroliferi del mondo e, a partire dalla propria indipendenza del 1991, ha messo in atto un processo articolato di importanti riforme che hanno liberalizzato l’economia, introducendo norme e regolamenti che hanno facilitato favorevolmente gli investimenti esteri, appoggiati solidamente dagli organismi finanziari internazionali (WB, FMI, ADB). Le

relazioni tra l’Azerbaigiane l’Italia sono cordiali e intense. Le potenzialità dell’Azerbaigian sono rilevanti, sia sul piano interno (orientamento laico e stabilità politica), che su quello regionale (collocazione lungo la via di transito fra Asia Centrale ed Europa). Posizione geografica e stabilità interna rendono l’Azerbaigian un partner naturale dell’Italia, non soltanto sotto il profilo economico, ma anche politico e strategico. A partire dal settore dell’energia, si schiudono nuove opportunità di cooperazione, grazie agli sforzi che il Governo di Baku sta compiendo per diversificare l’economia. Il progetto di gasdotto trans-adriatico TAP, rappresenta un’iniziativa di grande importanza economica (45 miliardi di dollari di investimento) e strategica. L’Azerbaijan esporta verso l’Italia prodotti delle filiera energetica. L’Italia è al primo posto nella classifica dei maggiori importatori UE; dall’Italia importa macchinari determinanti per l’industria estrattiva e per sviluppo del settore agricolo, beni di consumo (moda, abbigliamento, calzature, mobili, arredamento, complementi di arredo, cosmetica, gioielleria) florovivaismo, alta tecnologia (aerospazio). Successivamente alla seconda fase di svalutazione della moneta nazionale intervenuta a dicembre 2015 (-48%) sono tutt’ora in corso una serie di pacchetti normativi a supporto dell’economia reale e proposte di riforma del sistema doganale, per la protezione degli investimenti esteri e per la lotta alla corruzione. Caratterizzato per la sua stabilità politica, economica ed istituzionale, l’Azerbaijan è riuscito a sviluppare una convivenza pacifica tra le varie grandi religioni monoteiste (Islam, Cristianità e Ebraismo) presenti ed opera con grande determinazione per un processo graduale di integrazione verso l’Europa. La recente crisi economica che ha colpito il Paese, dovuta principalmente alla caduta internazionale dei prezzi del petrolio ha inciso notevolmente sulle previsioni di spesa pubblica che è stata enormemente ridotta rispetto alle previsioni. Il Paese si ritrova, oggi, ad un punto di svolta del suo sviluppo futuro. Le previsioni sull’andamento della produzione petrolifera che rappresenta circa i due terzi delle entrate pubbliche, potrebbe declinare leggermente nel prossimo quadriennio (2016-2020), e i prezzi dei prodotti delle filiera petrolifera rimanere sotto i livelli del 2014. Tuttavia le previsioni di un riscatto del settore energetico e delle future entrate pubbliche potrebbero essere individuate nello sviluppo della filiera della produzione di gas (2019-2020), unitamente ad un concreto piano di diversificazione economica, consolidamento del budget di spesa pubblica, spingendo sullo sviluppo degli altri settori alternativi. È in questo contesto che l’Ente Nazionale per il Microcredito ha svolto una missione istituzionale a Baku dal 4 al 7 Ottobre guidata dal Presidente Mario Baccini con il Segretario Generale, Riccardo Maria Graziano e la Consigliera Irene Bertucci. Il Presidente Baccini è stato infatti invitato dall’Associazione Azera per la Microfinanza (AMFA) a intervenire all’apertura dei lavori della ottava “Conferenza Biennale della Microfinanza” che ha visto la partecipazione delle massime Istituzioni locali, del sistema bancario e non bancario azerbaigiano e di operatori del settore provenienti anche da altri paesi dell’area Caspico Caucasica. A margine dell’importante Forum internazionale, la delegazione dell’ENM ha svolto, con il supporto dell’Ambasciata Italiana a Baku, incontri istituzionali con i vertici del Ministero dell’Economia, dell’Agricoltura e con il Presidente della nuova Authority per il Controllo dei Mercati Finanziari. Proprio questo organismo è il risultato di una importante riforma voluta dal Governo che, all’inizio del 2016, ha riunito sotto una sola entità diverse strutture preesistenti con poteri molto vasti che includono la valutazione delle riforme economiche e il controllo del settore bancario e non bancario. Alle Autorità azerbaigiane, l’ENM ha presentato il modello italiano di microcredito, sottolineando come questo sia uno strumento finanziario che ha lo scopo di rispondere alle esigenze di inclusione di coloro che presentano difficoltà di accesso al credito tradizionale e, allo stesso tempo, si distingue da un prestito di piccolo importo, presentandosi come un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari che permettono l’inserimento completo dell’individuo nella società creando un nuovo imprenditore, un nuovo consumatore e anche un nuovo contribuente. Ciò che contraddistingue il microcredito dal credito ordinario è l’attenzione alla persona, che si manifesta con l’accoglienza, l’ascolto e il sostegno ai beneficiari dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione, nonché la particolare attenzione alla validità e sostenibilità del progetto. Agli attenti interlocutori del Governo azerbaigiano è stato illustrato come l’Italia si sia dotata di una legislazione che permette di sostenere attraverso un Fondo di Garanzia Nazionale la creazione di microimprese. L’Ente Nazionale per il Microcredito ha sviluppato un modello ed una rete che hanno permesso l’implementazione delle attività e l’attivazione di microimprese con un fattore occupazionale di sviluppo di 2,43 unità per ogni microcredito erogato. Che il microcredito debba essere considerato un tangibile strumento di politica attiva del lavoro è una realtà di fatto. Questo strumento finanziario, infatti, è capace di “attivare” chi sceglie di mettersi in proprio, di diventare se stesso imprenditore, ma che per intraprendere un’attività autonoma necessita di un minimo capitale per lo più indisponibile sul mercato creditizio. Il microcredito è uno strumento che alcuni definiscono win-win, dove sia il beneficiario che l’istituzione bancaria e lo Stato stesso riescono a raggiungere un risultato positivo in termini economici ma anche di integrazione sociale, un vero strumento di welfare. Lo stesso Presidente dell’Authority azerbaigiana, Signor Rufat Aslanli, a conclusione dell’incontro, ha evidenziato come il Governo stia facendo delle ricerche sui nuovi modelli di economia e che, in questa attività, si presta grande attenzione allo sviluppo della piccola imprenditoria. Secondo il Presidente Aslanli, il modello di microcredito italiano è quindi di grande interesse per l’Azerbaigian e sarà analizzato in modo dettagliato. Anche dal sistema bancario azerbaigiano, oltre che dalle Istituzioni, è arrivata una richiesta di assistenza da parte italiana per formare non solo il personale preposto degli istituti di credito, ma soprattutto per fornire quello che è considerato il vero elemento distintivo del microcredito rispetto al microprestito ovvero i servizi ausiliari di assistenza e di monitoraggio ai beneficiari. È importante quindi continuare a condividere a livello interazionale questa expertise dell’Ente Nazionale per il Microcredito, per sostenere la validità della microfinanza come attività di sviluppo economico anche in questa area del mondo, così come nei Paesi fortemente industrializzati e caratterizzati da un netto sviluppo del settore terziario. E gli stessi dati forniti dall’AMFA in occasione del Forum Internazionale di Baku, confermano che esiste un interesse rilevante e crescente per questo tema: il volume totale del porfolio di microfinanza degli enti di credito è pari a oltre 1 mld di Manat (oltre 550 mln di Euro) e il numero di beneficiari ha raggiunto nel 2015 le 600.000 unità. Il 5% della popolazione utilizza strumenti di microfinanza. Anche se, è bene sottolineare, si tratta nei fatti di microprestiti che – a differenza del modello italiano – non sono assistiti da un Fondo Nazionale di Garanzia e da servizi ausiliari pre e post-erogazione. L’ammontare medio delle operazioni è di USD 4,200 nel caso di banche commerciali e assume valori inferiori nel caso di erogazioni da parte di enti creditizi specializzati non-bancari, con tassi di interesse ancora molto elevati (>15%). Più che mai, nel quadro della attuale congiutura economica e delle politiche governative di promozione dello sviluppo rurale e regionale, diventa una grande opportunità quella di regolamentare secondo modelli di successo come quello italiani lo strumento del microcredito, per assistere la piccola impresa e coloro che non possono avere accesso al sistema bancario tradizionale. E la vocazione internazionale dell’Ente Nazionale per il Microcredito, nato sotto l’alveo della cooperazione allo sviluppo del Maeci, e grazie alla validità del modello che nel progetto pilota in soli tre mesi ha validato i dati previsionali creando circa 120 nuove imprese in una sola regione, dimostra che esiste la possibilità di esportare questa ‘via italiana alla microfinanza’ in Paesi che già sono reattivi alle politiche di microcredito come l’Azerbaijan. Tra gli accordi che sono stati firmati presso il padiglione Italia Russia dello Spief 2016 non è passato inosservato quello tra Mikro Kapital (General Invest) e Gorod Deneg con l’Ente Nazionale per il Microcredito, per finanziamenti alle startup di giovani imprese. L’accordo prevede la creazione di un fondo di garanzia per giovani imprenditori russi (startup) la Mikro Capital ha investito 500mila euro per la prima capitalizzazione del fondo di garanzia per il microcredito e la microfinanza in Russia. Così come tra gli interventi nei Paesi Caraibici è da ritenere un punto di orgoglio la joint venture con il Banco de Crédito y Comercio cubano per società miste pubblico private per attività di microfinanza. La frontiera dell’attività internazionale dell’ENM si allarga ora verso nuove frontiere grazie alla recente missione a Baku e guarda già all’intera regione Caspico-Caucasica come prossimo potenziale ambito geografico di cooperazione.

BANCHE E ISTITUZIONI AZERE INTERESSATE AL MODELLO ITALIANO

Irene Bertucci | Membro CdA ENM

Baku, la capitale dell’Azerbaigian, una città ricca di fascino, situata sulle rive del Mar Caspio. E’ un posto magico, in cui storia e modernità si incrociano. Città cosmopolita, in continuo cambiamento, Baku possiede la particolarità di essere ancora radicata al suo passato sovietico ma con tanta voglia di proiettarsi in un futuro moderno. Ecco allora che accanto all’affascinante Città Vecchia, dichiarata Patrimonio Unesco si affiancano i numerosi interventi di riqualificazione come le vie pedonali particolarmente curate, ricche di sale da tè e pub, pronte ad accogliere i numerosi stranieri che qui risiedono, e i numerosi edifici moderni che ne caratterizzano il panorama. L’Azerbaijan negli ultimi anni è rapidamente diventato uno dei principali centri industriali petroliferi del mondo e, a partire dalla propria indipendenza del 1991, ha messo in atto un processo articolato di importanti riforme che hanno liberalizzato l’economia, introducendo norme e regolamenti che hanno facilitato favorevolmente gli investimenti esteri, appoggiati solidamente dagli organismi finanziari internazionali (WB, FMI, ADB). Le

relazioni tra l’Azerbaigiane l’Italia sono cordiali e intense. Le potenzialità dell’Azerbaigian sono rilevanti, sia sul piano interno (orientamento laico e stabilità politica), che su quello regionale (collocazione lungo la via di transito fra Asia Centrale ed Europa). Posizione geografica e stabilità interna rendono l’Azerbaigian un partner naturale dell’Italia, non soltanto sotto il profilo economico, ma anche politico e strategico. A partire dal settore dell’energia, si schiudono nuove opportunità di cooperazione, grazie agli sforzi che il Governo di Baku sta compiendo per diversificare l’economia. Il progetto di gasdotto trans-adriatico TAP, rappresenta un’iniziativa di grande importanza economica (45 miliardi di dollari di investimento) e strategica. L’Azerbaijan esporta verso l’Italia prodotti delle filiera energetica. L’Italia è al primo posto nella classifica dei maggiori importatori UE; dall’Italia importa macchinari determinanti per l’industria estrattiva e per sviluppo del settore agricolo, beni di consumo (moda, abbigliamento, calzature, mobili, arredamento, complementi di arredo, cosmetica, gioielleria) florovivaismo, alta tecnologia (aerospazio). Successivamente alla seconda fase di svalutazione della moneta nazionale intervenuta a dicembre 2015 (-48%) sono tutt’ora in corso una serie di pacchetti normativi a supporto dell’economia reale e proposte di riforma del sistema doganale, per la protezione degli investimenti esteri e per la lotta alla corruzione. Caratterizzato per la sua stabilità politica, economica ed istituzionale, l’Azerbaijan è riuscito a sviluppare una convivenza pacifica tra le varie grandi religioni monoteiste (Islam, Cristianità e Ebraismo) presenti ed opera con grande determinazione per un processo graduale di integrazione verso l’Europa. La recente crisi economica che ha colpito il Paese, dovuta principalmente alla caduta internazionale dei prezzi del petrolio ha inciso notevolmente sulle previsioni di spesa pubblica che è stata enormemente ridotta rispetto alle previsioni. Il Paese si ritrova, oggi, ad un punto di svolta del suo sviluppo futuro. Le previsioni sull’andamento della produzione petrolifera che rappresenta circa i due terzi delle entrate pubbliche, potrebbe declinare leggermente nel prossimo quadriennio (2016-2020), e i prezzi dei prodotti delle filiera petrolifera rimanere sotto i livelli del 2014. Tuttavia le previsioni di un riscatto del settore energetico e delle future entrate pubbliche potrebbero essere individuate nello sviluppo della filiera della produzione di gas (2019-2020), unitamente ad un concreto piano di diversificazione economica, consolidamento del budget di spesa pubblica, spingendo sullo sviluppo degli altri settori alternativi. È in questo contesto che l’Ente Nazionale per il Microcredito ha svolto una missione istituzionale a Baku dal 4 al 7 Ottobre guidata dal Presidente Mario Baccini con il Segretario Generale, Riccardo Maria Graziano e la Consigliera Irene Bertucci. Il Presidente Baccini è stato infatti invitato dall’Associazione Azera per la Microfinanza (AMFA) a intervenire all’apertura dei lavori della ottava “Conferenza Biennale della Microfinanza” che ha visto la partecipazione delle massime Istituzioni locali, del sistema bancario e non bancario azerbaigiano e di operatori del settore provenienti anche da altri paesi dell’area Caspico Caucasica. A margine dell’importante Forum internazionale, la delegazione dell’ENM ha svolto, con il supporto dell’Ambasciata Italiana a Baku, incontri istituzionali con i vertici del Ministero dell’Economia, dell’Agricoltura e con il Presidente della nuova Authority per il Controllo dei Mercati Finanziari. Proprio questo organismo è il risultato di una importante riforma voluta dal Governo che, all’inizio del 2016, ha riunito sotto una sola entità diverse strutture preesistenti con poteri molto vasti che includono la valutazione delle riforme economiche e il controllo del settore bancario e non bancario. Alle Autorità azerbaigiane, l’ENM ha presentato il modello italiano di microcredito, sottolineando come questo sia uno strumento finanziario che ha lo scopo di rispondere alle esigenze di inclusione di coloro che presentano difficoltà di accesso al credito tradizionale e, allo stesso tempo, si distingue da un prestito di piccolo importo, presentandosi come un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari che permettono l’inserimento completo dell’individuo nella società creando un nuovo imprenditore, un nuovo consumatore e anche un nuovo contribuente. Ciò che contraddistingue il microcredito dal credito ordinario è l’attenzione alla persona, che si manifesta con l’accoglienza, l’ascolto e il sostegno ai beneficiari dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione, nonché la particolare attenzione alla validità e sostenibilità del progetto. Agli attenti interlocutori del Governo azerbaigiano è stato illustrato come l’Italia si sia dotata di una legislazione che permette di sostenere attraverso un Fondo di Garanzia Nazionale la creazione di microimprese. L’Ente Nazionale per il Microcredito ha sviluppato un modello ed una rete che hanno permesso l’implementazione delle attività e l’attivazione di microimprese con un fattore occupazionale di sviluppo di 2,43 unità per ogni microcredito erogato. Che il microcredito debba essere considerato un tangibile strumento di politica attiva del lavoro è una realtà di fatto. Questo strumento finanziario, infatti, è capace di “attivare” chi sceglie di mettersi in proprio, di diventare se stesso imprenditore, ma che per intraprendere un’attività autonoma necessita di un minimo capitale per lo più indisponibile sul mercato creditizio. Il microcredito è uno strumento che alcuni definiscono win-win, dove sia il beneficiario che l’istituzione bancaria e lo Stato stesso riescono a raggiungere un risultato positivo in termini economici ma anche di integrazione sociale, un vero strumento di welfare. Lo stesso Presidente dell’Authority azerbaigiana, Signor Rufat Aslanli, a conclusione dell’incontro, ha evidenziato come il Governo stia facendo delle ricerche sui nuovi modelli di economia e che, in questa attività, si presta grande attenzione allo sviluppo della piccola imprenditoria. Secondo il Presidente Aslanli, il modello di microcredito italiano è quindi di grande interesse per l’Azerbaigian e sarà analizzato in modo dettagliato. Anche dal sistema bancario azerbaigiano, oltre che dalle Istituzioni, è arrivata una richiesta di assistenza da parte italiana per formare non solo il personale preposto degli istituti di credito, ma soprattutto per fornire quello che è considerato il vero elemento distintivo del microcredito rispetto al microprestito ovvero i servizi ausiliari di assistenza e di monitoraggio ai beneficiari. È importante quindi continuare a condividere a livello interazionale questa expertise dell’Ente Nazionale per il Microcredito, per sostenere la validità della microfinanza come attività di sviluppo economico anche in questa area del mondo, così come nei Paesi fortemente industrializzati e caratterizzati da un netto sviluppo del settore terziario. E gli stessi dati forniti dall’AMFA in occasione del Forum Internazionale di Baku, confermano che esiste un interesse rilevante e crescente per questo tema: il volume totale del porfolio di microfinanza degli enti di credito è pari a oltre 1 mld di Manat (oltre 550 mln di Euro) e il numero di beneficiari ha raggiunto nel 2015 le 600.000 unità. Il 5% della popolazione utilizza strumenti di microfinanza. Anche se, è bene sottolineare, si tratta nei fatti di microprestiti che – a differenza del modello italiano – non sono assistiti da un Fondo Nazionale di Garanzia e da servizi ausiliari pre e post-erogazione. L’ammontare medio delle operazioni è di USD 4,200 nel caso di banche commerciali e assume valori inferiori nel caso di erogazioni da parte di enti creditizi specializzati non-bancari, con tassi di interesse ancora molto elevati (>15%). Più che mai, nel quadro della attuale congiutura economica e delle politiche governative di promozione dello sviluppo rurale e regionale, diventa una grande opportunità quella di regolamentare secondo modelli di successo come quello italiani lo strumento del microcredito, per assistere la piccola impresa e coloro che non possono avere accesso al sistema bancario tradizionale. E la vocazione internazionale dell’Ente Nazionale per il Microcredito, nato sotto l’alveo della cooperazione allo sviluppo del Maeci, e grazie alla validità del modello che nel progetto pilota in soli tre mesi ha validato i dati previsionali creando circa 120 nuove imprese in una sola regione, dimostra che esiste la possibilità di esportare questa ‘via italiana alla microfinanza’ in Paesi che già sono reattivi alle politiche di microcredito come l’Azerbaijan. Tra gli accordi che sono stati firmati presso il padiglione Italia Russia dello Spief 2016 non è passato inosservato quello tra Mikro Kapital (General Invest) e Gorod Deneg con l’Ente Nazionale per il Microcredito, per finanziamenti alle startup di giovani imprese. L’accordo prevede la creazione di un fondo di garanzia per giovani imprenditori russi (startup) la Mikro Capital ha investito 500mila euro per la prima capitalizzazione del fondo di garanzia per il microcredito e la microfinanza in Russia. Così come tra gli interventi nei Paesi Caraibici è da ritenere un punto di orgoglio la joint venture con il Banco de Crédito y Comercio cubano per società miste pubblico private per attività di microfinanza. La frontiera dell’attività internazionale dell’ENM si allarga ora verso nuove frontiere grazie alla recente missione a Baku e guarda già all’intera regione Caspico-Caucasica come prossimo potenziale ambito geografico di cooperazione.