IL MICROCREDITO: L’INGREDIENTE DEL SUCCESSO

Giorgia Burzachechi

La tendenza dei programmi televisivi degli ultimi anni ci ha abituato a guardare gli chef come a delle vere e proprie rock star. Stellati, figli d’arte, carismatici o di bell’aspetto, li vediamo alle prese più con il pubblico in tv che con pentole e spatoline in cucina. Eppure la realtà è ben diversa da quella che ci appare: lontano dalle luci dei riflettori c’è tanto lavoro, preparazione, abnegazione e lunghi periodi lontani dalla famiglia. Ma soprattutto, ciò che non si vede in tv, è la serrata selezione. Non tutti ce la fanno, non tutti diventano o accumulano stelle, e non tutti hanno garanzie sufficienti per aprire un’attività e mettersi in proprio. Che fare allora? È proprio questa una delle mission dell’Ente Nazionale per il Microcredito, supportare e accompagnare giovani (e non solo giovani), impegnati nel mondo della ristorazione a realizzare i propri sogni. Per ogni chef che apre la sua attività, molti sono i nuovi posti di lavoro: dalla gestione del ristorante alla connessione con le aziende di prodotti e quelle vinicole. Uno sguardo al futuro verso il quale non si può andare se non unendo le forze e trovando i giusti partner. Un settore economico che può e deve guadagnare il ruolo che merita, fatto da numerosissime realtà enogastronomiche che caratterizzano territori e tradizioni: un’occasione per il turismo. Ed è proprio all’insegna di quest’obbiettivo che ENM ha preso parte al Taste of Excellence, la kermesse tutta dedicata alle eccellenze della ristorazione, del buon cibo e del buon bere made in Italy, che quest’anno ha festeggiato il compleanno numero quattro al SET, Spazio Eventi Tirso, una festa durata 3 giorni, dal 26 al 28 novembre. Taste of Excellence non è il classico format per il pubblico, o meglio, anche. Ma è soprattutto un incontro per professionisti del settore, una rassegna B2B dedicata agli operatori, dove si riuniscono chef, produttori, aziende vinicole, pizzaioli, food designer, scuole, giornalisti e anche istituti di credito. Non poteva mancare, in questo contesto, anche l’Ente Nazionale per il Microcredito che con il suo progetto si pone come la miccia che accende tante nuove idee per tutti gli attori del mondo enogastronomico. Con il suo modello e gli strumenti ausiliari, ENM aiuta il futuro imprenditore fin dai primi passi: dalla pianificazione del modello di business, al confronto con la banca, fino all’accesso al credito. Obiettivo che si sposa perfettamente con la filosofia di Taste of Excellence “essere utili a tutti gli operatori”, come conferma Pietro Ciccotti, editore di Excellence Magazine e ideatore della manifestazione. “A differenza di tante altre manifestazioni che guardano le ‘stelle’, noi le guardiamo per la loro concretezza e per l’abnegazione che hanno nel lavoro. Guardiamo l’impresa che ha portato al risultato” spiega. L’impresa intesa non solo come duro lavoro, e formazione - che certamente è fondamentale - ma anche come business, il piano economico necessario. Mostrare il punto di arrivo, ma anche i procedimenti che hanno consentito di raggiungere il traguardo. E’ per questo che occorre puntare molto anche ai momenti formativi, analizzare gli algoritmi del settore della ristorazione, focalizzarsi sui passaggi individuali. Il settore enogastronomico è importantissimo per l’Italia; è volano per l’economia e soprattutto per quella del turismo. Tante sono le offerte quante le tradizioni culinarie, variano non solo da regione in regione, ma anche dalle singole provincie, città e in alcuni casi anche frazione. La cultura italiana è ricchissima e le possibilità sono molteplici, soprattutto per chi ha idee innovative da realizzare. Le eccellenze presenti alla manifestazione sono esempi positivi da cui poter trarre buoni suggerimenti pratici. Così siamo andati a chiedere loro come giovani, startupper e anche chi ha deciso di cambiare vita e lavoro, possono investire i 25000 euro del microcredito. “L’atteggiamento vincente è quello da startup, quello sempre entusiasta, e trovare chi supporta i giovani che vogliono investire nella formazione è necessario” dice Dominga Cotarella, direttore marketing di Falesco, azienda vinicola di famiglia che si rinnova puntando sulla formazione con la scuola di IntreCCCi, dedicata alla sala, per “insegnare a trasmettere questa passione, per riuscire a creare empatia con gli ospiti, per farli sentire a proprio agio”. Microcredito per la formazione e chissà che magari un giorno non si possa diventare come Gianluca Forino e Ciro Caldieri, 27 anni e campione mondiale juniores di pasticceria uno, 34 anni e food designer l’altro. Dal loro incontro nasce la Portineria, una risto-pasticceria nel cuore di Roma “L’Italia è un Paese con grande potenziale di idee, ed è fondamentale ci sia qualcuno che possa aiutarti nella realizzazione”. Un pizzico ammirazione da parte dei più affermati come Paolo Gramaglia Executive Chef e Patron del Ristorante President di Pompei “io sono fortunato, faccio il lavoro più bello del mondo in una location da sogno, ma la strada è stata lunga. Quando abbiamo iniziato noi, eravamo soli. Magari ci fossero state iniziative come quella dell’Ente Nazionale per il Microcredito: con un tutor esperto alle spalle non si può sbagliare”. C’è anche chi porta avanti il sogno dal cognome celebre, è il caso de La Tognazza, l’azienda vinicola della famiglia Tognazzi. La villa di Velletri di Ugo, dove era solito incontrare amici come Vittorio Gassman e altri grandi attori del tempo per trascorrere serate all’insegna della buona cucina, condita con l’olio da egli stesso realizzato e buon vino, ha preso di nuovo vita. Gianmarco Tognazzi ha ripreso il sogno del padre e lo ha trasformato in realtà: una startup con quasi 50 anni di età e medesima goliardia, che produce vini come il “Tapioco” e “Antani”. Ma “per realizzare i sogni, serve anche un aiuto economico e ben vengano le iniziative di ENM” afferma Giusy Ferraina, direttore di comunicazione. Giovanissimi e pieni di idee sono gli sturtupper di Shockino, il primo cioccolatino componibile e personalizzabile a seconda dei gusti di chi lo assapora, che ha ricevuto una nomination speciale al Compasso d’Oro 2015. “L’idea è fondamentale”, dice Gabriele Cossu, uno dei due designer “ma non basta: ci vuole anche un abilitatore e il microcredito nelle fasi iniziali è indispensabile”. “Non c’è idea senza impresa e non ci sono imprese senza idea” gli fa eco Gabriele Stringa, giovanissimo responsabile di comunicazione dell’azienda vinicola Ferro 13, l’azienda che spopola per il suo celebre vino ‘Hipster’. “Bisogna allontanare l’idea che è possibile arrivare all’obiettivo saltando dei passaggi. Occorre impegnarsi molto e trovare partner validi, pronti a sostenerti economicamente” conclude. C’è anche chi la ha raggiunto la notorietà, eppure continua a credere e puntare sui giovani. E’ il caso di Federico Prodon, terzo classificato della seconda edizione di Bake Off Italia, pasticcere e autore di libri, “è importantissimo il lavoro dell’Ente Nazionale per il Microcredito, perché i giovani sono la linfa per il futuro”, dice l’ormai celebre pasticcere “non dare loro la possibilità di sostenersi economicamente, vuol dire reprimere più posti di lavoro, non solo quello di chi propone l’idea, ma anche quelli di tutti i lavori ad essa correlati”. Provando quindi a riassumere le esperienze dei protagonisti della manifestazione, si può affermare che gli ingredienti per una ricetta di successo sono: studio, tanto sacrificio, un obiettivo semplice e i giusti partner. Si mescola il tutto, si accende il fuoco dell’idea grazie al supporto finanziario e a un buon piano economico e si condisce il tutto con tradizione e innovazione. Lo stesso taste of Excellence, la pentola che ha messo insieme tutti questi prodotti e ne ha fatto una ricetta di gusto ed elevata qualità, ne offre un buon esempio. “Speriamo di poter continuare ad ospitare le iniziative dell’Ente Nazionale per il Microcredito come nostre partner. I nostri obiettivi sono comuni: aiutare e sostenere gli operatori, premiare le idee vincenti e rilanciare l’economia” dice Ciccotti. E se volessimo paragonare il Taste of Excellence a un piatto, quale sarebbe? “Sarebbe certamente un piatto buono, bello a vedersi, semplice all’apparenza ma con un grande lavoro alle spalle” conclude l’ideatore dell’evento “Un tagliolino al tartufo bianco, con pochi ingredienti che fanno la differenza”.