GIANCLAUDIO BRESSA

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport

Grazie, un saluto innanzitutto a tutti gli ambasciatori presenti oggi e un ringraziamento al presidente Mario Baccini non tanto, e nonsolo, per l’invito ma anche per la vivacità e l’impulso che è stato capace di dare alla realtà del Microcredito, ed i risultati si vedono. La crescita di rilievo e l’interesse del fenomeno di microcredito si inserisce in una fase di oggettiva difficoltà delle attività degli intermediari finanziari a venire incontro alle richieste della parte più frammentata e diffusa del ricco tessuto imprenditoriale italiano. Da una parte la pletorica organizzazione interna dei grandi istituti di credito ha dovuto essere razionalizzata, con ampi processi di dismissione di personale, di contenimento del numero degli sportelli, di concentrazione di poteri decisionali sulla concessione del credito verso i livelli più alti. In questo modo, il sistema bancario ha progressivamente perso la sensibilità per l’economia reale, l’immediatezza nel leggerne attori e momenti. Nel contempo, con i diversi round delle regole transnazionali di Basilea, un sistema che

andava verticizzandosi, perdendo sensibilità per il particolare, veniva sempre più spesso spinto a rinunciare alla propria vocazione di sensibilità territoriale. Verticismo, burocratizzazione, automatismo sono diventati i meccanismi dominanti di funzionamento degli intermediari finanziari bancari tradizionali. L’imprenditore, ed in particolare la micro impresa, la ditta individuale si sono trovati spiazzati e a corto di liquidità. Ed è in questo quadro che si colloca la recente fortuna di azioni e strumenti di microcredito, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale. Quando il presidente Baccini ricorda che nei prossimi due anni sono previsti 18.000 posti di lavoro che si creano per concessioni già chiuse e che questi 18.000 posti di lavoro sono creati da situazioni di esclusione sociale ci da la dimensione del ruolo che, in questo momento, il microcredito può rappresentare per la nostra economia. Il microcredito rappresenta per questo uno strumento vitale da affiancare alle altre misure che il Governo nella Legge di Stabilità ha messo in campo a sostegno del sistema produttivo delle sue tendenze di modernizzazione, della straordinaria tenuta che ha avuto negli anni più difficili della crisi recente. Ergo, un sistema finanziario ricco, articolato nei target, negli strumenti, capace di diversificare tipologie di credito rispetto ai differenti target di operatori economici. Il microcredito sia a livello nazionale che regionale svolge, e potrà svolgere, un ruolo in questo senso ancora più proficuo. Giustamente, ricordava il presidente Baccini la necessità, l’ineluttabilità del fare rete. La capacità di fare rete è la dimensione culturale ed organizzativa che non possiamo mai tradire. Ebbene, il Dipartimento per gli Affari Regionali, in questa nuova stagione, continuerà a tenere viva la rete delle finanziarie regionali. Piuttosto che disperdersi in operazioni di pura formazione che si sono rivelate non sempre utili, svilupperà una maggiore circolazione di informazioni, una più capillare consapevolezza delle Autorità di Gestione Regionali e dei fondi europei verso le tipologie di credito e di attori economici. Un costante confronto su pratiche e modelli di prestito, un sostegno ai professionisti della finanza di progetto a carattere pubblico in ambito regionale, per facilitare il loro compito rispetto ai centri di decisione sulla finanza locale. Al cuore di questa strategia una più convinta e consapevole regia centrale che coinvolga l’Ente Nazionale per il Microcredito, le sue professionalità potrà essere di grande giovamento per tutti i territori. Questo è il nuovo orizzonte di sfida per il microcredito che troverà nel Dipartimento per gli Affari Regionali un convinto e consapevole interlocutore. La strada in qualche modo è stata tracciata bene; si tratta di continuare meglio.