RICOSTRUIRE LA DOMANDA E LA FIDUCIA

Mario Baccini | Presidente ENM

L’ente nazionale per il microcredito sta svolgendo un’opera, non solo in ossequio alle indicazioni del Governo e del Parlamento nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale e nanziaria, ma il nostro ruolo oggi è quello di percorrere l’ultimo miglio. Ossia quello ‘spazio’ virtuale fatto di regole e burocrazia che divide il bisogno dalla sua soddisfazione.

E in questo nostro percorso, inedito, perché nessuno sinora nell’ambito della Funzione Pubblica, anche in altri settori è riuscito a percorrere questa tappa, no ad oggi sempre demandata alla buona volontà di organizzazioni bene che, private o di altra natura; stiamo riscontrando numerosi successi. Noi abbiamo deciso di percorrere questo territorio e durante questo cammino pieno di insidie spesso ci si impantana in quelle ‘secche’ che in gran parte provengono proprio dalla pubblica amministrazione e dalla sua farraginosa burocrazia, dallo scarso senso delle istituzioni, dalla mancanza di rispetto per i soldi pubblici. Questo ha creato non poche di coltà perché il microcredito si basa su un rapporto duciario tra il potenziale bene ciario e le istituzioni che propongono la soluzione al problema economico. Nell’ultimo periodo questa situazione ha creato una essione della domanda perché la s ducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e soprattutto degli annunci della pubblica amministrazione su prodotti, agevolazioni e aiuti da parte della stessa PA, non è stata mai onorata. Allora oggi i cittadini non credono più a nulla e quindi il ruolo dell’Ente Nazionale per il Microcredito è anche quello di ricostruire la domanda e la ducia dei cittadini nelle istituzioni. Lo stiamo facendo portando al nanziamento centinaia di aziende. Facendo questa operazione siamo stati costretti a scendere in campo direttamente perché non potevamo a darci a istituzioni che non avevano gli stessi sentimenti ed obiettivi dell’ENM. Oggi abbiamo una duplice funzione: ricostruire ducia e creare la grande rete del microcredito, unico strumento in grado di dare risposte concrete. L’educazione nanziaria è, in questo processo, uno dei punti fondamentali perché nessuno nasce ‘non bancabile’. ‘Non bancabile’ si diventa; dall’altra parte abbiamo l’ultimo anello che è quello dell’attuazione de nitiva dell’articolo 111 del Testo Unico Bancario che nora non ha trovato la piena attuazione, tanto che sono pochissime le istituzioni nanziarie nate che si occupano esclusivamente di microcredito per far sì che questo strumento diventi realmente autonomo dal sistema bancario, che dobbiamo comunque ringraziare per avere nora fatto supplenza. Però è necessario interrogarsi sul perché le nanziarie di microcredito non siano nate. Il problema è nella redditività? Le 111 non sono remunerative? Oppure la burocrazia imposta anche dalle norme della Banca d’Italia sono troppo stringenti? Questi sono i nodi che presto il Parlamento dovrà a rontare. Come Ente stiamo monitorando questa situazione e raccogliendo dati sulla realtà e le necessità. Al termine di questa analisi insieme agli organi politici competenti decideremo se rompere l’indugio e proporre un intervento diretto dello Stato, creando una 111 pubblica che possa diventare una vera e propria “Istituzione nanziaria delle opportunità”, perché solo la mano pubblica può a rontare il disagio e attuare una lotta organica alla esclusione sociale e nanziaria.

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