ADR: AVVOCATI E MEDIATORI SOTTO IL SEGNO DEL MICROCREDITO

Angelo Perfetti

I sistemi di risoluzione delle liti, diversi dal giudizio, sono la mediazione civile e commerciale, la negoziazione assistita e l’arbitrato. Recentemente il Governo, per decisione del ministro Andrea Orlando, ha dichiarato di puntare molto sui sistemi ADR per migliorare l’e cienza della giustizia nominando una Commissione che dovrà, entro il 2016, proporre una revisione organica delle normative che disciplinano in Italia tali strumenti.

Il termine Alternative Dispute Resolution (ADR) è usato per indicare tutti i sistemi per risolvere le controversie senza l’intervento diretto degli organi giurisdizionali. I sistemi un terzo, arbitro o mediatore, che aiuta le parti a trovare un accordo. È possibile classi carli in base al tipo di procedura e ai risultati cui essa conduce: mentre le procedure di arbitrato sfociano o in una decisione non vincolante (raccomandazione) o in una vincolante solo per una parte o per entrambe, i sistemi basati sulla mediazione tentano di raggiungere un accordo consensuale tra di esse. Dai dati del Censis emerge una fotogra a impoverita dell’avvocato medio italiano. L’avvocato di oggi è poco competitivo e non conosce le regole del marketing; spesso è anche unico titolare dello studio e poco incline a lavorare in team. L’avvocato del futuro è invece un problem solver e a questo verrà istruito attraverso degli appositi percorsi guidati da tutor che avranno il compito di seguire il professionista sia nella richiesta del nanziamento sia nell’ottenere le dovute competenze in campo ADR. Com’è cambiata la professione forense negli anni? “La situazione è notevolmente mutata, ed è cambiato anche il mercato. Con la globalizzazione, il ruolo dell’avvocato dovrebbe essere più a sostegno delle piccole e medie imprese; eppure oggi i numeri che vedono gli avvocati protagonisti nel processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese sono bassi. Su 4 milioni di imprese, solo il 2% vede impegnati avvocati nel favorire proprio l’internazionalizzazione di queste aziende. La gura attuale dell’avvocato è ancora troppo legate a vicende meramente giudiziarie”. Cosa fare, dunque? “E’ necessario imporre un drastico cambio di rotta facendo in modo che gli avvocati, soprattutto i più giovani che risentono della crisi economica, possano specializzarsi nel settore ADR; non soltanto per cercare di favorire la risoluzione delle controversie, bensì come avvocati d’a ari, cioè avvocati che seguono tutto il percorso produttivo e commerciale delle nostre piccole e medie imprese, favoriscono lo sviluppo degli accordi commerciali, prevengono eventuali liti o le risolvono immediatamente nel momento in cui si dovessero veri care”. In questo scenario perché è importante l’accordo con il Microcredito? “E’ fondamentale. Nel 2010 è stato per la prima volta disciplinato l’istituto della mediazione civile e commerciale, uno strumento che aveva come prospettiva quella di de azionare il carico del settore Giustizia. All’inizio però è stato osteggiato dalla classe forense, che non ne capiva la necessità. Successivamente gli strumenti ADR sono entrati anche nella cultura giuridica italiana e a distanza di più di un lustro se ne sente fortemente la necessità. Ma questo processo implica necessariamente un percorso di formazione degli avvocati, soprattutto dei giovani avvocati, che per specializzarsi nel settore ADR hanno la necessità di essere seguiti e di fare corsi di formazione ad hoc”. Indirettamente se ne avvantaggia anche il settore della Giustizia, giusto? “Sì, perché grazie all’interessamento dell’Ente Nazionale per il Microcredito, nel momento in cui giovani avvocati di specializzano nel settore ADR, iniziano e ettivamente ad operare come avvocati d’a ari esperti nel settore extragiudiziale. Inevitabilmente si crea una diminuzione del contenzioso”. Possiamo de nirlo un nanziamento sulla professione e non sul portafoglio? “E’ una leva strategica per fare in modo che gli avvocati non soltanto si specializzino ma operino concretamente. Noi stiamo avviando, anche con le Università, operazioni tese a favorire la formazione; ad esempio con l’Università di Bari, con la quale abbiamo istituito una Summer school international in ADR. L’iniziativa è stata occasione per un interessante dibattito che ha visto protagonisti i giovani che si a acciano al mondo del lavoro, le imprese, e l’ambito accademico. Filo conduttore degli interventi è stata la necessità di cambiare mentalità, accettando che il concetto di rischio imprenditoriale diventi la nuova premessa allo sviluppo sociale. Si è guardato all’utilizzo delle tecniche ADR come modello sperimentale in grado di ridurre le distanze fra i tempi della giustizia e l’a ermazione dei diritti, e per questo come a degli strumenti che favoriscono e cienza anche a livello di investimenti nell’economia mondiale”. ADR si avvalgono generalmente di

Scarica pdf