Sistema finanziario, start up e sviluppo digitale: realtà e programmazione

Giovanni nicola Pes | Vice Segretario Generale ENM

Il sistema finanziario sta attraversando una fase di profondo cambiamento, dovuta al ruolo sempre più
incisivo esercitato dall’innovazione tecnologica e digitale sui processi e prodotti aziendali, sulle relazioni
con la clientela, sull’asset management, sulla raccolta di capitali, sui pagamenti e sui trasferimenti di denaro.
Con riferimento al mondo bancario, il modello tradizionale che vedeva il cliente recarsi fisicamente presso
lo sportello è largamente sostituito dall’home banking, introdotto come parte di una strategia di riduzione
dei costi. Ciononostante, i consumatori hanno ormai a disposizione un’offerta di servizi finanziari da parte
di nuove entità definite “non banche” le quali, utilizzando il web e applicazioni sempre più evolute,
tendono a rappresentare un’alternativa al sistema bancario e finanziario tradizionale per quanto riguarda, ad esempio, la scelta di un finanziamento o di una
polizza assicurativa. Lo strumento “principe” in questo nuovo mondo finanziario è rappresentato dallo smartphone, le cui vendite nel nostro Paese, secondo una ricerca dell’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano, sono state pari ad oltre 3,5 miliardi di euro nel 2018 (ammontavano a circa la metà nel 2015).
Il fenomeno, pertanto, non è affatto marginale e tutto lascia pensare che ci troviamo all’inizio di un
nuovo modo di intendere la finanza, dove la fintech, la finanza tecnologica, cambierà rapidamente le nostre
abitudini e gli stessi protagonisti del business. Come sottolineato dall’ultimo rapporto ABI Lab, “il vortice
d’innovazione che attualmente sta investendo le realtà bancarie non indica semplicemente l’avvento di una
nuova era digitale, con lo sviluppo e l’introduzione di nuovi servizi e tecnologie, ma anche la messa in discussione
del tradizionale modo di fare banca”. Non deve meravigliare, quindi, il continuo incremento numerico, a livello mondiale, delle start-up della
fintech e la forte ascesa delle adesioni da parte dei consumatori, confermata anche nel nostro Paese dall’ingresso
di nuovi operatori che offrono servizi finanziari, quali la gestione degli investimenti, l’apertura
on-line di un conto corrente o il trasferimento gratuito di denaro tra privati.
Le più recenti evoluzioni digitali, infatti, come ad esempio la diffusione delle monete elettroniche o i
“robo advisor” (i nuovi soggetti che ti forniscono consulenze finanziarie o gestione di investimenti online) hanno avuto origine al di fuori dell’industria
bancaria tradizionale, agevolando l’accesso ai servizi e costringendo gli istituti finanziari a ripensare la propria strategia per restare competitivi sul mercato. Questa
esigenza è ancora più accentuata nei confronti dei “nativi digitali”, un vasto bacino di potenziali clienti che non sono cresciuti nel tradizionale rapporto banca- cliente coltivato allo sportello, essendo abituati alle performance dei social network e dei colossi del web quali Google o Amazon.
Anche l’industria assicurativa sta vivendo un momento di transizione, tanto che la stessa IVASS ha aperto un dialogo con il mercato assicurativo, i consumatori, i service provider, per valutare le cause e prevedere gli effetti dell’innovazione tecnologica, seguendo i processi in atto e intervenendo in tempi rapidi ove si evidenzino rischi per la tutela dei consumatori, la stabilità del mercato e la qualità dell’offerta assicurativa.

Le opportunità per le imprese create dal nuovo panorama digitale dovranno tradursi in benefici effettivi per i consumatori, con riduzioni di premio, maggiore flessibilità dei contratti e migliori servizi di assistenza accessori alle polizze. In questo contesto, il microcredito, la microfinanza ed altri strumenti come il crowdfunding e il social impact investment rappresentano alternative innovative per favorire l’inclusione finanziaria e il sostegno a famiglie e microimprese e, per altro verso, possono contribuire ad avvicinare le banche a fasce di clientela
non in grado di accedere ai servizi bancari e finanziari tradizionali. Il tema dell’innovazione ci consente, in tal modo, di allargare la riflessione al tema dell’inclusione finanziaria e, in particolare, alle modalità attraverso le quali l’innovazione nel campo della finanza possa aprire nuove possibilità di inclusione, favorendo la partecipazione alla vita economica da parte di tutti i cittadini.

Inoltre, nel settore della microfinanza, la fintech è in grado di ridurre le asimmetrie informative, generare maggiore concorrenza e, con un’adeguata regolazione, può produrre un profondo effetto sui servizi e sui prodotti offerti.
L’Ente Nazionale per il Microcredito ha da tempo avviato un approfondimento sulla necessità di sviluppare prodotti e servizi innovativi nel campo della microfinanza, sia integrando strumenti e prodotti già in uso, sia sviluppando e strutturando nuovi strumenti e prodotti, non solo nel campo del credito ma anche del leasing, delle assicurazioni, dell’housing e
del risparmio, sempre in un’ottica di maggiore inclusione finanziaria e sociale degli individui più vulnerabili e delle microimprese che necessitano di specifici interventi finanziari per il loro avviamento o il loro sviluppo. In questo servizio, la nostra Rivista ospita gli articoli di quattro esperti in materia di nuove tecnologie applicate al settore della finanza, nei quali vengono
affrontati temi che attengono alla tecnologia quale leva per l’inclusione finanziaria, all’impatto della tecnologia
e del web sulle microimprese e sulle startup, all’innovazione nel contesto del mondo assicurativo
ed al futuro del sistema finanziario con particolare riferimento ai fenomeni del Bitcoin e della Blockchain.
Gli autori forniscono numerosi spunti di riflessione che aiutano a meglio inquadrare il fenomeno in questione e a suscitare un approfondimento della materia
a livello non solo teorico ma anche operativo.

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