DigithOn: DOVE MICROIMPRESA E TECNOLOGIA SI INCONTRANO

Francesco Boccia | professore di Economia delle Aziende e Pubblica Amministrazione
intervistato da Giovanni Nicola Pes | Vice Segretario Generale Enm

Intervista a Francesco Boccia


Ci racconti brevemente, chi è Francesco Boccia?
Sono un professore di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche; nato a Bisceglie il 18 marzo 1968, nello stesso giorno dello storico discorso
di Bob Kennedy sul Pil che «misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta». Discorso che spesso ha inciso sui miei studi e sulla
mia vita politica. Mi sono laureato in Scienze politiche con indirizzo economico internazionale all’Università di Bari nel 1992. Il Titolo della tesi dà il senso su tante cose che ho fatto poi in seguito in materia di spesa pubblica e redistribuzione del reddito. MBA alla Bocconi nel 1994 e fino al 1998 sono stato ricercatore alla London School of Economics presso e Economic and Social Cohesion Laboratory dello European Institute. Dal 1998 sono rientrato in Italia e salvo un anno da Visiting Professor alla University of
Illinois di Chicago nel 2002, ho insegnato e diretto un centro di ricerca all’Università Cattaneo di Castellanza per quasi dieci anni. Sono entrato in Parlamento nel 2008 e da allora sono prof in aspettativa parlamentare. Alla Camera dei Deputati sono sempre stato in Commissione Bilancio che ho presieduto dal 2013 al 2018. Da quasi quattro anni sono il presidente dell’associazione DigithON.

Francesco Boccia, che cos'è DigithON?
Con il digitale stiamo vivendo la più grande rivoluzione capitalistica dell’era moderna e ci sono due atteggiamenti per affrontare una rivoluzione: subirla oppure dominarla. Per la prima non servono strategie: basta adagiarsi sull'immobilismo e farsi trascinare dalla corrente. Oppure possiamo dominarla, ma per farlo dobbiamo innanzitutto conoscerla.
DigithON è una scommessa che abbiamo voluto lanciare con alcuni amici, come me ragazzi di ieri, ai ragazzi di oggi, agli investitori, agli operatori nazionali e internazionali dell'economia digitale.

Per quale motivo le idee, i progetti innovativi devono andare all'estero per trovare qualcuno disposto a valutarli e a finanziarli? Perché i nostri giovani sono costretti ad andare fuori per essere ascoltati? Perché non creare un luogo in cui ci si confronta, ci si ascolta, si valuta e si finanzia se il finanziatore lo decide? A DigithON accadono molte cose che normalmente succedono in luoghi diversi. Tutto lì è tutto insieme. Protagonisti assoluti i giovani inventor e intorno a loro il mondo economico, finanziario e politico si interroga e si confronta. Una maratona digitale che misura e mette in luce l’impatto del digitale nella società e in tutti i comparti della nostra economia. Dalla musica al cinema, dalla finanza ai media, al commercio elettronico al turismo, alla cultura. E poi sanità, sicurezza, giochi, intelligenza artificiale, blockchain e Internet of things. Durante DigithON tutti coloro che hanno un'idea innovativa e hanno superato la valutazione del comitato scientifico che avviene dopo una “call” on line fatta tre mesi prima, salgono sul palco nel corso di un hackathon, avendo davanti una platea di investitori.

Perché ha deciso di radicarla al sud, nella sua Bisceglie?
La sfida vera è fare iniziative così nel cuore del Sud.
Il Mezzogiorno ha tutte le carte in regola per diventare la Silicon Valley italiana. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. La grande partecipazione
e l'aumento di idee e startup conferma quanto il nostro Paese sia imprenditorialmente effervescente grazie al digitale. Se vogliamo che i nostri giovani tornino a casa dobbiamo trasformare i centri di eccellenza del Mezzogiorno un punto di riferimento dell’innovazione. Abbiamo la forza e le competenze per farlo. Dobbiamo semplicemente farlo con le imprese più lungimiranti investendo risorse pubbliche senza precedenti nelle nostre scuole, nelle università e sulla ricerca.


Parliamo di numeri, un bilancio di questi tre anni

Sul palco ci vanno sempre 100 team che solitamente sono 350/400 Inventor. Ogni anno aumenta il
numero di richieste di partecipazione. La prima maratona fu subito un successo nonostante nessuno sapesse
cosa fosse Digithon, nemmeno noi che l’avevamo concepita. Era un’intuizione ma non sapevamo se e come potesse funzionare. Arrivarono durante laprima call più di di 150 richieste di partecipazione. Nella seconda maratona oltre 200, e nel 2018 abbiamo superato le 250 richieste.

Sul Palco anche per ragioni di tempo ci vanno sempre in cento. Nell’ultima edizione abbiamo superato le 230.000 visualizzazioni, la rete di DigithON continua a rafforzarsi e questo è un bene per i ragazzi che sono in contatto tra loro e possono scambiarsi esperienze e punti di vista su tutto. Le vecchie Segherie, cuore della maratona, hanno una capienza che ci consente di ospitare non oltre 100 analisti e 400 inventor. Mentre in piazza, grazie anche alla presenza di ospiti nazionali e internazionali, i numeri sono ancora più alti.

Rappresentanti delle istituzioni, dell’accademia, del mondo digitale, e i vertici di grandi aziende. Con loro arriviamo ad avere in piazza fino a 1000 persone.


Quali sono i suoi progetti e quelli di DigithON, per il futuro?
DigithON in questi ultimi anni è cresciuta molto in termini di partecipazione, di rete tra startup e aziende, di notorietà. Mi fa un po' sorridere, ma qualcuno l'ha definita la Cernobbio del Sud! DigithON è il luogo delle idee innovative che quest'anno farà un passo verso l'età adulta. Nascerà nelle Vecchie Segherie di
Bisceglie un Inventor Lab, il Bastione, uno spazio di coworking per tutti quelli che si sono iscritti a DigithON.
Un luogo di contaminazione, di approfondimento, in cui sviluppatori, programmatori, ragazzi semplicemente curiosi o appassionati di tecnologia, potranno ritrovarsi in uno spazio che mette insieme tradizione e modernità. In perfetto stile DigithON. I quattro giorni di maratona saranno sempre il cuore
pulsante di DigithON ma vogliamo far respirare quell’atmosfera di futuro tutto l'anno.

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