Giovani europei tra digitale e microimpresa. In italia una chance in più con l’Enm

Mario Baccini | Presidente ENM

Tra le priorità dell’Unione Europea primeggia sulle pagine web del Parlamento l’azione rivolta all’inclusione
sociale e alla sicurezza, intese come lotta alle povertà, alle esclusioni e alla disoccupazione. Le politiche
comunitarie volte al rafforzamento della dimensione sociale sono preminenti, dunque, nell’ambito di una
programmazione che investe risorse e capitale umano sulla formazione e sull’impresa è necessario che ogni
Paese si adoperi su tre direttrici per raggiungere lo scopo di azzerare la disoccupazione giovanile che
l’Europa presenta.
È necessario che le nazioni si dotino di legislazione adeguata alle nuove attività e alla sostenibilità di
imprese tenendo ben presenti le ragioni della finanza etica; che sia messa in campo un’idonea promozione
degli strumenti finanziari nazionali e comunitari e che sia valorizzata in modo ottimale la formazione
economica, intesa come percorsi di financial education per giovani neet, universitari e studenti liceali
affinché siano davvero pronti all’inserimento nel mercato del lavoro e altresì sia sostenuta un’attività di
educazione permanente per tutti coloro che vogliano riconvertirsi o re-inventarsi nel mondo del lavoro e
avviare un’attività. Così come è necessario professionalizzare con nuovi skills coloro che già operano in
questo ambito. L’obiettivo fissato dall’Unione è l’azzeramento della disoccupazione giovanile1.
In questo ambito la microfinanza e il microcredito diventano strumento essenziale ed efficace a raggiungere
lo scopo. Come si evince dai rapporti comunitari sullo stato del mercato del lavoro2 dal 2014, sono stati
numerosi gli interventi dell’EU per aiutare i giovani ad inserirsi nel mercato del lavoro, combattere
disoccupazione a lungo termine, sostenere l’educazione finanziaria e promuovere un aggiornamento delle
capacità per facilitare la mobilità dei lavoratori su tutto il territorio europeo.
I giovani sono fra i più colpiti dalle crisi economiche e quindi quelli più a rischio di esclusione sociale. La
disoccupazione giovanile nell’UE per 15-24enni è salita dal 15% del 2008 al 24% del 2013. I Paesi più
colpiti sono la Grecia, dove nel 2013 si registrava il 60% di giovani disoccupati, Spagna (56.2%), Croazia (49.8%), Italia (44.1%) e Portogallo (40.7%)3.
Molto è stato fatto, ma ancora molto è da fare per ottenere nei diversi stati lo stesso o quantomeno un
livello alto di occupazione. Le nazioni chiedono un maggiore intervento comunitario e proprio in questo
ambito l’Italia è una tra le prime a sostenere le ragioni di un coinvolgimento dell’Unione per il sostegno alle
politiche occupazionali.
La nuova frontiera verso cui è proiettata l’azione dell’Ue è una legislazione che sostenga la transizione verso
il mondo digitale affinché si realizzi la piena occupazione e una mobilità attiva tra i vari lavori, nonché si
possa creare una connessione indissolubile tra politica economica e politiche sociali.
Nel rispetto di questi principi l’Ente Nazionale per il Microcredito, strumento operativo del Governo e del
Parlamento italiano, sostiene tutte le politiche attive di autoimpiego utilizzando gli strumenti della
microfinanza e del microcredito.
Promuovere uno strumento come il microcredito quale volàno per le nuove imprese giovanili significa
anche sostenere i laureati per creare attività innovative che potenzialmente attraverso acceleratori possano
diventare imprese di valore e produttività elevata. Questo è il nuovo obiettivo per l’Italia che si propone
come nazione che vuole digitalizzare rispettando le proprie peculiarità che vedono il suo tessuto economico
basato sulle piccole e medie imprese.
L’idea è quella di collaborare con Università e centri di formazione per il sostegno alle attività di ricerca e
formazione sostenute dal microcredito e alle attività ad esso connesse.
Nei memorandum d’intesa siglati dall’ENM negli anni con associazioni, istituti e Università, Enti Pubblici
e privati che si occupano di educazione si sottolinea l’importanza di sostenere gli strumenti di microcredito
anche per le attività di spin off universitarie e per le imprese ad alto potenziale di crescita con connessione
agli strumenti di venture capital. Allo stesso tempo negli accordi si propone l’utilizzo di tutte le risorse
comunitarie come l’attivazione dei programmi Garanzia Giovani, Selfyemploiment e Yes I start up, per
promuovere l’autoimpiego degli under 30.
Secondo il report biennale prodotto dall’Ente Nazionale per il Microcredito sulla base dei dati rilevati sul
territorio in merito all’accesso al credito per le attività descritte dall’articolo 111 del testo unico Bancario,
la fascia di età che beneficia maggiormente del Microcredito è compresa tra 30 e 50 Anni (per il 61%),
seguita dagli Under 30 (per il 27%) e dagli Over 50 (per il 12%). Per quanto riguarda il microcredito
promosso dall’ENM presso i 27 istituti di credito convenzionati l’età media per accedere al finanziamento
è di 37 anni. Le imprese finanziate sono ditte individuali o liberi professionisti nel 59,02% dei casi;
seguono le società a responsabilità limitata semplificata con il 32,76% dei microcrediti erogati ed in misura
molto contenuta le altre forme giuridiche della ragione sociale. Le categorie maggiormente finanziate sono
il commercio al dettaglio con il 28,71% e le attività dei servizi di ristorazione con il 25,23% del totale dei
finanziamenti.
Dunque nel futuro prossimo della via italiana alla microfinanza si staglia un obiettivo ambizioso: la
digitalizzazione delle imprese e la creazione di start up innovative o di modelli di impresa che possano
utilizzare nuove tecnologie e capacità digitali. Sicuramente la valorizzazione di questo tipo di attività
permetterà a più giovani di avvicinarsi alla realizzazione di imprese che possano soddisfare esigenze diverse,
che siano interpreti di una necessità economica e allo stesso tempo espressione di una potenzialità che
segna con l’innovazione un percorso di rivoluzione nell’ambito delle attività commerciali e dell’autoimpresa.
Sognare, creare nuove aziende digitali, essere flessibili su mercati diversi è una chiave di interpretazione del
messaggio comunitario che con l’ENM vogliamo interpretare attraverso gli strumenti della microfinanza.

1 http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/ATAG/2018/614746/EPRS_ATA(2018)614746_EN.pdf
2 https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2018/630274/EPRS_BRI(2018)630274_EN.pdf
3 http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/inclusione-sociale/20171201STO89305/la-disoccupazione-giovanile-
i-numeri-e-le-soluzioni

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