Sintesi sullo stato dell’arte della ricerca internazionale in microfinanza

Sintesi sullo stato dell’arte della ricerca internazionale in microfinanza

zhu Mengjin
(Istituto di Tecnologia di ningbo, università del zhejiang, ningbo 315100)
Traduzione a cura di Stefano Battaggia

Sintesi sullo stato dell’arte della ricerca internazionale in microfinanza

Abstract

La ricerca sulla microfinanza è indubbiamente una materia di attualità degli studi economici. L ’articolo inquadra le recenti ricerche sulla microfinanza svolte all’estero, focalizzandosi sull’impatto del microcredito e sulle nuove tendenze e prospettive che emergono dalle indagini riguardanti il rapporto tra la microfinanza e l’asimmetria informativa, le reti di relazioni sociali e l’economia comportamentale; descrive inoltre le caratteristiche della ricerca condotta all’estero, evidenziando il divario che esiste tra questa e quella condotta in Cina. Parole chiave: microfinanza; performance economica; asimmetria informativa; reti sociali;

La ricerca in microfinanza, allo stadio iniziale, privilegiava l’analisi qualitativa e i temi affrontati erano la capacità di sviluppo sostenibile, la fornitura di prodotti finanziari e servizi, la gestione e lo sviluppo, la clientela target, le politiche e la regolamentazione, l’impatto sociale, ecc. Col tempo è stato ampiamente utilizzato il metodo di analisi quantitativa ed è emersa la prospettiva di una ricerca interdisciplinare, per cui il suo influsso in questo campo è via via aumentato. A questo proposito, il presente documento inquadra i recenti risultati della ricerca condotta all’estero, al fine di presentare ai ricercatori cinesi idee e metodi innovativi.

I. Il ruolo e l’impatto del microcredito

Per quanto riguarda il ruolo e l'impatto del microcredito, a lungo si sono levate voci sia favorevoli che critiche. L ’assegnazione del premio Nobel per la pace a Yunus, fondatore della Grameen Bank, è stata la consacrazione della microfinanza. Nel 2008 però, dopo una serie di casi di suicidi nelle famiglie rurali sovraindebitate dello stato indiano dell’Andhra Pradesh, il microcredito dovette fare i conti con la propria sopravvivenza.1 A questo proposito, gli studiosi stanno conducendo ricerche in questo campo con l'obiettivo di fornire soluzioni il più possibile obiettive ed eque.

1. Il microcredito ha un effetto limitato sullo sradicamento della povertà

Banerjee et al.2, Angelucci et al.3, Tarozzi et al.4, Crepon et al.5 hanno utilizzato metodi di valutazione randomizzati per raccogliere campioni da sei Paesi con tempi di monitoraggio che vanno dai 14 ai 43 mesi, raccogliendo correlazioni sulle caratteristiche del debitore, del prestito e del creditore.6 Attraverso test di controllo randomizzati, si è scoperto che non ci sono prove evidenti, anzi, nemmeno indizi che il microcredito possa ridurre la povertà, migliorare gli standard di vita e innalzare gli indici sociali. A motivo del cospicuo numero di Paesi coinvolti, del lungo periodo di follow-up e dei metodi di ricerca avanzati, il risultato della ricerca in questo campo può essere considerato autorevole. Inoltre, Suman ed altri studiosi ritengono peraltro che i risultati di un mercato della microfinanza armonizzato non portino necessariamente alla riduzione della povertà; ci sono due condizioni per ridurre la povertà: un ambiente equo e fondi ad un costo accessibile, ma è evidente che finora ciò non si è verificato.7

2. il microcredito ha ottenuto notevoli risultati in alcune aree

Pur non avendo avuto un ruolo rivoluzionario nello sradicamento della povertà, la microfinanza ha conseguito alcuni risultati importanti in altri ambiti, quali, ad esempio, la scelta professionale, le dimensioni del business, le scelte dei consumatori, lo status femminile, la capacità di gestione del rischio, ecc. Attanasio, attraverso una ricerca sulla partecipazione delle donne mongole alla microfinanza solidale, ha rilevato che essa ha avuto un significativo impatto positivo sull'imprenditoria femminile e sul consumo alimentare familiare.8 Augsburg e altri studiosi hanno anche riscontrato che, sebbene non si registri un aumento significativo del reddito familiare complessivo, il microcredito apporta comunque una quota maggiore di piccole imprese familiari e di giovani ivi coinvolti: questi sono alcuni effetti positivi ascrivibili alla microfinanza.9

Per quanto riguarda il ruolo e l’impatto della microfinanza, al momento il dibattito nel mondo accademico si sta gradualmente affievolendo, e ciò è dovuto principalmente all’autorevolezza dei risultati della ricerca. Ulteriori studi in futuro dovrebbero esser elevati al livello teorico: se si è scoperto che il microcredito non riduce la povertà, qual è il perché? Se ha funzionato
meglio in un Paese piuttosto che in un altro, perché? Questo è un metodo che, nella futura ricerca in microfinanza, sarà esteso ancora di più alle sfere economica, sociale, politica e scientifica.

II. Microcredito e asimmetria informativa

Il mondo accademico ha studiato a lungo l'asimmetria delle informazioni nel campo della microfinanza: qui di seguito illustreremo i risultati delle indagini in questo campo negli ultimi anni, in particolare presentando un certo numero di nuove prospettive di ricerca.

1. Come si manifesta e si supera l’asimmetria informativa

(1) Quando sono le IMF10 che si trovano in una condizione di svantaggio informativo.

Nei Paesi più ricchi i piccoli prestiti sono destinati alle piccole e medie imprese. Trequattrini ha studiato Prima Idea, un famoso progetto di microcredito italiano per l'innovazione imprenditoriale a sostegno dei giovani.11 In quel progetto, a motivo dei rischi propri delle start-up, il problema dell’asimmetria informativa emerse in tutta la sua evidenza. Prima Idea prese due contromisure: la prima, nell’ambito dei processi, fu quella di organizzare i settori della valutazione e dell’outreach, la seconda, implementata durante la fase di avvio di impresa, fu l’assegnazione di esperti per il follow-up e il tutoraggio. In questo modo l’asimmetria informativa venne in qualche modo contenuta. Basandosi sui modelli operativi di tre tipi di IMF canadesi, Wu ha utilizzato la teoria dei giochi per concludere che la progettazione di prodotti che combini i piccoli prestiti con servizi non finanziari può efficacemente superare l’asimmetria informativa, sulla base del fatto che il costo dei servizi non finanziari è un'alternativa efficace ai tradizionali costi del mutuo ipotecario. Di fatto, attraverso la selezione dei modelli di prestito (microcredito o prestiti convenzionali), i clienti rivelano giocoforza informazioni sul proprio conto.12

Nei paesi relativamente più poveri, la microfinanza si rivolge principalmente a persone con scarsità di mezzi. Mia ha sottolineato che il maggior rischio delle IMF del Bangladesh rispetto alle banche è costituito dal prestito multiplo, in cui un mutuatario prende denaro in prestito da diverse IMF contemporaneamente, stante la scarsità di informazioni a disposizione delle stesse. A questo proposito, ha suggerito di fondare una banca dati di microcredito online dove le IMF possano scambiarsi le informazioni.13

(2) Quando è il cliente del microcredito che si trova in una situazione di svantaggio Sebbene la letteratura su questo tipo di asimmetria informativa sia carente, si sono aperte tuttavia nuove prospettive di ricerca.

Tsujii ha evidenziato come in Kenya gran parte dei clienti di microfinanza non abbia cognizione degli interessi, delle commissioni, ecc., a causa della mancanza di conoscenze e informazioni adeguate, né sia al corrente che ci sono differenze nelle condizioni di prestito delle singole IMF . La ragione principale di questa situazione risiede nel fatto che alcune IMF non brillano per trasparenza e onestà; in particolare, le istituzioni che applicano tassi di interesse elevati sono spesso riluttanti a rendere pubbliche le condizioni dei prestiti e arrivano ad ingannare i clienti col pretesto di "tassi di interesse uniformi". A tale riguardo, si dovrebbero creare delle agenzie di valutazione delle IMF neutrali, per aiutare i clienti ad affrancarsi dallo stato di inferiorità informativa.14

2.La ricerca sulla teoria dell'asimmetria informativa, con riferimento al settore della microfinanza

La questione di impiegare metodi empirici per indagare l’asimmetria informativa è sempre stata alquanto spinosa: una delle ragioni principali è che gli esperimenti in natura sono difficili da effettuare in un ambiente dove complessivamente il grado di asimmetria informativa cambia in modo marcato. L'industria della microfinanza, tuttavia, ha fornito le condizioni per la ricerca e, a partire dal 2001, il rating delle istituzioni internazionali di microfinanza ha portato ad un sensibile calo del livello di asimmetria informativa nelle IMF . Alla luce di questo fatto, alle analisi empiriche è stato fornito un ambiente in cui complessivamente il livello di asimmetria informativa cambia in modo significativo. Garmaise è stato il primo studioso a utilizzare metodi empirici per indagare la relazione tra il comportamento delle IMF e l'asimmetria informativa. Attraverso la progettazione di un modello di regressione discontinua, ha presentato nessi di causalità, dimostrando che con la riduzione dell’asimmetria informativa (cioè, con la partecipazione alla valutazione), il totale dei profitti ottenuti dalle IMF non aumentava di molto, mentre il costo del finanziamento si riduceva in modo significativo, il che ha apportato notevoli benefici alle IMF che prendevano in prestito fondi da organizzazioni commerciali; inoltre, l'efficienza dell’operato delle IMF negli standard di valutazione è migliorata vistosamente. Anche il problema della critica mossa continuamente alle IMF di deviare dalla loro missione sociale è stato in qualche misura ridimensionato. D’altra parte, è stato dimostrato che il conflitto di interessi a livello delle informazioni aumenta gli oneri finanziari, portando a investimenti inefficienti e alla riduzione dell'offerta finanziaria.15 Lo studio sull'asimmetria informativa nel settore della microfinanza ha richiesto molti anni e il fatto che siano emersi nuovi orientamenti di ricerca nell'ambito di questo filone è stato accolto favorevolmente. Anzitutto, le direzioni dell’asimmetria informativa si sono ulteriormente diversificate. Considerando le IMF , il collegamento tra la domanda e l’offerta di fondi fa sì che l’asimmetria informativa sia multidimensionale. La seconda direzione è l'utilizzo dell'industria della microfinanza come terreno per convalidare e approfondire teorie economiche quali l’asimmetria informativa e altre. Il fine ultimo di tutte le ricerche è quello di focalizzarsi su come superare l'asimmetria informativa: il primo metodo consiste in un meccanismo diretto, cioè ricorrendo a mezzi quali l'istituzione di banche dati di microfinanza, piattaforme informative ecc. per ottenere direttamente le informazioni; il secondo consiste in un meccanismo indiretto, ovvero attraverso determinate strategie atte a filtrare e selezionare la clientela di qualità. Tuttavia, gli attuali metodi di screening sono limitati ai tassi di interesse, alle garanzie, alle categorie professionali, ecc.

A nostro avviso, la ricerca su efficaci meccanismi di filtraggio, lo sviluppo continuo di nuovi metodi di screening e la verifica della loro efficacia costituiranno una direzione importante per la ricerca futura in questo settore.

III. Microcredito e reti di relazioni sociali

Con rete di relazioni sociali ci si riferisce ad una struttura composta da complesse relazioni interpersonali intessute nel sistema sociale. La ricerca sulla microfinanza nel suo aspetto di rete di relazioni sociali è un filone recente.

1. L ’influenza delle relazioni sociali sulla microfinanza

Gli autori di Diffusion of Microfinance, pubblicato nel 2013, attraverso un follow-up triennale di 43 villaggi nel Sud dell'India hanno analizzato come il coinvolgimento nel microcredito si propaga attraverso la rete di relazioni sociali.16 Sono stati osservati i fenomeni seguenti: tanto più un vettore con valenza di punto di iniezione17 è centrale, tanto più il tasso di partecipazione alla microfinanza circostante aumenta in modo significativo; i meccanismi di comunicazione di base nelle reti di relazione, nel caso che un individuo partecipi o meno ad un progetto di microcredito, sono perfino più efficaci di una garanzia di firma; anche coloro che non partecipano a programmi di microcredito svolgono un ruolo nella diffusione delle informazioni pari a circa un terzo del totale. Questo studio non solo riveste un significato di guida su come opera effettivamente la microfinanza, ma arricchisce altresì i risultati della ricerca sociologica.

Akinyemi ha dimostrato che il capitale sociale dell'individuo influisce positivamente sulla disponibilità della microfinanza.18 Generalmente fra gli agricoltori nigeriani sussiste una domanda di microcredito: coloro che si uniscono alle cooperative agricole e forniscono più lavoro e denaro aumentano il proprio capitale sociale vedendosi così facilitato l'ottenimento di prestiti. L ’autore descrive anche lo status e il ruolo dell'individuo nelle reti sociali e la relativa influenza sulla sua capacità di ottenere microcredito.

2. Il microcredito ha la funzione di consolidare o rimodellare le relazioni sociali

Basandosi sul monitoraggio di lungo periodo della microfinanza nella regione indiana del Tamil, Guerin ha cercato di definire il debito dal punto di vista dell'economia e dell'antropologia. In primo luogo, il debito e lo status sono inestricabilmente legati, collocando il debitore e il creditore nella gerarchia sociale locale, e dipendono dalle relazioni passate e dalla relazione di prestito di entrambe le parti: alcuni debiti diventano fonte di riconoscimento dello status sociale, mentre altri causano sentimenti di vergogna (ad es. prendere denaro a prestito da persone con status inferiore al proprio). In secondo luogo, debito e fiducia sono strettamente collegati: il microcredito utilizza e consolida la fiducia insita nelle relazioni, ma la stessa viene minata allorquando le promesse non vengono più mantenute. In terzo luogo, il debito rende più stringenti le relazioni interpersonali, calando le persone nella rete di distribuzione della ricchezza locale e rafforzando l'interdipendenza, le relazioni con i clienti e le relazioni di assistenza.19 La microfinanza si incardina nelle reti sociali di un dato territorio e inevitabilmente i due elementi si influenzano a vicenda, pertanto la ricerca in questo campo ha una importante valenza teorica e pratica. L ’acquisizione dei nodi e dei percorsi chiave nelle reti sociali e l’integrazione con i canali ausiliari porteranno all’espansione dell’industria microfinanziaria. Al contempo, le relazioni instauratesi col microcredito avranno un ruolo nel consolidare o distruggere la rete di relazioni originarie del territorio, elemento che a lungo andare cambierà impercettibilmente le relazioni sociali esistenti: a questo fenomeno dovrebbe esser data grande importanza. Tuttavia, attualmente la ricerca in questo settore è ancora agli inizi, la letteratura sull’argomento è scarsa e ci sono ancora molte opportunità di ricerca. A titolo di esempio, in base alle differenze nella struttura delle reti sociali nelle diverse regioni si possono condurre studi comparativi sulla diffusione e l'efficienza della microfinanza.

IV. Microcredito ed economia comportamentale

Il successo nella diffusione del microcredito si accompagna a fenomeni inspiegabili dall'economia tradizionale: se un'economia sottosviluppata può generare rendimenti così elevati attraverso la microfinanza, perché i mutuatari non usano i risparmi per risolvere i problemi di credito? Nelle aree rurali povere perché la percentuale di non abbienti che realmente partecipa alla microfinanza non è elevata? Ciò va analizzato dal punto di vista dell'economia comportamentale.

1. Gli individui inclini a ricorrere alla microfinanza hanno preferenze comportamentali comuni

Esiste una correlazione positiva tra la domanda di microcredito e la mancanza di autodisciplina nel comportamento individuale. Nella loro analisi teorica, Gugerty20 e Collins21 ritengono che le difficoltà di autocontrollo e la mancanza di meccanismi correttivi di autodisciplina facciano sì che sia difficile perseverare a risparmiare e la necessità di fondi per la produzione possa venir soddisfatta solo attraverso il prestito. Bauer et al. hanno utilizzato la teoria delle "Preferenze distorte verso il presente", in inglese: present biased preference (PBP)22, per valutare le capacità individuali di autocontrollo. Attraverso un’indagine su un campione casuale di 573 individui nell'India rurale, è stato rilevato che quasi un terzo delle persone ha tendenze PBP , fra le quali le donne risultano essere le più inclini a scegliere i piccoli prestiti; in altre parole, le donne che non riescono a risparmiare tendono a ricorrere al microcredito.23

Basandosi sulla teoria del comportamento pianificato, Ashraf analizza le intenzioni comportamentali a partire dagli atteggiamenti, dalle norme soggettive e dal controllo del comportamento conscio e il comportamento risultante.

Utilizzando modelli di equazioni strutturali per analizzare i fattori di influenza della partecipazione degli agricoltori del Bangladesh alla microfinanza, si son ricavati tre fattori significativi: paura del rischio di prestito, preferenza per il debito individuale, attenzione ai suggerimenti degli amici; queste sono le preferenze di comportamento dei comuni clienti di microcredito.24

2. La microfinanza è un buon mezzo per coltivare l'autocontrollo

Il contratto di microcredito prevede un’educazione finanziaria mirata al controllo del comportamento finanziario e forme di supervisione analoghe, non contemplate nei tradizionali contratti di prestito, dove si rispecchiano le caratteristiche dei mutuatari con tendenze PBP , favorendo così il successo del microcredito.25 Ad esempio, l’originale sistema di responsabilità congiunta di gruppo del microcredito richiede universalmente che il prestito sia regolarmente e prontamente rimborsato alla scadenza delle rate. Questi sono tutti metodi per allenare il controllo dei clienti che difettano di autodisciplina.26 Inoltre, l’efficacia di questa formazione si manifesta nel fatto che le IMF hanno ridotto il numero dei prestiti di gruppo a responsabilità congiunta, mantenendo la puntualità dei rimborsi e delle riunioni del gruppo.27

Sulla base dello studio dell'economia comportamentale si spiegano alcuni ‘strani fenomeni’ presenti nel mercato microfinanziario e ciò ha una valenza di guida per le operazioni di microfinanza. Attraverso lo studio di specifiche preferenze comportamentali, si contribuisce ad aumentare la focalizzazione delle IMF nella selezione e nello sviluppo dei clienti; attraverso il costante aggiustamento delle clausole dei contratti si regola l’azione delle IMF , rendendole più in linea con le preferenze comportamentali e le caratteristiche psicologiche dei clienti. Tutto ciò contribuisce a migliorare l'efficienza operativa della microfinanza.

Tuttavia, al momento, di articoli accademici basati sulla prospettiva dell'economia comportamentale ne sono apparsi ben pochi. C’è molto spazio per ricerche future, e, specialmente per gruppi di campioni basati sull’utilizzo di una vasta gamma di prestiti di microfinanza a livello mondiale, si attende la nascita di una teoria sul comportamento finanziario di portata universale.

V. commento e conclusioni

Nell’ambito della ricerca la multidisciplinarietà alimenta l'innovazione teorica. Uno studio in crossover può esser condotto a partire da una prospettiva esterna all’economia per esaminare la microfinanza, oppure ci si può avvalere di quest’ultima per studiare questioni sia economiche che extraeconomiche. L'intersezione delle discipline aiuta a promuovere l’innovazione continua e lo sviluppo di teorie della finanza e di altre discipline. Al contrario, negli ultimi cinque anni28 in Cina non vi è stato alcun significativo cambiamento di prospettiva negli articoli di ricerca, molti dei quali si sono focalizzati sullo sviluppo sostenibile della microfinanza, la performance aziendale, la gestione del rischio, le difficoltà contingenti, ecc. È difficile dar forma a innovazioni teoriche e scoperte discutendo solo di microfinanza.

Dal punto di vista dei metodi di ricerca, quelli empirici ne hanno promosso il livello. Tutti i risultati descritti sono basati sulla ricerca empirica, frutto di numerose indagini sul campo ed esperimenti su larga scala, utilizzando nuovi metodi statistici di analisi oppure sono stati ricavati da modelli basati sulla teoria dei giochi applicata a casi specifici. Di converso, la maggior parte dei documenti di ricerca cinesi apparsi in questo campo negli ultimi cinque anni sono di tipo qualitativo e anche se alcuni vertono sul ruolo e l’impatto delle IMF, di fatto, mancando di un'analisi empirica, risultano poco convincenti.

Possiamo concludere affermando che le indagini sul campo di lungo periodo mettono in risalto la componente della ricerca. I risultati qui descritti riguardano dati provenienti da indagini sul campo e sondaggi protrattisi per anni. Il follow-up di un gran numero di campioni ha reso le conclusioni credibili e autorevoli. Per contro, se le dissertazioni cinesi contengono dati, la maggior parte proviene dall'annuario statistico e solo una piccola parte è diretta all'investigazione delle IMF , mentre le indagini sui clienti di microfinanza sono oltremodo rare, per tacere di quelle condotte su grande scala (con oltre 500 campioni) o quelle effettuate sul campo per un lungo periodo di tempo (più di 3 anni), perciò risulta difficile per la ricerca nazionale esercitare alcuna influenza in questo campo.

Autore: Zhu Mengjin, Professore Associato, Istituto di Tecnologia di Ningbo, Università del Zhejiang. Interessi di ricerca: microfinanza, finanza marittima.
1 Harris S. D., “Overcharging: Microfinance under Scrutiny”, The Economist, Vol. 397, No. 8709, 2010, pp. 84-89.
2 Banerjee A., Karlan D., Zinman J., “Six Randomized Evaluations of Microcredit: Introduction and Further Steps”, American Economic Journal: Applied Economics, Vol. 7, No. 1, 2015, pp. 1-21.
3 Angelucci M., Karlan D., Zinman J., “Microcredit Impacts: Evidence from a Randomized Microcredit Program Placement Experiment by Compartamos Banco”, American Economic Journal: Applied Economics, Vol. 7, No. 1, 2015, pp. 151-182.
4 Alessandro Tarozzi A., Desai J., Johnson K., “The Impacts of Microcredit: Evidence from Ethiopia”, American Economic Journal: Applied Economics, Vol. 7, No. 1, 2015, pp. 54-89.
5 Crepon B., Devoto F ., Duflo E., Pariente W., “Estimating the Impact of Microcredit on Those Who Take It Up: Evidence from a Randomized Experiment in Morocco”, American Economic Journal: Applied Economics, Vol. 7, No. 1, 2015, pp. 123-150.
6 I sei Paesi sono: Bosnia-Erzegovina, Etiopia, India, Messico, Mongolia e Marocco.
7 Suman Ghosh, Eric Van Tassel, “Funding Microfinance under Asymmetric Information”, Journal of Development Economics, Vol. 101, No. 3. 2013, pp. 8-15.
8 Attanasio O., Augsburg B., De Haas R., Fitzsimons E., Harmgart H., “THe Impacts of Microfinance: Evidence from Joint-Liability Lending in Mongolia”, American Economic Journal: Applied Economics, Vol. 7, No. 1, 2015, pp. 90- 122.
9 Augsburg B., De Haas R., Harmgart H., Meghir C., “The Impacts of Microcredit: Evidence from Bosnia and Herzegovina”, American Economic Journal: Applied Economics, Vol. 7, No. 1, 2015, pp. 183-203.
10 IMF: Istituzioni di Microfinanza.
11 Trequattrini R., Formisano V., Russo G., Lombardi R., “Microcredit, Asymmetric Information and Start-ups: An Italian case Study”, African Journal of Business Management, Vol. 8, No. 16, 2014, pp. 660-670.
12 Wu H., An Economic Analysis of Microcredit Lending, A Thesis for the Degree of Doctor of Philosophy, University of Saskatchewan, Canada, 2010.
13 Mia M. B., Ramage M., Overlapping and Information Systems in Microcredit: A Bangladesh Perspective, Working Paper, 2011, http://www.rug.nl/gsg/Research/conferences/EUmicrofinconf2011/Papers/17C.Mia-Ramage.doc
14 Tsujii K., How to Tackle Information Asymmetry in the Microfinance Market in Kenya, Working Paper, 2012, http://www.bristol.ac.uk/media-library/sites/spais/migrated/documents/kazuaki-tsuji-internship-report.pdf.
15 Garmaise M. J., Natividad G., “Information, the Cost of Credit and Operational Efficiency: An Empirical Study of Microfinance”, e Review of Financial Studies, Vol. 23, No. 6, 2010, pp. 2560-2590.
16 Banerjee A., Chandrasekhar A. G., Duflo E., Jackson M. O., “The Diffusion of Microfinance”, Science, Vol. 341, No. 6144, 2013, p. 363.
17 In una rete relazionale, si fa riferimento al primo nodo. Nell’articolo si allude al capo del gruppo di prestito, cioè al primo individuo cui è stata comunicata la partecipazione al programma di microcredito.
18 Akinyemi, Babatope, Ebenezer, Balogun, Olubunmi Lawrence, Yusuf, Suliaman Adesina, “Social Network Among Grain Sellers: A Veritable Tool in Microcredit Delivery in Some Markets in Ibadan, Oyo State”, Global Journal of Science Frontier Research Agriculture & Biology, Vol. 12, No. 4, 2012, pp. 27-36.
19 Guerin I., “Juggling with Debt, Social Ties, and Values - The Everyday Use of Microcredit in Rural South India”, Current Anthropology, Vol. 55, 2014, pp. 40-50.
20 Gugerty, M. K., “You Can't Save Alone: Commitment in Rotating Savings and Credit Associations in Kenya”, Economic Development and Cultural Change, Vol. 55, No. 2, 2007, pp. 251-282.
21 Collins D., Morduch J., Rutherford S., Ruthven O., Portfolios of the Poor: How the World's Poor Live on $2 a Day, Princeton, Princeton University Press, 2009.
22 Laibson ha avanzato la teoria delle preferenze distorte verso il presente, ritenendo che le preferenze dei consumatori siano sbilanciate verso il presente, ovvero che il tasso di sconto tra il periodo t e t + 1 in qualsiasi periodo di decisione t sia più alto del tasso di sconto del periodo t + k e t + k + 1. Questo tipo di preferenza verso il presente causa problemi di autocontrollo ai consumatori: le decisioni prese in anticipo spesso cambiano con l'approssimarsi del tempo di esecuzione, spiegando così le difficoltà di autodisciplina.
23 Bauer M., Chytilova J., Morduch J., “Behavioral Foundations of Microcredit: Experimental and Survey Evidence from Rural India”, The American Economic Review, Vol. 102, No. 2, 2012, pp. 1118-1139.
24 Ashraf M. A., “The Theory of Planned Behavior and Microfinance Participation: from the Perspective of Nonparticipating Rural Poor in Bangladesh”, Research Journal of Finance and Accounting, Vol. 5, No. 7, 2014, pp. 159-168.
25 Desai J., Tarozzi A., “Microcredit, Family Planning Programs and Contraceptive Behavior: Evidence from a Field Experiment in Ethiopia”, Demography, Vol. 48, No. 2, 2011, pp. 749-782.
26 Armendariz de Aghion B., Morduch J., The Economics of Microfinance, Cambridge, MIT Press, 2005.
27 Giné X., Karlan D., “Group vs Individual Liability: Long Term Evidence from Philippine Microcredit Lending Groups”, 2009, Yale University Economic Growth Center Discussion Paper. https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1407614.
28 Si fa riferimento ad articoli accademici resi pubblici dalla rete informativa cinese CNKI, tratti da EI, CSSCI, SCI e alcuni periodici autorevoli, pubblicati tra il 2011 e il 2015 e recanti nel titolo la voce "microcredito" o "microfinanza".
Riferimenti dell’articolo tradotto: Zhu Mengjin 朱孟进, “Xiao’e daikuan guoji qianyan yanjiu zongshu” 小额贷款国际前沿研究综述(Sintesi sullo stato dell’arte della ricerca internazionale in microfinanza), Shehui kexue zhanxian 社会科学战线(Social Science Front), No. 4, 2016, pp. 273-277.

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