Mario Baccini | Presidente ENM

L’Ente Nazionale per il Microcredito nasce da un appello delle Nazioni Unite nel lontano 2005, quando l’allora Segretario Generale, Kofi Annan, lanciò un appello per la lotta alla povertà e all’esclusione finanziaria. L’Italia fu tra i primi Paesi al mondo ad accogliere questo appello e realizzò, con una serie di attività legislative, una struttura pubblica, che non vuole essere una struttura contro il sistema bancario, ma una struttura che si occupa di tutto quello che le banche non possono fare, cioè dei “non bancabili”,degli esclusi finanziariamente.

Allora noi, come ente pubblico, abbiamo questo mandato dal Parlamento italiano e dal Governo, proprio per recuperare più persone possibili, cioè tutte quelle persone che hanno un’idea e oggi non riescono ad accedere al credito perché in assenza di garanzie. Quindi il nostro ente pubblico, la mano pubblica, interviene e toglie dalla povertà queste persone dando garanzie tramite il Fondo di Garanzia per le PMI, a chi non ce le ha, li accompagniamo con i nostri tutor verso il finanziamento e con un accordo, con un sistema bancario sottoscritto dall’Ente Nazionale, riusciamo a portare un disagio a una utilità. Quindi, oggi una struttura pubblica serve, soprattutto, a togliere un disagio, un costo per lo Stato che oggi rappresenta una persona non occupata, un giovane, una donna, una persona meno giovane, quindi se ha un’idea in testa noi questo disagio lo trasformiamo in un’azienda.

Un’azienda che sarà un nuovo consumatore, un’azienda che sarà un nuovo cliente delle banche e, ovviamente, un nuovo contribuente: da un costo, un’utilità. Questo è il miracolo che stiamo facendo in questo momento nel nostro Paese, negli ultimi 15 mesi abbiamo realizzato, oltre 2000 aziende con questo progetto, il progetto dell’Ente Nazionale del Microcredito che mette insieme banche, garanzie, i servizi ausiliari senza i quali non si può definire microcredito un piccolo prestito, quindi i servizi ausiliari sono fondamentali per il nostro progetto; e dall’altra parte, ovviamente, il beneficiario.Circa 2000 imprese con un effetto leva lavorativo di 2,43, quest’anno è stato circa 200 milioni di euro, il prossimo anno contiamo, con l’accordo con il sistema bancario, di portare al doppio questo budget a disposizione, quindi oltre 400 milioni di euro che potranno essere erogati a chi è non bancabile ma solvibile. Questo è il nostro progetto, questa è la nostra missione.