L'EDUCAZIONE FINANZIARIA ALLA BASE DI UNA PRODUCENTE RESPONSABILITÀ CIVILE

Ercole P. Pellicanò | Presidente ANSPC - Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito

La crisi, che ha colpito l’economia occidentale dopo il 2008, si è riflessa sul nostro sistema economico e finanziario, creando, attraverso la crescita anomala dei crediti in sofferenza, profondi problemi nell’ordinamento bancario. Gli scossoni che toccano, oggi, il sistema creditizio, acuiti dalla crisi di quattro Istituti (CariChieti, CariFerrara, Banca Etruria, Banca Marche), spingono le autorità a mettere in atto azioni di profilassi che evitino, in futuro, il ripetersi di situazioni anomale. L’osservanza dei vincoli europei, pur con la loro rigidità e complessità, possono aiutare, nel tempo medio, a fare affidamento su un sistema più solido e patrimonializzato. Al tempo stesso, però, non sono da escludere altri sussulti, soprattutto se il mercato, ovvero i risparmiatori, non risponderanno positivamente alla necessità di capitalizzazione di altri Istituti, manifestando una crescente disaffezione verso il deposito bancario e scarsa propensione all’acquisto di titoli di debito (azioni ed obbligazioni).

Nel tempo breve, è difficile prevedere un cambiamento radicale del ciclo; dando per ipotizzabile che ciò che è valido oggi forse non lo sarà domani, per evitare i disastri odierni bisogna, accanto ad altre leve, puntare su di una maggiore consapevolezza e capacità critica del risparmiatore. Tali elementi possono essere sollecitati attraverso una adeguata azione di Educazione Finanziaria, dei giovani e delle famiglie. In questo senso, il MIUR ha preso l’iniziativa di promuovere un protocollo d’intesa, sottoscritto da numerosi enti, tra cui Banca d’Italia, Abi, Corte dei Conti, Guardia di Finanza, al fine di coordinare le molteplici iniziative esistenti in materia. Tra gli enti partecipanti c’è l’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito (ANSPC), che ho l’onore di presiedere. Da sette anni, questa Associazione sviluppa un progetto didattico nelle scuole medie – superiori di varie regioni del Paese, per diffondere la cultura del credito e della finanza, per rendere i giovani cittadini coscienti

dell’importanza che gli strumenti finanziari hanno nella quotidianità e nel lungo periodo, per orientarli nell’utilizzo consapevole delle proprie risorse finanziarie, per insegnare loro ad agire in modo autonomo e responsabile, per far comprendere la rilevanza e le conseguenze derivanti da orientamenti decisi, sul proprio futuro e come esse possano influire sulla comunità. Il progetto è arricchito da esercitazioni pratiche, che partono dal bilancio familiare per arrivare a scelte, come consumi ed investimenti, in cui il rapporto rendimento – rischio è tenuto nella giusta evidenza. La collettività ha interesse che il denaro, evidente simbolo del mondo finanziario, non venga sprecato, né venga utilizzato per fini illegali. Bisogna, in primis, conoscere; attraverso la conoscenza, cresce la consapevolezza e la responsabilità dei singoli nelle scelte per il proprio benessere economico e sociale, e per il contrasto alla illegalità. Questa esigenza si avverte particolarmente oggi, dal momento che la globalizzazione ha comportato radicali cambiamenti nell’offerta di prodotti e servizi finanziari. Essi sono sempre più diversificati e rimbalzano, nella vita quotidiana, attraverso sistemi informatici vieppiù complessi e raffinati, che alimentano una turbolenta sfida civile e sociale. Il grado di alfabetizzazione finanziaria del Paese è basso. I dati relativi sono inferiori alla media dei 13 paesi dell'OCSE, che hanno partecipato ad un'indagine di qualche tempo fa. In Italia il 21,7% non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze di alfabetizzazione finanziaria, contro il 15,3% della media. Solo il 2,1% dei nostri studenti, contro il 9,7% dei paesi OCSE, raggiunge il livello più alto nella scala PISA (Program for International Student Assestment). Non a caso, la crisi che stiamo vivendo ha colpito più duramente i paesi europei, dove la cultura economica finanziaria è meno diffusa, come in Grecia, Spagna e Italia. Il percorso formativo che sviluppiamo, oltre che da una osservazione della realtà, trova spunto nella lettura dell’articolo 4 della Costituzione. Esso, al II° comma, recita: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo.

le proprie possibilità e le proprie scelte, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.” Si può partecipare, però, alla crescita della società se si conosce e si ha consapevolezza delle proprie scelte. Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, al 22° Congresso ASSIOM FOREX tenutosi a Torino, il 30 gennaio 2016, ha dichiarato, prendendo lo spunto dal “fallimento” delle quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara): “Perché le norme degli investitori siano pienamente efficaci, è necessario che questi ultimi siano in grado di sfruttare le informazioni ricevute e fare scelte consapevoli. Recenti indagini internazionali hanno mostrato che le conoscenze in materia di finanza sono in Italia particolarmente carenti. Bisogna investire nella conoscenza delle caratteristiche degli strumenti più diffusi, nella comprensione di concetti fondamentali quali la nozione che a un maggior rendimento corrisponde più rischio e che la concentrazione degli investimenti finanziari è sempre un azzardo. La Banca d’Italia promuove da anni programmi di educazione finanziaria nelle scuole, basati sulla collaborazione volontaria di moltissimi insegnanti; sta cercando di realizzare un coordinamento con altre analoghe iniziative pubbliche e private. Ma l’educazione finanziaria deve coinvolgere tutti; è un problema da affrontare in via prioritaria.” Nei corsi di Educazione Finanziaria, sviluppati da questa Associazione, un modulo formativo è dedicato alla finanza etica e al microcredito. Quest’ultimo viene visto non come semplice strumento.

di lotta all’usura, ma come leva di sviluppo in un’economia caratterizzata da microimprese, che rappresentano più del 70% del fatturato delle PMI e occupano quote vicine al 60% delle risorse produttive. Affermava Benjamin Franklin: l’investimento in conoscenza è quello che paga il più alto tasso di interesse. Così vista, l’Educazione Finanziaria esce dalla scuola e tocca il mondo civile, divenendo vieppiù centrale nella dialettica economico e culturale, con naturali risvolti sul sociale. Una estensione della cultura finanziaria, oltre i nostri confini territoriali, viene opportunamente fatta dalla Fondazione Terzo Pilastro- Italia e Mediterraneo, che sostiene concretamente il nostro progetto. Il suo Presidente, Avv. Prof. Emmanuele F.M. Emanuele, ha dichiarato, in occasione dell’apertura dei corsi di Educazione Finanziaria in Calabria, il 10/11 febbraio di quest’anno: “La Fondazione Terzo Pilastro è lieta di sostenere l’iniziativa dell’ANSPC – che trova ulteriori validi partners in due prestigiosi Atenei della Calabria – in quanto è mio fermo convincimento, come testimoniato anche dal mio libro “Arte e Finanza” (2012), che i principi della finanza e della gestione di impresa siano la base da cui partire per valorizzare le immense risorse culturali ed ambientali del bacino del Mediterraneo, culla della tradizione e della civiltà occidentale, troppo spesso penalizzata da amministrazioni miopi e scarsamente preparate. Ecco perché è fondamentale diffondere questa cultura tra i giovani, nell’auspicio che, in un futuro prossimo, essa possa diventare un volano per la rinascita di quest’area così feconda”. L’Educazione Finanziaria sviluppata nelle scuole – e non sarebbe male inserirla nel più ampio contesto dell’educazione civica – contribuisce a creare il cittadino responsabile. Egli deve essere in grado di pianificare spese ed investimenti, individuare opportunamente gli strumenti finanziari più sicuri ed adeguati, predisporre ammortizzatori, ergo risparmio, per fronteggiare al meglio possibili imprevisti, evitando azzardi che possano pregiudicare il futuro, proprio e della famiglia.

Scarica PDF