LA PAGELLA DELL'ENTE

IL RAPPORTO ANNUALE 2015 DEL SERVIZIO DI VALUTAZIONE INDIPENDENTE DEI PON FSE 2007-2013

Andrea Loli | Segreteria tecnico amministrativa ENM

La valutazione di un organismo ministeriale di rilevanza è sempre un punto di confronto per l’operato di un Ente, ma soprattutto è un metro oggettivo di stima offerto al cittadino. Vista la rilevanza dello strumento finanziario del microcredito, e visto altresì il suo crescente rilievo all’interno della programmazione 2014-2020 del FSE, il Servizio di Valutazione Indipendente dei PON FSE 2007-2013 a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ritenuto utile presentare, per la prima volta, un approfondimento su questa tematica, andando ad analizzare alcune iniziative implementate tramite i PON FSE direttamente dall’Ente Nazionale per il Microcredito.

Nel corso della programmazione 2007-2013, l’Ente ha realizzato cinque progetti nell’ambito del PON FSE del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:

  • Monitoraggio dell’integrazione delle politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al microcredito e alla microfinanza (PON GAS);
  • Azione di sistema per il monitoraggio e la valutazione del microcredito in Italia (PON GAS);
  • Capacity Building sugli strumenti finanziari di microcredito: definizione e sperimentazione di nuove competenze e strumenti per la gestione efficiente ed efficace dei programmi (PON GAS);
  • Microcredito e Servizi per il Lavoro - Azione di sistema per la promozione e creazione presso i Servizi per il lavoro di strumenti operativi innovativi volti all’autoimpiego e alla microimprenditorialità (PON GAS);
  • Micro - Work: fare rete per il microcredito e l’occupazione (PON GAS e PON AS).

ANALISI DEGLI INTERVENTI PROGETTUALI DELL’ENTE

Il progetto Monitoraggio dell’integrazione delle politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al microcredito e alla microfinanza, rivolto alle regioni Convergenza, ha rappresentato una sperimentazione di un nuovo strumento, ovvero un sistema di monitoraggio appositamente studiato e implementato per questo intervento, che si è rivelata molto proficua.

Se la prima annualità del progetto è stata, appunto, una sperimentazione, il progetto è riuscito negli anni seguenti a consolidare lo strumento di monitoraggio dal punto di vista metodologico e renderlo utile e fruibile anche per successivi interventi che sono stati implementati dall’Ente.

Tramite il successivo progetto Azione di sistema per il monitoraggio e la valutazione del microcredito in Italia, rivolto questa volta anche alle regioni Competitività, è stato possibile portare avanti le analisi del progetto precedente ed approfondire ulteriori aspetti che non era stato possibile trattare in profondità nella prima fase del progetto, ovvero quelli di carattere più squisitamente qualitativo (come esperienze dei progetti di microcredito già attivi a livello regionale), le problematiche più comuni affrontate dagli istituti di credito e dai beneficiari e le esperienze concrete di donne e giovani beneficiari di programmi di microcredito in corso.

Entrambi questi progetti hanno prodotto diversi rapporti, non solo sul monitoraggio, ma anche su temi specifici, quali il “Report di sintesi degli studi di caso” (riguardanti donne e giovani beneficiari di microcredito) e il “Report di analisi sui servizi di supporto al microcredito”. Tutti questi dati sono stati di grande importanza, da un lato, per avere una panoramica ampia ed esaustiva della situazione del microcredito in Italia e, dall’altro, per rappresentare una base conoscitiva fondamentale per gli altri interventi successivi dell’Ente.

Il progetto Capacity Building sugli strumenti finanziari di microcredito: definizione e sperimentazione di nuove competenze e strumenti per la gestione efficiente ed efficace dei programmi, oltre ad aver usufruito delle conoscenze emerse dal progetto Monitoraggio, è stato un unicum a livello europeo, in quanto ha cercato di fornire una risposta diretta e incisiva alle criticità incontrate dalle amministrazioni dell’Obiettivo Convergenza, nella costruzione, avvio e attuazione degli strumenti finanziari collegati alle tematiche di microcredito e microfinanza.

Il progetto ha affrontato, infatti, due ordini di criticità: da un lato, il sottoutilizzo dei fondi strutturali destinati alle politiche di sviluppo e occupazione e, dall’altro, la contrazione dell’offerta di credito che, negli anni recenti, ha fortemente penalizzato il sistema imprenditoriale e soprattutto le imprese di minori dimensioni.

Per il superamento di tali criticità sono stati predisposti un ventaglio di strumenti di microcredito volti a potenziare gli strumenti operativi già a disposizione delle pubbliche amministrazioni, rafforzando al contempo le competenze e le conoscenze degli stakeholders riguardo ai nuovi strumenti di ingegneria finanziaria.

Il progetto Capacity Building ha anche il merito di aver permesso all’Ente di aprire dei tavoli di lavoro con le principali associazioni del mondo bancario e finanziario al fine di definire, congiuntamente a questi interlocutori, le modalità ottimali per la relativa ingegnerizzazione nel contesto della programmazione 2014-2020.

Proprio il ricorso a tali prodotti costituisce una forma innovativa di spesa del bilancio comunitario, che può integrare le sovvenzioni o i sussidi con strumenti maggiormente orientati al mercato che possano apportare dei benefici al raggio d’azione complessivo dei programmi.

I successivi progetti dell’Ente, Microcredito e Servizi per il Lavoro - Azione di sistema per la promozione e creazione presso i Servizi per il lavoro di strumenti operativi innovativi volti all’autoimpiego e alla microimprenditorialità e Micro - Work: fare rete per il microcredito e l’occupazione hanno contribuito all’implementazione di sportelli di microcredito sia nelle regioni Convergenza che in quelle Competitività. Anche questi due interventi progettuali hanno agito, da un lato, sulla formazione dei beneficiari e sul supporto continuativo agli stessi, anche tramite supporti telematici (è stata infatti creata una piattaforma, www.retemicrocredito.it, per l’autoformazione degli sportellisti che per l’informazione rivolta agli utenti sul microcredito e l’autoimpiego) e, dall’altro, hanno lavorato sulla costruzione di reti di soggetti, coinvolti a diversi livelli del processo di erogazione di microcredito, che durante i progetti hanno iniziato a lavorare in maniera congiunta: Comuni, Province, Camere di Commercio, Centri per l’Impiego, Università, enti erogatori di credito e soggetti erogatori di servizi pre e post finanziamento.

Tali progetti, rispondendo alle necessità delle pubbliche amministrazioni partecipanti, hanno ottenuto piena collaborazione ed hanno contribuito anche all’implementazione concreta di 1311 sportelli informativi sul microcredito.

LA VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI PROGETTUALI

Secondo il Rapporto, nei cinque progetti di cui sopra, si evidenzia una modalità operativa standard dell’Ente Nazionale per il Microcredito, ovvero affiancare attività di formazione e di informazione degli stakeholders con attività di sensibilizzazione e costruzione di network, oltre che implementare strumenti a ulteriore supporto dei beneficiari quali siti, report e documentazione di vario genere. Applicare delle modalità operative standard già sperimentate e, dunque, consolidate, ha sicuramente reso più efficace l’attività degli operatori dell’Ente e favorito la riuscita degli interventi. In tutte le attività promosse è stata inoltre riscontrata una validità scientifica, oltre a un soddisfacente gradimento da parte dei soggetti che hanno partecipato ai progetti.

Per quanto riguarda la rispondenza con le esigenze degli attori coinvolti, tutti i progetti si sono caratterizzati per la loro unicità e originalità, in quanto non vi era alcun intervento simile che fosse già stato realizzato a livello nazionale e in un’ottica di sistema. L’elemento comune a tutte le attività realizzate dagli operatori dell’Ente è il fatto di aver instaurato un proficuo rapporto di interscambio di conoscenze e informazioni con gli stakeholders destinatari degli interventi. Oltre a ciò, a monte degli interventi è stata fatta un’analisi sia di ciò che i territori già offrivano rispetto al microcredito, sia una ricognizione sulle problematiche che, a livello locale, si affrontano solitamente nell’implementazione di questo tipo di strumento.

Indubbio è l’apporto dato dagli interventi progettuali esaminati agli aspetti delle policy rilevanti per gli attori coinvolti. Tale risultato è di notevole importanza perché non sempre i PON sono stati in grado, nei diversi filoni di policy di cui si sono occupati, di sviluppare strategie d’intervento capaci di innescare un percorso cumulativo di apprendimento nella Pubblica Amministrazione e di capitalizzare sinergie e complementarietà tra interventi di diversa tipologia. La corretta visione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di riunire sotto la titolarità dell’Ente Nazionale per il Microcredito l’attuazione degli interventi in materia di microcredito ha contribuito a questo risultato e mostrato che l’Ente è un attore che potrebbe ricoprire un ruolo importante nel futuro sviluppo delle strategie di settore ed in possesso dell’expertise utile a queste policy. Per quanto riguarda infine la produzione di cambiamenti positivi e sostenibili, i cinque progetti, in virtù della loro natura molto specifica, hanno prodotto cambiamenti di sistema a livelli differenti

I due progetti con finalità conoscitive hanno il merito di creare e mettere a sistema uno strumento di monitoraggio che potesse poi essere utile per successivi interventi. Il loro esito appare incoraggiante, poiché i report prodotti non sono rimasti confinati agli “addetti ai lavori” ma hanno trovato una significativa diffusione e colmato un significativo vuoto conoscitivo a livello nazionale.

Il progetto Capacity Building, ha prodotto ottimi risultati dal punto di vista del rafforzamento del personale delle Pubbliche Amministrazioni in materia di microcredito proponendo sia la definizione di nuovi modelli di rilevazione dei fabbisogni e di gestione dei processi partenariali che coinvolgano tutta la filiera dalla PA e degli stakeholders sulla specifica tematica del microcredito, che lo sviluppo, nei funzionari delle amministrazioni delle Regioni partecipanti, di competenze mirate alla programmazione economico-finanziaria e alla progettazione di strumenti finanziari specifici del microcredito. Gli sportelli informativi sul microcredito hanno infine rappresentato una risorsa importante per i territori, poiché sono stati un primo passo verso la promozione capillare della politica per il microcredito.

In conclusione, la promozione della “via italiana al microcredito”, cominciata nel 2004 da quando si sono mossi i primi passi verso la creazione di quello che nel 2011 è diventato l’Ente Nazionale per il Microcredito, e l’attuale crisi economica che sta gravemente investendo il mercato del lavoro italiano e innalzando il tasso di disoccupazione, ha sostenuto sia le ragioni dell’espansione dello strumento finanziaria del microcredito che il ricorso all’Ente come interlocutore istituzionale da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la programmazione 2007-2013.

Una scelta vincente anche grazie alla policy dell’Ente di rendere gli output di un singolo progetto funzionali a successivi interventi sulla stessa tematica ed indirizzando gli interventi verso un approccio sinergico, che possa mettere a frutto gli insegnamenti appresi dagli altri progetti. Una scelta che sarà sicuramente vincente anche per la nuova programmazione 2014-2020.

Scarica PDF