MICROSTORIE

Storie di Giovani NEEt sul Territorio NAZIONALE

AFFITTA CAMERE FANO Ionel Ghinea / Fabio Cerasani

Io mi chiamo Ceresani Fabio, e ho il 49% della società, mentre il mio socio è il Signor Ghinea Ionel 26 anni e lui ha il 51% della società.

Abbiamo costituito una SNC per aprire una struttura ricettiva di affittacamere. Abbiamo aperto la nostra attività a Fano in provincia di Pesaro e Urbino, la struttura è situata in via IV Novembre 122.

La decisione di aprire questo tipo di attività è nata dopo un’esperienza ormai consolidata nel settore alberghiero e di ristorazione, quindi era arrivato il momento di decidere se continuare a rimanere dipendenti oppure fare il passo per diventare imprenditori e aprire qualcosa di nostro. Abbiamo quindi provato a richiedere l’agevolazione del microcredito fino a un massimo di 50 mila euro e credo che alla fine siano passati in base al business plan ad un importo di 48 mila euro, però il finanziamento non è arrivato tutto insieme, abbiamo avuto per il momento soltanto la prima parte infatti il procedimento è stato molto lungo a causa di alcuni errori un po’ nostri e altri da parte dei nostri consulenti che nella presentazione della domanda non hanno rispettato determinate regole da voi richieste, il percorso si è allungato di parecchio. Abbiamo dovuto quindi ripresentare la domanda ma non è stato così facile ottenere questa prima erogazione del finanziamento.

Comunque grazie al supporto dei nostri famigliari siamo riusciti ad aprire ormai un anno fa, calcolando che la prima parte del finanziamento è arrivato a febbraio di quest’anno, quindi dopo quasi un anno.

Siamo venuti a conoscenza del microcredito andando ad un seminario a Jesi proposto da Invitalia e visto che eravamo interessati ad aprire questa attività, volevamo avere delle informazioni in più sulle agevolazioni economiche che potevamo usare. Successivamente ci siamo rivolti a dei consulenti locali per farci aiutare nella pianificazione dell’attività, quindi dalla creazione del progetto, al business plan alla gestione della modulistica.

Comunque una volta superata la prima parte poi ci è stato assegnato un tutor di Invitaliae il tutor è stata una persona molto disponibile, una persona che abbiamo avuto modo di incontrare più volte, anche in occasione della prima verifica. Quindi almeno nel nostro caso la figura del tutor di Invitalia è stata molto utile e sopratutto molto disponibile, l’unica nota negativa di tutto alla fine sono stati i tempi abbastanza lunghi. Sicuramente la colpa in parte è stata anche nostra perché la prima domanda è stata inviata quando ancora il richiedente non era disoccupato e questa è stata una grande mancanza del nostro consulente e quindi poi invitalia ha dovuto attivare una procedura per verificare e dopo la verifica la domanda non è stata accettata. Abbiamo successivamente ripresentato la domanda con le dovute modifiche, il richiedente del finanziamento si è licenziato, e quindi poi la domanda è andata a buon fine ma il tutto non è stato poi così veloce come ci aspettavamo. Per il futuro visto che siamo aperti da poco per adesso puntiamo a farci conoscere, non ci stiamo lamentando anche se potrebbe fruttare di più l’attività, stiamo inoltre apportando delle modifiche sia di tipo organizzativo ma anche strutturale così da migliorare e creare maggior richiamo verso la clientela.

ESTETICA TUSCOLANA ROMA Montedoro Cristina

Mi chiamo Montedoro Cristina ho 25 anni faccio l’estetista da quando ho 16 anni e ho sempre pensato di voler diventare lavoratrice autonoma. Negli anni mentre lavoravo come estetista ho conosciuto una persona che mi ha consigliato il programma Garanzia Giovani al quale mi sono iscritta, intraprendendo così questo percorso. La zona in cui ho deciso di aprire la mia attività è la Tuscolana a Roma perché facendo una ricerca di mercato ci abitano più di 50.000 persone quindi è stato questo uno dei motivi per cui ho scelto quella zona, facendo un piccolo calcolo matematico approssimativo con una stima di circa 20 centri estetici ognuno bene o male ha la sua clientela, quindi diciamo che non è stata una scelta azzardata quella della zona in quanto avendo tantissimi abitanti ed escludendo quelli che ci lavorano ovviamente era quasi sicuro che il negozio mi sarebbe andato bene. Il finanziamento dal piano di lavoro doveva essere all’incirca di 35.000 euro, mentre alla fine è stato accordato un finanziamento di 26.000 euro. Il tempo per lo svolgimento del business plan è stato circa di 3-4 mesi, e qualcosa in più per raccogliere tutti i preventivi e tutte le cose che servivano per la pianificazione del business plan. Il tempo di attesa per la valutazione da parte dell’Ente erogatore è stato circa 60 giorni più o meno, poi ho ricevuto la Pec con la risposta positiva e dopodiché mi è stato affidato un tutor da Invitalia, con il quale ho avuto rapporti soltanto telefonici. Praticamente io alla fine non ho più preso il finanziamento con Invitalia, mi avevano accettato la richiesta ma ho dovuto rifiutare. La mia attività alla fine l’ho aperta con i miei mezzi e non con il finanziamento di Invitalia. Il rapporto con il microcredito è stato ottimo, grazie ai suoi consulenti che mi hanno sempre seguito e aiutato, il problema è stato con Invitalia, non era fattibile prendere il finanziamento con loro. Prima di tutto si sono posti in maniera sbagliata, erano molto freddi e categorici, noi ti aiutavano, alcune cose sono anche un po’ paradossali, perché uno dei requisiti per avere il finanziamento è la “scia attiva” cioè che significa che tu per avere la scia attiva devi aver fermato il negozio quindi aver versato la caparra e tutto quello che riguarda l’apertura del negozio poi devi aprire la partita IVA per l’iscrizione alla Camera di Commercio, e questi sono due passaggi fondamentali e basilari per aprire il negozio, dopo di che devi usare la scia quindi altri soldi per il geometra poi alla fine quando hai fatto questi tre passaggi fondamentali e costosi ti danno i soldi, ma solo la prima parte del finanziamento, quindi questo è un po’ paradossale. Io avevo qualcosa da parte ma mi servivano per le ristrutturazioni del locale perché viene finanziato solo il 10% non il totale della spesa per la ristrutturazione, quindi un’altra fregatura sempre per quanto riguarda Invitalia, alla fine per tutta questa serie di motivi ho preferito rinunciare al finanziamento, perché quando era il dunque avrei dovuto anticipare sui 10.000 euro ma come facevo se uno dei requisiti necessari per l’accesso al finanziamento era proprio quello di essere disoccupato? Io non avevo i soldi iniziali per partire con la mia attività, se li avessi avuti non sarei andata a chiederli alla Regione o ad un Ente erogatore. In sostanza il mio consiglio sulla base della mia esperienza è quello di rivolgersi per il finanziamento direttamente con l’Ente Nazionale per il Microcredito senza passare per Invitalia.

NOLEGGIO GOMMONI PERUGIA Beniamino Martinelli

Io mi chiamo Beniamino Martinelli, ho 31 anni e abito a Perugia. Ho aperto un’attività di noleggio imbarcazioni senza patente e senza conducente e la mia attività si trova a Passignano sul Trasimeno provincia di Perugia. La decisione di aprire questo tipo di attività è nata perché ho lavorato per 10 anni in questo campo maturando una bella esperienza all’isola d’Elba, dove c’erano 35 noleggi per imbarcazioni mentre sul Lago Trasimeno solamente 2, quindi ho pensato fosse una buona idea aprire qui dove abito un’attività del genere.

Per partire con la mia attività avevo bisogno di 35mila euro quindi ho fatto domanda per il finanziamento e da quando ho effettuato la domanda che era il 9 ottobre sono passati all’incirca ⅞ mesi quindi il finanziamento è arrivato a Giugno più o meno, quindi ho aperto ufficialmente la mia attività il 29 Giugno. L’Ente Nazionale per il Microcredito mi è stato indicato da un Ente provinciale che si occupa di queste cose, sono stati loro ad indirizzarmi verso delle persone che potevano aiutarmi. Prima di venire a conoscenza che la mia domanda era stata accettata sono stato seguito dal Dott. Baffoni che si occupa di far prendere il microcredito a piccoli imprenditori come me.

Poi nella seconda fase quando la mia domanda è stata accettata sono stato seguito da una tutor di Invitalia Francesca Pistoia. Il supporto di questi consulenti che lavorano per l’Ente è stato assolutamente molto utile, da solo sicuramente non sarei riuscito ad accedere al finanziamento, perché comunque da neo imprenditore accedi ad un mondo con un linguaggio completamente diverso dal tuo, quindi serve proprio una persona che faccia da tramite.

Il mio caso è stato un po’ particolare perché in Italia sono stato l’unico a cui hanno accettato la domanda di finanziamento per l’attività di noleggio per imbarcazioni, quindi è stato un po’ difficile perché non c’erano casi analoghi prima..non è come aprire un bar o una pizzeria quindi c’erano dei vuoti che nessuno sapeva colmare perché nessuno neanche i consulenti c’erano mai passati. Nel mio percorso devo essere sincero ho incontrato tante difficoltà, ad esempio prima che effettuassero l’erogazione del fondo c’erano dei documenti da preparare uno era lo stazionamento estivo delle barche, quindi la concessione demaniale e un’altro era il rimessaggio invernale senza questi documenti non c’era l’erogazione del credito, quindi sono dovuto correre dietro a contratti vari concessioni ecc…

Inoltre c’è stato anche il problema che attraverso il progetto Selfiemployment i soldi vengono erogati IVA esclusa, quindi l’IVA ce la dovevo mettere io, ma essendo disoccupato come facevo a rimediare 10 mila euro di IVA? Quindi ho dovuto coinvolgere terze persone come la mia ragazza che mi ha fatto un fido per poter prendere questi 10 mila euro per pagare l’IVA perché altrimenti c’era il rischio che rimanevo arenato.

Questa è stata secondo me l’unica lacuna più grande, perché comunque uno deve pagare le tasse anche se l’attività non incassa.

Sulla base della mia esperienza consiglio il Selfiemployment solo se non si hanno altre alternative. Per il futuro l’obiettivo per il momento è quello di ampliare la mia flotta e aumentare le basi nautiche, arrivare almeno a 10 imbarcazioni.

BIRRIFICIO SENIGALLIA Lorenzo Tobia / Leonardo Uncini

Io mi chiamo Tobia Lorenzo, vivo a Senigallia in provincia di ancona, il progetto mio e quello del mio socio Leonardo Uncini è quello di aprire un birrificio, io ho 27 anni mentre il mio socio 37. La decisione di aprire un birrificio nasce dall’esperienza maturata, entrambi già lavoravamo nel settore alimenti e bevande, Leonardo, il mio socio fa questo mestiere da 10 anni in maniera casalinga prima, e poi si è aperto la partita iva ormai da qualche anno.

Siamo molto conosciuti sul nostro territorio, il territorio marchigiano, io sono anche nel direttivo di un circolo ARCI quindi siamo molto attivi sul territorio e organizziamo molti eventi, diciamo che dovevamo solo dare forma a questa nostra passione mettendoci in regola e aprire un posto dove poter vendere la birra.

Noi sono due anni che lavoriamo su questo progetto e in realtà ancora dobbiamo avere la prima parte dei soldi perché ci è stato detto che c’è un po’ di ritardo nell’erogazione.

Infatti l’attività ancora non è stata aperta, abbiamo fatto tutte le pratiche ma per il momento è aperta in maniera sperimentale nel senso che abbiamo delle attrezzature più piccole dove per il momento ci esercitiamo.

Però nel frattempo abbiamo aperto già la partita iva, abbiamo costituito la società e siamo in attesa… Praticamente cosa è successo? Siccome lo Stato è in ritardo con l’erogazione di questi fondi noi siamo dovuti andare in banca a chiedere un anticipo, quindi appena arriveranno i soldi del microcredito noi li dobbiamo restituire in banca però il fatto è che noi sui soldi che ci ha prestato la banca paghiamo gli interessi. Per avere le attrezzature dovevamo pagare una cifra ad esempio entro metà maggio, e i soldi arriveranno verso giugno, quindi..abbiamo dovuto fare per forza così. Comunque abbiamo in previsione di aprire l’attività per il mese di giugno. Siamo venuti a conoscenza del microcredito tramite il centro per l’impiego e poi ci siamo appoggiati ad un tutor che mi ha aiutato per la presentazione della domanda, però la maggior parte del lavoro l’ho fatto da solo. La figura del tutor nella nostra esperienza specifica non è stata decisiva perché comunque ci ha aiutato solo tramite email e telefonicamente, una sola volta sono riuscito ad incontrarlo e in quell’occasione mi ha aiutato.

Il mio consiglio per i giovani che come me e il mio socio vogliono intraprendere la strada dell’imprenditoria è quello di partecipare ai bandi, di studiare e di provarci anche da soli perché è possibile. Però consiglio di trovare il bando giusto, perché non è facile trovare quello giusto adatto ad ognuno di noi.

Per il futuro noi per il momento puntiamo a soddisfare la richiesta che abbiamo nelle Marche, perché il nostro obiettivo è offrire un prodotto sempre fresco che non arrivi chissà da dove o da quale distribuzione. Noi puntiamo a distribuire la nostra birra cerchiamo di farla conoscere e di raccontarla tramite la nostra esperienza, perché ci teniamo ad offrire piccole produzioni ma di grande qualità.

SALA DA TÈ NOVARA Erica Grotteschi

Sono Erica Grotteschi ho 26 anni, il mio progetto era aprire un’attività legata al tè e alla sua cultura, questa idea è partita dai studi che ho fatto nel settore agroalimentare che mi hanno portato a specializzarmi su questa antica bevanda con cui sto cercando di fare una coltivazione che è una delle prime in Italia, e nella mia domanda ho chiesto di finanziare una sala da tè e rivendita di te’ artigianali e biologici per cercare di diffondere la cultura del tè la sua somministrazione e la sua coltivazione.

La mia attività si trova ad Arona che è sulle sponde del Lago Maggioree il mio locale si chiama Sinensis, la Camellia Sinensis è la pianta con la quale si produce il tè, ho quindi ho deciso di chiamare il mio locale come la pianta da cui deriva il tè. Io ho presentato la domanda di finanziamento a Luglio/Agosto 2017 più o meno, ed è passato un anno dalla domanda all’erogazione del prestito. Io ho chiesto il piccolo prestito, quindi circa 42 mila euro, e ne ho ricevuto solo una parte per il momento.

Sono venuta a conoscenza del microcredito tramite il Centro per l’Impiego. Sono stata contattata perché stavano organizzando un corso presso la camera di commercio di Novara, questo corso parlava proprio della possibilità per i giovani di diventare imprenditori. Ho seguito il corso solo per qualche settimana in cui ci hanno dato delle informazioni e ci hanno preparato per presentare la domanda.

Il corso che ho seguito presso la Camera di Commercio di Novara è stato in parte utile perché comunque la prima volta che ho presentato la domanda non è andata a buon fine. Ci avevano dato delle informazioni sulla compilazione, avevamo fatto anche delle parti abbastanza interessanti però non erano secondo me informazioni strettamente finalizzate alla preparazione della modulistica necessaria per la presentazione della domanda.

Invece mi sono trovata molto bene per quanto riguarda la parte svolta dal microcredito, soprattutto con il settore per cui lavora Paola Caporale, e mi sono trovata molto bene con Garanzia Giovani. Non mi sono trovata benissimo con il consulente che mi avevano affidato su Milano perché non ho mai avuto la possibilità di incontrarlo e quando gli ho mandato delle revisioni da fare non erano state fatte.

Tutto sommato è stata una bella esperienza che mi è servita molto, ti offrono una bella opportunità però il consiglio che mi sento di dare è quello di essere determinati e non bisogna lasciarsi scoraggiare dal tempo, perché comunque la tempistica è piuttosto lunga, diciamo che sarebbe meglio una misura un po’ più breve. La maggiore difficoltà che ho trovato è stata quella di dover inizialmente affrontare tutte le spese perché prima dell’erogazione è passato molto tempo, per cui si arriva un po’ con l’acqua alla gola, ecco quindi la partenza è un po’ difficoltosa..Però è comunque un’ottima possibilità!

Per quanto riguarda il futuro il mio progetto è quello appunto di ingrandire la mia attività e di andare avanti cercando di diffondere la passione e la cultura del tè.

PUGLIA

A STORIA DEL CONSULENTE TERRITORIALE ENM Vitanio Pietanza

Ho cominciato la mia attività come esperto di politiche attive per il lavoro nel 2002, mi occupo appunto di sviluppo locale e di politiche attive del lavoro. Da luglio 2013 in Puglia abbiamo articolato una rete di 22 sportelli che sono ubicati presso tutti gli Enti autorizzati in regime speciale ai sensi del D.Lgs. 276 del 2003 la cosiddetta legge Biagi, quindi abbiamo degli sportelli ubicati presso i comuni, le camere di commercio, le università e i centri per l’impiego in Puglia. Tutti questi sportelli sono pienamente operativi e hanno permesso di erogare ai loro operatori oltre 1300 consulenze in Puglia, 1300 consulenze che si sono poi trasformate in una serie di imprese che sono nate grazie alle opportunità incentivanti sul territorio. Di queste opportunità alcune sono gestite dalla regione Puglia altre dall’Ente Nazionale per il Microcredito, come ad esempio selfiemployment nell’ultimo periodo. Grazie a selfiemployment sono nate in Puglia oltre 60 imprese negli ultimi due anni, imprese che hanno prevalentemente carattere commerciale. In Puglia sono presenti anche altre opportunità incentivanti che finanziano comunque tutti i tipi di imprese tranne quelle commerciali, mentre selfiemployment finanzia anche le attività commerciali creando questa nicchia di mercato che ha permesso di colmare questo gap che si era creato. Quindi l’opportunità selfiemployment è andata a coprire una fetta di mercato a cui non era consentito l’accesso al credito. I ragazzi dunque si rivolgono ai nostri sportelli, a sportelli che abbiamo creato anche in precedenza grazie ai progetti microcredito e servizi per il lavoro e microwork i quali vengono informati sulle opportunità nel territorio, dopo queste prime informazioni eventualmente frequentano i nostri corsi e cioè i corsi della misura 7.1 che venivano erogati prima tramite delle diramazioni territoriali e quindi tramite le camere di commercio ora invece vengono erogati da soggetti attuatori accreditati presso l’Ente Nazionale per il Microcredito. Al termine di questi percorsi i ragazzi ci contattano per articolare domande e inserire i dati sulla piattaforma di Invitalia. Fatto questo ovviamente continuiamo a seguirli fino a che non abbiamo un esito positivo dopodiché li passiamo alla rete dei tutor.

Diciamo che grosse criticità non ci sono state, nel senso che la criticità vera a livello generale è che il target è particolarmente riduttivo perché in Italia specialmente a 22 anni si è ancora troppo giovani, questa è l’unica vera criticità! Molto spesso i ragazzi non sono pronti per partire con questo tipo di attività, si matura un po’ più in là. L’unica cosa che si potrebbe migliorare è il processo di interlocuzione tra le Regioni e gli Enti come il nostro, ovvero sarebbe opportuno che le varie opportunità incentivanti dialoghino tra di loro e non che andassero quasi in concorrenza come a volte può accadere.

Grazie al mio supporto ad oggi sono nate negli anni oltre 100 imprese, però non abbiamo un feedback preciso perché comunque quando noi attiviamo un percorso ci fermiamo nel momento in cui viene fatta la richiesta di finanziamento, dopodiché sta ai beneficiari darci un feedback rispetto al fatto se poi è nata o meno l’impresa. Questo feedback negli ultimi 2 anni è più preciso grazie al selfiemployment, e comunque posso dire che a fronte delle 64 pratiche di finanziamento che sono state fatte, la stragrande maggioranza ha avuto un esito positivo e la quasi totalità ha fatto nascere l’impresa, quindi i risultati sono assolutamente positivi da questo punto di vista.

Noi seguiamo i ragazzi dall’inizio alla fine, abbiamo svolto soprattutto una campagna di sensibilizzazione ovvero abbiamo fatto un po’ da tramite tra i centri per l’impiego e i portali autorizzati e abbiamo sensibilizzato anche attraverso email, telefonate e quant’altro i potenziali destinatari di queste opportunità incentivanti. Facciamo anche assistenza tecnica agli sportelli presenti sul territorio e inoltre facciamo in modo che si crei un link tra i ragazzi che vengono informati e i soggetti attuatori dei corsi. Al termine dei corsi torniamo in aula e cerchiamo di collegare i ragazzi all’opportunità presente, informandoli del fatto che qualora volessero noi siamo a disposizione per l’inserimento della domanda sulla piattaforma di Invitalia.

Quindi di fatto la nostra assistenza è continua fino a che non fanno la domanda, poi ovviamente una volta che vengono accettate le domande usciamo da questo tipo di comunicazione perché a quel punto veniamo sostituiti di fatto dal tutor di Invitalia. Diciamo che sicuramente l’opportunità incentivante più richiesta dai ragazzi è quella del microcredito fino a €25000 euro, questo accade perché la somma viene accreditata subito, ad esempio nel microcredito esteso prima viene erogata una parte da 25.000 euro e poi il saldo viene accreditato in un secondo tempo, quindi nel caso di prestiti tra 35 e 50 mila euro l’iter è un altro. Quindi sostanzialmente i NEET tendono a orientarsi verso il finanziamento da €25000, ovviamente questo quando non va ad impattare sul finanziamento richiesto, invitiamo sempre i NEET a ragionare su quello di cui hanno realmente bisogno, se la somma di cui necessitano dovesse ricadere nel finanziamento del microcredito esteso tra i 25 e i 35 mila euro chiaramente non siamo noi a scoraggiare i ragazzi soltanto perché l’accredito avviene in modalità differente.

Quindi ripeto ci atteniamo sempre al business plan che viene redatto o dai docenti o dai consulenti e poi da lì si articola tutto il percorso.

CIRPAS Fabrizio Gentile

Siamo a Cirpas, centro interuniversitario di ricerca, in cui appunto ci occupiamo di ricerca e formazione. Abbiamo intrapreso un percorso con l’Ente Nazionale per il Microcredito per la misura “Yes I Start Up” e abbiamo condotto una prima esperienza in cui hanno partecipato sei giovani NEET che avevano un’idea imprenditoriale e li abbiamo accompagnati verso la richiesta di finanziamento.

Il corso di formazione previsto per accompagnare i ragazzi al finanziamento prevede 80 ore divise in due parti, la prima parte di carattere teorico e pratico di 60 ore e la seconda parte di 20 ore ed è proprio la fase di accompagnamento verso la domanda di finanziamento. I nostri formatori sono docenti universitari e consulenti con lunga esperienza nel campo della consulenza aziendale e della richiesta di finanziamento nelle misure di agevolazione.

Storicamente è sempre successo che chi aveva un’idea imprenditoriale si sia sempre rivolto a qualcuno magari di propria conoscenza o ad un consulente con anni di esperienza che andava però chiaramente retribuito. Questo percorso è molto importante perché accompagna proprio i ragazzi verso la definizione della loro idea imprenditoriale. Una cosa di cui ci siamo accorti è che l’idea imprenditoriale così come arriva in aula il primo giorno, viene modificata prima di arrivare alla richiesta di finanziamento. Ed è proprio questo lo scopo della misura, ossia andare ad individuare i punti di forza e i punti di debolezza. Quindi c’è un periodo di formazione e di consapevolezza di un’idea

imprenditoriale che probabilmente poi rappresenta un fattore strategico di successo o di non successo della propria idea. Per cui i nostri docenti hanno molta esperienza sul campo ed è stata molto utile l’integrazione tra i nostri ragazzi e i docenti. La maggior parte dei ragazzi che hanno frequentato il corso sono riusciti a definire con precisione il piano imprenditoriale e fare una richiesta di finanziamento. Il nostro rapporto con l’Ente si è instaurato da poco e devo dire è stato proficuo, abbiamo partecipato a due riunioni a Roma proprio per definire al meglio l’attività da svolgere. Il percorso dal nostro punto di vista è pensato in maniera ottimale perché i contenuti sono utili, è strutturato in modo tale che si rispettino dei contenuti che sono fondamentali. Il rapporto è proseguito e proseguirà, noi abbiamo anche la possibilità di attivare altre attività e probabilmente saranno avviate a breve.

Come Ente formatore voi avete un rapporto diretto all’interno dell’università di Bari con le giovani generazioni ovvero di coloro che si sono appena laureati.. Com’è questo terreno? È un terreno fertile? I giovani rispondo? Vengono da voi?

In quanto ente formatore noi abbiamo un rapporto diretto con i giovani e le nuove generazioni il centro si sta specializzando oltre che nelle misure di ricerca, che è per vocazione la sua natura, anche verso altre attività formative soprattutto quelle legate alla possibilità di fare impresa. I ragazzi in questo momento hanno un’esigenza notevole in termini proprio di accompagnamento, cioè mi spiego meglio, le misure di finanziamento ci sono e c’erano anche prima, ma spesso i ragazzi venivano un po’ lasciati soli con la propria idea e con la necessità di trovare i fondi per finanziare l’impresa. Quello che mancava era il collegamento tra queste due fasi, cioè una fase di accompagnamento che li aiutasse non solo a redigere il proprio business plan ma anche la possibilità di capire meglio i meccanismi, e le fasi operative che conducono appunto alla apertura di una attività e la possibilità di essere soprattutto sostenibili sul mercato. È una cosa abbastanza complicata, molti ragazzi nel nostro centro fanno richiesta per attività di formazione su campi anche molto diversi tra loro, ci sono diverse misure non soltanto quelle legate al mondo imprenditoriale ma anche attività per la formazione di specifiche figure professionali, infatti il centro in questo momento è impegnato su vari fronti, ad esempio in ambito sociocio-sanitario, perché noi siamo in procinto di avviare un corso per la figura professionale OSS, ma anche alcune misure regionali come quella di “riforma e lavoro” che è caratterizzata da una riqualificazione dei lavoratori che in questo momento non sono occupati, e che quindi puntano con la riqualificazione per immettersi sul mercato del lavoro con nuove competenze.

Il microcredito in tal senso potrebbe essere una misura utile perché diciamo c’è una particolare attenzione alla fase di preparazione sia personale quindi delle skills necessarie per poter operare sul mercato sia di quelle che sono le forme di agevolazione e di orientamento sul mercato imprenditoriale. Quindi ci sono varie misure sul mercato che possono essere utili, pensiamo a “Resto al Sud” o a “Smart and Start”...La difficoltà dei ragazzi è:

1) quella di conoscere queste opportunità,

2) quella di essere guidati alla formulazione di una proposta,

3)quella di essere anche accompagnati nella realizzazione dell’attività e della sua sostenibilità. Per cui credo che sia assolutamente utile in questo senso.

I SAPORI DELLA BUONA TAVOLA Claudia

Io mi chiamo Claudia ho 22 anni e ho aperto questa attività grazie al corso Selfiemployment, ho seguito anche un altro corso di somministrazione realizzando così il mio progetto. Sono fiera di quello che ho realizzato, finalmente dopo tanti sacrifici sono riuscita ad aprire la mia attività e devo dire grazie al progetto Selfiemployment che mi ha permesso di realizzare il mio sogno. La mia attività si trova in Viale del Concilio Vaticano

a Bari, è un’attività di ristorazione, infatti propongo primi piatti, secondi, dolci e tanto altro. Facciamo anche servizio buffet, torte di compleanno ecc.. Il punto forte della mia attività è offrire prodotti di qualità, con la speranza che il cliente rimanga soddisfatto e ritorni da me.

Ho aperto la mia attività il 25 Aprile del 2018, grazie a un finanziamento di 35.000 Euro, di cui 25.000 avuti subito e gli altri 10.000 me li daranno quando comincerò a restituire il finanziamento. Il tempo trascorso da quando mi hanno accettato la pratica a quando ho saputo dell’arrivo dei soldi è stato più o meno di 24 mesi.

Ho conosciuto l’Ente Nazionale per il Microcredito attraverso persone qui sul territorio che mi hanno dato una serie di informazioni le quali mi hanno portato fino a qui. Il rapporto con l’Ente è stato veramente istruttivo, ti insegna i metodi per entrare nel mondo del lavoro ti insegna a portare avanti un progetto e a diventare più sicura di te stessa. Confermo che sono stati molto utili soprattutto nel processo di realizzazione del progetto, ti consigliano cosa è più giusto fare e quindi in un certo senso sono anche istruttivi.

Inoltre grazie alla mia attività ho prodotto lavoro anche per un’altra persona, mia mamma. È stata proprio lei a trasmettermi la passione per la cucina, quindi diciamo è stata un po’ la mia ispiratrice.

Per il futuro vorrei che le persone capissero la qualità dei miei prodotti che sono stati realizzati con amore e passione, la Puglia è ricca di prodotti gastronomici e vorrei riuscire a valorizzarli per trasmettere anche ai miei clienti la passione che ci metto nel mio lavoro. Per adesso sono abbastanza soddisfatta, lo testimonia il fatto che i miei clienti sono contenti di quello mangiano e tornano sempre.

EAT N TAKE AWAY kamal kumar

Sono Kamal Kumar e sono nato in India, avevo bisogno di lavorare e quindi ho pensato di prendere un locale però per aprire questo locale avevo bisogno di soldi, così mi sono rivolto al mio commercialista e lui mi ha consigliato il microcredito. Lui ha organizzato tutto ha presentato tutti i documenti necessari per la richiesta. E dopo 3/4 mesi già era tutto pronto, è arrivato il finanziamento e ho cominciato a lavorare. Io ho chiesto un microcredito di 25.000 euro, ho aperto un negozio di fast food e vendo prodotti anche indiani. Il mio locale si trova in Piazza Umberto I n.12 a Modugno.

Io in quanto extracomunitario non conoscevo questa opportunità così mi sono rivolto al mio commercialista che mi ha proposto di fare richiesta per un finanziamento, questo microcredito e mi sono fidato. Visto la mia esperienza consiglierei a tutti il microcredito, inizialmente la cosa è stata difficile perché essendo straniero non sapevo se mi avrebbero dato i soldi ma una volta presentati tutti i documenti è andata a buon fine.

NON SOLO CAFÈ Natasha

Io mi chiamo Natasha ho 30 anni, e il nostro negozio si trova a Bari in Via Quarto 7C e si chiama Non Solo Cafè.

L’idea di aprire questo negozio dal nome “Non solo cafè” diciamo che è nata perché il mercato del caffè oggi è in via di sviluppo, in più nel nostro negozio non trovi solo caffè ma anche tè e tisane, perché la tradizione Russa prevede un gran consumo di tè, tisane e infusi dopo i pasti, vengono consumati soprattutto per scaldarsi visto il gran freddo che fa. Il motivo principale per il quale ho scelto di vendere questi prodotti è che fanno bene, in più sul mercato italiano la vendita di questi prodotti sta crescendo molto.

Ho studiato questo tipo di mercato e ho cercato dei buoni fornitori di tè e tisane, volevo dei prodotti di qualità da vendere ai miei clienti. Abbiamo anche messo l’oggettistica, perché ad esempio chi è veramente amante del tè può chiederti anche il termometro per misurare la temperatura dell’acqua, oppure c’è chi ti chiede il tè matchà che è un tipo di tè verde in polvere, che è una particolarità.

Noi abbiamo chiesto 23.000 euro, e il percorso che ho fatto con l’Ente mi è servito molto perché il consulente territoriale ENM mi ha seguito dalla A alla Z, hanno creduto più loro nel progetto che io, perché quando l’Ente mi ha chiesto delle integrazioni io mi sono un po’ scoraggiata, ma Vitanio e Giuseppina che credevano in me mi hanno aiutata ad andare avanti e così successivamente ho mandato le integrazioni richieste e ho presentato la domanda. Poi passati 30 giorni ho ricevuto una lettera di Invitalia che mi comunicava che la mia richiesta era stata accettata. Comunque tutto questo percorso è stato molto utile, è uno stimolo in più per i giovani, e non fa niente anche se ci metti un po’ di tempo per aprire l’attività, perché ne vale comunque la pena.

Calcolate che la prima rata da pagare è dopo sei mesi, e non hai interessi da restituire, quindi si lo consiglio assolutamente ai giovani.

Ringrazio con tutto il cuore Vitanio e Giuseppina che mi hanno seguito durante tutto il percorso, che hanno creduto in me e mi hanno accompagnata fino alla fine.

Per il futuro spero di aprire altri punti vendita, ma soprattutto mi piacerebbe diffondere la cultura del tè e delle tisane, in qualche modo il mio progetto ha anche una funzione di integrazione culturale, grazie al tè sto provando a diffondere la cultura Ucraina e le sue usanze.

Io sono venuta a conoscenza di garanzia giovani e di Selfiemployment tramite una mia amica, però poi mi sono rivolta a Porta Futuro dove mi hanno dato tutte le informazioni di cui avevo bisogno, devo dire che mi hanno anche incoraggiata molto perché inizialmente ero molto scettica sul fatto che mi avrebbero dato il finanziamento perché comunque ero straniera, e invece alla fine mi sono dovuta ricredere!

COORDINATORE DEI SERVIZI PORTA FUTURO Giovanni Mezzina

Mi chiamo Giovanni Mezzina, sono un pedagogista del comune di Bari, qui siamo a Porta Futuro che è il Job Center del Comune di Bari ed è aperto da circa 3 anni. Io sono il coordinatore dei servizi, e trovo molto interessante raccontare la storia di Porta Futuro perché è una struttura che ha visto in questi tre anni crescere in modo continuo la sua presenza in questo territorio della città di Bari.

Ci troviamo nel quartiere libertà che è considerata la periferia rispetto al centro di Bari nel senso che siamo in un contesto urbanistico prossimo al centro della città ma ha alcune caratteristiche sia di vivibilità ma anche a livello urbanistico che ricordano un po’ le periferie. Questo è un ex edificio industriale la manifattura di tabacchi, e grazie alla volontà del Comune di Bari è partito un percorso di rigenerazione urbana, rivitalizzando questo spazio a cui la città e i cittadini sono particolarmente legati. Porta Futuro nasce alla fine del 2015 con l’intento di intercettare il fabbisogno dei cittadini che necessitavano di migliorare la loro occupabilità, ma anche di offrire al sistema delle imprese una filiera di servizi che potessero rispondere al bisogno di reclutamento di figure professionali in modo assolutamente gratuito.

Quindi noi siamo una struttura pubblica un centro pubblico e offriamo questi servizi sia alle imprese che ai cittadini a titolo totalmente gratuito. In questi tre anni siamo cresciuti molto, oggi possiamo raccontare che la nostra piattaforma è composta da 14.000 persone che sono accreditate al Job Center, abbiamo oltre 10.000 curriculum caricati nella piattaforma e quindi la possibilità di poter pescare all’interno di una banca dati composta da oltre 10.000 cittadini.

Abbiamo una platea di oltre 400 imprese che hanno scelto di accreditarsi al Job Center visto che il sistema industriale e produttivo di questo territorio si trova in un panorama abbastanza complicato, e per noi questo è un dato abbastanza lusinghiero.

Porta Futuro nasce dall’idea fondamentalmente di fare incontrare le persone che cercano lavoro con le imprese che offrono lavoro. Quello che noi offriamo è, da un lato l’occupabilità migliorando anche il bagaglio di competenze e il potenziale delle persone che si rivolgono a noi, dall’altro mettiamo a disposizione delle imprese un sistema di preselezione di accompagnamento al matching di spazi per il recruiting che rappresenta per l’impresa l’opportunità per entrare in contatto con profili professionali di cui necessitano. Guardando la struttura si resta colpiti anche dalla scelta dei colori, dalla scelta del layout, per quanto riguarda gli spazi abbiamo optato per l’open space, dando così l’idea di entrare in un’officina o in un garage. Queste strisce verticali che come dire raccontano un po’ la storia della struttura ci riportano all’idea della manutenzione, ossia a un luogo dove è possibile fare manutenzione come se fosse un officina. È un posto dove le persone vengono per migliorare le proprie capacità e cercare lavoro rimanendo attive in questo percorso di ricerca.

Per quanto riguarda le relazioni con l’Ente Nazionale per il Microcredito credo che la scelta di avviare una collaborazione con l’Ente e quindi di ospitare all’interno di Porta Futuro lo sportello di Selfiemployment, nasce da una strategia di presa in carico ecosistemica delle persone, cioè l’idea che le persone possano essere accompagnate verso un percorso di consapevolezza e comprensione. La scelta di ospitare lo sportello del selfiemployment è stata una scelta coerente con le azioni che noi qui attiviamo a Porta Futuro sullo start up di impresa. Ovvero la possibilità di offrire a giovani l’opportunità di intraprendere un percorso di consapevolezza prima e poi di realizzazione di un’idea imprenditoriale. Noi non siamo soltanto uno spazio di consulenza e di informazione ma anche di formazione e acquisizione di competenze sia di base che specialistiche, trasformiamo il business plan in una vera e propria realtà. Quindi anche la scelta di diventare luogo di formazione per Yes I Start Up rappresenta una scelta ecosistemica da parte della direzione di Porta Futuro. Io credo che le informazioni che abbiamo raccolto finora sono molto lusinghiere e questo ci conferma da un lato che la scelta iniziale era quella giusta e dall’altro di poter dire che capiamo quali sono quelle situazioni che vanno migliorate e ampliate per rendere anche il rapporto con l’Ente ancora più funzionale ed efficiente.

PROFUMERIA LA VIE EST BELLE Angelica

Mi chiamo Angelica ho 30 anni e sono titolare della profumeria La vie est belle a Canosa di Puglia. La mia attività è aperta da luglio, all’inizio è stato un po’ un calvario perché non ero a conoscenza di queste iniziative, poi grazie al centro per l’impiego mi hanno consigliato di fare un tirocinio e ho frequentato questo tirocinio per un mese. Dopodiché mi sono fermata perché lavorare come dipendente non mi faceva sentire realizzata, e sono tornata al centro per l’impiego dove mi hanno proposto l’opportunità di mettermi in proprio attraverso garanzia giovani. Ho preso subito l’occasione al volo e ho frequentato un corso a Bari. L’IFOC il “crescere imprenditori” che poteva darmi un punteggio in più al momento della presentazione della domanda.

Quindi ho inviato i miei dati e ho descritto il mio business plan di quello che volevo fare a livello di attività commerciale. Ho atteso circa 2 mesi però è successo che le prime due domande che ho inviato arrivavano bianche a Invitalia e quindi la domanda mi veniva rifiutata. Infatti avrei dovuto aprire il 8 marzo 2017 e invece ho aperto Il 26 luglio 2018, al terzo tentativo la domanda è andata a buon fine!

Il supporto dell’Ente è stato importantissimo io sono stata affiancata da una tutor che mi è stata molto vicino e mi ha consigliato bene. Un punto di riferimento ci vuole soprattutto inizialmente perché è difficile immettersi nel mondo del lavoro in proprio.

Io ho chiesto un finanziamento per aprire la mia attività di 25.000 euro. Per quanto riguarda il futuro già ho qualche idea, per prima cosa vorrei affiancare la vendita in negozio alla vendita on line, quindi creare un e-commerce, poi ho l’obiettivo di aprire la mia attività anche in altri luoghi, perché lo scopo è quello di realizzare un franchising.

Il mio consiglio ai giovani è quello di affidarsi a queste misure perché oggi non è facile chiedere dei prestiti con zero interessi e nessuna garanzia, inoltre consiglio a tutti di valorizzare le proprie idee e di non farsi abbattere dai tanti ostacoli.

OTTICA ABBADESSA OPTIQUE Maria Abbadessa

Io sono Maria Abbadessa sono un ottico di quasi 34 anni e sono arrivata la microcredito attraverso un mio amico che mi aveva consigliato di passare da Snodo 35 e di parlare con Agostino Fedele tutor in Microcredito. Ho chiesto il microcredito a Maggio 2018 per aprire il mio negozio di ottica che si trova a Modugno in Via Vittorio Emanuele e si chiama Abbadessa Optique, e ho chiesto 25.000 euro. Ho ottenuto il finanziamento in 4 mesi circa, grazie all’aiuto del mio tutor che mi ha accompagnata durante il percorso e mi ha aiutato a sbrigare tutte le varie pratiche necessarie per la richiesta di finanziamento. Consiglio assolutamente il microcredito ai giovani e a tutte quelle persone che vogliono mettersi in proprio, è uno strumento molto utile!

Ovvio che ho trovato delle difficoltà durante il percorso ma sono cose che alla fine si superano perché si tratta di burocrazia. Diciamo che la parte più complessa o complicata è stata la compilazione di tutti i documenti necessari, ma ripeto sono stata seguita molto bene quindi alla fine è andato tutto come doveva andare.

SHOWROOM ARREDAMENTO Carmine Carlucci

Mi chiamo Carmine Carlucci ho 25 anni e sono di Monopoli. Sono in procinto di aprire la mia nuova attività e mi occuperò di arredamento per la casa e arredo bagno. L’idea di aprire questo showroom è nata a seguito degli anni di esperienza che ho accumulato in questo settore presso diverse aziende, sia come venditore da sala mostra che come gestore del sito e-commerce.

L’apertura del mio store è stata finanziata grazie al gruppo Invitalia e grazie al finanziamento Selfiemployment. Sono arrivato a conoscenza di questo progetto sponsorizzato da Invitalia grazie al centro per l’impiego di Monopoli che mi ha messo in contatto con l’Ente di formazione Dante Alighieri di Fasano, presso il quale ho partecipato al corso “Yes I Start Up” un corso utilissimo per le nozioni che abbiamo appreso.

Ti è servito l’incontro con i tutor dell’Ente Nazionale per il Microcredito per la presentazione della domanda?

Certo, insieme all’aiuto dei professori universitari che ci hanno insegnato materie economiche e aziendali che in poche parole sono state la chiave di accesso al finanziamento.

L’attività che sto aprendo si troverà a Monopoli, in una zona in via di espansione sia da un punto di vista turistico che edilizio. Per aprire la mia attività ho richiesto 25.000 euro. L’importo complessivo sarà restituito in 7 anni.

Per il momento l’azienda sarà improntata sulla commercializzazione a privato, poi successivamente una volta che l’azienda avrà preso il via aprirò anche la vendita online, quindi una vendita e-commerce.

SNODO 35 Agostino Fedele (Tutor di Microcredito)

Mi chiamo Agostino Fedele, e ho 40 anni sono un dottore commercialista, presidente dell’associazione Snodo 35. Mi occupo dal 2009 di autoimpresa, quindi di orientamento all’autoimprenditoria attraverso strumenti di finanza, finanza ordinaria finanza pubblica e finanza agevolata. Nel mio territorio si trovano essenzialmente micro imprese, ossia il classico esercizio di vicinato e in quanto tale lo strumento del microcredito che ha un tetto di richiesta di 25 mila euro si fonde perfettamente a questo tessuto imprenditoriale. Un volano importante per l’economia, proprio perché permette di trasformare la business idea del comune negozio sotto casa a un business plan. Quindi si passa da un idea alla realtà in tempi relativamente brevi. E questo consente sia al ragazzo giovane ma anche alle persone che hanno perso il lavoro di inserirsi nuovamente attraverso questo strumento di inclusione finanziaria nel mondo lavorativo. Lo strumento del microcredito è completo in quanto prevede la forma di tutoraggio iniziale che permette di individuare i punti di criticità di un eventuale idea e in più ha il compito di esaltare un’idea imprenditoriale qualora la ritenga una buona idea. Successivamente come descritto dal Testo Unico Bancario c’è la fase di tutoraggio che permette di controllare durante tutto l’anno l’evoluzione. Quindi l’imprenditore viene ascoltato e valutato in una fase iniziale e poi accompagnato fino all’apertura dell’attività. Durante il percorso di sviluppo dell’attività, l’imprenditore viene ascoltato attraverso questa forma di tutoraggio e monitoraggio che permette di evitare le difficoltà o di esaltare i punti di forza in modo tale da far crescere sempre di più l’impresa. Quindi credo sia proprio nel messaggio istituzionale previsto dalla garanzia gratuita nei confronti dell’imprenditore garantire una sorta di inclusione nel mondo del lavoro con l’ottenimento del finanziamento. Poi l’imprenditore restituisce tutto, quindi usufruisce di una garanzia attraverso la quale è lo Stato stesso a fare da garante. Successivamente il lavoratore verrà seguito per controllare che non esca dal mondo del lavoro perché nel momento in cui ci dovesse essere un default per quella persona il danno è doppio, primo perché lo Stato è intervenuto dando il finanziamento e secondo perché non può restituire il prestito. Quindi è proprio il progetto in se che è legato alla figura del tutor che è legato a sua volta all’Ente Nazionale per il Microcredito che è legato al fondo di garanzia ad essere completo nella sua struttura.

Nella mia esperienza come tutor che parte nell’ottobre 2017 sto seguendo 17 pratiche che concluderò tra gennaio e febbraio 2019, da un punto di vista procedurale la piattaforma è snella la modulistica è molto semplice e soprattutto è completa, quindi permette lo sviluppo dell’idea imprenditoriale in attività d’impresa. Il punto da migliorare sarebbe quello di una maggiore ricerca di sensibilizzazione degli Enti pubblici e privati, in questo caso cito le banche perché dovrebbero fare rete e convergere tra di loro, quindi avere più istituti di credito e una maggiore comunicazione.

E qui entra in gioco la figura del tutor che funge da interlocutore ed è più imparziale, e attraverso il quale l’idea iniziale di imprenditoria viene performata, modificata e se nel caso non è una valida idea si evita di portarla a finanziamento. La necessità è quella di far convergere quanti più individui, persone e idee attraverso il canale del tutor. Quindi fare rete con banche, Enti, centri per l’impiego e scuole.

Sono Presidente di Snodo 35, un’idea concepita in forma giuridica, è un’associazione e quindi non ha finalità di lucro, libera associazione perché non abbiamo vincoli di nessuna forma sul territorio, dal punto di vista logistico siamo in fronte strada. Quindi tutti questi elementi racchiudono l’elemento che caratterizza questo luogo, ossia la necessità di dare un’informazione precisa diretta e veloce a tutte le categorie. Sportello cittadino perché l’imprenditore quando chiude la propria attività poi diventa un cittadino con tutte le varie difficoltà quotidiane. All’interno della struttura ci sono diverse postazioni dove si interfacciano diverse figure professionali attraverso le quali vengono erogati servizi di orientamento e di autoimpresa tramite uno sportello che si chiama “progetto giovani” Inforlav (informarsi per lavorare). Poi abbiamo la figura professionale del legale, lo sportello caf e patronato, il consulente del lavoro, un architetto, poi ci sono io che sono un dottore commercialista e svolgo l’attività definita “sportello primo commercialista”. All’interno di questa associazione abbiamo anche una sala incontri dove vengono svolte sia attività per gli associati con seminari, incontri informativi o semplicemente di natura ludica e incontri di natura formativa, che vanno dal mondo giuridico, a quello dell’impresa, all’attualità del territorio.

ZERO COCKTAIL BAR Pierangelo Pinca

Mi chiamo Pierangelo Pinca ho 22 anni e vengo da Bari. Ho frequentato il corso dell’ IFOC che ti consente di chiedere un finanziamento per intraprendere la strada verso il tuo futuro. Questo corso tratta di imprenditoria a livello generale e alla fine di questo corso puoi presentare il tuo business plan, parlando della tua azienda di quello che sai fare e dei vari costi che dovrai mantenere anche in futuro (presenterai la domanda a Invitalia devi aspettare che l’Ente decida se accettare o meno il tuo progetto.)

Secondo me è una cosa molto utile, stanno investendo sul nostro territorio e soprattutto sui giovani. Ci vogliono molti sacrifici però credo che sia una cosa utile per realizzare i propri sogni. Il mio locale si trova a Monopoli via San Domenico 37 e si chiama Zero Cocktail Bar, zero perché appunto è un progetto che nasce da zero, noi all’inizio il locale non lo avevamo lo abbiamo acquistato successivamente, e con il tempo ci siamo informati su come poter avere un finanziamento che ci potesse aiutare.

Io ho richiesto la somma di €50.000, ovviamente non sono 50 tondi ma sono 41 più IVA perché l’IVA non è finanziabile.

La figura del tutor è stata molto efficiente, quando avevo bisogno gli scrivevo e mi rispondeva subito nell’arco di 5-10 minuti. Per quanto riguarda invece il tempo del finanziamento io ci ho messo un po’ di più perché ci sono stati dei problemi con dei costi da inserire e dei costi da togliere, comunque diciamo che per avere la risposta avrò atteso 5 mesi più o meno, in teoria è il tempo standard che si prendono per visionare il tuo progetto.

Io consiglierei assolutamente la misura Garanzia Giovani perché comunque è una mano in più, il finanziamento è a tasso zero quindi devi restituire solamente ciò che chiedi e in più devi restituire l’intera somma in 7 anni quindi è un arco di tempo abbastanza lungo, confermo che è un ottimo metodo per chi vuole mettersi in proprio e intraprendere la strada dell’imprenditoria.

La scelta di aprire un posto dove servire cocktail è nata da una riflessione che una sera ho fatto, ovvero: io e i miei amici la sera siamo sempre andati a bere, è una cosa che fanno tutti i ragazzi della mia età, quindi ho pensato come sarebbe stato trovarsi dall’altra parte del bancone. La scuola era finita e come tutti i ragazzi non sapevo che cosa fare del mio futuro, ho pensato: “e se mi ci metto io dall’altra parte del bancone”!? Quindi ho fatto un corso di bartender dove ti vengono insegnate le basi e le tecniche di miscelazione. Poi ho iniziato a lavorare in diversi bar, e anche in diverse feste, così mi sono fatto un piccolo bagaglio di esperienza che posso usare nel mio locale.

Il cocktail che mi piace di più e che mi viene meglio è il gin tonic semplice semplice gin e acqua tonica, poi ovviamente ci sono altri cocktail e sono più complicati da miscelare, però avendo le basi e una formazione si possono fare tutti i cocktail, alcuni si possono anche inventare, diciamo che è un campo in cui la creatività non manca.

CREDERE SEMPRE NELLE PROPRIE IDEE

Giorgia Burzachechi

“Il finanziamento del microcredito è stato provvidenziale, non mi aspettavo sarebbe arrivato in così poco tempo: grazie a questo contributo, il 14 luglio scorso, finalmente, abbiamo inaugurato”.

Dopo molte esperienze come sturtupper ha sentito la l’esigenza di fermarsi e di vedere non solo nascere, ma anche crescere la propria attività. Giampaolo De Titta ha iniziato a fare il parrucchiere in giovanissima età, ma ora con un team consolidato, composto da Daniela Rumori, moglie, compagna di vita e di lavoro, Emanuela De Titta, la giovane figlia intenta a ripercorrere i passi del papà e Giulia Sette, fedele collaboratrice, ha deciso esser giunto il momento di fermarsi. Così l’idea di aprire Hairspray Parrucchieri, nel cuore di Acilia, vivace borgata situata a metà strada tra la Capitale e il litorale romano. “Avevamo messo gli occhi su questo negozio da un bel po’” racconta Giampaolo, “ma siamo stati presi alla sprovvista, qui non c’era nulla, nemmeno l’agibilità e le pratiche burocratiche ci hanno costretti a stare fermi per molto tempo”. Per un imprenditore che decide di gettarsi in una nuova avventura, sono molti gli impegni, anche in termini economici, ed essere costretto anon poter praticare la propria professione è un problema che si aggiunge alla lista. Ma inaspettatamente è arrivato il finanziamento del microcredito.

La possibilità dell’accesso al finanziamento tramite Microcredito è stata proposta a Giampaolo direttamente dalla sua agenzia di BCC “Conosco i responsabili della banca da moltissimi anni, sapevano dei miei progetti imprenditoriali, è stato il direttore dell’agenzia di Acilia di BCC a propormi questa opportunità”, racconta il titolare di Hairspray Parrucchieri, “sono stato il primo nella mia banca, abbiamo scoperto il microcredito praticamente insieme. Ma nonostante la novità oltre che per me, per gli impiegati stessi, i referenti si sono resi subito molto disponibili”. Dopo il colloquio di valutazione del progetto, insieme allo staff dell’istituto finanziario, a Giampaolo è stato, come di consueto, assegnato un tutor che lo ha sostenuto nelle fasi di pianificazione “confesso che per me, che faccio l’imprenditore da anni e che sono abituato a seguire la mia contabilità, è stato abbastanza semplice pianificare il business plan”. Una volta consegnato il progetto, la famiglia (allargata) di Hairspray Parrucchieri, si è gettata nuovamente a capofitto nei lavori, quasi dimenticando della pratica consegnata. Poi, all’improvviso la comunicazione dalla banca: Hairspray Parrucchieri aveva ottenuto il massimo del finanziamento previsto, 35.000 euro. Un colpo di fortuna. Proprio quando i lavori per l’apertura stavano rallentando a causa degli imprevisti e delle spese correlate, il finanziamento ha garantito la fine dei lavori di ristrutturazione.

Il negozio tanto sognato oggi è in frenetica attività, spicca nella zona commerciale di Acilia e porta un tocco di colore con la sua orgogliosa insegna. All’interno tutto è arredato con cura e in ordine, lo stile è originale ma non impegnativo, trasmette agio e le clienti lo sentono. Si rilassano con un bel massaggio di Giulia, poi si lasciano nelle mani di Giampaolo e Daniela, mentre Emanuela controlla che tutto sia in ordine, scherzano con lo staff e si congedano soddisfatte. “

Il microcredito ha contribuito a far sì che tutto questo si realizzasse” continua Giampaolo “sono lieto che il direttore della mia banca me lo abbia proposto. Spero che altre persone possano cogliere quest’opportunità”.

CAMPANIA

LA STORIA DELL’AGENTE TERRITORIALE Elisabetta Cotugno

Sono Elisabetta Cotugno e sono l’agente territoriale per il Selfiemployment dell’Ente Nazionale per il Microcredito e mi occupo di supportare i giovani che hanno necessità di caricare la domanda per l’accesso ai fondi delle misure del Selfiemployment sulla piattaforma di Invitalia, attraverso la rete degli sportelli dell’ Ente Nazionale per il Microcredito presenti in Campania.

Il tempo che occorre ad un giovane per ricevere il finanziamento attraverso la misura Selfiemployment è all’incirca sei mesi, poi dalla presentazione della domanda passano più o meno 60 giorni per l’istruttoria a seguito dei quali il giovane riceve una PEC con cui viene informato se il finanziamento è andato a buon fine, quindi da quel momento il giovane può accettare o lasciar decadere la domanda, per poi passare alla fase successiva, ovvero all’iscrizione alla Camera di Commercio, e all’apertura di partita iva nel momento in cui l’impresa viene finanziata, fino ad arrivare al sesto mese in cui si ottiene l’erogazione del denaro.

Fino ad oggi ho seguito 111 pratiche, alcune nuove, altre invece hanno avuto bisogno del supporto dell’Ente Pubblico che da fiducia, perché comunque il giovane nel momento iniziale del percorso ha bisogno di sicurezze, di certezze, e di capire soprattutto cosa significa diventare un imprenditore, e sono giunte a finaziamento più della metà, cioè circa 70 pratiche in due anni. Tantissime sono ancora in itinere e quindi siamo in attesa di ottenere la risposta da Invitalia.

Quello che consiglio ai giovani è sicuramente di non partire solo per mettersi alla prova, ma partire da quello in cui si crede, da quello che si riesce a fare. E soprattutto prima di procedere con la presentazione della domanda di finanziamento, bisognerebbe analizzare quella che è la concorrenza a livello territoriale, verificando effettivamente quali sono i bisogni e le necessità di un territorio.

BIO E DELIZIA Tiziano Castaldo

Mi chiamo Tiziano Castaldo e ho deciso di intraprendere questa attività per la vendita di prodotti biologici che verte anche sul vegano e sul senza glutine, l’alimentazione vegana è una mia grande passione considerato che sono vegano da 6 anni.Aprendo questa attività sono riuscito a collegare una mia grande passione con l’aspetto lavorativo.

I prodotti non saranno solo vegani ma anche biologici, senza glutine e alcuni artigianali quindi andremo a rivalutare la tradizione della zona visto che in questi anni questo aspetto sta un po’ scemando.

Diciamo che la mia attività vuole dare la possibilità anche al territorio di rilanciarsi.

Era già qualche anno che pensavo alla realizzazione di questo progetto, quindi ho cominciato a informarmi meglio, e ho contattato un consulente che mi ha aiutato nella scelta.

Partendo dal presupposto che l’attività sarebbe stata abbastanza innovativa abbiamo fatto prima una ricerca sul campo e poi grazie al consulente ho contattato l’Ente Nazionale per il Microcredito. Attraverso appunto la collaborazione tra il mio consulente e l’Ente siamo poi arrivati ai fondi di Invitalia.

Dal momento in cui abbiamo presentato la domanda sono passati circa 6 mesi per ricevere tutti i fondi.

Mi piacerebbe riuscire a vendere tutti quei tipi di prodotto che nelle nostre zone sono poco conosciuti, un po’ perché le grandi multinazionali non investono molto a causa di una chiusura mentale nel nostro territorio verso questi prodotti. Quindi la mia idea è quella di orientarmi sul vegan fruit, ossia tutti quei prodotti esclusivi tipo il jackfruit vegan che sarebbe il sostituto della carne, prodotti di soia, prodotti di tofu, di seitan ecc. Anche molte bevande biologiche considerando che al giorno d’oggi le persone sono molto attente all’aspetto fisico e cercano di mangiare in maniera diversa per curare la loro alimentazione. Ho pensato anche che sarebbe stata un’idea interessante vendere degli integratori sempre di origine vegetale. Per quanto riguarda il discorso dell’artigianale venderò prodotti della nostra zona sempre di origine alimentare, come ad esempio i peperoni arrostiti qui direttamente in zona, i pomodori secchi, le conserve, i succhi di frutta 100% naturali.

Il discorso è questo, avendo dei fornitori direttamente qui in zona non solo venderò dei prodotti artigianali ma anche a km 0. La scelta di integrare anche con prodotti senza glutine è nata dal fatto che molte persone oggi purtroppo sono intolleranti al glutine, quindi proporrò anche prodotti per celiaci ampliando così la clientela.



Oltre a questo porterò dei prodotti di bio-cosmesi per le persone che sono allergiche al nichel, non tantissimi prodotti all’inizio perché mi sto ancora organizzando.

In ultima analisi volevo dire che venderò un prodotto che è difficile da trovare in Italia, ed è il pesce vegan. In particolare all’inizio porterò il tonno vegan che si può mangiare insieme all’insalata o anche da sola ed è un derivato della soia, prende il nome di tonno vegan per dare un’idea chiara alla clientela che non conosce questi prodotti ma in realtà non ha niente a che vedere con il tonno.

Una cosa che ci tenevo a sottolineare è che un altro prodotto che venderò e che sta andando molto nelle nostre zone è la mozzarella bio, è molto richiesta soprattutto nella zona di Napoli, quindi essendo noi a Capua provincia di Caserta qui sarebbe un’innovazione. Io ho già un contatto diretto con il fornitore che mi porterà questa mozzarella biologica e per chi non lo sapesse la mozzarella biologica è prodotta nei caseifici dove gli animali mangiano soltanto prodotti biologici ovvero senza pesticidi chimici, quindi il prodotto finale risulterà naturale non dico al 100% ma al 90% si, bisogna sempre calcolare ovviamente dei fattori esterni, ma comunque parliamo di un prodotto di buona qualità.

Il negozio si troverà a Capua in provincia di Caserta in Via Fuori Porta Roma e si chiamerà Bio e Delizia. Quando ho deciso di aprire la mia attività c’erano a disposizione tre tipi di finanziamento a cui potevo accedere, sono stato io a decidere di optare per quello da €25.000 per il semplice fatto che per la mia attività bastavano. Però ci tengo a sottolineare che non era l’unica scelta, ci sono infatti varie opportunità per i giovani. Devo dire che è stato tutto abbastanza veloce, in sei mesi sono riuscito a organizzarmi e sono arrivati i soldi, sia i consulenti dell’Ente sia i consulenti di Invitalia sono stati tutti abbastanza disponibili, perché comunque ti indicano la strada e ti danno tutte le informazioni possibili e soprattutto non ti lasciano da solo in questo percorso. Per me è stato tutto abbastanza semplice non ho trovato difficoltà nonostante tante volte le persone tendono a sottolineare che la burocrazia in Italia è un qualcosa di molto complicato e in parte questo è anche vero però grazie alla consulenza di persone che mi sono state dietro è stato tutto più semplice e innovativo. C’erano vari step da seguire tutti abbastanza chiari e inoltre sono sempre stato avvisato passo passo per qualsiasi cambiamento.

Per la mia attività non ho avuto nessun vincolo né da parte dall’Ente né da parte di Invitalia, questo significa che quando ho pensato alla mia attività volevo che fosse così e così è stata. Invitalia non mi ha creato assolutamente nessun tipo di problema su come doveva essere l’attività, l’unica cosa ovviamente è stata quella di verificare poi effettivamente l’apertura del negozio. C’è stata quasi subito la fornitura del credito e questa è una cosa molto positiva perché in tanti pensano che le possibilità di accedere al credito siano molto limitate e invece io devo dire che ho avuto una bella esperienza da questo punto di vista.

ERTECH Ermanno Pannone

Il mio nome è Ermanno Pannone, la mia attività si chiama Ertech e si trova a Sparanise, mi occupo di telefonia e assistenza tecnica sempre nel campo della telefonia e dell’informatica.

Aprire questo tipo di attività è sempre stato il mio sogno, ho lavorato 5 anni nel campo della telefonia, accumulando quindi una discreta esperienza. Ho saputo, dal mio consulente finanziario, della possibilità di ricevere un finanziamento, ho deciso così di fare il grande passo e con Invitalia sono riuscito ad ottenere il finanziamento e finalmente aprire un negozio mio. Tra la richiesta e tutte le pratiche da sbrigare alla fine il tutto è durato un anno, calcolando però che io durante questo tempo ho frequentato un corso di formazione presso la Camera di Commercio di Caserta dove dei professori ci hanno indirizzato e spiegato come compilare la domanda di richiesta di finanziamento, e anche cosa significa diventare imprenditore e commerciante. È stato un corso importante che ci ha formato e indirizzato verso la giusta strada.

Lo consiglierei a tutti quei giovani che vogliono intraprendere la mia stessa strada, perché avere una guida di riferimento aiuta a non commettere errori, dal momento che stiamo parlando di cifre importanti.

Io ad esempio ho chiesto un finanziamento di 25.000 Euro che verrà restituito in 7 anni tramite rate mensili con un tasso agevolato, un tasso zero, quindi dovrò restituire la somma senza alcun interesse.

Ho inaugurato nell’agosto del 2017, è passato quindi più di un anno e mezzo. Devo dire che nonostante le difficoltà, che qualsiasi commerciante deve affrontare, sono riuscito ad andare avanti con le mie forze, ma soprattutto devo ringraziare Invitalia che ci ha dato l’opportunità di seguire dei corsi di formazione che ritengo importantissimi, anche se magari qualcuno ha già avuto esperienze nel commercio, è sempre meglio farsi formare e seguire da persone esperte.

ESTETICAMENTE ESTETISTA

Mi chiamo Maria Maggiarosa, ho 23 anni e abito a Sant'Andrea nel comune di Francolise.

Quando decisi di aprire la mia attività, mio padre mi disse: “ok, però rivolgiamoci a qualcuno di competente” per questo motivo ho deciso di contattare i miei commercialisti loro mi hanno indirizzato ad un mediatore che si occupa di finanziamenti, dicendomi che poteva aiutarmi per questo tipo di pratiche.

Ho iniziato a preparare la pratica agli inizi dello scorso giugno E lui mi ha proposto due progetti a cui potevo aderire “Resto al Sud” e “Selfiemployment”. Ho preferito aderire a Selfiemployment (anche se il mio tutor mi diceva che ci sarebbero state ottime probabilità di accedere anche attraverso Resto al Sud) perché avevo quasi tutta la documentazione pronta, volevo aprire il mio negozio e dovevo iniziare i lavori di ristrutturazione.

Trascorso il periodo estivo agli inizi di settembre mi chiamò il consulente, ricordo la sua telefonata, mi chiamò alle 22 e visto l'orario pensavo fosse per darmi cattive notizie invece era l'esatto contrario, mi comunicò che la domanda era stata accettata e quindi potevamo procedere con la pratica.

Hanno accettato la mia richiesta il 10 settembre e da quella data sono trascorsi circa 15 o 20 giorni per ricevere finanziamento.

La mia richiesta era di € 35.000, inizialmente sono stati erogati 25.000 euro e gli altri 10.000 euro mi verranno erogati dopo circa un anno.

In poco tempo ho messo su la mia nuova attività imprenditoriale, inaugurato il mio locale il 29 settembre perché grazie all'erogazione ho potuto fare tutto in maniera veloce … tutto è stato molto semplice.

Senza questo prestito non sarei mai riuscita ad aprire la mia attività, ci sono voluti tantissimi sacrifici e senza un aiuto concreto come questo non credo avrei potuto farcela.

Come dicevo in precedenza, da quanto mi è stata accettata la domanda, Trascorsi 15 giorni ho provato una felicità immensa nel vedere l’accredito in banca e da quel momento mi sono resa conto che in cinque minuti potevo realizzare tutti i miei sogni!

Dall'erogazione ho sei mesi di tempo per iniziare a racimolare qualcosa e iniziare a pagare il piano di rientro e le relative rate che sono accessibilissime … riesci tranquillamente a pagarle, ovviamente, se l'attività di va bene anche perché se non ti va bene le rate le devi pagare lo stesso.

Il mio piano di rateizzazione si conclude nel 2026 quindi sono sei o sette anni, stiamo parlando di una rata di circa € 300 al mese. La persona che mi ha seguito Nello svolgere le pratiche mi anche spiegato che non avendo a che fare con una banca o con la posta se un mese la rata scade il giorno 3 e la pago il giorno 10 comunque non accade nulla o almeno c'è un minimo di tolleranza.

Nel mio studio si può trovare dal semplice semipermanente, alla copertura in gel, fino alla ricostruzione. A breve farò anche un corso di extension alle ciglia inoltre eseguiamo trattamenti viso e corpo, come la pulizia del viso, i fanghi, bendaggi e massaggi.

Da poco tempo abbiamo anche messo il laser a diodo per la depilazione che in questo momento va tanto di moda, poi c'è il solarium, la cera, la manicure, la pedicure, il trucco, il trucco sposa e tante altre cose ….. un bel po di cose direi!!!!

Sono molto soddisfatta di quello che sono riuscita a creare, la larga scelta di servizi che offro è data dal fatto che ho frequentato molti corsi ed ho una serie di specializzazioni, tra l'altro ho fatto tre anni di accademia estetica ad Aversa, la Normanna a Via Roma e altri sei mesi di Accademia Kryolan a Napoli, infine ho frequentato una serie di corsi di specializzazione per le unghie.

L'estetica è sempre stata la mia passione ecco perché la scelta di aprire un centro estetico, io volevo addirittura fermarmi dopo il terzo anno di liceo pedagogico per poi continuare con la scuola di estetica, ma mia madre era contraria, mi disse che mi avrebbe fatto studiare estetica ma solo dopo aver preso il diploma cosa che avvenne nel 2014/2015 e subito dopo mi sono iscritta all'Accademia ad Aversa.

Ho scelto di fare l'accademia perché è una cosa molto diversa rispetto alle classiche scuole di estetica, Ti formano in modo completamente diverso. Ovviamente I costi sono più alti rispetto alle altre scuole di estetica però poi i risultati si vedono!

Ci devi credere in quello che fai perché se non ci credi e inutile!

Il mio è uno dei negozi più belli della zona e non lo dico perché il mio ma perché è la verità!!

Le altre estetiste che ci sono in zona hanno aperto diversi anni fa e quindi hanno esperienza ma non sono all'avanguardia come invece lo sono io.

Io ho finito la scuola quattro anni fa e questo mi ha permesso di poter studiare le nuove tecniche e quindi non sono legata, a differenza di altre estetiste, a quelle che invece si utilizzavano vent'anni fa.

Nel mio lavoro le nuove tecnologie, i nuovi macchinari, i corsi di aggiornamento rivestono la massima importanza, infatti io cerco sempre di aggiornarmi. A breve dovrò frequentare un altro corso, E bisogna tenere in considerazione che ogni corso costa circa 600 euro per sole due mezza giornate, e se da una parte è vero che poi quei soldi potrai recuperarli, dall'altra non hai la certezza che questo possa avvenire in poco tempo.

Sant’Andrea è un paese piccolissimo, conta circa 3500 abitanti, il Comune di Francolise in totale conta 5000 abitanti E posso dire con certezza che qui sono ancora abituati ai vecchi stampi, alle vecchie tecniche e non sempre capiscono le novità ragione questa che per far crescere la clientela ci vuole tempo.

Ti faccio un esempio per farti capire cosa voglio dire: Quando io decisi di mettere il laser che è un macchinario che comunque costa molto, ho dovuto iniziare a collaborare anche con una dottoressa, nonostante questo la gente era scettica, è stato molto duro far abituare la gente a questa novità. All'inizio avevo solo una, due clienti, adesso però siamo arrivati anche a 20/25 persone in una sola giornata. Alla fine lavoro tutti i giorni e non mi posso lamentare assolutamente, poi è ovvio che ci sono periodi bui come ad esempio il mese di novembre per noi estetiste per i parrucchieri è un periodo che potremmo definire morto! Però la giornata riusciamo sempre a portarla a casa!!!

Io sono felicissima della scelta che ho fatto, nel mio negozio ho curato tutto nei minimi dettagli, dalla controsoffittatura, alla cromoterapia, ai lampadari… .. Insomma tutto!

Io sono del parere che se una cosa la fai, la devi fare bene altrimenti non la devi fare proprio. Quando ho deciso di aprire questa attività ad essere sincera non c'ho pensato tantissimo perché come dicevo questo è sempre stato il mio sogno.

Una sere a casa stavo cenando con tutta la mia famiglia e dissi: vi devo parlare! Tutti erano intimoriti, mi chiedevano cosa fosse successo ed io risposi che avevo deciso di aprire un centro estetico. Mio padre subito mi invitò a pensarci bene, perché avevo solo 23 anni e oggi le tasse ti uccidono! Io risposi che volevo provarci proprio perché avevo ancora 23 anni, se fosse andata male…… Pazienza!

Fino ad ora per fortuna è andata molto bene, anche perché grazie alla sovvenzione economica che ho avuto e grazie appunto al Selfiemployment ho potuto aprire la mia attività, senza questo aiuto non sarei riuscita a fare assolutamente nulla. È una cosa che io comunque consiglio a tutti i giovani che hanno intenzione di aprire un’attività. Oggi, parliamoci chiaro, la vita è diventata dura e cara.

Una cosa che ci tenevo a dire è che il rapporto con i consulenti che lavorano per l'Ente è stato fondamentale, perché mi hanno dato tutte le direttive, mi hanno seguito dal primo giorno, mi hanno detto quali erano tutti i documenti che dovevo preparare, quali preventivi occorrevano, perché quando richiedi un finanziamento da 20.000, 30.000 o 35.000 euro, come nel mio caso, bisogna dimostrare a cosa occorrono ……. il solo solarium che utilizzo nel mio studio costa oltre 13.000 euro!!! Come ho già detto, se tutto questo dovevo farlo da sola con molta probabilità sarei ancora qui ad aspettare, perché per aprire una nuova attività ci vogliono tantissimi soldi per non parlare poi del fatto che dopo averla aperta bisogna mantenerla attiva per poterne ottenere un ritorno economico.

MAGICOMICS Giuseppe Costanzo

Mi chiamo Giuseppe Costanzo ho 30 anni e ho deciso di aprire un negozio di fumetti perché questo è sempre stato il mio sogno, sin da quando ero piccolo. La prima volta che sono entrato in una fumetteria sono rimasto incantato, ho visto un mondo che mi sembrava completamente diverso da quello che avevo visto fino a quel momento e con il passare degli anni mi convincevo sempre di più che quello sarebbe stato il mio futuro.

Quindi come vedete la mia non è una passione nata da poco, sia il gioco di carte che la passione per il cosplayer sono passioni che durano da più di 15 anni. Sulla base di questa passione l’anno scorso ho cominciato a cercato su internet delle informazioni che mi potessero aiutare a realizzare questo mio progetto. Tramite conoscenze poi ho contattato il Dottor De Petrillo il quale mi ha indirizzato verso il Selfiemployment e il Microcredito, in quanto mi davano la possibilità di iniziare a progettare la mia attività da zero.

Successivamente il Dott. Giuseppe De Petrillo mi ha spiegato cosa dovevo fare e a chi mi dovevo rivolgere per chiedere informazioni sul microcredito. Lui insieme ad un altro commercialista della mia zona che si chiama Rosa Feola mi hanno aiutato durante tutto il percorso della pratica, dalla domanda iniziale fino al passaggio di tutti i documenti che servivano per arrivare al finanziamento vero e proprio.

Il Dottor De Petrillo in particolare si occupa di questo tipo di pratiche, diciamo che era la persona più indicata per aiutarmi a realizzare questo progetto. Infatti ha aiutato anche altri ragazzi che io conosco a sbrigare questo tipo di pratiche. Quindi il passaggio è stato, io che mi rivolgo al Dottor De Petrillo, il Dottor De Petrillo contatta lo sportello Selfiemployment che a sua volta si è rivolto a Invitalia per il finanziamento. Ecco tutto il percorso che ho effettuato per aprire la mia fumetteria!

Il mio negozio non è una semplice fumetteria ma è un posto dove i ragazzi si ritrovano per fare un qualcosa di diverso, è un posto dove ci si può divertire con giochi di carte, fumetti, o semplicemente parlare delle proprie passioni e magari passare una serata tra amici. La particolarità che distingue la mia fumetteria dalle altre è che si trova in un posto a metà tra la città e la provincia, dico questo perché di solito la fumetteria la trovi in una grande città, mentre la mia fumetteria si trova tra due realtà, tra la grande città e una zona che invece nessuno vuole trattare per il semplice fatto che è provincia. Quindi diciamo che la mia fumetteria è un anello di congiunzione tra tutti ragazzi di provincia e di città che non hanno un posto dove riunirsi. Per la precisione il mio negozio si trova tra Caserta e Vairano, e distano l’uno dall’altro 25/30 km, in cui attualmente l’unica fumetteria aperta è la mia.

Per arrivare a realizzare il mio sogno ci ho messo meno di un anno, la progettazione del locale è partita a marzo 2018 ed ho inaugurato il locale il 13 gennaio di quest’anno.

Per riuscire ad aprire la mia fumetteria ho avuto bisogno di €25.00 euro.

Per quanto riguarda il futuro poi ho duemila idee! Vorrei riuscire a creare una zona da “gaming” ossia un posto dove riunire i ragazzi che non sono appassionati né di carte né di fumetti ma sono appassionati di giochi da PC, quindi vorrei creare questa postazione per far divertire un po’ tutti attirando così una maggior clientela.

Devo dire che le misure che lo Stato mette a disposizione di noi giovani sono molto utili, i ragazzi oggi hanno mille idee e mille sogni e soprattutto non ci manca la voglia di metterci in gioco! Spesso però quello che manca è appunto il fondo per poter iniziare a progettare una nuova attività. E devo dire che l’Ente e tutti i consulenti che lavorano per lui hanno davvero svolto un buon lavoro, sono stato seguito da persone informate e preparate e mi hanno accompagnato durante tutto il percorso e questo è stato per me veramente essenziale, senza tutto l’aiuto che ho ricevuto i miei progetti non avrebbero avuto nessuna possibilità di realizzarsi. Ci sono tantissimi passaggi e tantissime pratiche da compilare per l’ottenimento del finanziamento che da soli è molto difficile sbrigare, quindi è fondamentale avere accanto qualcuno che ti indirizzi bene.


STORIA DI MARINELA

DALLA ROMANIA ALL’ITALIA IN PUNTA D’AGO

Marco Attonetti

La storia di Marinela Logigan è una di quelle che meglio sembrano ricalcare questi tempi in cui la crisi economica si intreccia con la voglia di fare fortuna all’estero o anche solo per avere maggiori chance rispetto a realtà di forte difficoltà. Infatti quando Marinela arriva in Italia è piena di belle speranze. Ha lasciato la sua terra, la Romania, dove le cose non vanno affatto bene. Se si trova lavoro è un lavoro duro e soprattutto si guadagna poco. La speranza è quella di ribaltare la situazione qui in Italia e mandare qualche soldino a casa una volta trovata un buona situazione.

A dire la verità l’approdo in Italia non è il massimo. Marinela, un po’ spaesata, conosce anche molto poco la lingua e si accorge subito che a differenza dei tanti racconti che si fanno in Romania, Roma non è l’eldorado. Anche qui i problemi non mancano: traffico, code, problemi di comunicazione all’inizio fanno la differenza, ma lei non demorde e comincia a guardarsi attorno arrangiandosi come domestica. Man mano che passano le settimane però si accorge che in Italia e a Roma tanti lavori non piacciono più o meglio nessuno è disposto più a farli, come ad esempio quello di sarta che invece lei conosce bene. Dai calzini dei fratelli, quando era ancora in Romania, ad abiti un po’ più seri, magari per uscire di casa con qualcosa di nuovo senza spendere soldi che in Romania non ci sono, Marinela insomma può vantare, a ragion veduta, un’ottima m anualità e una particolare bravura nell'utilizzare ago e filo, forbici e macchina da cucire. Le amiche le cominciano via via a consegnare abiti e pantaloni da accorciare e sistemare e Marinela comincia a pensare che forse potrebbe aprire una piccola attività in proprio. “Una sartoria – ci racconta – mi sembrava proprio una buona idea in questo periodo in cui è difficile trovare un posto di lavoro dipendente”. La volontà però si scontra subito con un aspetto che in Italia conosciamo bene: la burocrazia. Bolli, autorizzazioni, richieste e attese, ma soprattutto soldi che in questo momento Mari- nela non ha. Insomma non si trattava semplicemente di apri- re una partita Iva: gli ostacoli erano tanti.

C’era bisogno di un locale a norma di legge, magari cercandolo in una zona fre- quentata e di passaggio dove l'attività poteva risultare visibile e facilmente raggiungibile. Almeno due stanze con un piccolo camerino, oltre agli spazi riservati al lavoro vero con tanto di macchine da cucire e gomitoli. Una ricerca non facile e Marinela scopre subito che aprire un’attività di sana pianta le risulterebbe troppo costoso. Poi un giorno passeggiando s copre che proprio a pochi passi dalla casa che condivide con un paio di amiche un signore anziano italiano intende cedere la sua attività di sarto. Il locale è proprio quello che serviva: macchine, manichini, stoffe. Tutto pronto. Il suo paradiso. Certo la clientela un po’ ridotta probabilmente perché con l’età l’anziano proprietario faceva sempre più fatica a portare a termine tutti i lavori, allungando di molto i tempi di consegna dei capi e provocando l’irritazione della clientela più propensa a rivolgersi altrove. Ma Marinela era certa di poter fare la differenza con il suo lavoro e lo sforzo non le faceva paura tanto più che avrebbero lavorato con lei anche due amiche pronte a darsi da fare e brave con ago e filo.

Cominciano le trattative con il vecchio proprietario e dopo una settimana l’accordo sembra davvero ad un passo, ma Marinela si scontra con un altro problema che a quel punto rischiava di far tramontare il suo sogno di rilevare una sartoria: l’accesso a un prestito personale che le banche non volevano concedergli. Tanti preventivi in giro tra istituti di credito e finanziarie, ma il ritornello di molte banche era sempre lo stesso: “Con i suoi documenti di reddito e senza un garante solido il prestito non può esserle concesso”. Passano diverse settimane e a questo punto l’idea di aprire un’attività in proprio sembra svanita per sempre. Marinela non ha neanche molto tempo a disposizione: il vecchio proprietario la incalza, vuole sapere se l’affare si può fare, ma lei è ancora in alto mare e l’accordo ormai sembra un ricordo lontano. Un giorno però in giro mentre era alla ricerca di una qualche soluzione attraverso Internet si imbatte nella pagina dell’Ente Nazionale per il Microcredito. Sembra il solito annuncio come tanti altri, ma a leggere bene il messaggio sembra diverso.

Cortesia e cordialità, anche allo stesso call center, sono un segnale diverso da quelli che ha raccolto fino ad ora e nonostante la sfiducia e il pessimismo delle ultime settimane Marinela decide di provare e segue la procedura. “Ho presentato un business plan nonostante fosse il periodo di ferie, in pieno luglio, e per questo avevo paura che sarebbe stata rigettato di li a poco”, ci confessa. Passano tre settimane, poi una telefonata. La richiesta è stata vagliata e al rientro dal periodo delle vacanze la cifra di 5.000 euro, che Marinela aveva chiesto, è pronta. “Sono sincera: avevo perso le speranze, non pensavo sarei riuscita ad avere quella somma, ma quando mi hanno chiamato dall’Ente Nazionale per il Microcredito per avere l’Iban del mio conto sono stata contentissima. Mi sono confrontata con tanti amici: il prestito è molto favorevole in termini di condizioni e anzi molto più concorrenziale di quelli proposti da molte banche con interessi che per me sarebbero stati ingestibili. Oggi invece ho una piccola rata che non mi pesa e posso lavorare con tranquillità”. “Consiglio a tutti il microcredito e infatti ho già mandato tanti amici che come me che hanno piccole botteghe”, racconta ancora Marinela. La sua sartoria, che si trova in uno dei quartieri più popolari di Roma, fa ogni giorno il pieno. Grazie al finanziamento ricevuto dall’Ente Nazionale per il Microcredito, Marinela ha potuto acquistare macchinari e, più in generale, sostenere le spese della sua attività. Il suo sogno, ora, è realtà.

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