Formazione e sostegno

Mario Baccini | Presidente ENM

Direi che il Microcredito si attesta oggi come una vera e propria attività ‘di servizio’ all’altro, al cittadino, al prossimo nell’autentico spirito costituzionale ed europeo che promuove l’attività di relazione e sostegno che non diventa mai assistenzialismo ma sprona le migliori capacità di autodefinizione degli individui anche nelle attività di impresa.

Il microcredito si rivolge a tutti coloro che sono definiti ‘non bancabili’. La mission dell’Ente è quella di favorire l’accesso al credito delle microimprese e delle categorie sociali maggiormente svantaggiate, attraverso la promozione degli strumenti della microfinanza, l’assistenza tecnica, la ricerca, la formazione, la diffusione di buone pratiche. L’Ente Nazionale per il Microcredito si rivolge a tutti i soggetti – profit o non-profit, pubblici o privati – impegnati nello sviluppo di programmi di microcredito a favore di microimprenditori o di soggetti svantaggiati: pubbliche amministrazioni, banche, confidi e altri intermediari finanziari, enti del terzo settore, università, camere di commercio, associazioni, fondazioni, ecc. Con tali soggetti l’Ente sviluppa progetti di microcredito e microfinanza, anche a valere sui fondi europei, nazionali e regionali. In Italia, negli ultimi tre anni, sono stati 22.600 gli utenti del microcredito, suddivisi tra una maggioranza (63%) che ha ottenuto un prestito socio- assistenziale ed una minoranza (37%) che ha conseguito un sostegno finalizzato all’impiego. Negli stessi tre anni assommano a oltre 223 milioni di euro le risorse complessivamente anticipate a tali utenti, destinate per il 70% alla creazione di lavoro e per il restante 30% volte a coprire bisogni socio-assistenziali.

Nel triennio 2011-2013 sono stati creati 20.220 posti di lavoro per 155,621 milioni di euro erogati per il microcredito produttivo (questo si traduce in una media di 7.700€ di credito anticipato). Per ciascun posto di lavoro creato si è sviluppato un moltiplicatore occupazionale di 2,43. Un effetto leva che può contribuire a sostenere i livelli occupazionali in modo molto significativo. La sfida è quella di percorrere insieme l’”Ultimo Miglio”: quello spazio che divide il bisogno dalla sua soddisfazione, con la rinnovata certezza che il denaro è un mezzo e non è il fine del nostro impegno. Per questo è necessario abbracciare con decisione l’economia sociale e di mercato con la consapevolezza che questo strumento sarà tra le poche certezze che potremo offrire alle prossime generazioni di italiani europei.

Una formazione agli strumenti del microcredito che offra la capacità di trasferire competenze e conoscenze utili all’attività diretta. In concreto l’apertura di desk informativi e la formazione di tutor che sappiano accompagnare il neo-imprenditore dalla pianificazione all’erogazione fino al sostegno e al monitoraggio delle attività per una azione vincente. Tutti quei professionisti che abbiano le competenze tecniche per poter attivare un’attività di tutoraggio, persone che hanno, o hanno avuto, una storia professionale di rilievo e tra questi, numerosi provengono dal mondo dell’imprenditoria, del management, delle banche o appartengono a professioni come quelle dei commercialisti o degli avvocati, agli occhi di un tecnico di microfinanza, appaiono come un magnifico serbatoio di esperienza da profondere a coloro che si affacciano al mondo dell’impresa o dell’autoimpiego non avendo avuto alle loro spalle nessuna esperienza in merito. La sinergia tra tutte queste realtà può dare luogo ad un processo formativo che segua la creazione dell’impresa. Questo processo, appunto, è il cuore della microfinanza e della ‘via italiana al microcredito’ promosso dall’Ente Nazionale. Un sistema di garanzie che si fonda sui servizi aggiuntivi che permettono la sopravvivenza delle attività e l’azzeramento del default. L’erogazione dei servizi complementari deve essere sempre prevista in una attività di microcredito per potersi definire tale, secondo quanto stabilito nell’art. 111 del TUB, questa attività deve altresì avere dei servizi dal punto di vista qualitativo e quantitativo, adeguati affinché si riduca il rischio di default e la conseguente mortalità delle aziende. Alcune banche hanno difficoltà ad erogare direttamente questi servizi, quindi, così come è previsto anche dall’articolo 167 del decreto di attuazione del 111, è possibile delegarli a soggetti terzi.

L’erogazione dei servizi complementari, che caratterizza l’attività di microcredito, è la vera intuizione tracciata dalla ‘via italiana al microcredito’ promossa dall’ENM e dalle Istituzioni pubbliche a garanzia delle risorse e della finalizzazione ottimale delle progettualità senza default.

La difficoltà ad erogare i servizi complementari è rappresentata spesso dagli alti costi che gli istituti di credito non possono sostenere. Qualità ed efficacia dei servizi concretamente prestati possono essere garantiti solo da una struttura pubblica quale l’Ente Nazionale per il Microcredito. Già dalle prime attività poste in essere la domanda di formazione e l’accesso al credito sono risultati direttamente proporzionali alle necessità del mercato e alla richiesta di microcredito. L’Ente è a disposizione per sostenere attivamente le politiche comunitarie ed italiane, ma soprattutto le necessità dei cittadini e degli operatori che vogliono ripartire da sè con il microcredito. -

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