MICROFINANZA = SVILUPPO SOCIALE

Emma Evangelista | Direttore MicroFinanza

La microfinanza come strumento di sviluppo sociale, razionalizzazione di risorse e ottimizzazione di opportunità è il leit motive del dibattito economico del decennio. Dal 2005, anno internazionale del Microcredito, la domanda e l’offerta di prodotti microfinanziari si è ampliata e diversificata offrendo possibilità ad un target che altrimenti sarebbe escluso dal sistema economico e creditizio e che potenzialmente invece è polo di nuovi contribuenti e nuovi consumatori attivi per il Sistema Paese. Dal monitoraggio condotto sul Paese le proiezioni estremamente positive che vedono un moltiplicatore attivo di oltre 4 unità per ogni occupato può concorrere solo con lo sviluppo di attività ad alto valore tecnologico nell’industria bellica che, unica in Europa, si estende creando un moltiplicatore di 6 unità per ogni occupato in ambito di imprese che sviluppano e utilizzano tecnologia in modo costante. Il microcredito è oggi lo strumento più accreditato per il superamento dell’emergenza sociale, ma è anche una prospettiva concreta per le politiche migratorie e di ritorno. Il problema di fondo che anche il social compact e l’Abi stanno affrontando in merito ad un’economia sociale che si fondi su valori e sviluppo è quello della educazione finanziaria. Una scolarizzazione di massa e un costante aggiornamento sui mezzi a disposizione per lo sviluppo delle attività attraverso il microcredito che attinge ai fondi di garanzia nazionali o ai programmi comunitari, deve diventare la priorità del sistema educativo primario, secondario e universitario. Attualmente atenei e facoltà focalizzano l’attenzione sul tema con corsi di laurea e specializzazioni. In questo numero vengono affrontati con una metodologia interattiva di confronto ed elaborazione alcune delle tematiche emergenti dalle urgenze affrontate dal Sistema Paese nel quadro delle attività complessive di programmazione ministeriale per l’Italia e per le dinamiche di cooperazione e sviluppo internazionali. Con il contributo di oltre 100 personalità si è aperto un dibattito circostanziato e in continua evoluzione, le cui prime risultanze vengono quì pubblicate e che aspettano ulteriori sviluppi che spero possano essere fucina di progettualità e proposte da sottoporre direttamente all’attenzione delle compagini governative e istituzionali a ogni livello decisionale. Mi auguro che anche questa Rivista possa offrire un contributo reale a questa sintesi facendosi piattaforma per ogni indicazione e proposta che possa contribuire a migliorare le progettualità e le indicazioni sulle quali tracciare ogni giorno, in modo più concreto, la via italiana al microcredito.

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