SOCIAL INVESTMENT - MISURE NECESSARIE E RILANCIO DELL'AUTOIMPRESA

L'EMERGENZA SOCIALE NEL NOSTRO PAESE DEVE ESSERE NECESSARIAMENTE AFFRONTATA CON MISURE ORGANICHE E STRUTTURALI CHE NON POSSONO LASCIARE SPAZIO ALLA FINANZA CREATIVA O ALLE SOLUZIONI TAMPONE

Emma Evangelista | Direttore MicroFinanza

L’Europa da un lato pretende il rispetto degli accordi del patto di stabilità e offre, d’altro canto, programmi per incentivare l’occupazione.
Per quanto riguarda i problemi come il sovraindebitamento e l’integrazione femminile nel mondo dell’impresa o la riconversione e la formazione all’autoimpiego per contrastare l’emarginazione sociale e finanziaria possono essere affrontate con uno strumento operativo quale è il microcredito. Attraverso questa politica, che reintroduce nel sistema contributivo i borderline e gli emarginati, nonché sostiene la creazione di nuove esperienze lavorative, è possibile sostenere lo sviluppo del Sistema Paese. I nuovi prodotti come microhousing e microleasing possono sostanzialmente contribuire alle dinamiche familiari favorendo la realizzazione di nuovi nuclei e garantendo quei diritti costituzionali sanciti anche nell’articolo 47 della Carta costituzionale. D’altronde il social investment e la finanza etica sono i due cardini su cui la task force del G8 ha provveduto a redarre le linee di intervento utili anche alla prossima programmazione internazionale. Secondo i dati diffusi nel mese di novembre dall’ISTAT la fiducia dei consumatori scende così come consumi e investimenti perché il 42 per cento riesce a pagare appena le spese senza permettersi ulteriori lussi, mentre oltre 3 milioni di famiglie (14 per cento) non hanno oggi un reddito tale da permettergli di sopravvivere. Dal canto suo il governo ha deciso di mettere più soldi sugli ammortizzatori sociali cui saranno destinati altri 400 milioni per il biennio 2015-2016, secondo le norme della nuova legge di stabilità.

Questo è uno strumento di diplomazia preventiva universalmente riconosciuto, è possibile raccoglierne le testimonianze di affermazione in varie parti del mondo. Nel bacino del Mediterraneo, area di grande interesse per la nostra nazione, le politiche attuate dal governo e dalle Ong in merito comprendono questo strumento come fondamentale al sostegno delle dinamiche economiche. In Tunisia, prima e dopo la rivoluzione della primavera araba, l’incremento di questo strumento per il sostegno dell’economia nazionale è divenuto di fondamentale importanza e raccogliamo sulle pagine di questa rivista un estratto di una tesi di laurea sul tema.

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