Emma Evangelista | Direttore Microfinanza

La crescita economica dello spazio europeo passa necessariamente da un’integrazione culturale e sociale che ogni giorno si confronta in modo arduo con le diversità culturali e religiose che negli ultimi decenni sono al centro dei problemi di migrazione e sicurezza dei Paesi comunitari. Lo scenario politico ed economico globale da un lato si avvantaggia dei flussi migratori e del capitale umano che attraversa le frontiere e dall’altro sostiene una integrazione attraverso un melting pot naturale che deve essere regolamentato da una legislazione e da interventi favorevoli allo sviluppo d’impresa, all’educazione e alla formazione economica a vantaggio di un sistema economico che dal basso possa contrastare il crescente euroscetticismo.

Fornire gli strumenti e le competenze necessarie ad avviare un’attività d’impresa è uno dei principali fattori d’integrazione dei cittadini comunitari (e non) che in concreto deve tradursi in sostegno economico delle fasce sociali svantaggiate e accesso al credito per chi vuole intraprendere un’attività. Lo strumento del microcredito in questo contesto si rivela multiforme ed integrato per sostenere una politica economica europea di reale integrazione e, nello specifico, la ‘via italiana alla microfinanza e al microcredito’ elaborata dall’Ente Nazionale per il Microcredito, si rivela giorno dopo giorno una strategia operativa di notevole vantaggio per lo sviluppo di un tessuto socio-economico locale vivo e di contribuzione attiva al sistema Paese, nonché una buona prassi per l’attività di integrazione economica di differenti gruppi, culture e confessioni che spaziano nel campo della finanza etica dalle comunità islamiche, alle attività halal, alla promozione di attività bio-sostenibili e ad impatto sociale il microcredito è una risorsa funzionale.

In questo contesto, poi, la formazione di operatori di microfinanza può diventare non solo una pratica curriculare per una brillante carriera nel settore finanziario, ma una vera e propria risorsa indispensabile per fronteggiare la crisi e soprattutto per affrontare in modo organico e sistematico una fase economica di stabilizzazione post-emergenza, per esempio nelle aree di crisi così come nelle zone ad alta densità di flusso migratorio. Anche in occasione delle attività di sbarco di migranti che in questo momento si susseguono nell’area del Mediterraneo e che coinvolge tutti gli stati membri e non solo i Paesi di arrivo e passaggio dei cittadini extracomunitari, il microcredito può essere uno strumento valido.

Diventa quindi fondamentale avviare percorsi formativi sia all’interno della Pubblica Amministrazione, degli enti locali, che all’interno di veri e propri percorsi universitari volti a favorire la realizzazione di un’attività microfinanziaria che possa creare sviluppo e integrazione. La normativa italiana può essere, a buon diritto, un riferimento importante per lo sviluppo di tali percorsi in quanto si prevede che anche i percorsi di studio ed alta formazione volti a favorire le attività di impresa possano essere finanziati attraverso il microcredito. Un esempio di come questo strumento sia duttile e utile alla formazione dell’individuo e al suo futuro integrato nella struttura economica a vantaggio della propria esperienza e dello stesso sistema.