Emma Evangelista | Direttore MicroFinanza

Il microcredito e la microfinanza in genere si basano sul rapporto fiduciario con l’individuo. La persona in
questo particolare ambito economico, ritrova la sua centralità come produttore, imprenditore, creatore della
propria fortuna e del proprio disegno attraverso un sistema che lo pone al centro del rapporto economico con
le banche e le finanziarie. Un rapporto che su larga scala, come dimostrano i dati, riesce ad essere notevolmente
influente per occupazione e produttività in un sistema economico ancora viziato dalle crisi degli ultimi dieci
anni iniziate con i crolli delle grandi agenzie di investimento americane. Tornare al micro per produrre effetti
macro, cercare nel particolare la via di uscita dalla bolla finanziaria sembra essere il mood del momento.
La tendenza di rimettere al centro l’individuo nel rapporto economico e soprattutto di studiare i comportamenti
degli asset meno visibili ma economicamente rilevanti è ormai globalizzata ed enfatizzata anche negli ambienti
universitari più scettici ed economicamente più favorevoli alle regole del mercato puro. La testimonianza di
ciò è proprio l’attribuzione del nobel per l’economia 2017 al l’economista americano Richard Thaler per le sue
rivoluzionarie teorie sulla finanza comportamentale. Secondo Thaler e De Bondt, i mercati tendono a esagerare
le buone e le cattive notizie, sopravvalutando i titoli considerati più appetibili e sottovalutando quelli non più
sotto i riflettori. Perché quindi non cercare di guadagnare dalle inefficienze “comportamentali” delle Borse?
All’inizio del 2000, Jan Longeval, co-Ceo della divisione di Asset Management in Degroof Petercam, e Philippe
Denef, Cio Quantitative Equity, hanno pensato che far leva su queste teorie poteva portare alla definizione di
strategie di investimento innovative e sovraperformanti. La sfida, non semplice, è stata quella di convertire le
intuizioni comportamentali accademiche in un chiaro processo di investimento.*
Le teorie di Thaler fondamentalmente si basano sulla valutazione della distorsione che viene così considerata
come valore aggiunto da sfruttare per riparametrare gli investimenti. Conoscendo le distorsioni decisionali
è possibile prevedere l’errore e progettare delle situazioni in cui le scelte migliori dal punto di vista del
benessere generale appaiano preferibili e più probabili. Anche solo riposizionando un elenco di opzioni
è possibile incoraggiare o scoraggiare la scelta di uno specifico elemento. Partendo da queste evidenze,
Thaler e il co-autore Cass Sunstein hanno utilizzato i propri risultati di ricerca per postulare una strategia di
regolamentazione detta “paternalismo libertario”, non basata su norme e divieti, ma su incentivi e pungoli che
riorientino le scelte per tutelare gli individui dagli effetti dei propri stessi errori e assicurino al contempo la
libertà individuale. Così lo Stato potrebbe indurre le persone - senza obbligarle - a prendere decisioni utili.* *
La microfinanza, d’altro canto, è giunta qualche anno prima alla conclusione che si potesse trarre vantaggio
da situazioni non convenzionali come la sostenibilità di progetti di ‘non bancabili’. A maggior ragione nel
sistema italiano con l’integrazione obbligatoria dei servizi ausiliari che rendono possibile la traduzione in
termini economici delle progettualità di individui non economicamente e formalmente autonomi per avviare
un’impresa, vengono superati i confini della psicologia comportamentista, per entrare nel campo della
sussidiarietà sociale e della formazione permanente vera e propria che rendono dinamico ed operativo
un settore come quello microfinanziario oggi in crescita esponenziale. L’economia dei numeri, dunque, si
accorge che esistono le persone. In conclusione sembrerebbe che più le persone operano nel settore di loro
prossimità, non in grandi ambiti economici, ma in circuiti solidamente costruiti attraverso la consuetudine, più
la crescita economica è rilavante e l’impatto sociale ne beneficia.

*http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-10-16/il-fondo-che-batte-indici-seguendo-teorie-premio-nobelrichard-
thaler-170710.shtml?uuid=AE09SJpC
**http://www.secondowelfare.it/primo-welfare/nobel-per-leconomia-2017-richard-thaler-e-il-suo-contributo-alle-politiche-pubbliche.
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