EMMA EVANGELISTA Direttore Microfinanza

La microfinanza e il microcredito e gli strumenti finanziari da essi derivanti sono sempre più al centro dell’attenzione
della programmazione comunitaria che ne esalta pregi e virtù in un sistema economico sempre più
incentrato sull’etica da un lato e sulla smaterializzazione dall’altro, con un ricorso sempre più assiduo alle nuove
tecnologie per un dominio delle transazioni. Il microcredito diventa lo strumento etico di auto imprenditorialità
che risulta essere il più accessibile anche nei Paesi dell’est Europa. L’Italia, grazie all’Ente Nazionale per il Microcredito
ha sviluppato un modello funzionale che in pochi anni ha già dimostrato la sua efficacia. La questione
però sotto la lente d’ingrandimento e la competenza degli utenti finali nell’approccio alle attività finanziarie.
La Fin-tech è la nuova frontiera per un’Europa che vuole rendersi competitiva sui mercati internazionali attraverso
transazioni di monete virtuali. La parola d’ordine per gli utenti è dunque educazione finanziaria per poter
comprendere e dominare i processi economici. Per questo l’Unione europea nelle sue direttive ha sottolineato
l’importanza di attivare programmi nazionali di educazione finanziaria rivolti a tutte le età e ad ogni genere di
consumatore per instillare nei futuri cittadini una consapevolezza maggiore nella gestione del credito e soprattutto,
per quel che riguarda l’attività di impresa, una maggiore confidenza con gli strumenti a disposizione e con
i linguaggi più tecnici. La più grande difficoltà evidenziata nell’approccio alla microfinanza e ai suoi strumenti
risulta essere sempre una ignoranza della burocrazia e delle procedure tecniche che richiedono abilità qualificate
nel settore economico. La particolarità dello strumento microfinanziario predisposto dall’ENM è proprio quella
di fornire all’utente finale un supporto nella comprensione e nelle attività di servizi ausiliari che, dalla creazione
del business plan all’accompagnamento per la richiesta del credito fino al monitoraggio dell'impresa, attraverso
un tutor dedicato, rendono questa attività alla portata di chiunque abbia un'idea di impresa fattibile.
In questo numero di Microfinanza approfondiremo quelle che sono le raccomandazioni europee in merito all’educazione
finanziaria, pubblicando anche l’ultimo rapporto EECS, ed approfondendo le strategie attuate in ambito
nazionale grazie all’analisi delle attività intraprese da Bankitalia con un apporto delle eccellenze che nel
nostro Paese studiano e implementano il fenomeno grazie al rapporto con i ministeri competenti. Per quanto
riguarda, poi, il terzo settore, l’idea che emerge prepotente dagli approfondimenti e dalle interviste rileva che
la microfinanza debba essere parte integrante di una meccanismo di ripresa economica che non si confonda
con l’assistenzialismo di stato o privato ma superi con la sussidiarietà le devianze di un sistema mutualistico
di soccorso che per anni ha tamponato gli effetti di una povertà dilagante ma che al tempo stesso ha prodotto
una degenerazione della pratica creditizia. In particolar modo si è deciso di approfondire quegli aspetti curati in
ambito universitario cattolico di tematiche legate alla finanza etica. Da sempre il mondo Cattolico si occupa di
attività creditizia a sfondo sociale e in particolare modo alla PUL, Pontificia Università Lateranense, si parla di
microfinanza e terzo settore. Anche nelle residenze universitarie internazionali del CUIR il tema dell’educazione
finanziaria è predominante nelle lezioni dei campus, sintomo di una necessità riconosciuta dagli studenti di
aggiungere ai curriculum skill economiche utili per un confronto paritario con nazioni sempre più orientate alla
Fin-tech, la finanza delle nuove tecnologie sempre più dedita all’uso di moneta virtuale. In ultimo non può essere
trascurato il rapporto e il confronto della nostra realtà con quella degli Stati comunitari che attuano politiche
microfinanziarie come l’Ungheria.