MICROCREDITO : UNA SCELTA DI QUALITÀ TRA BES E INNOVAZIONE

Emma Evangelista | Direttore Microfinanza

Dare valore a un’idea, significa creare nuove opportunità di impresa valorizzando le forme
tradizionali di autoimpiego nelle arti e mestieri e favorendo la digitalizzazione e gli strumenti innovativi che permettono lo
sviluppo di attività futuribili di servizi e produzione. Queste alternative diventano possibili attraverso gli strumenti
microfinanziari che tra le differenti opportunità messe a disposizione dal governo nazionale, dalle regioni e dall’attuazione
delle politiche comunitarie rendono attuabile una politica economica sostenibile e anche circolare, basata su attività di finanza
etica. Le attività di microcredito, basate sulla creazione di una responsabilità che da collettiva e sussidiaria diventa personale e
produttiva e contribuisce ad aumentare i valori del BES (Benessere Equo e Sostenibile), sembrano oggi, l’unica e vera misura
possibile del progresso. Creare a supporto di questo sistema nuove professionalità dotate di soft skill innovativi, che
supportino la realizzazione d’impresa in senso tecnologico possono essere la chiave di start up che partendo da un sostegno microfinanziario
sviluppano un potenziale e una produttività che attrae grandi capitali con possibilità che le proiettano
addirittura oltre i confini delle PMI. Superare il gap tecnologico e la digital divide è la vera sfida delle imprese nazionali lungo
un asse temporale che sposta l’orizzonte oltre il 2020.
Purtroppo in Italia il percorso di digitalizzazione non è ancora ben percepito, tanto che nel rapporto sul Bes 2018 si ravvisano
grandi difficoltà con la risultante di uno sviluppo verticale e disomogeneo della digitalizzazione, con differenze notevoli tra
nord e Sud. Nel rapporto vengono indicate (tra altre possibili) tre importanti tendenze in grado di incidere sul futuro del
benessere: la trasformazione digitale, l’affermarsi di nuovi modelli di governance e il mutato ruolo delle imprese. Le maggiori
differenze emergono nel confronto tra le generazioni e se si considera il livello di istruzione. In particolare, le persone tra 18 e
29 anni danno maggiore rilevanza alle relazioni sociali (+0,7 in termini di punteggio medio), alla capacità di ricerca e
innovazione nonché al benessere inteso come soddisfazione per la propria vita (entrambi +0,6).*
In questa Italia a due velocità il microcredito diventa strumento di forza per l’acquisizione di una identità personale, sociale ed
economica che fa la differenza e che proietta anche verso un futuro sostenibile. La fotografia del Paese, elaborata dall’Eurispes,
che nel rapporto 2019 evidenzia anche lo sviluppo e l’importanza della via italiana al microcredito, è comunque impietosa nei
confronti dell’occupazione. L’edizione 2019 ruota attorno al concetto di mancanza di qualità, “parola chiave”, che
contraddistingue le tendenze sociali, economiche, politiche e culturali in atto nel Paese, tanto da individuare una nuova
patologia, la “qualipatia”, come avversione e rifiuto per tutto ciò che richiama la qualità: l’essenza viene sacrificata a favore dell’apparenza
e viene mortificata la competenza. Le scelte non sono mai chiare, soggette a cambiamenti o capovolgimenti. Sul
piano istituzionale si afferma la “capacità di indecisione”, una così grande confusione di ruoli e di responsabilità**. Il
microcredito rappresenta la vera contrapposizione a questa tendenza: la decisione di creare impresa e di contrastare una
situazione economica stagnante sono, di fatto, una presa di posizione importante da parte dell’individuo che decide e sceglie
di mettere in gioco le proprie capacità e che viene sostenuto da politiche economiche e sociali previste dallo Stato. Un ruolo
preminente è ricoperto dalla formazione e dall’educazione finanziaria che agiscono da motore di una progettualità vincente.
Formare individui che sostengano e affianchino i neo imprenditori nel processo costitutivo dell’attività diventa indispensabile:
i servizi ausiliari, previsti dall’articolo 111 del Testo Unico Bancario, che disegna i limiti del microcredito d’impresa,
rappresentano dunque la discriminante operativa per il successo. La professionalizzazione dei tutor con l’acquisizione di skill
tecnologiche che supportino la digitalizzazione è il traguardo successivo per questo processo di sviluppo socio-economico.


* https://www.istat.it/it/files//2018/12/Bes_2018.pdf
** https://eurispes.eu/news/eurispes-rapporto-italia-2019-i-risultati/

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