MICROFINANZA ROSA QUANTO INCIDE L'ECONOMIA AL FEMMINILE SUL SISTEMA PAESE

Mario Baccini

Presidente ENM

Le donne sono più affidabili nel processo di restituzione del credito e per questo sono diventate la base da cui si è sviluppata l’idea di Microcredito di Muhammad Yunus. Nei Paesi in Via di Sviluppo questo strumento ha permesso un grande balzo in avanti nella eguaglianza di genere e nella lotta all’estrema povertà per cui le Nazioni Unite hanno deciso di istituire l’anno internazionale del Microcredito nel lontano 2005. L ’Italia ha raccolto la sfida credendo nel microcredito e nella microfinanza come possibilità di superamento di tutte le forme di esclusione sociale e finanziaria. Tra queste quella che riguarda proprio l’accesso al credito delle donne. Sì, perché nel ‘mondo sviluppato’ in occidente la condizione della donna specie in ambito economico, relativamente all’avviamento e alla gestione di un’impresa, è ancora subalterna a delle figure familiari e maschili. Con l’esperienza maturata negli anni l’Ente Nazionale per il Microcredito ha rilevato notevoli criticità nell’ambito dell’autoimpiego femminile e, allo stesso tempo, ha sostenuto programmi di supporto e promozione della cultura microfinanziaria in rosa. L ’esperienza della campagna promozionale “Riparti da Te!” ideata grazie al supporto di una consulta di donne impegnate nel sociale e nella promozione di un’educazione culturale e d’impresa per le donne, presieduta dalla giornalista Daniela Brancati, ha dato vita a una campagna incentrata sulla figura della donna che avvia una microimpresa utilizzando gli strumenti messi a disposizione dallo Stato. Sebbene l’attività promozionale e di formazione abbia ottenuto in pochissimo tempo grandi attenzioni da parte di pubblico e stampa, in realtà sono sempre troppo poche le donne che avviano una propria azienda. I dati relativi alle attività di microcredito nel triennio 2016-2018 degli Istituti Bancari convenzionati con l’ENM registrano un erogato pari a € 47.291.633,07 per le 2035 richieste finanziate ed assistite nei servizi di tutoraggio e monitoraggio dai Tutor formati e contrattualizzati con l’ENM, per un importo medio pari ad € 23.200. Di questi Il 43,44% dei finanziamenti è stato concesso a richieste pervenute da microimprese femminili (884 finanziamenti concessi). Le microimprese femminili finanziate sono ditte individuali o liberi professionisti nel 63,24% dei casi; seguono le società a responsabilità limitata semplificata con il 29,98% dei microcrediti erogati ed in misura molto contenuta le altre forme giuridiche ammissibili al Microcredito. Un dato confortante per alcuni versi, in riferimento all’utilizzo di uno strumento che non ha vincoli di età e soprattutto è concesso senza garanzie reali, ma insufficiente per le potenzialità che potrebbe sviluppare in termini di impresa e possibilità di impiego.

Le cause di questo lento decollo dell’utilizzo del microcredito da parte della popolazione femminile è, innanzitutto, da ricercare nella scarsa educazione finanziaria delle donne, in una burocratizzazione eccessiva del sistema di accesso al credito e in una scarsa competenza che pregiudicano le possibilità di autoimpiego rosa. Secondo una ricerca Episteme sulle donne e la gestione economica delle famiglie, pubblicata da La Stampa, non hanno un reddito personale il 48% delle italiane che hanno studiato ma non sono andate oltre la maturità.

Dipendono da qualcuno quasi il 40% delle donne tra i 25 e i 44 anni e quelle che hanno tra i 55 e i 64 anni. Va lievemente meglio alle donne della generazione tra i 45 e i 54 anni: il 30% non ha un reddito personale. Va decisamente meglio alle donne laureate di età tra i 25 e i 44 anni: quasi l’80% di loro ha un reddito personale, studiare riesce ancora a offrire un’autonomia. Quasi una donna su due ha un reddito più basso del compagno o marito. Oltre 3 donne su 10 non ha un conto corrente personale o gestito in autonomia. Nessuna delle donne che si sono fermate alla licenza media ha un conto corrente personale o gestito in autonomia. E anche un buon 17% delle donne laureate che hanno tra i 25 e i 44 anni non hanno alcun conto o, se lo hanno, non possono gestirlo da sole. Nessuna autonomia per quasi quattro donne su 10 che hanno tra i 55 e i 64 anni, qualsiasi sia il loro livello di istruzione, per oltre 4 donne su 10 che abitano nel Sud o nelle isole, e per quasi tre donne su 10 che abitano in zone molto più ricche come il NordEst (27%) o il Nord Ovest (31%).1 Nel Rapporto Biennale proposto dall’Ente Nazionale per il Microcredito, analizzando il campione per genere, i dati sono ancora più disarmanti, infatti relativamente all’esclusione da strumenti e servizi di risparmio, i primi ad essere esclusi sono i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, seguiti dalle economie in via di sviluppo (Asia Centrale ed Europa Orientale), in cui la percentuale di soggetti che utilizzano prodotti e servizi di risparmio sono, rispettivamente, il 5% e il 7%. Dati significativi si riscontrano guardando l’esclusione dal credito, che risulta essere elevata in tutte le regioni considerate: nell’EMU, ad aver ottenuto un prestito da istituzioni finanziarie è stato appena l’11,8% dei soggetti, percentuale che scende al 9% nei Paesi dell’Asia Orientale e del Pacifico, fino a raggiungere livelli minimi nei paesi medio-orientali e del Nord Africa (5%). Analizzando il campione per genere, si osserva che, a livello globale, a possedere un conto presso un intermediario finanziario sono per lo più gli uomini rispetto alle donne (rispettivamente 55% e 47%); questi valori si riducono significativamente nell’Asia Meridionale, in Medio Oriente e in Nord Africa, dove la percentuale di inclusione per le donne è del 13%. Inoltre con riferimento alla povertà relativa13, nel 2017, sono 3.171.000 le famiglie in condizione di povertà relativa, per un totale di 9.368.000 individui (pari al 15,6% dell’intera popolazione, di cui 4.669.000 donne, 2.156.000 minori e quasi 1.400.000 anziani).2

In Italia da alcuni anni la mission di sostenere l’educazione finanziaria in modo integrato è in mano a quattro donne: Annamaria Lusardi, a capo del “Comitato Nazionale per la diffusione dell’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale” istituito presso il Ministero dell’Economia, che ha già espresso su questa Rivista il suo desiderio di realizzare delle progettualità e dei piani a lungo termine per l’educazione finanziaria. Claudia Segre, che dopo una carriera ai vertici di vari istituti di credito ha dato vita alla Global ink Foundation lanciando il progetto ‘Donne al quadrato’ che fa educazione finanziaria per le donne in difficoltà. Giovanna Boggio Robutti, direttore generale della Feduf, Fondazione espressione soprattutto dell’Abi, con cui l’Ente Nazionale per il Microcredito ha collaborato nella realizzazione del Terzo Forum Europeo della microfinanza. Infine Giovanna Paladino, che dal Museo del Risparmio di Torino ha costruito una massiccia campagna social per porre l’attenzione e lanciare l’allarme sulla scarsa autonomia finanziaria del mondo femminile3.

Dunque la sfida dell’Ente Nazionale per il Microcredito nei prossimi anni è quella di cooperare a vario titolo con le fondazioni e gli enti che si occupano di promuovere l’educazione finanziaria femminile e sostenere, attraverso gli strumenti della microfinanza, tutte quelle attività che possono aiutare le donne a uscire dalla fascia di povertà assoluta, a creare un’attività di impresa, a frequentare corsi di educazione finanzairia come quelli creati dal ministero del Lavoro e Anpal come Yes I start Up, progetto di cui l’ENM è partner e nuove opportunità per le donne Neet come i nuovi progetti dedicati del Selfyemployment. Battere la disuguaglianza di genere e sostenere le donne con le loro idee è una delle prime mission dell’ENM e continua ad essere uno dei canali più forti a sostegno delle attivtà che l’Ente propone per l’autoimprenditorialità.

1 https://www.lastampa.it/2019/06/04/societa/quelle-italiane-senza-conto-corrente-e-senza-autonomia-NpPbmry7lBkdCavY3H1F1O/pagina.html
2 Relazione Biennale Ente Nazionale per il Microcredito
3 http://winningwomeninstitute.org/news/donne-e-affari-educazione-finanziaria/

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