MICROCREDITO PER CRESCERE, EDUCARE E CREARE OPPORTUNITÀ

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MICROCREDITO PER CRESCERE, EDUCARE E CREARE OPPORTUNITÀ

EMMA EVANGELISTA

Direttore Microfinanza

L’Italia nel 2005 ha raccolto la sfida delle Nazioni Unite e ha creato negli anni un Ente pubblico, l’Ente Nazionale per il Microcredito, che ha ingegnerizzato prodotti microfinanziari per sostenere l’acceso al credito per i diversamente bancabili ossia coloro che hanno dei progetti ma non hanno le possibilità di realizzarli da soli. Lo sviluppo del microcredito per l’impresa con tutto il complesso sistema di tutoraggio e accompagnamento che permettono di realizzare una nuova azienda da un’idea, e insieme le diversificazioni del sistema per l’housing e l’agricoltura, il futuro con l’idea di sviluppare il microcredito sociale sono alla base di quella economia sociale e di mercato che rendono la Microfinanza e i suoi strumenti il cuore dell’economia della persona. L ’idea che muove l’azione microfinanziaria è proprio quella di rimettere al centro la persona, l’individuo con le sue necessità e soprattutto con le sue potenzialità. Partendo dalle capacità del soggetto e dalle sue idee di sviluppo un percorso fatto di ascolto e sostegno, che attraverso il tutoraggio professionale e certificato, rendono possibile l’indipendenza del soggetto e la sua re-immissione nel circuito contributivo. Questa è l’azione che in soli tre anni ha prodotto 13mila nuove imprese in Italia. Ripartire da sè, credere nei propri progetti e utilizzare gli strumenti finanziari che l’Italia e l’Europa mettono a disposizione significa utilizzare la Microfinanza come strumento primario di sostenibilità in un circuito virtuoso che rimette al centro l’individuo. L ’azione microfinanziaria, ha in sé come obiettivo primario l’educazione dell’individuo all’attività finanziaria. La condivisione delle conoscenze e delle metodologie, delle norme e delle possibilità d’impresa, con il cosiddetto beneficiario dell’attività, rendono necessario da un lato l’acquisizione delle competenze per lo sviluppo di un progetto, di un’idea che si trasforma in attività d’impresa, e dall’altro la possibilità di sostenere economicamente il progetto sfruttando tutte le possibilità che lo Stato e l’Europa mettono a disposizione, come nel caso delle progettualità riguardanti i neet, le donne e le categorie sociali più deboli. La domanda più ricorrente degli economisti contemporanei riguarda il come cambierà l’approccio alla finanza e quanto conta l’educazione finanziaria per la sostenibilità del risparmio di vecchie e nuove generazioni. Naturalmente in queste valutazioni un peso notevole è attribuito all’evoluzione delle tecnologie, specie quelle riguardanti l’IOT, ma anche l’approccio mediatico e sociale e quelle più squisitamente dedicate alle attività finanziarie (come i prodotti in uso fintech). L’alfabetizzazione digitale, al netto delle nuove ION Generation, è un problema di riconversione educativo che coinvolge la generazione oltre gli “anta” e che oggi è una necessità per l’approccio alla finanza e all’impresa. Il microcredito viene definito come un’attività win win, in cui il beneficiario diventa imprenditore attraverso un percorso di formazione che lo porta ad elevare il suo status economico-sociale ed allo stesso tempo contribuente dell’erario nazionale. Nel lungo periodo, dunque, l’attività microfinanziaria, secondo l’esperienza italiana, che vanta ormai numeri importanti e consolidati con un trend di crescita che si attesta stabilmente in previsione nel prossimo triennio sul 150 per cento, è in grado da un lato di aumentare il capitale sociale e il tenore di vita dei beneficiari e dall’altro di condividere approcci innovativi attraverso prodotti finanziari sostenibili. Il valore del microcredito risiede, dunque, nel suo potere di inclusione e libertà, che si esplica attraverso l’attività di educazione finanziaria operata anche attraverso il sistema di tutoraggio e accompagnamento, vero cuore della via italiana al microcredito regolata secondo quei principi etici che sostengono l’Economia della Persona.

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