Giovani, innovazione e impresa al tempo del coronavirus.

Print Friendly, PDF & Email

EMMA EVANGELISTA
Direttore Microfinanza

La situazione di emergenza sanitaria è stata affrontata con il massimo delle risorse e delle forze del Paese. Superata la fase emergenziale sarà il tempo di affrontare la crisi economica che colpirà soprattutto le fasce più deboli e l’impresa. Il Governo con il decreto “Cura Italia” ha già cominciato a porre le basi di quella che sarà la ricostruzione del nostro dopoguerra, del post 2000. In questi giorni di angoscia, dolore, costrizioni abbiamo riscoperto il senso della famiglia, dell’amicizia e della educazione anche attraverso i nuovi strumenti che la rete offre. La tecnologia può avvicinare e soprattutto può essere il motore utile alla ripresa economica.

Dallo smart working alla progettazione, all’educazione al commercio il 90% delle attività possono essere veicolate attraverso i nuovi strumenti del digitale.

Secondo il rapporto DESI country profile prima dell’emergenza tre persone su dieci non utilizzavano ancora Internet abitualmente e oltre il 50% della popolazione risultava non avere le competenze digitali di base. Il riflesso di questi dati è sicuramente una bassa predisposizione all’utilizzo dei servizi on-line e agli investimenti sul digitale, dal commercio alla pubblicità.

La piccola e media impresa italiana, d’altronde, è in ritardo sulla media europea. Se qualcosa però gli italiani hanno imparato da questa emergenza è proprio utilizzare gli strumenti digitali per ridurre le distanze: telefonini, tablet e Pc per lo Smart working o per connettersi con amici e parenti, per imparare e seguire lezioni a scuola o all’università per le conference call e i meeting d’ufficio ormai la smaterializzazione dei servizi e la delocalizzazione forzata ha prodotto un salto enorme nell’alfabetizzazione digitale.

Il settore terziario e la robotizzazione delle imprese, così come tutti i servizi di recapito a domicilio hanno permesso anche la gestione dell’emergenza, garantendo anche una prospettiva ampia di sviluppo del settore.

Le idee innovative, la ricerca, lo sviluppo di start-up per e- commerce e tutte le aziende che sapranno sfruttare il mondo del high-tech avranno sicuramente una prospettiva migliore di successo, per questo l’Ente Nazionale per il Microcredito, già da qualche mese, aveva lanciato un bando per le nuove imprese digitali
in collaborazione con AIDR e Link Campus.

Attraverso questi esempi e grazie al microcredito si potrà ripartire dalle idee per l’innovazione. Questo sarà dunque un possibile volano per la ripresa. In un Paese in cui si affronta ancora la piaga dei neet, dei giovani che non studiano e non lavorano ma che sono in grado di usare uno smartphone, sarà possibile forse riallacciare quella speranza di indirizzare verso una formazione all’impresa attraverso i new media. D’altronde in questi tempi di ridondanza mediatica la comunicazione e l’informazione accurata e verificata sono indispensabili per sostenere la formazione di una coscienza critica che sappia orientarsi anche nel mondo reale.

Dunque su questa prospettiva il lavoro dell’Ente Nazionale per il Microcredito sarà quello di favorire la diffusione della cultura microfinanziaria come volano per la ripresa, attraverso un linguaggio giovane, che si diffonda da tutti gli schermi, per poter operare un’azione di educazione finanziaria che si concretizzi nel sostegno all’impresa per tutti coloro che vogliono sviluppare un progetto e realizzarlo.

Le capacità e la competenza per attivare un’azione vincente partono da una pratica di tutoraggio e da un business plan sostenibile. Con i tutor e i soggetti attuatori ogni nuova impresa potrà vedere la luce. Per concretizzare questa prospettiva gli strumenti che lo Stato mette a disposizione sono molteplici, dai bandi per l’innovazione, a quelli dei progetti di Garanzia Giovani, attivati dall’Ente con le misure Yes I Start Up e Selfiemployment fino al microcredito per l’impresa e per l’agricoltura che permettono di avviare attività con il supporto della formazione.

Dal digitale al reale, dal bit al prodotto, l’autoimpresa è la possibilità che i giovani hanno di rendersi economicamente emancipati ricostruendo quel tessuto economico che fino ad oggi non ha avuto possibilità di espandersi a causa del gap educativo sia in senso economico- finanziario che digitale.

Print Friendly, PDF & Email
© 2019 Rivista Microfinanza. All Rights Reserved.