CALABRIA, L'ESPERIENZA DEL MCROCREDITO E L'AUTOIMPRESA AL FEMMINILE

CALABRIA, L'ESPERIENZA DEL MCROCREDITO E L'AUTOIMPRESA AL FEMMINILE


Il microcredito in Calabria rappresenta uno strumento unico ed ottimale, rispetto ad altre forme di agevolazione alle imprese, per svolgere appieno il ruolo per cui è stato concepito, inclusione socio imprenditoriale, soddisfacimento del bisogno di lavoro, diminuzione del tasso di disoccupazione, creazione di ricchezza, spopolamento giovanile e conseguente fuga di cervelli, non da ultimo obiettivo è anche togliere linfa e manovalanza alla criminalità organizzata, e altri nobili obiettivi ancora, in sintesi ciò che caratterizza quindi il MICROCREDITO e lo pone su un piano differente rispetto al sistema di credito tradizionale, è l’attenzione che viene rivolta alla persona, sulla base di questi elementi di valutazione si innesta il compito/missione che caparbiamente il tutor svolge, in una regione come la Calabria che soffre di povertà congenita, mi sono posto come obiettivo di provare a risolvere sebbene in minima parte tutte quelle problematiche che ho elencato in premessa, ovviamente non l’ho fatto in maniera improvvisata, provenendo dal mondo del credito dove da sempre ho svolto attività di consulenza economico/aziendale alle imprese e al soddisfacimento del loro fabbisogno finanziario, in buona sostanza il sostegno alle imprese nell’accesso al credito e nel rapporto con le banche, che a causa delle stringenti normative sulla concessione di credito hanno soprattutto nel periodo post 2008 ulteriormente ristretto gli spazi di manovra ai richiedenti credito, il microcredito quindi grazie alla concessione della garanzia pubblica ai sensi della legge 662/96 ha aperto la possibilità di concessione di credito a donne e uomini, giovani e non solo, a disoccupati e a chi ha perso il lavoro, ai cosiddetti non bancabili
cioè privi di risorse economiche e garanzie tali da poter richiedere un finanziamento, e in questo scenario ho intuito che grazie all’azione propulsiva dell’Ente Nazionale per il Microcredito avrei potuto contribuire alla crescita e allo sviluppo del territorio, e così attraverso la stipula di una convenzione tra Ente Nazionale e Federazione BCC della Calabria nel giugno 2016 iniziava il percorso del microcredito, che da subito mostrava tutto il suo potenziale, e portava alle performance odierne che senza timore di smentita sono molto soddisfacenti se non lusinghiere, quindi sulla scorta della mia esperienza professionale e della possibilità attivata dalla convenzione Ente Bcc ho deciso di verificare se era possibile invertire la tendenza e finanziare anche i soggetti cosiddetti deboli, ovviamente nelle considerazioni del successo dello strumento microcredito trova spazio un elemento che caratterizza l’intera Regione, l’elevato tasso di disoccupazione giovanile, le possibilità quindi di trovare lavoro sono estremamente basse, l’assistenzialismo oserei dire sfrenato che le politiche regionali mettono in campo non sono più efficaci e non trovano più consenso in particolar modo nei giovani che in maniera pragmatica decidono e scelgono di mettersi in gioco, altro elemento è l’inefficacia degli interventi pubblici nazionali e regionali, sia per la lungaggine nella concessione del finanziamento che per la scarsa valutazione sia da parte del pubblico concedente ma anche da parte del richiedente del progetto in quanto il conto capitale e il conto interesse che agevolano l’aspetto finanziario portano ad una sottovalutazione di ciò che è il vero aspetto da valutare in un progetto imprenditoriale il mercato, ovviamente sorvolo sull’aspetto delinquenziale che porta alle truffe che sono state negli anni la vera iattura del sud Italia e della Calabria, su questo aspetto solo una piccola annotazione, è nota l’incapacità della classe politica calabrese è noto quante risorse europee sono state dirottate in altre regioni d’Italia perché le giunte regionali che si sono succedute non hanno saputo spendere, e quante risorse sono state derubate per progetti fantasma, anche a questo fenomeno va collegato in parte il successo del microcredito e cioè la voglia di riscatto di donne e uomini, giovani e meno giovani, che hanno percepito che la mano pubblica non avrebbe mai risolto questo annoso problema, perché ricordiamolo sempre il microcredito non utilizza soldi pubblici per finanziare le iniziative ma soldi delle banche e soprattutto non te li regala ma ti concede un finanziamento a tasso si calmierato ma che ti obbliga alla restituzione. La mia esperienza personale è quindi molto positiva i numeri ad oggi sono molto confortanti con 183 pratiche erogate di cui femminili 71 che rappresentano il 39% ciò che caratterizza i richiedenti è la loro forte motivazione la voglia di uscire dal loro stato di disagio e l’entusiasmo che ci mettono nell’iniziare la loro avventura imprenditoriale una caratteristica che accomuna i richiedenti è la determinazione e la capacità di analisi del loro progetto imprenditoriale anche se si tratta di attività in apparenza non innovative o altamente tecnologiche si percepisce nei richiedenti quanto loro credano nel loro progetto e nelle possibilità di crescita il microcredito è la conferma che anche con una cifra in apparenza bassa 25/35.000 euro si possano realizzare progetti imprenditoriali che non solo prendono vita ma che addirittura crescono, due sono gli elementi che confermano questa teoria, in primis il numero esiguo di finanziamenti che non vengono rimborsati sotto il 3% quando la media nazionale si attesta sopra il 7% e il numero di nuovi occupati che creano le nuove imprese 2,43 dato medio nazionale in Calabria con questi due elementi si deduce che il mio tutoraggio con 183 imprese finanziate si sono realizzati 444 posti di lavoro

Mario Bonacci

MASTER TUTOR - Ente Nazionale per il Microcredito

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