SERVIZIO PER I CITTADINI:
LA MISSIONE DI UN’ISTITUZIONE PUBBLICA

Mario Baccini | Presidente ENM

Il microcredito secondo la via italiana si attesta come una grande opportunità di crescita e soprattutto come strumento di welfare capace di incidere sulle fasce di popolazione in molti casi sulla soglia della sopravvivenza ed escluse finanziariamente e socialmente dai circuiti economici tradizionali. Il microcredito si caratterizza come un prestito fino a 25mila euro con l’erogazione dei servizi aggiuntivi, secondo l’articolo 111 del Testo unico bancario. Tali servizi vengono specificati nelle linee guida emanate dall’Ente Nazionale per il Microcredito.

I servizi aggiuntivi sono il vero motore di uno strumento che ha grandi potenzialità ma che spesso si trova ad essere utilizzato da chi non ha alcuna competenza.

Voglio ricordare che l’intervento dello stato e quindi della mano pubblica si rivolge verso tutti i cittadini che altrimenti non avrebbero possibilità di accedere al credito. L’assenza di garanzie per molti utenti rappresenta una esclusione finanziaria e sociale che in molti definiscono ‘non bancabilità’ l”’ente per il microcredito ha, tra le altre cose, come mission quella di recuperare più persone possibili in stato di indigenza e in alcuni casi di estrema povertà.

Il microcredito rappresenta, quindi, una potente leva di finanza sociale e si può annoverare come una delle leve più importanti dell’economia sociale e di mercato. L’obiettivo politico che ci è stato affidato dal parlamento e dal governo è quello di trasformare un disagio in una nuova opportunità.

Una persona disoccupata, inattiva oppure un giovane appena uscito dal percorso di studi che ha difficoltà ad accedere ai servizi bancari rappresenta per lo stato e la comunità un costo è quindi un problema sociale enorme. Dopo il nostro intervento che si sostanzia nel monitoraggio del bisogno, nell’individuazione dei possibili beneficiari, nell’accompagnamento fino al finanziamento e al tutoraggio, è evidente che questo costo sociale si trasforma in nuove opportunità con cittadini che diventano subito dopo nuovi contribuenti, consumatori, clienti per il sistema bancario e soprattutto nuovi imprenditori e cittadini che vengono sottratti alla possibile manovalanza della criminalità e del sistema di usura.

Amo definire questa operazione ‘ultimo miglio’ che è quel territorio che divide il bisogno dalla sua soddisfazione. Nel nostro Paese in molti denunciano il disagio socio economico in cui versano milioni di persone tra giovani, meno giovani e anziani. Ma in pochi decidono veramente di percorrere questo ‘spazio’ perché presuppone un contatto diretto con chi ha necessità.

Come istituzione pubblica stiamo accompagnando molte persone verso la microimpresa con attività di educazione finanziaria. Ci siamo accorti durante la nostra attività al servizio del cittadino che vi è un grave disaffezione nei confronti dell’offerta proveniente dagli enti pubblici locali e regionali, tanto da aver consolidato una diffidenza nei confronti di qualsiasi proposta tesa ad agevolare la nascita e il supporto a nuove attività imprenditoriali. Per questa ragione la nostra azione è stata quella, prima di ogni altra cosa, di ricreare la domanda tramite un’informazione credibile, veritiera, e concreta con la consapevolezza che ogni azione genera una conseguente attività.

Mi pare evidente che all’inizio di questa attività come istituzione pubblica abbiamo preso atto dell’esistenza di un sistema scoordinato è assolutamente inadeguato a rispondere alla crescente domanda del mercato. Un sistema ai primordi in alcuni casi autoreferenziale seppure con delle punte d’eccellenza.

Ora, dopo l’azione di questi anni, il terreno è fertile, il sistema è coordinato e la via italiana al microcredito e alla microfinanza è riconoscibile in Italia e all’estero. A questo punto dobbiamo stendere un cordone di protezione nei confronti dei potenziali beneficiari che rischiano un’azione spregiudicata da parte di operatori privati che potrebbero sfruttare le garanzie pubbliche senza rispettare le norme e le direttive dell’Ente Nazionale e di enti pubblici che potrebbero in alcuni casi potrebbero usare questi strumenti spacciando operazioni clientelari per microcredito. La tutela della fede pubblica è un valore che dobbiamo difendere a qualunque costo per riconquistare il rispetto dei cittadini.

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