L’EUROPA CHIEDE DI CREARE OCCUPAZIONE INVESTENDO SULLE PERSONE

L’ITALIA RISPONDE CON IL MODELLO DELL’ENTE NAZIONALE PER IL MICROCREDITO

Emma Evangelista | Direttore MicroFinanza

Investire sulle persone è fondamentale per la crescita dell’Unione. L’indagine annuale sull’occupazione e sugli sviluppi sociali (ESDE) condotta dalla Comunità europea sulle tendenze sociali e occupazionali più recenti, riflette sulle sfide future e sulle possibili risposte politiche e mette in evidenza che l’occupazione ha buone prospettive se calibrata in base alle dinamiche e agli effetti sul sociale. Investire dunque sull’individuo e sulle sue potenzialità, includere finanziariamente significa produrre nuova economia, significa attrarre contribuenti attivi nel sistema, significa, d’altronde, utilizzare anche prodotti come il microcredito per sollecitare l’autoimpiego e la capacità occupazionale. Significa creare un modello che possa rispondere appieno alle esigenze dei cittadini europei.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Dobbiamo garantire opportunità migliori e più numerose ai cittadini dell’UE, soprattutto a quelli più lontani dal mercato del lavoro. Dobbiamo inoltre investire nel miglioramento delle competenze, in modo che le donne e gli uomini dell’Unione possano realizzare appieno le proprie potenzialità. Per promuovere la crescita e l’occupazione dobbiamo investire nelle persone. Dobbiamo far sì che il diritto del lavoro e i sistemi di protezione sociale siano adeguati al XXI secolo e promuovere l’imprenditoria e l’innovazione. In questo contesto il pilastro europeo dei diritti sociali svolgerà un ruolo importante”.

Secondo l’indagine sono tre le direttrici secondo cui bisogna muoversi per creare occupazione e sviluppo: promuovere la creazione di posti di lavoro, migliorare l’efficienza del mercato del lavoro, investire nelle persone. La relazione ESDE 20151 esamina i modi di affrontare le dinamiche occupazionali concentrandosi sull’ efficienza del mercato del lavoro, sulla modernizzazione della protezione sociale e sull’investimento nelle persone. Il microcredito per sua natura si fonda su un’idea di autoimprenditorialità che fa leva sul rapporto fiduciario tra la persona e l’istituzione che ne garantisce l’attività. Dunque l’Ente Nazionale per il Microcredito con il modello creato per implementare la ‘via italiana della microfinanza’ risponde appieno alle esigenze del mercato e allo stesso tempo raccoglie l’indirizzo comunitario concretizzandone ed attualizzandone le dinamiche. Nel panorama complesso di un’economia globale sempre meno attenta alle esigenze della persona e sempre più avida di consumatori immersi nella realtà mediatica e virtuale, l’Europa chiede un ripristino del rapporto fiduciario con l’individuo per lo sviluppo di una finanza etica e produttiva. In Italia questo avviene grazie ad un istituzione pubblica che ha saputo strutturare ed integrare le ragioni del mercato con la capacità individuale supportando con risorse umane e tecnologiche le progettualità e le competenze. Un sistema rivelatosi vincente che può, a buon diritto, fare scuola nelle altre nazioni.

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