RIPARTIRE DA SÈ

COME SUPERARE LA CRISI CON PROFESSIONALITÀ E RE-INVENTARSI TITOLARE DI UNA PARA-FARMACIA

Marco Attonetti

Federica Della Chiesa è donna e mamma. Aveva un sogno: aprire una parafarmacia. Quando però si ha un mutuo a carico è difficile che la banca ti dia un prestito. Per Federica si era aperta un’unica strada: rinunciare alle proprie aspettative. Poi l’arrivo dell’Ente Nazionale per il Microcredito e la soluzione ai suoi problemi. Ho incontrato Federica nella sua parafarmacia, in via Copenaghen, nel quartiere Torrino di Roma. Ora il suo sogno è realtà. “Sono venuta a conoscenza dell’Ente nazionale per il microcredito tramite una pubblicità in televisione: avevo il desiderio di aprire una mia attività come farmacista, una parafamarcia, e mi sono collegata con il loro sito Internet”, racconta.

Una semplice pubblicità in tv che le ha cambiato la vita. Federica subito dopo invia una mail all’Ente Nazionale per il Microcredito e dopo poco tempo viene ricontattata dalla struttura. Da qui inizia un percorso fatto di incontri con i tutor che l’hanno aiutata nel programmare un business plan. Ed è proprio un business plan perfetto che Federica indica tra i consigli che darebbe a chi oggi si trova di fronte a quel bivio che lei ha dovuto affrontare: da una parte abbandonare il suo sogno, dall’altra cercare invece un modo per superare le difficoltà che si erano create. “Le idee – sottolinea – possono essere messe in pratica grazie all’aiuto dei tutor, ma bisogna avere ben chiari i contorni del business plan come ad esempio stimare a quanto ammonterà l’affitto del locale e il costo degli eventuali dipendenti affinchè la fattibilità si concluda con la realizzazione del progetto”. Federica ha seguito passo dopo passo i consigli del tutor e ha ottenuto un finanziamento di circa 25mila euro che ha impiegato per la ristrutturazione del negozio e per acquistare la merce iniziale. “Il microcredito mi ha aiutata perché altrimenti non avrei trovato un finanziamento”, spiega.


Settore da analizzare in profondità quello in cui si cimenta Federica. ll volume di affari in farmacia nel 2015 ha raggiunto i 25,3 miliardi di euro con una crescita dell’1,6% rispetto al 2014. Il trend, riferito a farmaci etici, farmaci di autocura e segmento commerciale, ha segnato un moderato rallentamento nel corso dell’ultimo trimestre in parte spiegabile con il ribasso, a partire da ottobre, dei prezzi al pubblico per alcune specialità. Nel 2015 i fatturati di parafarmacie e corner della grande distribuzione organizzata hanno registrato risultati meno positivi in valori sul mercato commerciale (0,8% per le parafarmacie e -1,6% i corner Gdo) e negativi in volumi. Il canale farmacia è l’unico a registrare segno positivo anche sui consumi (+ 1% circa). Questi dati riflettono una considerazione: la domanda di salute nel nostro Paese è ancora in crescita malgrado la crisi economica. Le specialità con obbligo di prescrizione, infatti, mantengono sostanzialmente il valore del 2014 (circa 15 miliardi di Euro, -0,1%), le confezioni aumentano leggermente e i farmaci di autocura restano stabili nei consumi registrando un aumento in valori (+3,4%).

Scendendo nello specifico nel mondo delle parafarmacie è interessante notare come da luoghi di pura vendita si stiano pian piano trasformando anche in centri dove ad esempio fare il prelievo del sangue. Glicemia , trigliceridi e colesterolo d’ora in poi si potranno misurare anche nelle parafarmacie. L’ha deciso, ad esempio, il Consiglio regionale del Piemonte che ha ampliato l’offerta di servizi all’interno di questo tipo di strutture nate con il decreto Bersani e inquadrate come commerciali e non sanitarie. Una norma che va a favore dei cittadini che ora avranno una possibilità in più per fare i loro esami. Le parafarmacie comunque stanno registrando un vero e proprio boom. Basti pensare che un italiano su tre si mantiene in forma facendo uso di prodotti erboristici. Un dato statistico che, oltre a fornire un’anteprima sulle attuali tendenze dei consumatori, offre anche una prima panoramica su questa innovativa opportunità di lavoro in proprio. Gli alti tassi d’inquinamento e i continui scandali alimentari che ogni giorno popolano le pagine dei quotidiani, infatti, non fanno altro che spingere gli italiani ad adottare degli stili di vita più sani e ragionevoli. Se non è possibile controllare e monitorare costantemente gli alimenti che si ingeriscono e non si può evitare l’esposizione allo smog metropolitano, dunque, i consumatori cercano quantomeno di contenere l’assunzione di farmaci, ricorrendo in modo sempre più frequente all’utilizzo di prodotti fitoterapici, integratori alimentari naturali e composti erboristici.

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