MICROCREDITO: LO STRUMENTO GIUSTO PER RILANCIARE CONSUMI, OCCUPAZIONE E INVESTIMENTI PROFESSIONALI

INTERVISTA AL SENATORE ANTONIO GENTILE, SOTTOSEGRETARIO DI STATO AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Enza Colagrosso

Microcredito, dalle parole ai fatti. Questa è la sensazione forte, avvertita dalla platea che ha assistito ai lavori del Convegno dell’Ente Nazionale del Microcredito, svolto in collaborazione con la BCC di Roma, e tenutosi lo scorso 4 maggio, dal tema “Un modello per il Microcredito”. Una nuova collaborazione quella tra l’ENM e la BCC di Roma che sembra poter dimostrare l’impegno sempre più determinato dell’ENM a far sì che tale strumento economico possa esprimere a pieno la sua capacità di far ripartire nel mondo del lavoro anche gli “ultimi” offrendo opportunità ai più fragili e ai più deboli.

Il nuovo modello di Microcredito non è certo un nuovo prodotto finanziario ma è l’opportunità data a tanti per non essere più discriminati da tutti. E se l’anno 2015 ha rappresentato una sorta di anno zero per il Microcredito oggi, gli accordi con cui l’Ente sta cercando di tessere un tessuto operativo capace di supportare ed erogare microcredito su tutto il territorio nazionale è forse l’operazione più incisiva affinché questo strumento, che per molti rappresenta ancora solo “un piccolo prestito”, venga conosciuto e compreso per ciò che realmente è: una possibilità di colmare quel vuoto che ha volte si scava tra il bisogno e la soddisfazione. Il Microcredito però non regala sogni né tanto meno è quell’astratto intervento di fortuna che a volte molti attendono e invocano, è molto più concretamente un’opportunità di credito per quelli che il nostro sistema finanziario etichetta come non bancabili. Tra i relatori del convegno anche il Senatore Antonio Gentile, Sottosegretario di Stato presso il Ministero dello Sviluppo Economico con il quale, abbiamo voluto condividere alcune riflessioni emerse dai lavori.

Giornate come questa rappresentano occasioni preziose per divulgare il Microcredito e i dettagli sulle modalità al suo accesso. Lei come definirebbe il Microcredito?

Il sistema bancario e il sistema imprenditoriale, legati da una relazione inscindibile, crescono insieme nelle fasi espansive dell’economia e soffrono durante le recessioni, come quella da cui stiamo faticosamente tentando di uscire. Momenti come questi possono diventare ancor più difficili per coloro che in un sistema bancario, reso dalle circostanze più complesso, vengono etichettati come “non bancabili”. Ecco io definirei il Microcredito come una possibilità per restituire dignità lavorativa e quindi sociale a persone fragili.

I “soggetti non bancabili” e non solo quelli, che tempi stanno vivendo? Tempi caratterizzati dai segnali di una crisi che ci stiamo lasciando alle spalle o tempi ancora, nonostante tutto, oscuri e molto difficili?

Stiamo parlando di Microcredito e di finanza e pertanto come ignorare che la situazione che stiamo vivendo è caratterizzata da un Centro e un Mezzogiorno ove vi è una disponibilità di credito strutturalmente minore rispetto alle aree del Centro Nord del nostro Paese. Questa situazione è obiettiva e deriva dal maggior rischio connesso con l’aumento dell’incertezza del quadro macroeconomico generale ed è un fenomeno che si è aggravato nel corso di questi anni sia sul fronte dei volumi di credito al sistema produttivo sia sul versante del costo del denaro.

E’ altresì evidente che le condizioni più permissive di politica monetaria praticate dalla Banca Centrale Europea non si sono tradotte in una riduzione dei tassi praticati dalle banche alle imprese. E’ dato inoltre osservare che l’adozione di rilevanti misure di consolidamento fiscale basate sulla forte riduzione della spesa pubblica e un altrettanto rilevante aumento della pressione fiscale non hanno condotto ad alcuna espansione dell’economia; al contrario, dette manovre hanno aggravato la posizione di paesi periferici dell’Eurozona, come la Grecia, e come le aree del Centro e del Mezzogiorno di Italia. A queste condizioni, la rilevante flessione dei livelli di attività del sistema produttivo nazionale e in particolare meridionale a seguito della caduta della domanda interna per consumi e investimenti ha determinato la riduzione della domanda di credito, in parallelo a un progressivo peggioramento della qualità del credito stesso e all’aumento continuo delle sofferenze.

Quale è stato in questi anni il rapporto tra il credito e le imprese e tra il credito e le famiglie?

In questi anni, famiglie e imprese hanno fortemente contenuto la domanda di prestiti finalizzata agli investimenti, per limitarla al finanziamento delle operazioni di ristrutturazione del debito esistente presso il sistema bancario; dal lato dell’offerta del credito, negli ultimi anni, l’aumento del rischio percepito connesso con l’andamento negativo dell’attività economica ha contribuito a consolidare, purtroppo, condizioni di accesso al credito difficili, particolarmente costose e sfavorevoli. Di fronte al consolidarsi di una crisi decennale, la reazione del sistema bancario è stata quella dell’adozione di regole e criteri sempre più stringenti di adeguatezza patrimoniale e sempre più automatiche di fissazione dei rating della clientela. Situazione che ha fortemente penalizzato le imprese micro e piccole che sono rimaste troppo spesso disarmate rispetto alla proprie necessità operative, in una fase di transizione e di riposizionamento sul mercato.

Soluzioni cercate e soluzioni trovate?

La garanzia pubblica rappresenta uno dei principali strumenti in grado di contrastare i fenomeni di insolvenza dovuti al rischio da eccessivo indebitamento. Dopo una fase di rallentamento, dal 2013, le adesioni al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, hanno ripreso a crescere ad un ritmo sostenuto: il Governo Renzi ha deciso per questo di rifinanziarlo, innalzando le percentuali di copertura, e introducendo sezioni speciali per il microcredito e per l’imprenditoria femminile, corsie preferenziali per le “start up” innovative e per le imprese sociali.

Parliamo delle sezioni speciali per il Microcredito.

L’intervento del Fondo mediante la concessione di una garanzia pubblica sulle operazioni di microcredito ha lo scopo di sostenere l’avvio e lo sviluppo della micro imprenditorialità favorendone l’accesso alle fonti finanziarie. Il Ministero dello Sviluppo Economico, con i decreti del 24 dicembre 2014 e del 18 marzo 2015, ha integrato le disposizioni operative del Fondo introducendo per la garanzia del microcredito criteri di accesso significativamente semplificati e la possibilità per l’impresa di effettuare la prenotazione on line.

In un tempo in cui tutto sembra doversi sempre complicare i soggetti beneficiari possono così prenotare on line la garanzia in modo semplice e veloce, accedendo essi stessi alla procedura telematica. Voglio spiegarle molto velocemente la procedura proprio per significarle la sua semplicità. Inserendo nome, cognome, codice fiscale e indirizzo e-mail è possibile registrarsi. Successivamente si può effettuare la prenotazione, indicando soltanto il codice fiscale e importo dell’operazione. La procedura on line emette una ricevuta, con relativo codice identificativo, che attesta la prenotazione e che il beneficiario può stampare. La prenotazione non comporta automaticamente la concessione di una garanzia né del connesso finanziamento ma entro 5 giorni lavorativi dà la possibilità di approfondire il procedimento con il personale predisposto.

Accesso semplificato, prenotazione online ma in concreto che cifra è stata impegnata sul Microcredito?

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha destinato per l’anno 2015 e per quello in corso trenta milioni di euro, cui si aggiungono i versamenti volontari effettuati da enti, associazioni, società o singoli cittadini. Tali risorse, voglio però ricordarlo, non sono utilizzate per erogare direttamente i finanziamenti, ma per favorirne la concessione attraverso la garanzia pubblica. Possiamo dire che ora gli strumenti ci sono quello che serve ancora è la volontà di semplificare le procedure, facilitandone l’accesso e la disponibilità ad operare in questa direzione da parte del sistema bancario. In ogni filiale di banca, ad esempio, dovrebbe esserci pubblicità sul Microcredito affinché uno strumento come questo, in cui il Governo crede fortemente per rilanciare i consumi di beni durevoli, la nuova occupazione e gli investimenti professionali, venga conosciuto e scelto.

Per concludere Senatore Gentile, una battuta sulla finanza etica che deve rimanere la cornice entro cui si muove il Microcredito.

Il Microcredito è il segno dell’umanesimo in politica, della solidarietà, dell’etica dell’ascolto e della mano tesa e del riorientamento necessario del sistema istituzionale e della finanza pubblica e privata all’etica e al sostegno verso chi si trova in difficoltà sia per la crisi decennale sia per l’oppressione fiscale. Con il Microcredito si sostiene l’investimento, certo, non il fondo perduto. Soprattutto è necessario che il sistema creditizio, i professionisti della consulenza guidino, ognuno dal proprio lato di competenza e attività: aziende, professionisti e famiglie a scegliere il prodotto giusto, superando il limite della visione tradizionale. Le risorse finanziarie per il sostegno a queste iniziative ci sono. Dobbiamo sconfiggere la logica del piagnisteo e i ritardi nell’organizzazione di bandi e avvisi. Noi stiamo facendo la nostra parte. In una logica di servizio e di presenza nel territorio.

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