MICROCREDITO RURALE E MICROCREDITO URBANO

Alessandro Fedele | Facoltà di Economia e Management, Libera Università di Bolzano

ABSTRACT

The first part of this article describes joint liability lending in rural microcredit mar-kets, where borrowers know each other and there is social pressure to repay debts. This mode of lending consists of granting individual loans to wealthless borrowers, provided that they self-select into groups: if a group does not fully repay its obliga-tions, the microlender cuts off all members from future credit until the debt is repaid. Joint liability lending is shown to be able to raise repayment rates compared to tra-ditional individual lending. The second part of this article focuses on urban microcredit markets. Poor local information networks and weak social pressure in urban settings make joint liability unable to guarantee high repayment rates to microlenders.


Yet, microcredit programmes in Western Europe report good performance even if the majority of them require no collateral. Data from three Italian microcredit institutions (MAGs) which operate in urban areas and grant individual loans without collateral to single entrepreneurs and associations or cooperatives, show that associations or cooperatives repay with higher probability. On this basis, a microlending instrument is described that, like joint liability implemented in rural economies, raises repayment rates but, unlike joint liability, fits the urban context in that it reproduces a cohesion among entrepreneurs based on profit-ma-ximizing behaviour and not on social capital.

Il microcredito consiste nel supporto finanziario a piccoli imprenditori; prestiti in denaro, principalmente, ma anche consulenza imprenditoriale e giuridica. Il microcredito moderno è nato nel 1976 in Bangladesh grazie a Muhammad Yunus, fondatore della banca Grameen e vincitore nel 2006 del premio Nobel per la pace. Elemento distintivo del microcredito è la “non bancabilità” dei clienti, ossia il fatto che questi non sono in grado di offrire garanzie patrimoniali. Ciononostante numerosi studi dimostrano che le istituzioni di microcredito hanno un buon grado di supporto e senza richiedere garanzie patrimoniali. Le tre MAG offrono prestiti principal-mente a tre tipi di impresa: imprese individuali, associazioni e cooperative. La nostra anali-si mostra che il tasso di sofferenza dei crediti è più alto per i prestiti ad imprese individuali che, di conseguenza, pagano un tasso di interesse più elevato. Sulla base dell’evidenza raccolta, abbiamo elaborato uno strumento alternativo al prestito di gruppo con respon-sabilità solidale, adatto a realtà urbane, in grado di ridurre i tassi di sofferenza e garantire un buon grado di autosostenibilità finanziaria alle istituzioni di microcredito.

Consideriamo una città ipotetica dove esistono due tipi di imprenditori, “bravi” e “meno bravi”, che hanno bisogno di microcredito per sviluppare un’idea produttiva. I “bravi” sono tali in quanto la loro idea ha maggiore probabilità di successo, oppure sono dotati di maggiori abilità imprenditoriali, quindi è più probabile che siano in grado di restituire il prestito in denaro. Supponiamo che prima di chiedere il prestito, gli imprenditori deci-dano se perseguire individualmente il progetto produttivo, formando quindi un’impresa individuale, oppure mettersi in società con altri imprenditori, formando un’associazione o una cooperativa. Supponiamo inoltre che ciascun imprenditore non sappia se gli altri imprenditori sono bravi o meno: vivendo in città, il network di conoscenze non è capillare come quello di una piccola realtà rurale.

I prestiti sono concessi da un’istituzione di microcredito che non richiede garanzie patri-moniali. Il tipo di prestito dipende dalla scelta degli imprenditori. Chi sceglie di formare imprese individuali avrà accesso a prestiti di carattere individuale. Se invece gli impren-ditori scelgono di mettersi in società, l’istituzione di microcredito propone due differenti contratti di prestito. Il primo contratto prevede un certo tasso di interesse e richiede che la società adotti una forma di organizzazione dei compiti che penalizza particolarmente le società formate da imprenditori meno bravi. Il secondo contratto prevede un tasso di interesse maggiore e richiede che la società adotti una forma di organizzazione dei com-piti meno sofisticata, che non penalizza le società formati da imprenditori meno bravi. Ragionevolmente, gli imprenditori bravi finiscono per mettersi assieme e scegliere il primo contratto, dato che questo richiede un minor tasso di interesse. Per contro, gli imprenditori meno bravi scelgono di formare imprese individuali per evitare di essere penalizzati dalla forma organizzativa (primo contratto) oppure di pagare un alto tasso di interesse (secondo contratto). Il risultato, che conferma i dati raccolti presso le MAG, è che associazioni e co-operative restituiscono il denaro con probabilità più alta rispetto alle imprese individuali perché sono formate da imprenditori più abili.

Quale la principale differenza tra il prestito di gruppo con responsabilità solidale e lo stru-mento da noi proposto? Mentre il primo pone enfasi sui legami sociali tra imprenditori che appartengono allo stesso gruppo ma svolgono differenti attività, il secondo attrae persone che lavorano allo stesso progetto. La coesione tipica del prestito di gruppo con respon-sabilità solidale è qui sostituita dall’incentivo a massimizzare i profitti. Per questa ragione il nostro strumento è adatto al contesto urbano, specialmente dei paesi avanzati, dove i potenziali clienti delle iniziative di microcredito non si conoscono e le sanzioni sociali che creano pressione ad onorare i debiti sono deboli.

In conclusione, la nostra analisi suggerisce due considerazioni. La prima: dal punto di vista delle istituzioni di microcredito, prestare prevalentemente ad associazioni e cooperative invece che a imprese individuali pare essere una buona strategia quando mancano ga-ranzie patrimoniali e capitale sociale. I nostri dati mostrano che le MAG sembrano seguire questa strada, dato che l’82% dei loro fondi è destinato a società e solo il 18% a singoli imprenditori. La seconda considerazione: dal punto di vista dei piccoli imprenditori alla ricerca di fondi microcreditizi, unire le forze formando, ad esempio, associazioni e coo-perative prima di richiedere i fondi può essere un modo per aumentare la probabilità di ottenere il prestito.

Bibliografia
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Viganò, L., Bonomo, L. and Vitali, P. (2004), ‘Microfinance in Europe’, Giordano Dell’Amore Foundation Working Paper, Milan: Giordano Dell’Amore Foundation

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