MOU: GLI ACCORDI DELL’ENTE PER LO SVILUPPO DELLA MICOROFINANZA IN ITALIA

Angelo Perfetti

Prima di tutto ci vuole un’idea, una professionalità. Subito dopo arriva il momento dello start-up, e occorrono risorse. Il nostro sistema bancario in questo si è negli anni “raffreddato”, dando credito – anche nel senso economico del termine – solo a chi aveva garanzie da offrire. Ma quando si trattava di giovani lanciati nel mondo del lavoro, che fossero proiettati verso un’occupazione manuale piuttosto che intellettuale, la situazione era sempre la stessa: zero garanzie, niente credito, start-up implosa prima ancora di iniziare. Ed economia nazionale stagnante, con tutto ciò che ne consegue. Ecco perché l’Ente Nazionale per il Microcredito ha come obiettivo primario quello di dare sostegno a chi parte per camminare insieme quel tanto che basta per arrivare al decollo. E per farlo ha lavorato su due canali: il primo, fondamentale, è stato quello di trovare un accordo con le banche affinché accettassero la garanzia del Microcredito stesso per consentire l’avvio di progetti imprenditoriali; il secondo, siglare una serie di accordi con le associazioni di categoria per far conoscere uno strumento utile nella misura in cui viene effettivamente utilizzato. Nascono così i protocolli con Federcassa (Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperative – Casse rurali ed artigiane), con l’Ordine degli Avvocati di Roma e con la Confederazione italiana agricoltori. In realtà, quello con Federcassa è un’evoluzione di un progetto pilota partito con la Bcc Roma, con un accordo che ha messo a disposizione dei cittadini un plafond di circa 30 milioni di euro. Tale importo è finalizzato a garantire il finanziamento di oltre 1.500 iniziative di microcredito imprenditoriale attraverso l’opera dell’Ente Nazionale per il Microcredito che garantisce un corretto accesso al Fondo di Garanzia P.M.I. sezione Microcredito, attraverso una corretta erogazione dei servizi accessori obbligatori al microcredito stesso. Sulla base del monitoraggio effettuato dall’ENM per cui ogni beneficiario sviluppa un quoziente occupazionale di 2,43 unità lavorative, si prevede che nell’arco di due anni si genereranno solo per Roma e provincia oltre 3.600 nuovi posti di lavoro.

“L’erogazione dei servizi complementari, che caratterizza l’attività di microcredito, è la vera intuizione tracciata dalla ‘via italiana al microcredito’ promossa dal nostro Ente e dalle Istituzioni pubbliche a garanzia delle risorse e della finalizzazione ottimale delle progettualità senza default - spiega il presidente dell’ENM Mario Baccini -. Alcune banche hanno difficoltà ad erogare i servizi complementari che rappresentano un costo a volte insostenibile. Oltre a ciò l’effettiva efficacia dei servizi concretamente prestati in via diretta e non solo tramite formazione a distanza o metodologie di e-learning inadatte a un corretto microcredito può essere tutelata solo da una struttura pubblica quale l’Ente Nazionale per il Microcredito. Dunque l’Ente è intervento per colmare questo gap, a supplenza di organismi non ancora attivi o certificati sul mercato, per un’adeguata erogazione dei servizi ausiliari. L’Ente – prosegue Baccini - per dare ulteriore impulso a questo tipo di segmento ha finalizzato questo accordo con BCC e standardizzato un modello replicabile su tutto il territorio nazionale così da erogare direttamente questo genere di servizi. Tale programma - conclude Baccini – è attivo e garantisce da un lato l’utilizzo corretto del fondo centrale di garanzia e dall’altro l’intervento, come nel caso della BCC, di strutture e banche che decidano di usufruirne affinché la garanzia dei servizi sia certificata secondo i termini di legge per evitare la mortalità delle aziende e sostenere lo sviluppo occupazionale e produttivo del Paese”. Sostanza dunque, non solo forma: e infatti l’accordo ha portato all’erogazione di già 50 microcrediti per le attività solo su Roma e Provincia. A livello più generale, la normativa – come è scritto nell’accordo con Federcassa – individua tre fattispecie di microcredito possibile: quello produttivo, quello sociale e quello destinato agli studenti, tipizzando i rispettivi caratteri riconducibili all’ammontare, alla natura delle garanzie, alla presenza di servizi ausiliari, alle condizioni economiche applicabili e alla finalità stessa del prestito. L’accordo con Federcassa è molto ampio e coinvolge tutti i terminali dell’associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali. Come abbiamo detto, l’obiettivo di questi accordi è dare respiro alle idee dei giovani che vogliano imporsi nel mondo del lavoro, dare loro una chance che altrimenti non avrebbero. In questo senso di particolare rilevanza è l’accordo siglato con l’Ordine degli avvocati di Roma per la concessione di finanziamenti agli Avvocati e ai loro assistiti (persone, ed eventualmente ditte individuali, cooperative, piccole imprese, anche per il pagamento di tributi erariali); il finanziamento può arrivare fino a 25.000 euro a tasso agevolato senza particolari garanzie, purché i richiedenti siano titolari di una partita Iva da meno di 5 anni.

Dare una chance ai giovani avvocati o consentire alle aziende assistite di non andare in default è in linea con i principi ispiratori dell’Ente Nazionale per il Microcredito il cui obiettivo, tra gli altri, è la realizzazione di programmi di microcredito e la diffusione della cultura della microfinanza con l’obiettivo di sostenere programmi e progetti finanziati con gli strumenti propri del microcredito e della microfinanza, riconosciuti come fattori fondamentali per il raggiungimento degli “Obiettivi del Millennio” ed in particolare dello sradicamento della povertà. Costruire e realizzare progetti di micro-imprenditorialità finalizzati al raggiungimento di obiettivi strategici come la creazione di nuovi posti di lavoro, il sostegno alla nascita di microimprese, il miglioramento delle capacità operative autonome non è un percorso riservato solo ai laureati. E’ possibile farlo anche coniugando il microcredito con l’agricoltura sociale.

Questo il fine del memorandum d’intesa siglato a Roma tra la Confederazione italiana agricoltori (Cia) e l’Ente Nazionale per il Microcredito dai rispettivi presidenti nazionali Dino Scanavino e Mario Baccini. “Con questa firma la Cia aderisce al programma ‘La Buona Terra’ promosso dall’Ente Nazionale del Microcredito - ha spiegato Scanavino-. Un’adesione che non è di maniera, ma ci vuole vedere protagonisti. Perché oggi il microcredito è uno dei più efficaci strumenti di lotta alla povertà e all’emarginazione e l’agricoltura sociale un’opportunità economica, ma anche uno spazio di welfare solidale, che allo stesso tempo fa reddito e inclusione sociale”. “Il nostro è un programma vero ed operativo - ha aggiunto Baccini - per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione. Noi vogliamo ridurre la forbice dell’esclusione, del disagio, e il microcredito è fondamentale nelle aree più svantaggiate come possibilità di accesso o reinserimento nel mercato del lavoro per donne e giovani, ma anche quale valida opportunità per fronteggiare l’emergenza povertà. In tal senso l’agricoltura sociale, grazie anche all’interlocuzione della Cia, rappresenta una possibilità concreta ed efficace, che però valorizza e fa comprendere come il bisogno non si misuri solo col Pil”.

Più in dettaglio, in base all’accordo - che come gli altri avrà validità biennale - le due organizzazioni collaboreranno in diverse attività: la realizzazione di programmi e progetti finanziati tramite gli strumenti propri del microcredito e della microfinanza a valere su fondi reperiti dalle parti e “dedicati”; la realizzazione di attività di formazione in materia di microcredito, start-up e gestione di impresa, realizzazione di business plan; la realizzazione di un’attività congiunta di “fundraising”, finalizzata a integrare i fondi di garanzia e sviluppo utili per la costruzione di programmi e progetti, attraverso eventi nazionali e internazionali in cui coinvolgere anche le istituzioni, i gruppi bancari, il mondo del no-profit; partecipazione congiunta alla progettazione nazionale, comunitaria e internazionale (per esempio canalizzando fondi PON, programmi di finanza diretta, nonché finanziamenti da parte di banche multilaterali o organizzazioni internazionali). E soprattutto, si legge ancora nel testo dell’intesa, “promozione dell’importanza strategica del lavoro e del microcredito quale strumento capace di restituire responsabilità e dignità alle persone svantaggiate e/o in stato di difficoltà economica” tramite l’organizzazione congiunta di convegni e workshop. “I programmi da realizzare nell’ambito dell’accordo - fa presente la Cia-Agricoltura - dovranno essere inquadrati in strategie di sviluppo di progetti di microimprenditorialità e finalizzati al raggiungimento dei seguenti obiettivi strategici: creazione di nuovi posti di lavoro, sostegno alla creazione di microimprese e miglioramento delle capacità operative autonome”. In termini generali tutto il settore agricoltura oggi ha necessità di un rilancio dal basso e quindi sostenendo le piccole imprese, per contrastare in primo luogo la tendenza al declino socio-economico dei territori rurali migliorando la qualità della vita e promuovendo l’imprenditorialità e l’occupazione, sostenendo l’avvio e il potenziamento di microimprese operanti in settori connessi all’agricoltura.

In genere per esperienze già nel passato simili misure hanno dato buoni risultati con fondi destinati sia a dare una maggiore sostegno ad interventi sulle strutture agricole, sia ad esempio, nel sostenere l’acquisto di strumentazione, attrezzature, impianti e macchine, per innovare la qualità delle produzioni, o migliorare gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili o, ancora, per risparmi energetici nei cicli produttivi, oppure i fondi sono serviti a riconvertire e riqualificare esercizi commerciali, anche attraverso formule innovative, quali “negozi multi-servizio”, favorendo la vendita di prodotti alimentari o artigianali tipici, prodotti biologici e di qualità certificata. Ora, con il Microcredito, molte idee si fanno concrete.

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