L'EDUCAZIONE FINANZIARIA

Giovanni Nicola Pes | vice segretario generale ENM

IL QUADRO DI RIFERIMENTO

Secondo la definizione dell’OCSE, “l’educazione finanziaria è un processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base e attraverso istruzioni, informazioni, consigli sviluppano attitudini e conoscenze atte a comprendere i rischi e le opportunità di fare scelte informate, dove ricevere supporto o aiuto per realizzare tali scelte e per le azioni da intraprendere per migliorare il proprio stato e il livello di protezione”.

La preparazione finanziaria dei cittadini è un elemento essenziale per la prosperità eco- nomica di un Paese ed è tanto più essenziale se alla sua diffusione contribuisce un’azione sinergica che coinvolga tutti gli attori del sistema economico: enti regolatori, industria ban- caria e finanziaria, media, sistema scolastico e associazioni di consumatori. D’altra parte, per quanto siano in continuo aumento gli interventi normativi e formativi organizzati a livello comunitario e istituzionale, nel nostro Paese la cultura finanziaria, intesa sinteti- camente come la capacità del cittadino medio di saper districarsi con prontezza tra gli strumenti finanziari più diffusi, è ancora un obiettivo da acquisire. Gli ultimi anni hanno visto aumentare la complessità dell’orientamento e delle scelte fi- nanziarie a carico delle persone, a causa dei profondi cambiamenti verificatisi nel settore dei servizi finanziari destinati alle famiglie e alle imprese, con un’offerta sempre più seg- mentata e specializzata e con una gamma di prodotti (conto corrente, bancomat, carta di credito, mutuo, prestito personale, RC auto, RC capofamiglia, polizza vita e infortuni, po- lizza malattia, risparmio/investimento) che, avendo oramai una diffusione capillare, sono spesso scelti in modo non oculato né tempestivo. In questo quadro, è necessario attivare ed alimentare un nuovo fronte di alfabetizzazione che aiuti i cittadini risparmiatori ad acquisire le nozioni di carattere economico-finanziario indispensabili per gestire al meglio le proprie risorse. A tal fine, occorre agire su due fronti: da un lato, questi temi vanno presentati come un elemento centrale della crescita quotidiana degli nostri studenti, per metterli in grado di sviluppare una maggiore consapevolezza al fine di affrontare nel migliore dei modi le scel- te per il proprio futuro, diventando cittadini responsabili; dall’altro, sono gli stessi docenti che devono acquisire le nozioni necessarie per introdurre questi temi nella vita scolastica di tutti i giorni, per approfondire gli argomenti basilari dell’economia in classe, facendone percepire la quotidianità e la diffusione nella vita di tutti.

L’INDAGINE OCSE “PISA” 2012

L’ultima indagine OCSE in materia di alfabetizzazione economico-finanziaria-assicurativa1 ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei giovani e anche di specifici investimenti in programmi di formazione per i docenti.

Con riferimento al nostro Paese, l’OCSE ha sottolineato come l’Italia sia ancora molto indietro in termini di competenze diffuse e consapevolezza dei consumatori (Figura 1). Ad esempio, il 60% delle persone in Italia non è in grado di calcolare gli interessi composti (rispetto al 18% in Germania, al 29% in Giappone e al35% negli USA); il 40% e il 55% non comprende, rispettivamente, il concetto d'inflazione e di diversificazione del rischio (rispetto al 22% e al 38% in Germania, al 41% e al 60% in Giappone e al 36% e al 48% negli USA).

Più di uno studente su cinque in Italia (21,7% rispetto al 15,3% in media nei Paesi ed economie dell’OCSE) non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze di alfabetizzazione finanziaria (Livello 2). Nel migliore dei casi, questi studenti riconoscono la differenza tra bisogni e desideri, sono in grado di prendere decisioni semplici sulle spese quotidiane e riconoscono lo scopo di documenti finanziari della vita di ogni giorno, come ad esempio una fattura. Solo il 2,1% degli studenti raggiunge il livello più alto nella scala “PISA”, rispetto a una media del 9,7% nei Paesi ed economie dell’area OCSE (Figura 2).

Lo studio dimostra che gli studenti italiani hanno meno esperienza in materia di prodotti e servizi finanziari rispetto agli studenti degli altri Paesi dell’OCSE che hanno partecipato alla valutazione: solo il 44% degli studenti italiani, rispetto a una media del 54% dell’area OCSE, è titolare di un conto corrente o di una carta prepagata. D’altra parte, gli studenti che già hanno avuto modo di fare una qualche pratica finanziaria o sono stati interessati al tema, risultano molto più avanti degli altri loro colleghi: • • • • gli studenti titolari di un conto corrente ottengono 10 punti in più rispetto a quelli che non lo sono; gli studenti che hanno dichiarato di risparmiare per comprare un articolo troppo costoso ottengono risultati migliori alle prove di alfabetizzazione finanziaria rispetto a quelli con uno status socio-economico simile che hanno dichiarato che comprereb- bero comunque l’articolo desiderato. Tra gli effetti indotti dall’indagine “PISA” 2012 a livello nazionale, vi è quello di aver con- tribuito all’avvio di una riflessione attenta da parte delle istituzioni. In particolare, nella direttiva governativa sulla legge 13 luglio 2015, n. 107 (la cosiddetta “Buona scuola”), si afferma che “l’analfabetismo finanziario dei nostri ragazzi tocca livelli preoccupanti, con oltre la metà degli studenti che si attestano su un livello di comprensione dei meccanismi economici e finanziari ben al di sotto della media dei paesi europei monitorati. È per questo necessario procedere ad una modifica ordinamentale per la valorizzazione delle discipline economiche anche all’interno del percorso dei licei scientifici e classico. L’economia deve essere una disciplina accessibile agli studenti di tutte le scuole di secondo grado”.

Nella “Buona Scuola” c’è quindi un richiamo diretto all’educazione finanziaria e alla ne- cessità di inserirla nei curricula scolastici ed è evidente che l’unico modo per raggiungere questo risultato è quello di poter contare su docenti esperti del tema, tanto da poter intro- durre materie comunque complesse nella quotidianità della loro azione formativa. Questo pensiero viene così esplicitato nella succitata direttiva governativa, partendo proprio dai risultati dell’Indagine OCSE: “C’è poi un’altra lingua che conosciamo male e di cui parliamo ancora meno. I dati di un’in- dagine OCSE, che nel 2012 ha coperto quasi 20 paesi e un campione di quasi trentamila quindicenni, ci raccontano che l’analfabetismo finanziario dei nostri ragazzi tocca livelli pre- occupanti, con oltre la metà degli studenti che si attestano su un livello di comprensione dei meccanismi economici e finanziari ben al di sotto della media dei paesi europei monitorati. Nel sistema italiano oggi manca un vero indirizzo di liceo economico: l’opzione economi- co-sociale rappresenta un’articolazione nel percorso del liceo delle scienze umane, ma corre il rischio di non essere adeguatamente valorizzata a causa di una non piena autonomia. È per questo necessario, da un lato, procedere ad una modifica ordinamentale per la valo- rizzazione delle discipline economiche anche all’interno del percorso dei licei scientifico e classico e, dall’altro, tendere ad un’economia che deve essere una disciplina accessibile agli studenti di tutte le scuole di secondo grado. Anche in questo caso l’immissione in ruolo di docenti dalle GAE può aiutare a colmare questo vuoto: la presenza negli organici funzionali di docenti di classi di concorso affini all’economia (e, allo stesso modo, al diritto) permetterà di estendere la progettualità sui temi economici”.

IL PROGRAMMA “EDUCAZIONE FINANZIARIA A SCUOLA”

Con il Programma “Educazione finanziaria a scuola”, AIEF2 ed ASNOR3 promuovono l’al- fabetizzazione in ambito economico, assicurativo e finanziario dei docenti e degli denti delle Scuole di secondo grado. Il Programma fornisce ai docenti gli strumenti necessari per conoscere gli aspetti più importanti del sistema bancario, finanziario ed assicurativo, con l’auspicio che questi temi possano diventare un altro elemento fondamentale della prepa- razione e della crescita personale dei nostri studenti.

Con questo progetto, i docenti hanno l’opportunità di ampliare le loro conoscenze specifiche e professionalizzanti, per diventare educatori finanziari capaci di formare e migliorare le conoscenze economiche, assicurative e finanziarie dei cittadini di domani, certi del fatto che, soprattutto in questo settore, essere consumatori informati equivale a fare scelte ponderate, sostenibili e produttive, nell’interesse proprio e della propria famiglia e per il benessere della propria comunità.

Obiettivi specifici del programma sono: • • introdurre nella scuola buone prassi nel settore, stimolando la propensione dei docen- ti ad essere educatori, più attenti alla formazione delle persone che al trasferimento di contenuti strettamente curriculari; • • sviluppare un adeguato grado di consapevolezza delle potenzialità insite negli stru- menti bancari, economici e finanziari, troppo spesso utilizzati in maniera impropria o inconsapevole; • • diffondere la cultura finanziaria, affinché i cittadini di domani siano in grado utilizzare efficacemente i servizi bancari, finanziari ed assicurativi più diffusi; • • promuovere l’e-learning e la formazione continua per sostenere la qualificazione pro- fessionale dei docenti, i principali attori del sistema educativo/formativo nazionale, alle prese con un momento importante, di transizione e necessaria evoluzione. Ogni Scuola aderente, quindi, diventerà un Centro di Educazione Finanziaria per costituire uno spazio fisico in cui i docenti/educatori finanziari siano in grado di fornire consulenza e assistenza finanziaria agli studenti e alle famiglie. Il passo successivo sarà quello di incro- ciare le migliori esperienze ed i migliori strumenti di divulgazione messi a punto dai docen- ti, per dare vita ad una vera e propria Rete nazionale di Centri di Educazione Finanziaria che fornisca alle scuole ed ai docenti coinvolti la possibilità di diventare poli di riferimento sul territorio, anche per un tema fondamentale ed ancora sostanzialmente oscuro, come quello dell’economia e della finanza.

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