Possibilità concrete all'orizzonte

Irene BERTUCCI | Membro del Comitato Scientifico dell'ENM e membro del CDA dell'Ente

In una fase storica come quella che stiamo vivendo, tra le opportunità per invertire la tendenza, il Microcredito è uno degli strumenti principali perché garantendo una possibilità di accesso al credito anche alle persone considerate “non bancabili”, si dimostra, oggi, un efficace strumento di sviluppo sociale e di lotta alla povertà. Noi dell’Ente Nazionale per il Microcredito lo sviluppiamo integrandolo con attività formative e di accompagnamento, sempre in collaborazione con le reti sociali locali - pubbliche amministrazioni o soggetti del terzo settore - che garantiscono il raccordo tra la banca, il territorio e le persone beneficiarie del credito. Supportiamo con vigore una visione del microcredito sia socio-assistenziale - che si rivolge alle persone che si trovano in condizioni di difficoltà; sia micro-imprenditoriale - per la nascita o il consolidamento di micro imprese. Il microcredito è uno degli attori principali di questa “nuova economia” rappresentata da tutte quelle esperienze che cercano di coniugare l’economia, la finanza e il fare impresa con la dimensione comunitaria, la relazione, la legalità, la reciprocità, l’evoluzione, l’etica, superando la dicotomia tra un approccio profit e uno non profit, tra gratuità e attività professionale, tra valore economico e valore sociale.


Nel nostro Paese sono sempre più evidenti segnali di questo modello economico (in realtà già presente). Le recenti crisi finanziarie hanno messo a nudo, a livello mondiale, la mancanza di una progettualità che integri la dimensione sociale, ambientale, politica ed economica, e che ci aiuti ad affrontare le sfide che abbiamo davanti e ci faccia recuperare fiducia e speranza nel futuro. Ma c’è un nuovo che sta avanzando, rappresentato da tutte quelle esperienze che cercano di coniugare l’economia e la finanza con la solidarietà, l’etica, la socialità, le relazioni, superando la dicotomia tra gratuità e attività professionale, tra valore economico e valore sociale. Numerosi sono i termini usati per connotare questo articolato movimento: economia civile, economia del noi, non profit, sociale, solidale, del bene comune ... tutte definizioni che raccontano la ricchezza dei diversi percorsi che sono andati attivandosi nelle nostre comunità locali e che non sempre hanno saputo incontrarsi e intrecciarsi. Vogliamo poter contribuire a rigenerare il futuro attraverso la promozione di pratiche e di progetti di imprese e comunità responsabili. Ci muoviamo con tenacia in questo spaccato di mondo imprenditoriale, convinti come siamo che è questa l’economia che vale la pena sostenere e promuovere; costruire strumenti e piste di lavoro che possano rafforzare questa modalità sana di fare impresa. Possiamo dire che un’economia può essere considerata civile se offre una lettura dei fenomeni economici su convergenze relazionali e di gratuità: una prospettiva diversa da quella finora applicata per interpretare l’economia, non solo nei contesti e nelle imprese no profit oriented, ma anche in quello delle imprese esplicitamente orientate al profitto. Tale visione innovativa di economia non ha finora trovato, se non sporadicamente, politiche e normative di supporto adeguate nonostante che diverse siano le esperienze di nuova economia sviluppate in Italia e noi dell’ente Nazionale per il Microcredito, di queste nuove esperienze sentiamo di essere stati e di voler ancor più essere protagonisti. Queste attività cosiddette “civili”, oltre allo scambio e alla ridistribuzione prevedono la reciprocità come condizione essenziale per l’attivazione di un processo economico. In questo senso, per noi, parlare di “economia civile” significa fare riferimento a un’attività economica nella quale la produzione o lo scambio di beni e servizi sia finalizzata alla realizzazione di un bene comune. Insomma è volgere il proprio agire alla solidarietà, alla coesione sociale e allo sviluppo sostenibile. Questo è per noi fare microcredito in maniera intelligente e moderna. Un’economia solidale che in Italia testimonia la diffusione crescente di una realtà territoriale, economica e sociale che opera secondo i principi di cooperazione, reciprocità, rispetto, sobrietà, trasparenza, valorizzazione del territorio, ricostruzione del tessuto comunitario relazionale, sostenibilità sociale e ambientale. Il nostro Ente può rientrare nel novero degli attori di una “nuova” economia, e di questo siamo particolarmente orgogliosi. Ci riteniamo un soggetto attivo e utile all’interno della nostra comunità italiana. Parlare di comunità, significa che in un territorio viene data priorità alle persone che lo abitano e che l’impresa è chiamata a sentirsi parte vitale di quel territorio, soggetto agente (al pari degli altri) per il bene comune, soggetto che non chiede alle persone solo la forza lavoro, ma che sa valorizzarne soprattutto l’intelligenza, la creatività e la capacità critica. Comunità è per noi la “parola-chiave” che tenta di dare una lettura unitaria dell’esperienza, parola che ne evoca immediatamente altre ugualmente significative quali relazioni, reciprocità, evoluzione, legalità. In un’economia a dimensione comunitaria la reciprocità riguarda prioritariamente le persone e la loro inclusione. Persone in situazioni di svantaggio sociale, e dunque considerate “deboli”, possono essere “risorsa” anche dal punto di vista produttivo. Vogliamo fortemente concorrere a costruire strumenti tesi ad “abilitarli alla vita attiva” dentro contesti relazionali di partecipazione e in un continuum di integrazione sociale e lavorativa. Vi è bisogno non solo di politiche che tutelino e promuovano i diritti, ma anche di politiche che favoriscano la piena valorizzazione delle persone svantaggiate al fine di creare le condizioni di accessibilità e di pari opportunità che sono premesse fondamentali per la vita economica di una comunità. Questa è la nostra propensione profonda e collettiva ad andare “oltre”. Vogliamo guardare a nuove frontiere e sfide, insomma non smettere mai di evolvere. In fondo evoluzione è la capacità creativa di combinare in maniera nuova elementi già esistenti. Questa dimensione nuova dell’economia deve accompagnarsi alla necessità di una formazione continua, di tutti gli attori: sia degli erogatori di servizi pubblici, ma anche dei destinatari dei servizi stessi.
Evolvere, anticipare i cambiamenti è necessario, chi resta fermo, ha già perso.

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