RIPRESA = EXPORT

Donatella Di Nitto

L'export nel nostro Paese è “uno dei fattori trainanti di quel poco di ripresa che stiamo vedendo, ma ci sono purtroppo ancora molte piccole e medie imprese che fanno fatica”.

A dirlo è Cristina Bargero giovane deputata del partito democratico, membro della commissione Attività produttive di Montecitorio.
Secondo Bargero infatti gli “strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese sono complessi” ed è proprio qui che il microcredito “può dare una mano”.
Deputata Bargero in questo momento a che punto siamo con l’internazionalizzazione delle imprese nel nostro Paese?
L’internazionalizzazione delle imprese in Italia è senz’altro uno degli importanti elementi che ci sta aiutando a uscire dalla crisi perché soprattutto nel Nord Ovest e Nord Est i dati dell’export sono uno dei fattori che continuano a trainare quel poco di ripresa che vediamo. Abbiamo una situazione a macchia di leopardo: imprese molto internazionalizzate che hanno buoni fatturati perché puntano sull’export; una marea di piccole imprese che sull’internazionalizzazione fatica ancora. Ci sono alcune, anche piccole e medie imprese, che riescono a esportare, ma gli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese sono complessi, richiedono un capitale non indifferente perché ci vogliono skill, uffici all’estero. Ci vuole un supporto pubblico che aiuti le imprese a esportare. Il ministro Guidi, nel corso di un’audizione alla Camera, si poneva l’obiettivo di incrementare di 20mila piccole e medie imprese il numero di quelle dedicate all’internazionalizzazione.
Cosa sta facendo il governo per aiutare le imprese a immettersi nel mercato straniero?
Il Governo, con la legge di stabilità, con il “Destinazione Italia” e lo “Sblocca Italia”, ha stanziato attraverso vari fondi: 130 milioni per il 2015, 50 per il 2016 e 40 per il 2017, previsti nella legge di stabilità 2015. Anche nell’investment compact, che sarà esaminato a breve, è prevista la trasformazione di Sace. Si cerca di aumentare le facoltà di Sace, estendendole anche al settore creditizio.
Lo spacchettamento della delega fiscale però ha fatto slittare le nuove misure sull’internazionalizzazione a primavera, secondo lei perché?
La delega fiscale è uno strumento complesso, tocca diversi settori del fisco: avere alcuni mesi in più per lavorarci consente un maggiore approfondimento. Quando tutti i decreti attuativi della delega fiscale saranno adottati avremo fatto grandi passi in avanti sia per le imprese che per i rapporti tra fisco e cittadini, semplificandoli, e rendendo meno onerosi alcuni investimenti per le imprese. Nel decreto sull’Imu agricola è prevista la proroga di sei mesi per la delega fiscale.
Mentre in Parlamento ci sono delle proposte di legge su questo tema?
In Parlamento stiamo seguendo l’iter dei decreti, cercando di migliorarli. Su Sace probabilmente dovremo intervenire. In ogni provvedimento cerchiamo di inserire misure, attraverso emendamenti, che aiutino le piccole e medie imprese. Il finanziamento della Sabatini è avvenuto grazie all’attività emendativa della mia commissione.
Perché internazionalizzare è importante e perché le aziende devono guardare ai mercati esteri?
Oramai siamo in un mercato globalizzato: quello interno non è più sufficiente. Un altro scopo del governo è promuovere il made in Italy. Si ampliano i mercati.
Come può il microcredito aiutare le imprese per varcare i confini nazionali?
Il microcredito ha consentito di dare un aiuto alle piccole e medie imprese. Le aiuterà attraverso gli strumenti che il governo, con l’aiuto del Parlamento, ha emanato: un sostegno a tutti i fondi che sostengono il credito e qui è importante il ruolo di Cassa depositi e prestiti. Io voglio ricordare il ruolo importante di Ice e delle Camere di Commercio che stanno facendo un’opera congiunta per l’internazionalizzazione delle imprese.
Secondo lei in Italia il microcredito è abbastanza conosciuto?
Ci vorrebbe un’attività di marketing da parte di chi fa microcredito per far conoscere alle piccole e micro imprese le possibilità che sono fornite dal microcredito.

Cristina Bergero
Classe 1975, nata a Casale Monferrato. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Torino con un percorso di studi economico e attualmente è ricercatrice presso l’Istituto Ricerche Economiche e Sociali del Piemonte. Si occupa delle tematiche relative alle politiche pubbliche e in particolare a quelle dello sviluppo economico del territorio e della finanza locale. Autrice di diverse pubblicazioni, è stata docente a contratto presso l’Università degli Studi di Torino. È stata tra le fondatrici del PD nella provincia di Alessandria. Entra in politica nel 2012 dopo aver partecipato alle primarie dei parlamentari del PD nella provincia di Alessandria, dove risulta la seconda più votata, dietro solo a Daniele Borioli. Entra così nella lista di candidati per la Camera dei deputati alle Elezioni politiche italiane del 2013 per la circoscrizione Piemonte 2. Il 24-25 febbraio 2013 viene eletta per la prima volta alla Camera dei deputati e il Partito Democratico, nella sua città natale, Casale Monferrato, diventa il partito più votato.

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