NUOVI PROGETTI FIORISCONO

Sempre più contagiosa la febbre del microcredito Intervista a Luigi di Maio vicepresidente della camera

Ainhoa Agullò Fernandez

Il Microcredito ormai contagia tutti. Iniziato in sordina 10 anni fa, il finanziamento intelligente che aiuta tutti senza guardare garanzie e portafogli ma soltanto le idee è un virus inarrestabile. È frutto del lavoro di quanti negli anni si sono spesi per la sua diffusione e della testimonianza di tanti che hanno “svoltato” proprio grazie al microcredito. L'idea deve essere piaciuta anche ai vertici del M5S visto che hanno sposato la causa. I parlamentari cinquestelle hanno deciso di tassarsi e di destinare parte del proprio stipendio da onorevole al fondo dedicato, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. L'obiettivo è aiutare le pmi in un periodo in cui la stretta dei crediti bancari ha messo un freno anche alle ambizioni e alle idee di migliaia di imprenditori. Il fondo cinquestelle per il momento ha una dotazione di 10 milioni di euro. Vediamo come funziona. Il tetto finanziabile è 25mila euro, anche se in alcuni casi è possibile arrivare a 35mila euro, di cui potranno godere subito duemila imprese per poi crescere a ritmo di un’impresa al giorno per dieci anni.
È destinato ad aziende esistenti o a chi ha idee imprenditoriali legate all’agricoltura, all’artigianato, al commercio, ai servizi e a tutte le start up innovative. L'obiettivo è finanziare oltre 40 imprese al mese. L’iniziativa 5 Stelle è stata resa pubblica il 5 marzo a Roma nel corso di una manifestazione al mercato di Testaccio. A presentarlo senatori e deputati. Tra loro anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che lo scorso ottobre è stato ospite del convegno 'Capacity Building' promosso dall'Ente Nazionale per il microcredito presso la sala delle bandiere della Commissione Ue.
Il percorso per accedere al credito prevede alcuni step: innanzitutto, ci si registra sul sito www.fondidigaranzia.it, quindi si ottiene un codice valido per 5 giorni entro i quali ci si reca con il proprio progetto presso uno degli intermediari finanziari stabiliti nel decreto legge firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, il 15 marzo scorso. A questo punto gli intermediari presenteranno richiesta per il credito. Una volta presentata la documentazione e approvato il progetto, la risposta e l’approvazione del finanziamento dovranno pervenire per legge entro 60 giorni.
Luigi Di Maio ha sposato la causa del microcredito e, da vicepresidente della Camera, è diventato uno degli ambasciatori di “questo rivoluzionario sistema di finanziamento che può aiutare migliaia di persone in tutto il Paese”. E che la sua passione non sia soltanto di facciata lo si capisce dall'entusiasmo delle parole e dal sostegno concreto al fondo per il microcredito creato dal M5S a sostegno degli imprenditori.
Il microcredito è l'unico strumento che riesce a dare risposte e prestiti a chi li chiede. Le banche, anche a causa di rigide norme europee, creano un muro contro gli imprenditori. Un muro che il microcredito può abbattere. Si dà aiuto alle idee e non alle persone con garanzie. Il microcredito è lo strumento più importante per rispondere alle esigenze di imprese che non possono accedere alle linee di credito tradizionali.

Con la crisi economica si sono stretti anche i canali tradizionali di finanziamento. Ma senza finanziamento alle imprese non si fa economia. Si è innescato un circolo vizioso.
Il microcredito può rappresentare una risposta alla crisi economica e finanziaria che colpisce cittadini ed imprenditori. L'importante, però, è che si tratti di iniziative serie. Lo Stato italiano si è formalmente impegnato ad estendere questo tipo di attività con fini non lucrativi anche grazie ad un chiaro riferimento normativo (legge 106/2011; legge 244/2007) che dà attuazione a due risoluzioni dell'Onu per la lotta alla povertà. In tal senso, giudico positivamente le funzioni di controllo e coordinamento che sta svolgendo l'Ente nazionale per il microcredito che ho avuto modo di conoscere già in passato, partecipando al convegno 'Capacity Building' promosso dall'Ente lo scorso ottobre.

Anche il M5S si è innamorato del microcredito.
Con le azioni di microcredito si possono aiutare davvero centinaia di migliaia di persone. È una opportunità per tutti. Quelli che abbiamo investito noi cinquestelle sono dieci milioni, dieci milioni dei nostri stipendi che andranno nel fondo per il microcredito presso il ministero dello Sviluppo Economico. Sono soldi che vanno ai cittadini che vogliono aprire un'attività e agli imprenditori da meno di 10 anni e con meno di 10 dipendenti.

Di che si tratta?
È un fondo che non chiede garanzie al richiedente il quale, inoltre, viene assistito e formato per tutto il periodo del prestito grazie ad un accordo con l'associazione nazionale del consulenti del lavoro. Siamo partiti il 5 marzo. Ci tengo a sottolineare che il fondo M5S non è intestato a noi perché non vogliamo essere amministratori di denaro. Abbiamo soltanto presentato due richieste al MiSE: un registro chiaro e trasparente delle imprese che accedono al fondo; e l'evidenza dell'importo del nostro contributo.

Seguite le linee guida del microcredito
Con quanto versato finora, si riuscirà ad aiutare una persona al giorno per 10 anni. Questo grazie al meccanismo di auto-alimentazione dei microcredito: chi restituisce il denaro ricevuto in passato contribuisce a ricostituire nuovamente il fondo. E così via.

Garanzie di successo?
L'importante è assistere gli imprenditori. Abbiamo anche creato un sistema di feedback per i richiedenti: chi presenta domanda e riceve risposta negativa, può contattarci in modo che verifichiamo perché il finanziamento non è andato a buon fine.

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