L'APPROCCIO BCC ROMA

Francesco Liberati | Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Roma

La concezione moderna di microcredito viene collegata immediatamente agli studi e alle iniziative poste in essere, a partire dai primi anni settanta del secolo scorso, da Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006, per le sue conquiste nell’ambito dell’accesso al credito da parte delle popolazioni rurali del Bangladesh, esperienza replicata successivamente in diverse aree continentali.

In realtà le tematiche relative al microcredito e alle sue applicazioni concrete, con la ricerca di forme alternative rispetto a quelle istituzionali e tradizionali, hanno origini molto più lontane.
Vorrei ricordare l’esperienza del credito cooperativo sviluppatasi in Italia, verso la fine del XIX secolo, nei territori padovani (Loreggia), di cui fu promotore Leone Wollemberg, seguendo il differente approccio al credito impostato in Renania tra il 1847 e il 1849 da Willheim Raiffeisen, ideatore di un fondo assistenza per le attività agricole. Presto proprio questo fondo pensato per i piccoli villaggi locali si sarebbe tramutato nella prima Cassa Rurale di Prestiti, prototipo delle strutture di credito generatesi successivamente.
La concezione che muove i primi fondatori ad interessarsi al credito e alle forme di accesso connesse si lega alla visione di una cassa sociale, fortemente legate alla promozione dei principi di ispirazione cattolica, con l’impegno concreto nelle attività della sfera umana, compresa quella produttiva.
Sin da allora le Casse Rurali (divenute in seguito Banche di Credito Cooperativo) individuarono una risposta condivisa a un bisogno collettivo, una formazione cooperativa di sviluppo economico e di inclusione sociale, il cui apporto insiste su di un duplice aspetto: da una parte il rifiuto dell’assistenzialismo, che non genera condizioni di miglioramento individuale e, dall’altra, la ridefinizione a ruolo centrale della persona e del potenziale umano.
Questa idea è tuttora elemento fondante negli statuti delle BCC che stabiliscono di perseguire innanzitutto obiettivi di utilità sociale, che si concretizzano nella funzione di “promuovere il miglioramento delle condizioni morali e culturali dei soci e della comunità locale” a cui appartengono. Inoltre sanciscono di perseguire il compito di promuovere lo sviluppo della cooperazione e della coesione sociale, e la crescita responsabile e sostenibile del territorio1.
Alla nascita del Credito Cooperativo è dunque connessa l’idea del credito come strumento di sviluppo economico e sociale. Perché ottenere credito significa ottenere “fiducia”, e in certi casi, acquisire attraverso il miglioramento economico, anche quello sociale. Dall’altro lato, il risparmio, innesca principi di educazione alla responsabilità, impegna in prima persona.
Oggi il microcredito continua a essere la risposta a esigenze socio-economiche attualizzate, purtroppo sempre più pressanti e comuni, così come lo era efficacemente per le popolazioni rurali di fine ‘800; infatti permane lo scopo che le persone in temporanea difficoltà economica riescano ad affrancarsi dallo status di “assistito” e siano spronate a cercare di risolvere i loro problemi economici (e spesso non solo), avendo la possibilità di accedere al credito, da cui sono escluse, tramite prestiti di piccole somme di danaro da utilizzare per sanare la situazione economica negativa della loro impresa, per crearne una nuova, per affrontare spese impreviste e migliorare le proprie condizioni di vita o quelle della propria famiglia.
Nel mondo del Credito Cooperativo sono moltissime le esperienze nel campo del microcredito, inteso come visione sociale e democratica del credito, oltre che strumento di sviluppo economico. Ne illustrerò qualcuna proposta dalla BCC di Roma per dare la dimensione concreta di questo impegno.

Microcredito per le famiglie e per fasce determinate di popolazione
Un filone peculiare sono i piccoli prestiti rivolti alle famiglie in stato di necessità.
Una iniziativa di questo tipo è quella realizzata a partire dal 2004, in collaborazione con il Comune di Roma e l’Associazione Codice Donna. Si trattava di un credito a condizioni di favore pensato per coniugi separati che avevano necessità di un piccolo aiuto per superare una condizione di difficoltà.
Il progetto prevedeva prestiti agevolati (fino a 5.000 euro) a tassi estremamente vantaggiosi e sostegno nell’azione di recupero degli assegni di mantenimento per i figli rivolto a quei genitori (1 caso su 3) che non riuscivano a percepirli, o li ricevevano in modo irregolare e/o incompleto.
Sempre in collaborazione con il Comune di Roma, nel 2010 BCC Roma aderiva, come unica banca, a una convenzione a sostegno dei nuclei familiari con figli nati o adottati dopo il 1° gennaio 2009, già possessori della “Carta Bimbo” rilasciata dal Comune medesimo alle giovani famiglie con redditi ridotti. La carta prevedeva buoni sconto e servizi. La convenzione prevedeva l’erogazione di piccoli finanziamenti (importo massimo di 2.000 euro) nella forma di mutui chirografari, denominati “Chirobimbo”, a tasso agevolato e della durata massima di tre anni. A tale forma di microcredito potevano accedere anche le “famiglie numerose”, a prescindere dal reddito, che avessero avuto il quarto figlio, e oltre, dopo il 1° gennaio 2009.


Un’altra iniziativa attuata da BCC Roma nei primi anni del 2000, e tutt’ora in vita, è un prestito a tassi e condizioni agevolati, della durata fino a 5 anni e l’importo massimo erogabile di 10.000 euro, rivolto alle famiglie e ai genitori soli, con bambini sino a 3 anni di età. Si tratta di “Mutuo Zerotre”, un prestito per venire incontro alle esigenze di tutte le giovani famiglie chiamate a sostenere costi straordinari, nei primi anni di vita dei bambini. Ma è rivolto anche a coloro che si trovino in condizioni di temporanea difficoltà, come ad esempio madri single o famiglie di giovani immigrati.
L’idea di questo prestito nasce dall’analisi della situazione socio-economica del nostro Paese, posizionato agli ultimi posti in Europa per indice di natalità, denotando ormai un trend costante di innalzamento dell’età media della popolazione.
Un’altra iniziativa messa in campo per le famiglie, su ideazione Federcasse, la Federazione nazionale delle banche di Credito Cooperativo, è “Mutuo ad8”, finanziamento agevolato, nelle condizioni e nelle procedure, in favore delle persone alle prese con l’iter delle adozioni internazionali e con le spese connesse. Il mutuo chirografario che non prevede garanzie ed è erogabile in 10 giorni lavorativi, ha una durata massima di 5 anni e un importo standard di 10.000 euro, elevabile fino ad un massimo di 15.000 per l’adozione contestuale di più minorenni oppure per quella di bambini che risiedono in Paesi extraeuropei. Unica formalità richiesta è quella di essere in possesso del decreto di idoneità all’adozione internazionale rilasciato dal Tribunale dei minori e copia del mandato conferito a un Ente autorizzato. Circa 200 sono le famiglie che, dalla sua entrata in vigore (2002), hanno sottoscritto il mutuo.
L’inclusione sociale dei cittadini immigrati da tempo è un tema al quale BCC Roma ha prestato particolare attenzione. Nel 2005 venne stipulata una convenzione in esclusiva con la Provincia di Roma per la concessione di finanziamenti sino a un massimo di 15.000 euro a favore dei progetti imprenditoriali di immigrati extracomunitari. Il tasso di interesse, già di per sé vantaggioso, veniva abbattuto del 50% per intervento della Provincia che mise a disposizione anche un fondo di garanzia.
In seguito è stata anche ideata la linea “Conto In Italy” (già “Conto Welcome”), che offre la possibilità ai migranti con regolare permesso di soggiorno di aprire un conto corrente a condizioni particolari, con rilascio assegni e servizio di home banking, oltre la possibilità aggiuntiva di un prestito chirografario e di altri due a tassi particolari finalizzati all’apprendimento della lingua italiana e del pagamento rateale della card metrobus annuale.
Infine, sempre nell’ambito degli interventi in favore di fasce determinate della popolazione, la Banca ha recentemente predisposto una linea di finanziamenti a medio-lungo termine denominata “Via Libera” finalizzata alle esigenze dei portatori di handicap.
I finanziamenti a condizioni agevolate forniscono alle persone diversamente abili, come identificati dall’art. 3 della Legge n.104, un’adeguata gamma di strumenti creditizi a supporto della disabilità, delle peculiari esigenze e degli elevati costi, anche se parzialmente supportati dal sostegno pubblico. In particolare sono previste tre forme di finanziamento per finalità diverse. Il primo è destinato all’abbattimento delle barriere architettoniche (per la parte di spese non coperte dal contributo pubblico) sino a massimo di 30.000 euro e durata di 5 anni, il secondo è un’anticipazione di massimo 9.500 euro per una durata di 3 anni, del contribuito comunale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, mentre il terzo finanziamento, destinato all’acquisto di beni a supporto della disabilità, è di massimo 30.0000 euro con durata 5 anni.

IL MICROCREDITO IN COLLABORAZIONE CON LA REGIONE LAZIO


Combattere la povertà e l’esclusione sociale, con la concessione di piccoli prestiti a tutte le persone che hanno difficoltà a ottenere credito dal sistema tradizionale. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del sistema di microcredito della Regione Lazio, che vede l’attiva partecipazione di BCC Roma.
Il Fondo per il Microcredito è stato istituito con la Legge Regionale n. 10 del 18 settembre 2006, che ne ha affidato la gestione operativa a Sviluppo Lazio. Questa legge, in seguito all’esperienza acquisita in un anno di intensa attività e, soprattutto grazie ad un’approfondita analisi dei bisogni maggiormente manifestati da tutti coloro che hanno dimostrato grande interesse al progetto, ha subito alcune modifiche sostanziali riguardanti gli ‘assi d’intervento’ nei quali la legge citata era inizialmente articolata, ampliando sia i soggetti beneficiari che l’ambito di operatività.
Attualmente gli assi di intervento sono i seguenti:

  1. interventi in favore di microimprese, in forma giuridica di cooperative, società di persone e ditte individuali, costituite e già operanti, ovvero in fase di avvio d’impresa, volti sia a contrastare l’economia sommersa sia a sostenere la nuova occupabilità, l’autoimpiego e l’inclusione di lavoratrici e lavoratori con contratti atipici. Per questo asse gli importi erogabili sono compresi tra 5 mila e 20 mila euro;
  2. crediti di emergenza, finalizzati ad affrontare bisogni primari dell’individuo, quali la casa, la salute e i beni durevoli essenziali;
  3. sostegno a persone sottoposte a esecuzione penale, intra o extra muraria, ex detenuti, da non più di 24 mesi, nonché conviventi, familiari e non, di detenuti.­

Per questi due assi che riguardano le persone fisiche gli importi erogabili sono da 1000 a 10.000 euro.
I finanziamenti vengono erogati da BCC Roma, ad oggi unica banca convenzionata con Sviluppo Lazio. Da notare che la convenzione non è stata fatta in esclusiva con BCC Roma, ma al contrario era (ed è) aperta agli altri istituti di credito. Solo che nessun altro istituto ha trovato interessante aderire a un sistema di microcredito di inclusione regionale.
Sempre la BCC Roma provvede a incassare le rate mensili versate dai beneficiari stessi, al fine di ricostituire il fondo e far sì che altre persone, a loro volta, abbiano la possibilità di accedere al microcredito. Nel caso di morosità, l’Operatore territoriale, informato dalla Banca, esegue la fase di tutoraggio della restituzione, cercando di comprendere qual è la causa dell’insolvenza del beneficiario, prima di procedere alle normali azioni di recupero.
Complessivamente il numero dei beneficiari ad oggi è stato di 629 per un importo complessivo erogato di oltre 6.600.000 euro.

CONVENZIONE UNIONFIDL LAZIO PER ANTICIPAZIONE CIG-GIGS

La crisi economica di questi anni ha indotto in difficoltà finanziarie e produttive un numero crescente di imprese, che si è ripercosso sui dipendenti, molti dei quali costretti alla Cassa Integrazione Guadagni. Oltre ad aderire alla convenzione con l’ABI, BCC Roma ha stipulato, e successivamente rinnovato, una Convenzione tra la Regione Lazio e Unionfidi Lazio SpA, per la concessione di anticipazioni bancarie assistite dalla garanzia totale dell’Ente in favore di lavoratori, residenti nel Lazio, titolari di provvedimenti di ammissione all’integrazione salariale Ordinaria e Straordinaria (CIG/CIGS), che ha riguardato decine di aziende e centinaia di lavoratori. Si è data la possibilità di ottenere un’apertura di credito in conto corrente (nella forma di un fido di c/c temporaneo) per un importo massimo di 3.000 euro a favore di ciascun lavoratore, corrispondente a una stima delle spettanze di CIGS per un periodo di quattro mesi al tasso debitore del 3%. Il conto corrente è a condizioni agevolate; gratuito per i primi 6 mesi e poi scontato al 50% per tutta la durata rimanente del rapporto.

INTERVENTI DI MICROCREDITO PER L'ABRUZZO A SEGUITO DEL SISMA DEL 2009

Oltre ad aderire alle iniziative proposte da ABI e da Cassa Depositi e Prestiti, molteplici e immediate sono state le iniziative BCC Roma a seguito del terremoto che ha colpito il territorio dell’Aquila nell’aprile del 2009, un territorio che è parte integrante della propria zona operativa.
Tre le iniziative gestite direttamente da BCC Roma, e non più attualmente in vigore, ne ricordo quattro, tra le più significative.
- Un finanziamento di sussistenza per i soci della Banca colpiti dal sisma. Si è trattato di uno scoperto su conto corrente fino a un importo di 4.000 euro, erogato in rate mensili, a tasso zero per un intero anno. Al termine della scadenza è stato predisposto un apposito finanziamento a tasso agevolato per consentire l’abbattimento delle esposizioni registrate sui conti correnti.
- Il finanziamento “Un auto per l’Abruzzo” è stato pensato invece per la nostra clientela e i nostri soci che avevano perso l’automobile durante il sisma, a mezzo di un mutuo chirografario a tasso fisso. Il mutuo copriva il costo d’acquisto della vettura aumentato di un 10% con un massimo di 10.000 euro ed era disponibile senza particolari formalità se non la richiesta di concessione del finanziamento e la relativa delibera del Direttore di Agenzia, assunta sulla base dell’andamento e della storicità del rapporto oltre che della conoscenza personale. I finanziamenti erogati sono stati 106 per un totale di 993.000 euro.
- Il finanziamento “Riavvio Imprese L’Aquila” ha visto la Banca impegnata a supportare le aziende colpite. Un mutuo chirografario fino a 15.000 euro a tasso zero per la ripresa dell’attività di imprese e studi professionali con sede lavorativa nelle aree interessate dal sisma della durata di tre anni con rimborso a partire dal secondo anno e destinato, anche qui, a soci e clienti. L’iniziativa ha visto erogati 183 finanziamenti per un totale di 2.718.000 euro.
- Infine, “Emergenza Residenza L’Aquila” ha riguardato invece il supporto creditizio ideato da BCC Roma per l’acquisto di case prefabbricate, camper e per spese di prima ristrutturazione di immobili residenziali, dotati di certificato di agibilità “con riserva” e relazione tecnica che indicasse i lavori necessari al ripristino delle condizioni abitative. Il mutuo chirografario a tasso variabile copriva il 100% dell’importo preventivato (iva inclusa) fino a un massimo di 60.000 euro per ciascuna richiesta. Sono stati erogati complessivamente 150 finanziamenti per un totale di 4.781.000 euro.
Una parte importante del complesso degli interventi effettuati è costituito dal progetto “Microcredito per l’Abruzzo”, gestito in collaborazione con il Consorzio Etimos, ABI, Protezione Civile e la Caritas Diocesana dell’Aquila, per offrire prestiti a un’ampia fascia di popolazione colpita dal sisma.
Etimos è un consorzio finanziario internazionale con una sede centrale in Italia, a Padova, e tre sedi decentrate in Sri Lanka, Senegal e Argentina. Da più di vent’anni raccoglie risparmio e lo gestisce investendo nei Paesi in via di sviluppo, a sostegno di programmi di microcredito, cooperative di produttori, iniziative microimprenditoriali e organizzazioni di promozione sociale.
“Microcredito per l’Abruzzo” è stato pensato per offrire prestiti a condizioni agevolate, assistenza tecnica e formazione a famiglie e singole persone, piccole e micro imprese, cooperative e imprese sociali, sia start-up che realtà già consolidate danneggiate direttamente o indirettamente dal terremoto.
La Banca ha aderito al Protocollo d’Intesa stipulato il 22 luglio 2010 tra il Consorzio Etimos, l’ABI e la FEDAM (Federazione delle Banche di Credito Cooperativo Abruzzo e Molise). Un fondo iniziale di 5 milioni di euro ha permesso l’erogazione di 705 finanziamenti per un importo complessivo di oltre 17 milioni di euro. In dettaglio, sono state 465 le imprese che hanno avuto accesso ai prestiti, mentre quelli riguardanti famiglie sono stati 240. Nel progetto BCC Roma è leader assoluto per importi erogati e operazioni effettuate.

PROGETTI INTERNAZIONALI: I CASI DELL'ECUADOR E DEL TOGO

La BCC di Roma aderisce con convinzione al progetto “Microfinanza campesina” in Ecuador, promosso da Federcasse, capofila della partnership con Codesarrollo (Cooperativa de Ahorro y Credito “Desarrollo de los Pueblos”), un organismo che associa oltre 800 piccole banche di villaggio sparse sulle Ande e che costituisce una giovane realtà bancaria attiva nella costituzione di un sistema finanziario etico alternativo nel Paese andino. Il progetto, attivo da oltre 10 anni, comprende assistenza tecnica e finanziamenti per lo sviluppo della cooperazione di credito nel Paese sudamericano promuovendo, attraverso la formula del microcredito, lo sviluppo delle popolazioni locali, soprattutto i più poveri, gli indios e i campesinos. Rappresentanti di BCC Roma hanno partecipato direttamente a due missioni organizzate sul territorio ecuadoriano per seguire gli effetti concreti dei finanziamenti erogati.
Codesarrollo è una emanazione diretta del FEPP, il Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio, nato negli anni ’70 su ispirazione della Conferenza Episcopale del Paese Latino Americano. Tutto il sistema della locale cooperazione di credito è fortemente caratterizzato da una profonda impronta valoriale, sostenuta anche dalla presenza capillare dei tanti missionari salesiani (moltissimi italiani) presenti fin nei centri rurali più lontani.
Nel gennaio 2014, oltre 220 Banche di Credito Cooperativo (BCC) hanno messo a disposizione di Codesarrollo un plafond di quasi 40 milioni di dollari per finanziamenti a condizioni agevolate (4-5%), a beneficio di oltre 150 mila famiglie di campesinos e delle attività collegate. Sono stati donati, inoltre, circa 2 milioni di dollari.

I finanziamenti a Codesarrollo vengono generalmente erogati in pool coordinati dalle Federazioni Locali. Ad ogni pool è assegnata una precisa destinazione: il pool delle BCC della Federazione Lazio Umbria Sardegna è destinato alla costituzione del fondo di credito di due nuove succursali di Codesarrollo, aperte nei quartieri popolari poveri del sud e dell’est di Quito, dove ancora arrivano molti emigranti dalle campagne.


Nell’ambito del più generale progetto “Microfinanza Campesina”, un ruolo particolare ha assunto la Fondazione Tertio Millennio, la Onlus di sistema. Tante le iniziative della Fondazione tra cui un corso di formazione triennale per 300 giovani campesinos, futuri dirigenti delle Casse Rurali dell’Ecuador, il sostegno al Programma Agricolo Triennale (2005-2007) del Fondo Ecuadoriano Popolorum Progressio e la donazione, sempre nel 2005, di circa 23 mila dollari alla Fundacion Tierra Nueva per l’acquisto di un pulmino adibito al trasporto dei bimbi disabili dell’Ospedale dei Poveri di Quito. Nell’ambito, poi, del progetto “Capitalizzazione di Codesarrollo e delle Cooperative di base 2009-2011” la Fondazione - grazie al contributo delle società del Gruppo Bancario Iccrea - è diventata socio di Codesarrollo.
Insomma il programma, ad oggi il più grande progetto di sviluppo realizzato in Ecuador con fondi privati, è diventato un “caso di scuola” per chi vuole conoscere la tecnica e le caratteristiche del microcredito. “Microfinanza campesina” è un esempio di come si possa fuoriuscire efficacemente da logiche assistenzialistiche. Il sostegno economico e il trasferimento di know-how mirano infatti a potenziare una realtà eticamente orientata che rispetta le regole del mercato ed è in grado di mantenersi, crescere e contribuire al miglioramento delle condizioni di vita attraverso il sostegno alle attività economiche produttive.
Nel 2012 è stato firmato a Roma un accordo triennale tra Coopermondo/Confcooperative e Federcasse con le organizzazioni di microfinanza e dei produttori agricoli del Togo. In quell’occasione è stato costituito un pool di sei Banche di Credito Cooperativo, tra le quali BCC di Roma, per un impegno complessivo di 1.850.000 euro di finanziamenti agevolati a favore del paese africano.
La firma ha fatto seguito all’accordo del 2007, quando Federcasse, Confcooperative e Federcoopesca diedero vita, per l’appunto, a Coopermondo - Associazione per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo. Le finalità della Associazione sono quelle di favorire le relazioni culturali, sociali ed economiche tra il mondo cooperativo italiano e i paesi in via di sviluppo, stimolando la diffusione del modello cooperativo.
L’intesa ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti delle zone rurali (oltre la metà della popolazione togolese vive con meno di un dollaro al giorno) in un’ottica di scambio di esperienze e di competenze con il mondo cooperativo italiano, attraverso tre componenti: quella finanziaria (coordinata dal Credito Cooperativo e da Federcasse per favorire l’accesso al credito), quella agricola e quella socio culturale.


Le risorse sono destinate principalmente a Fececav e Urclec, due Istituzioni di Microfinanza (IMF) togolesi, ed in gran parte destinate al finanziamento a medio/lungo termine di cooperative, associazioni, microimprese. Una prima tranche di 600 mila euro è stata erogata al momento della costituzione del pool ed è già impiegata per l’acquisto di sementi di gnam, soia, mais, motopompe e prime attrezzature utili a consentire di avviare piccole attività autonome di coltivazione e raccolto. Il grande valore di un processo di questo tipo sta nell’essere basato sulla formula del credito (e non sull’erogazione di contributi a fondo perduto). Essenziale per il processo di crescita delle comunità locali è difatti innescare un percorso di fiducia e di corresponsabilizzazione, che migliora le competenze e le condizioni di vita degli agricoltori, favorendo altresì l’educazione finanziaria e al risparmio.
In Togo, la microfinanza è considerata uno strumento cardine per la lotta contro la povertà, in forte crescita negli ultimi anni (dal 2006 al 2011 i beneficiari sono quasi triplicati, passando da 360.000 ad oltre un milione). L’iniziativa può contare sullo specifico know-how del Credito Cooperativo e si basa su quanto già sperimentato positivamente con il programma “Microfinanza Campesina”.


Questo elenco di iniziative in cui la BCC di Roma è attore unico o partner in collaborazione con Pubbliche Amministrazioni o operatori specializzati, vuole raccontare sommariamente l’esperienza passata e presente della banca nel campo del microcredito. Il filo che le lega è l’obiettivo di fondo comune a tutte la banche cooperative mutualistiche: educare i soggetti più deboli al risparmio e a difendersi dall’usura, responsabilizzare le persone dando credito a chi lo merita attingendo le risorse dalla comunità in cui le persone stesse vivono. Non si tratta di fare filantropia, di concedere piccoli prestiti in un territorio per un determinato lasso di tempo per poi chiudere l’esperienza e passare ad altro, magari in un’altra zona. L’educazione all’autoaiuto, al meritare la fiducia della banca e quindi indirettamente la fiducia dei cittadini che hanno affidato i loro risparmi alla cura della banca stessa sono delle caratteristiche fondamentali della cooperazione di credito. Nel mondo moderno la missione sancita negli statuti della Banche di Credito Cooperativo -perseguire il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche dei soci e degli appartenenti alle comunità locali, promovendo lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla previdenza- ha forse un sapore un po’ ottocentesco e demodé ma è un tratto irrinunciabile di quella “differenza” rispetto ai normali operatori bancari che caratterizza le BCC.

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NOTE
1 L’art. 2 dello Statuto della BCC di Roma così recita: ”Nell’esercizio della sua attività, la Società si ispira ai principi dell’insegnamento sociale cristiano e ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata.
La Società ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promovendo lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera.La Società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune. E’ altresì impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei Valori del Credito Cooperativo, e a rendere effettive forme adeguate di democrazia economico-finanziaria e lo scambio mutualistico tra i soci nonché la partecipazione degli stessi alla vita sociale”.