LE INIZIATIVE DEI BALCANI

Stephen TAYLOR | direttore Servizio Marketing, Comunicazione e Sviluppo mercato di AREA Science Park


L'integrazione dell’intera area balcanica all’interno dell’Unione Europea è un processo ampiamente avviato e sostenuto a livello comunitario grazie allo Strumento di Assistenza alla Preadesione (IPA), una linea di finanziamento della Commissione europea che offre assistenza ai futuri membri dell’Unione. Dell’IPA usufruiscono, tra gli altri, Serbia, Montenegro e Albania, così come ne ha beneficiato in precedenza la Croazia, fino al suo ingresso effettivo nell’UE il 1° luglio 2013.
L’opportunità per i Paesi destinatari dei fondi è rilevante, come ha evidenziato di recente Jadranka Joksimovic, ministro senza portafoglio del Governo serbo incaricato per l’integrazione europea, che ha indicato in 1,5 i miliardi di euro i fondi IPA a disposizione del suo paese entro il 2020, ovvero 200 milioni di euro l’anno. “Le riforme che abbiamo implementato - ha sottolineato la Joksimovic - sono riconosciute come il fattore più importante in vista dell’apertura dei primi capitoli negoziali”.
La crescita di competitività e la convergenza dell’economia serba e degli altri paesi balcanici verso standard europei passa anche attraverso il rafforzamento delle strutture dedicate alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e all’innovazione. Sono questi, infatti, asset in grado di accrescere la conoscenza e rivitalizzare il tessuto imprenditoriale, contribuendo a innescare i processi di modernizzazione.
AREA Science Park, il principale parco scientifico e tecnologico italiano con sedi a Trieste e a Gorizia, è da sempre attivo nella promozione di partenariati internazionali e nella consulenza alla progettazione di poli scientifico-tecnologici (cd capacity building) in Italia e all’estero. Grazie alla sua collocazione transfrontaliera ha stretto legami, in particolare, con i Paesi dell’Europa Centro-orientale, realizzando con successo attività di assistenza tecnica e capacity building in Serbia, Croazia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina.
“In Serbia da tempo collaboriamo con diverse istituzioni ministeriali, università, centri di ricerca e parchi tecnologici - spiega Stephen Taylor - Più in generale, operiamo nei paesi dell’area balcanica trasferendo agli enti pubblici e privati know-how e metodologie in grado di migliorare i processi di business, di trasferimento tecnologico e di collaborazione interaziendale”.
In questo percorso è sembrato naturale per AREA Science Park incrociare la propria iniziativa con quella della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’ente Nazionale per il Micro Credito di Roma, definendo una strategia congiunta per offrire assistenza agli Stati in preadesione dell’area balcanica. Del resto la Regione, in particolare con la Serbia, ha consolidato nel tempo i rapporti grazie a diversi progetti, tra i quali citare il Memorandum d’Intesa del 2009 per collaborazioni in tema di sviluppo delle PMI, energia e ambiente, infrastrutture, istruzione e cultura, università e ricerca. Rilevante anche il Protocollo d’Intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali della Repubblica di Serbia, per lo scambio nei settori dell’e-Government e della ricerca scientifica in campo sociale, così come il Protocollo d’Intesa con la Provincia Autonoma della Vojvodina, per collaborazioni in campo commerciale e la cooperazione fra PMI, nella ricerca, nella formazione e nella cultura.
Nel corso degli ultimi anni si è rafforzata la posizione di rilievo acquisita dal Sistema Friuli Venezia Giulia in Serbia, attraverso il consolidamento delle relazioni instaurate sia a livello istituzionale che operativo dall’Amministrazione Regionale e da molteplici attori dello sviluppo locale. La realizzazione di progetti sviluppati anche nel quadro di diversi Protocolli d’intesa conferma il ruolo del Friuli Venezia Giulia in questo paese.
La Serbia, non a caso, è stata individuata quale primo paese obiettivo dall’iniziativa congiunta con AREA e l’Ente Nazionale per il Microcredito, assieme a Montenegro, Albania e Croazia, con l’idea di avviare iniziative finanziabili attraverso i fondi IPA disponibili, a partire dalla seconda metà del 2015. “Sulla base dei rapporti intercorsi tra AREA Science Park e varie istituzioni governative dei paesi coinvolti - sottolinea Taylor - dalla primavera 2014 sono partite le attività di coordinamento con i policy makers governativi che hanno manifestato grande attenzione e reale interesse verso le nostre proposte. Un primo risultato formale è stata la firma di un Memorandum of Understanding con il Ministero serbo per l’Educazione, la Scienza e lo Sviluppo Tecnologico per un piano di assistenza tecnica pluriennale”.
I tecnici di AREA, insieme all’Ente Nazionale per il Microcredito e Regione FVG, stanno lavorando alla prima stesura di un Modello di Assistenza Tecnica, base per il lavoro congiunto che porterà nel settembre 2015 alla presentazione alle autorità competenti dei paesi coinvolti di un piano organico di interventi. “Promuoveremo piani operativi di interscambio con Serbia, Albania, Montenegro e Croazia – dice ancora Taylor – per il trasferimento di tecnologie e per lo sviluppo economico, sociale e finanziario. Sarà avviato un piano pluriennale di assistenza tecnica a sostegno dell’occupazione, dell’inclusione sociale e culturale, della competitività delle piccole e medie imprese e del rafforzamento di infrastrutture di ricerca e sviluppo tecnologico”.
Contestualmente AREA Science Park, nella sua funzione di coordinamento degli enti di ricerca presenti in Friuli Venezia Giulia, sta lavorando al coinvolgimento dell’intero sistema di ricerca regionale al progetto ottenendo un primo contributo dalla Regione FVG per l’organizzazione di una serie di workshop in Serbia, Montenegro e Albania (vedi box 1). Da febbraio 2015 sono iniziate le attività per l’organizzazione del primo workshop a Belgrado che sarà al massimo livello politico, sia per dare visibilità all’iniziativa che per favorire il pieno appoggio istituzionale e finanziario del Governo Serbo.
Gli enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia potranno valorizzare le proprie competenze anche nel Piano di Assistenza Tecnica, il cui obiettivo strategico è accelerare l’integrazione europea supportando i responsabili politici e gli attori economici nei paesi in pre-adesione nell’attuazione delle riforme necessarie a soddisfare i criteri di Copenaghen1. Ciò con il fine di creare un ambiente economico più attraente, che stimoli lo sviluppo economico e la coesione sociale anche incentivando l’imprenditorialità, migliorando le tecnologie e il know-how.

Friuli Venezia Giulia e cooperazione nei Balcani
I Balcani sono un’area di primaria importanza per l’Italia e in particolare per il Friuli Venezia Giulia dal punto di vista politico ed economico. I paesi interessati alla cooperazione regionale sono la Serbia, la Croazia, il Montenegro, l’Albania, il Kosovo, la Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e la Bosnia. In questo contesto in linea con un’azione già avviata nei paesi, che stanno perseguendo un iter di integrazione nell’Unione europea, viene assicurato anche un sostegno a specifici programmi di assistenza tecnica mirati alla crescita delle capacità istituzionali necessarie per accedere ai fondi di pre-adesione (IPA). L’impegno assunto dal Governo regionale prevede uno sforzo per ridurre la frammentazione dell’aiuto e la massimizzazione del valore aggiunto delle risorse stanziate. Tali indicazioni hanno permesso di individuare un numero limitato di obiettivi che sono strettamente legati agli ambiti di intervento preferenziali della cooperazione internazionale:
- sostegno al dialogo politico e sociale, al decentramento politico e amministrativo;
- governo del territorio, inclusa la pianificazione e gestione dei servizi al territorio e la promozione dei processi di democrazia partecipativa;
- sostegno alle iniziative di sviluppo locale finalizzate alla coesione sociale, alla creazione di ambienti favorevoli alla crescita di forme associative di tipo cooperativistico e di micro, piccole e medie imprese e alla promozione di sistemi creditizi equi e sostenibili oltre al rafforzamento delle Agenzie di sviluppo e dei parchi tecnologici;- il sostegno alle politiche di tutela del patrimonio ambientale e culturale;
- la creazione di centri di formazione professionale e specialistica per la crescita dell’occupazione.
Numerose sono le intese stipulate dalla Regione FVG con partner istituzionali omologhi in queste aree che hanno portato alla intensificazione delle attività di cooperazione e partenariato del sistema FVG. La strategia privilegia modalità di partenariato territoriale imperniate su intese istituzionali tra i territori che cooperano, coinvolgendo in un impegno organico e prolungato tutti gli attori delle rispettive comunità locali (enti locali, istituzioni pubbliche, organismi strumentali, enti formativi, università, soggetti economici, ecc.) e di partenariato tematico, basate sulla creazione di reti tra gli attori dello sviluppo locale.
In riferimento alla Serbia, paese target della cooperazione regionale, nel corso degli ultimi anni si è ulteriormente rafforzata la posizione di rilievo acquisita dal Sistema Friuli Venezia Giulia attraverso il consolidamento delle relazioni instaurate sia a livello istituzionale che operativo dall’Amministrazione regionale e da molteplici attori dello sviluppo locale. La realizzazione di molteplici progettualità e iniziative di scambio sviluppatesi anche nel quadro dei Protocolli d’intesa in vigore confermano una prospettiva di più ampio impatto per il ruolo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in loco. Ci sono alcune intese in essere che fungono da volano per un rafforzarsi delle relazioni tra le due sponde dell’Adriatico, in particolare il Memorandum di Intesa con la Repubblica di Serbia sottoscritto a Roma in data 13 novembre 2009 che prevede tra i settori prioritari di collaborazione lo sviluppo delle PMI attraverso la ricerca e l’innovazione, l’energia e l’ambiente, le infrastrutture materiali e immateriali, l’istruzione e la cultura, l’università e la ricerca.
Sempre nell’ambito del rafforzamento istituzionale ed economico la regione ha firmato per la prima volta nel 2003 un Protocollo d’Intesa con la Provincia Autonoma di Vojvodina che si incentrava sulla collaborazione fra le parti in campo commerciale, sul sostegno a nuovi investimenti e sulla cooperazione fra PMI, nella ricerca, nella formazione e nella cultura. Accordo successivamente rinnovato nel 2007 per consolidare l’effettiva collaborazione nei settori industriale e commerciale, delle infrastrutture e dello sviluppo territoriale, nonché del turismo, della cultura, della ricerca scientifica, dell’ambiente e della formazione, conferendo particolare importanza allo sviluppo delle PMI. Nel 2009 è stato istituito un Gruppo di lavoro misto dedicato alla promozione di iniziative congiunte di sviluppo locale, con specifici approfondimenti su temi quali l’ordinamento istituzionale, il federalismo fiscale, lo sviluppo locale, l’utilizzo di fondi di preadesione e di altri fondi comunitari.
In questo quadro di intese istituzionali, numerose sono le progettualità sostenute dalla Regione che coinvolgono i Balcani in generale e la Serbia in particolare, tra queste emergono alcuni casi di buone prassi, quali il progetto integrato OPEN-UP per il sostegno alla riqualificazione del sistema economico del Distretto di Zajecar (Serbia) e allo sviluppo dell’interscambio fra le realtà imprenditoriali del Friuli Venezia Giulia e quelle della Serbia orientale, o il Programma SeeNet, un’iniziativa di cooperazione decentrata con l’area del Sud Est Europa cofinanziata dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri che ha visto coinvolti in maniera attiva come partner locali 47 pubbliche amministrazioni di 7 Paesi dei Balcani Occidentali. L’obiettivo che il Programma si propone è quello di facilitare il dialogo fra stati, enti e comunità locali per un efficace sviluppo locale dei territori favorendo in particolare l’accesso alle risorse economiche comunitarie, nazionali ed internazionali e l’adozione e lo sviluppo di programmi e servizi innovativi per lo sviluppo locale.
Le logiche strategiche della Regione Friuli Venezia Giulia dovranno quindi puntare nel presente e nel futuro prossimo, piuttosto che sul finanziamento di singoli progetti, su un approccio sinergico con le politiche di altre Regioni, dello Stato e dell’Unione Europea per ridurre i rischi di frammentazione delle iniziative e di dispersione delle risorse.
L’obiettivo per la Regione non è sostenere molti progetti isolati ma promuovere processi di dialogo e di messa in rete di iniziative tra i diversi attori, articolando gli interventi con meccanismi di governance multilivello e promuovendo partenariati pubblico-privato.

NOTE
1 Il criterio politico: la presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti dell’uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela; il criterio economico: l’esistenza di un’economia di mercato affidabile e la capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all’interno dell’Unione; il criterio dell’”acquis comunitario”: l’attitudine necessaria per accettare gli obblighi derivanti dall’adesione e, segnatamente, gli obiettivi dell’unione politica, economica e monetaria.Affinché il Consiglio europeo possa decidere di aprire i negoziati, deve risultare rispettato il criterio politico.
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Attività Previste dal progetto WAITC
Serbia
Un workshop ad alto livello istituzionale a Belgrado con l’obiettivo di presentare il sistema regionale, sensibilizzare gli attori e massimizzare la loro partecipazione attiva all’evento successivo. Un evento di due giornate a Trieste per favorire lo scambio tra i policy maker istituzionali su tematiche di interesse macro-regionale (strategie, processi di cooperazione, strumenti, etc.).
Albania
Due workshop, il primo a Tirana, il secondo a Scutari, durante i quali sarà presentato il sistema regionale della ricerca e dell’innovazione ai principali portatori di interesse locali. L’obiettivo è consolidare reti di collaborazione internazionale nell’ambito di future iniziative macro-regionali. La presentazione sarà aperta agli stakeholder locali.
Montenegro
Due workshop, uno a Podgorica, l’altro a Budva durante i quali sarà presentato il sistema regionale della ricerca e dell’innovazione ai principali portatori di interesse locali con l’obiettivo di consolidare reti di collaborazione internazionale nell’ambito di future iniziative macro-regionali. La presentazione sarà aperta agli stakeholder locali.
Croazia
Un workshop a Zagabria durante il quale sarà presentato il sistema regionale della ricerca e dell’innovazione ai principali portatori di interesse locali con l’obiettivo di consolidare reti di collaborazione internazionale nell’ambito di future iniziative macro-regionali. La presentazione sarà aperta agli stakeholder locali.
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AREA Science Park: la ricerca per l’innovazione
Nato sull’altopiano carsico triestino, in un territorio con una delle più elevate concentrazioni di istituti di ricerca in Italia, AREA Science Park è un sistema complesso incentrato sull’innovazione, la valorizzazione della ricerca e lo sviluppo di nuove imprese tecnologiche.
Nei suoi 94.000 m2 circa di laboratori attrezzati e spazi comuni, sviluppati su due campus a Trieste e uno a Gorizia, operano oltre una novantina di centri di R&S e imprese high-tech con oltre 2.400 addetti.
Le attività di R&S svolte in AREA Science Park sono focalizzate su cinque cluster:
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AREA è un contesto nel quale le imprese hanno l’opportunità di lavorare accanto ai centri di ricerca, con maggiori chance di valorizzare idee e creatività e finalizzare progetti di sviluppo. Hanno sede nel parco grandi istituzioni scientifiche come Elettra Sincrotrone Trieste, il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (ICGEB), la Sezione triestina dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) o diversi laboratori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dove la ricerca di base e quella finalizzata a risultati applicabili in campo medico, diagnostico o nello sviluppo di nuovi materiali si concretizzano in numerosi progetti.
L’ambiente è favorevole alla nascita di nuove imprese, alcune delle quali si stanno facendo strada a livello nazionale e internazionale. Qui è stato sviluppato un nuovo modello di incubazione, Innovation Factory, che interviene nella fase embrionale del ciclo di vita di un’impresa (pre-seed), caratterizzato da un alto rischio di fallimento.
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