CAPACITY BUILDING

UNA BUONA PRATICA CHE SI SPOSTA A EST

Giovanni Nicola PES | Direttore centro studi e progettazione ENM. Member of the fi-compass expert group on financial instruments – Commissione Europea

Una buona pratica che si sposta a Est

Sulla scorta dei risultati di successo del progetto “Capacity Building sugli strumenti finanziari”, l’Ente nazionale per il Microcredito ha ricevuto, sia in via diretta sia attraverso l’EIPA, manifestazioni di interesse da parte di una pluralità di amministrazioni estere a operare per una gestione efficiente dei fondi europei finalizzati a sostenere l’impresa.
Ecco l’argomento affrontato in questo Focus Europa, illustrando gli strumenti, i prodotti e i Paesi coinvolti, ospitando le testimonianze di due realtà legate ad Area Science Park e alla Regione Friuli Venezia Giulia, con cui l’ENM ha messo a punto una felice e proficua sinergia che sta maturando una capacità di offerta che integra accesso al credito e innovazione.
IL PROGETTO ITALIANO
Il tema della capacity building, ovvero del rafforzamento delle capacità della pubblica amministrazione di programmare, gestire ed implementare le politiche di sviluppo, è stato oggetto di attenzione nazionale ed europea già a partire dalla fine degli anni ’80, quando la tradizionale impostazione top-down della politica regionale, imperniata sui trasferimenti finanziari alle imprese e su programmi gestiti dall’amministrazione centrale, è stata sostituita da un modello di sviluppo regionale di tipo bottom-up. Tale modello, attribuendo alle regioni un ruolo di attore primario per la realizzazione delle politiche, ha evidenziato anche la necessità di avviare, a favore di dirigenti e funzionari regionali, specifici percorsi di formazione e di acquisizione di nuove competenze.
Con specifico riguardo all’implementazione dei programmi di microcredito, l’Italia è stato l’unico paese ad essersi dotato, nel quadro della programmazione 2007-2013, di un progetto complesso di capacity building volto a rafforzare le conoscenze/competenze dei personale direttivo delle regioni Convergenza, con l’obiettivo di accrescere le opportunità occupazionali attraverso l’utilizzo ottimale dei cosiddetti “strumenti finanziari”, la cui importanza è stata poi ampiamente riconosciuta nell’ambito dei regolamenti relativi al nuovo quadro di programmazione comunitaria 2014-2020 (vedi, in particolare, il titolo IV del Regolamento 1303/2013). Tra questi strumenti rientra anche il microcredito, in grado di supportare sia le politiche inclusive ed occupazionali sia quelle volte allo sviluppo del sistema imprenditoriale.
Il progetto “Capacity building sugli strumenti finanziari di microcredito: definizione e sperimentazione di nuove competenze e strumenti per la gestione efficiente ed efficace dei programmi” nasce e si sviluppa nel momento in cui l’Unione Europea mette in campo la nuova strategia per la crescita e lo sviluppo “Europa 2020” e procede alla definizione del nuovo quadro di programmazione 2014-2020. Si tratta, come noto, di un periodo caratterizzato dalla più grave crisi economico-finanziaria che abbia colpito il nostro paese nel secondo dopoguerra e che ha inciso duramente sulla vita quotidiana di persone, famiglie ed imprese, in termini di occupazione e di sopravvivenza delle attività produttive e dei servizi. Ed è anche nella previsione di un periodo prolungato di crisi e di recessione che i diversi livelli di governo -comunitari, nazionali e regionali- hanno ritenuto necessario rafforzare la dimensione sociale delle politiche di sviluppo, definendo nuovi strumenti d’intervento e implementando misure idonee a supportare l’integrazione nel mercato del lavoro dei soggetti a più elevato rischio di esclusione sociale e finanziaria.
Anche in considerazione dell’intensificarsi della stretta creditizia e dei tagli al welfare imposti dagli obiettivi di contenimento del debito pubblico, il microcredito è stato riconosciuto come uno strumento valido per svolgere un ruolo di contrasto agli effetti della crisi, perché in grado di favorire, attraverso il sostegno allo start up d’impresa e all’avvio di lavoro autonomo, l’inserimento lavorativo dei soggetti in condizioni di maggiore svantaggio quali i giovani, le donne, gli over 50 espulsi dal mercato del lavoro, i cassintegrati, gli immigrati e altri soggetti rientranti nelle fasce cosiddette “deboli”.
In tale contesto, l’Ente Nazionale per il Microcredito -sulla base di un Accordo stipulato nel giugno 2012- ha ricevuto mandato dal Dipartimento della Funzione Pubblica di sviluppare il progetto “Capacity building sugli strumenti finanziari di microcredito”, cofinanziato dal FSE nell’ambito del PON Governance e Azioni di Sistema 2007-2013, con una dotazione di 1 milione e 800mila euro. Avviato nel settembre dello stesso anno, il progetto è entrato nel vivo con la stipula di una Dichiarazione d’intenti con la quale le regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) hanno espresso la comune volontà di collaborare per favorire il buon esito del progetto (grafico a fianco).
Occorre sottolineare che il progetto capacity building ha costituito un unicum a livello europeo perché, per la prima volta, si è inteso fornire una risposta diretta e incisiva alle criticità incontrate dalle amministrazioni dell’Obiettivo Convergenza, titolari di Programmi Operativi, nella costruzione, avvio e attuazione degli strumenti finanziari collegati alle tematiche del microcredito e della microfinanza e cofinanziati con le risorse dei fondi strutturali relative al ciclo di programmazione 2014-2020. Si trattava, in particolare, di due ordini di criticità che investono tuttora non solo il nostro Paese ma anche gli altri Stati membri dell’UE e che riguardano il sottoutilizzo dei fondi strutturali destinati alle politiche di sviluppo e di occupazione e la contrazione dell’offerta di credito che, in questi anni di crisi finanziaria, ha fortemente penalizzato il sistema imprenditoriale e soprattutto le imprese di minore dimensione.
Ed è anche per concorrere al superamento di tali criticità che nel corso del progetto è stata predisposta un’offerta formativa con un ventaglio di tools di microcredito in grado di potenziare gli strumenti operativi a disposizione degli amministratori pubblici, rafforzando nel contempo anche le competenze e conoscenze degli stakeholders sui nuovi strumenti di ingegneria finanziaria.
Scopo del progetto era quello di fornire alle Amministrazioni delle regioni Convergenza gli strumenti idonei a rafforzare la propria capacità di governare i processi di programmazione per la costruzione, l’avvio e l’attuazione degli strumenti finanziari di microcredito e microfinanza, cofinanziati dai fondi strutturali nel ciclo di programmazione 2014-2020.
Nella sua fase realizzativa, sviluppatasi nell’arco di più di due anni, il progetto ha non solo conseguito tutti i risultati previsti in relazione ai suddetti obiettivi specifici, ma ha anche posto al centro del dibattito, per la prima volta in Italia, tematiche innovative riguardanti ad esempio i nuovi strumenti finanziari, nella prospettiva di un ampliamento dell’offerta di microcredito e microfinanza delle regioni nel ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020.
Nel prospetto che segue viene fornita una rappresentazione sintetica della vasta serie di attività realizzate dal team di progetto, che ha sempre lavorato in stretta sinergia con il Dipartimento della Funzione Pubblica, le Autorità di Gestione e la dirigenza regionale interessata.
Tabella (immagine)
Classificazione servizi “non finanziari”
Fase pre-erogazione Fase post-erogazione
Microcredito imprenditoriale Informazione Mentoring
Orientamento Assistenza tecnica specialistica
Tutoring Formazione
Prevalutazione Tutoraggio
Formazione Monitoraggio
Microcredito sociale Ascolto Formazione
Prevalutazione Accompagnamento
Monitoraggio
Tab/Graf (immagine)
Organizzazioni aderenti alle reti di stakeholders progetto capacity building
Campania Calabria Puglia Sicilia
42 44 8* 30
* Nella regione Puglia, tali organizzazioni hanno integrato una rete regionale di circa 80 soggetti, già costituita dalla regione stessa.