LIMITI, VIRTÚ, NUOVE SFIDE

Giovanni Nicola Pes

Presidente Commissione Microcredito, credito al consumo, fondi strutturali presso ANSPC (Associazione Nazionale per lo Studio Dei Problemi Del Credito). Direttore presso Capacity Building per la PA (capacitybuilding.it)

E’ nelle aree rurali del mondo che, secondo stime ufficiali, si annida la povertà più estrema, legata ai bassi livelli e alla sostanziale irregolarità del reddito. La dimensione del problema reddituale e della sua localizzazione nelle aree agricole è ben rappresentata dal dato secondo il quale 1,4 miliardi di persone vivono con meno di 1,25 $ al giorno e di questi il 70% risiedono in aree extra-urbane1. Scarsa produttività agricola, basso grado di scolarizzazione, sono tra i principali problemi che connaturano da sempre le aree rurali povere. Tutti questi fattori, concatenati tra loro, giocano un ruolo cruciale sull’insicurezza alimentare, ovvero sull’incapacità di nutrirsi in modo regolare e sano. Si registra che le regioni più colpite dalla povertà e dalla denutrizione siano l’Asia Meridionale e l’Africa Sub-Sahariana2. Ad aggravare la situazione alimentare delle aree svantaggiate contribuiscono i cambiamenti climatici e gli eventi atmosferici inattesi, che possono distruggere colture o rendere la produzione più complessa. In India, ad esempio, il 50% del totale dell’output agricolo è generato da piccoli proprietari terrieri ed il 70% di questi fa affidamento sulle piogge monsoniche, le quali stanno diventando sempre più rare3. In generale, si stima che nei prossimi anni, oltre un milione di persone lungo le coste del Sud e del Sud-Est Asiatico saranno a rischio inondazioni, mentre in Africa i periodi di siccità saranno sempre più frequenti, anche a causa dell’innalzamento delle temperature4.

Quale strumento pubblico finalizzato a operare anche all’estero per lottare contro la povertà e l’esclusione sociale, l’Ente Nazionale per il Microcredito ha assunto con diversi Paesi in via di sviluppo ed emergenti precisi impegni istituzionali finalizzati a promuovere nuovi paradigmi di sviluppo strutturale e sostenibile attraverso l’attivazione di specifici programmi microfinanziari rivolti anche allo sviluppo rurale. Tale esperienza, unita a quella acquisita attraverso la partecipazione attiva ai più prestigiosi forum internazionali in materia consentono oggi all’Ente, da una parte, di avere una visione chiara del percorso (o dei percorsi) lungo il quale la microfinanza internazionale si sta sviluppando e, dall’altra, di poter incidere su tali percorsi, anche in considerazione delle sperimentazioni attive sul territorio nazionale, contribuendo a sostenere e perfezionare l’equilibrio tra performance sociale e sostenibilità che caratterizza il settore.

Alla luce di ciò, ritengo utile in questo intervento concentrare l’attenzione su due questioni principali, tra loro strettamente connesse. Innanzitutto risulta opportuno definire i confini della microfinanza rurale, evidenziandone i limiti, le virtù e le nuove sfide che ha davanti a se. Secondariamente, conviene fare una riflessione più ampia in merito a quei caratteri propri del settore microfinanziario, sostenendo una comparazione tra quanto accade in particolare nei Paesi in via di sviluppo e i modelli che trovano applicazione in Italia attraverso l’Ente Nazionale per il Microcredito. In tal modo, sarà possibile rappresentare una visione olistica della microfinanza rurale, alla luce delle peculiarità positive e negative che caratterizzano l’insieme del comparto dei servizi e dei prodotti microfinanziari.

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