MICROCREDITO E SOVRAINDEBITAMENTO

Isabelle Guérin* Stefano Battaggia**

I programmi di microcredito, a lungo considerati come strumenti di sviluppo efficaci, hanno dovuto affrontare una crisi senza precedenti.

Se da una parte gli investitori sono sempre più entusiasti di questa nuova nicchia di mercato, dall’altra sono emerse alcune forme di disagio indotte dal debito, talune estreme, come il suicidio, mettendo in evidenza la gravità del problema del sovraindebitamento.
L’argomento sull’eccessivo indebitamento non viene sovente sollevato con preoccupazione nei vivaci dibattiti sulla microfinanza e l’inclusione finanziaria. Mentre l’industria della microfinanza è impegnata in una guerra di trincea contro il rischio del mancato rimborso, l’attuale discussione sull’inclusione finanziaria non può ignorare il problema del sovraindebitamento. Isabelle Guerin, con la collaborazione di Solène Morvant-Roux e Magdalena Villarreal, ha scritto recentemente un volume sull’argomento, intitolato ‘Microfinanza, debito e sovraindebitamento. Destreggiarsi col denaro’, pubblicato da Routledge. Questo libro intende colmare questa lacuna e questo articolo ne riassume le conclusioni principali.
Andando oltre gli stereotipi che tendono a ritrarre le famiglie eccessivamente indebitate come eroi, villani o vittime, come vivono i poveri l’esperienza del sovraindebitamento famigliare? Quali sono i processi sottostanti, i significati e le conseguenze? In questo libro, vengono discusse le manifestazioni, la scala e le implicazioni economiche e sociali del sovraindebitamento delle famiglie nelle aree convenzionalmente considerate come finanziariamente escluse. Partendo dall’ipotesi che la comprensione del sovraindebitamento non può ignorare le sue dimensioni e implicazioni sociali, sulla base di questo corpo di conoscenze si offre un’analisi socio-economica del tema.
Il volume propone una definizione ampia di sovraindebitamento, mettendo in evidenza la complessità e la diversità della situazione e della semantica. Esso fornisce una analisi delle concezioni locali di debito e sovraindebitamento, mettendo in evidenza come le persone svolgono i loro calcoli all’interno di determinati contesti sociali e culturali e come si pongono dei limiti sulla portata e la natura delle loro operazioni. Tali limiti sono costantemente rinegoziati interagendo con processi su scala più ampia, andando cioè oltre il microcredito, per esaminare tutte le pratiche finanziarie con le quali gli individui si destreggiano. Questo è fondamentale per comprendere la microfinanza nel suo contesto. Il volume sostiene che il sovraindebitamento ha più a che fare con le disuguaglianze sociali che con l’analfabetismo finanziario e che dev’essere compreso alla luce delle tendenze globali di finanziarizzazione. Il volume rivela anche l’ambiguità delle politiche di “inclusione finanziaria”, e, per molti aspetti, mette in discussione le azioni dei nuovi fornitori di credito.
Il sovraindebitamento è cresciuto durante l’attuale crisi finanziaria. Mentre il debito non è nuovo nelle zone povere, l’aumento della finanziarizzazione e la recessione globale comportano nuovi pericoli. Gli autori sostengono che il sovraindebitamento sia modellato dalle contraddizioni attualmente affrontate nelle regioni studiate, anche se in misura diversa. Da un lato, le aspirazioni di integrazione e di individuazione sono in aumento, con conseguente aumento dei consumi e la volontà di entrare in rapporti di debito contrattuali.
Dall’altro, i redditi reali sono stagnanti o in declino, e la protezione sociale è insufficiente o del tutto assente. Le crisi che ricorrono nel microcredito non solo mostrano i limiti di un modello di sviluppo sottolineando forze individuali di responsabilità e di mercato, ma più in generale evidenziano le contraddizioni dell’attuale sistema di accumulazione e redistribuzione. Come si suggerisce questo volume, un’analisi sistematica del sovraindebitamento delle famiglie dev’essere fondata su un’analisi di come esso si inquadra nei regimi di capitalizzazione e nella crisi di legittimazione del capitale.
Il sovraindebitamento - qui definito come l’impoverimento da debito - può assumere tante forme diverse, che vanno dalla perdita materiale ai sentimenti di mobilità sociale discendente, l’estrema dipendenza, la vergogna e l’umiliazione, portando a una serie di manifestazioni e percezioni di ultraindebitamento. Piuttosto che limitare l’eccessivo indebitamento alle questioni finanziarie e contabili, questo deve essere affrontato come un processo sociale che coinvolge i rapporti sociali e di potere nonché le questioni di benessere, status e dignità.
L’analfabetismo finanziario è un malinteso comune in termini di causa del sovraindebitamento. Questo stereotipo riflette una profonda ignoranza sulla complessità dei modelli di ragionamento finanziario e di calcolo locali. I casi studio considerati dagli autori evidenziano le sottigliezze della gestione del bilancio e del comportamento nei riguardi del debito. Si sostiene che il sovraindebitamento non sia causato dall’analfabetismo finanziario, ma che si sia modellato dalle disuguaglianze preesistenti in categorie come genere, casta, etnia e religione. Le forme del potere e della differenziazione sociale modellano i processi di debito, riproducendo la dipendenza e la resistenza.
Queste considerazioni hanno molte implicazioni per le pratiche microfinanziarie correnti, che sono diventate una componente necessaria dell’economia dei poveri. Da un lato, c’è una notevole capacità dei poveri di utilizzare la finanza e la microfinanza in una varietà di modi a volte sorprendenti. I clienti non consumano passivamente i servizi di microcredito, ma li traducono e interpretano secondo le loro proprie strutture di riferimento, regolazione e adattamento, spesso facendolo travalicando le regole. Similmente, le istituzioni di microfinanza dovrebbero adeguare le proprie politiche alle strutture locali di riferimento.
Viene altresì esaminato come la microfinanza sia parte dell’ampio processo di finanziarizzazione delle pratiche di scambio e come essa rifletta le ineguaglianze strutturali. Mentre la microfinanza può migliorare il flusso di cassa e la gestione delle famiglie, essa può anche portare alla vulnerabilità finanziaria, alla dipendenza dal credito e alle trappole del debito. Queste politiche possono fare più male che bene, non solo a causa dell’aggressività commerciale e della concorrenza, ma anche perché spesso ai promotori di microfinanza manca una corretta visione delle dinamiche socio-economiche locali e delle esigenze finanziarie1.

Microcrédit et surendettement

Les pauvres ont-ils trop ou pas accès au crédit et à la dette ? L’injection massive de crédit dans des zones et auprès de populations qualifiées «d’exclues financièrement» est-elle une solution au problème de la pauvreté et des inégalités ou un facteur explicatif ? S’appuyant sur des études de cas menées dans plusieurs régions du monde, combinant différentes approches disciplinaires et niveaux d’analyse, cet article (qui résume les résultats d’un ouvrage collectif) discute d’un phénomène massif mais largement sous-estimé: le surendettement des populations du Sud. L’ouvrage propose une définition générale du surendettement, appréhendé comme un processus d’appauvrissement matériel et/ou social par la dette, tout en mettant en évidence la diversité de ses manifestations en fonction des contextes et des groupes sociaux. Contrairement à certaines idées reçues, l’ouvrage montre que le surendettement est beaucoup moins le fruit de « l’illétrisme financier » des populations que d’inégalités pré-existantes dont il se nourrit et qu’il renforce en retour. Il met également en évidence les ambigüités des politiques d’inclusion financière et de microcrédit, qui dans certains cas aggravent les problèmes de surendettement plus qu’elles ne les combattent.
Isabelle Guérin

NOTE
1 Guérin I. Morvant-Roux S. Villarreal M. (eds) (2013) Microfinanza, debito e sovraindebitamento. Destreggiarsi col denaro, Routledge, London. Maggiori dettagli sul libro sono disponibili all’indirizzo
http://www.routledge.com/books/details/9780415835251. Maggiori informazioni sui lavori in corso possono essere trovate sul web: http://rume-rural-microfinance.org e http://www.microfinance-in-crisis.org

* Isabelle Guérin - Institute of Research for Development (Cessma).
** Stefano Battaggia è consulente in Affari Europei