NUTRIZIONE, ULTIMA FRONTIERA: LA DIETA "SPAZIALE"

Enza Colagrosso


Samantha Cristoforetti è finalmente rientrata dal suo viaggio nello spazio, durato quasi 7 mesi.

L’incidente occorso al Progress59, la navicella russa finita fuori controllo dopo il lancio, ha infatti impedito il suo ritorno sulla Terra per la data stabilita. L’astronauta ESA/ASI ovviamene non si è persa d’animo, e ha colto di buon grado l’opportunità di poter raggiungere il primato di permanenza di una donna nello spazio. Nel frattempo Samantha ha continuato a inviarci incredibili foto del nostro pianeta e ad aggiornare il suo Avanposto 42 con nuovi dati su quello che è stato il tema che ha scelto per la sua comunicazione: la nutrizione.
A proposito sapete perché la Cristoforetti ha denominato “Avamposto 42” il suo blog interstellare? Forse ricorderete che nel romanzo di fantascienza di Douglas Adams: “Guida Galattica per gli Autostoppisti”, un libro di fantascienza un po’ umoristica, a una non ben specificata domanda sul senso della vita e dell’Universo, il computer, “Pensiero Profondo”, dopo averci pensato per sette milioni e mezzo di anni, risponde: 42! Quarantadue, è poi anche il numero della spedizione a cui sta partecipando l’Astronauta italiana. Ecco la concomitanza che ha portato alla definizione del nome di quel luogo virtuale, dove Terra e Spazio si stanno incontrando da diversi mesi. E’ nato così Avamposto 42! Dal suo sito, Samantha, ci ha raccontato la sua esperienza di “abitante dello Spazio”, tanto da farla diventare un po’ “l’esperienza” di tutti, perché condivisa giorno per giorno. Ma cosa c’entra il tema della nutrizione in una spedizione spaziale sulla ISS. Per rimanere nello Spazio gli astronauti devono seguire un regime alimentare equilibrato che permetta loro di dare un apporto giusto all’organismo che vive, ovviamente, mesi di forte stress fisico. Va tutelato, per esempio, il loro apparato scheletrico e quello muscolare, cercando di ridurre al minimo le conseguenze di una prolungata mancanza di gravità. E se si riesce a trovare la giusta dieta per chi soggiorna nello Spazio come non trovarla per chi sulla Terra ci vive! Questa è la riflessione fatta da Samantha Cristoforetti che ha così deciso di far conoscere, a tutti coloro che hanno seguito la sua missione, poche e semplici regole, sull’interazione tra il cibo e corpo. Conoscenze che per lei hanno rappresentato un’esperienza dai risultati molto positivi in termini di salute e benessere.

Non dimentichiamo poi che questo è l’anno di Expo 2015 che ha voluto esplorare proprio il tema dell’alimentazione nel mondo, e questo non solo per mettere in vetrina usi e modi legati alla nutrizione, ma per suscitare una riflessione mondiale su come questa deve cambiare per preservare e curare la salute fisica e mentale dell’uomo ed assicurare la giusta somministrazione di cibo a tutti gli abitanti del pianeta, arginando finalmente così quel processo, ormai ingiustificabile, per cui dei popoli buttano gli alimenti, mentre intere popolazioni non ne hanno. Samantha Cristoforetti partecipa a questa riflessione con i suoi “spunti spaziali”, lanciati, quasi ogni giorno, dalla ISS che contengono tutta una serie di consigli e di considerazioni sulla nutrizione tesi a scalzare luoghi comuni per far spazio a idee nuove sul modo di mangiare. Come e cosa mangiamo infatti, e il tempo che dedichiamo a prepararci il cibo definiscono esattamente quanto e come ci prendiamo cura di noi. E’ ormai certa una cosa però: mangiamo molto di più di quanto consumiamo e questo ci sta rendendo sempre più grassi. Gli scienziati concordano nell’affermare che alla base di quanto appena detto, c’è il fatto che l’essere umano è stato programmato per procacciarsi il sostentamento in un ambiente ostile, e con poco cibo a disposizione. E’ stato predisposto inoltre per ingrassare perché, in una condizione in cui doveva impegnarsi con un lavoro fisico e una fatica continua, accumulare grasso gli dava una maggior garanzia di sopravvivenza. Il nostro DNA non è cambiato nel tempo, è solo drasticamente mutato il rapporto tra calorie introdotte e quelle consumate a causa del cibo sempre più a portata di mano e della trasformazione del lavoro, da fisico, a intellettuale. Nel tempo poi è cambiato anche il cibo, è diventato sempre più raffinato e povero di fibra ed è cambiato il nostro rapporto con esso, da quando abbiamo iniziato a considerarlo fonte di emozioni piuttosto che semplice mezzo di sostentamento. Questi più o meno si possono considerare i contorni che delineano quella che è oggi la problematica che investe il nostro modo di alimentarci. Ecco allora che Samantha, per farci capire l’importante distinzione tra una nutrizione scelta, rispetto ad un “mangiare veloce e casuale”, ha posto l’accento sul valore dell’assunzione del cibo giusto, con il quale si possono prevenire o curare patologie come quelle che riguardano l’apparato cardiocircolatorio, ma anche il diabete ecc. L’attenzione al nostro apparato cardiocircolatorio, ad esempio, passa attraverso una attenta alimentazione che prevede un consumo limitato di zuccheri, cereali raffinati e grassi idrogenati e saturi, e preferisce invece cereali integrali, pesce azzurro ricco di omega-3 e olio extravergine di oliva, alimenti capaci di innalzare i livelli di colesterolo HDL o di abbassare i livelli di LDL. Sembrerebbe facile e ovvio mangiare così, ma non lo è visto che ormai è altissimo il numero delle persone che mangiano regolarmente junk food, il cosiddetto cibo spazzatura. Anche per questo i consigli della nostra Astronauta diventano un ottimo promemoria per rivedere la lista degli alimenti che normalmente ingeriamo. Lei, con l’aiuto di Stefano Polato di Argotec, l’azienda italiana che ha preparato il cibo per la missione “Futura” e in particolare proprio per la Cristoforetti, ci suggerisce, ad esempio, che gli oli vegetali, ricavati dai frutti o dai semi di molte piante, sono un’ottima alternativa al burro e alla margarina, troppo spesso usati in cucina, perché rispetto a questi sono molto meno impattanti per l’organismo e, se si fa attenzione al loro “punto di fumo1” sono certamente anche più salubri. Frutti e semi sono anche una fonte ricca di nutrienti tanto che sono stati scelti per preparare quelli che sono diventati i famosi snack di Samantha: le barrette con le bacche di Goji, il cioccolato e la spirulina. Argomento non meno interessante quello che tratta delle proteine, che servono, ma non vanno prese in quantità eccessiva perché possono rendere la nostra dieta troppo acida con conseguenze negative sul nostro sistema muscolo scheletrico. Questo, in particolare, per le persone che praticano pochissima attività fisica, cioè un po’ per tutti! E’ bene però ricordare che si possono assumere proteine anche dalle verdure: carciofi, cavoli peperoni funghi prataioli ecc, ne sono ricchi e sono in grado di fornircene una buona dose anche la frutta fresca, quella essiccata e ovviamente i legumi, che sono anche ricchi di ferro e potassio. Leggendo Avamposto 422 si trovano notizie anche sullo zucchero e su quello che deve essere il suo giusto apporto al nostro organismo. Le nostre cellule hanno sicuramente bisogno di zucchero, ed è per questo che il nostro corpo lavora per produrlo nella misura che necessita. Molti studi sembrano far ricadere proprio sull’alto consumo di zuccheri, associati alla sedentarietà diffusa e a diete ad alto valore calorico, il diffondersi dell’insulino resistenza che di fatto è l’anticamera del diabete. Le fibre, si legge ancora sul blog spaziale, sono quasi assenti nella nostra alimentazione ormai fatta quasi completamente di cibi raffinati. Questo sta producendo effetti sempre più devastanti sul nostro organismo, perché la fibra assorbe zuccheri e grassi ed ottimizza il transito intestinale. In sua assenza sono sempre più diffuse le patologie del tratto gastrointestinale e quelle legate all’aumento della glicemia e del colesterolo. Parlando di colesterolo la mente va subito ai condimenti ed in particolare a quello più incriminato negli ultimi tempi: l’olio di palma. Lo mangiamo ogni giorno perché è presente in moltissimi alimenti, nei biscotti nelle merendine, nelle creme spalmabili, nelle patatine nei sughi pronti ecc. L’allarme è già stato dato: questo olio sembra ormai certo che produca danni al nostro sistema cardiovascolare e conduca inesorabilmente ad ammalarsi di diabete, visto che distrugge le cellule del pancreas. Una distinzione però va fatta tra l’olio di palma integrale, quello rosso per intenderci, con un alto contenuto di vitamine e sostanze antiossidanti, utilizzato però solo dai paesi produttori, e quello raffinato, trasparente, presente nella nostra industria alimentare per il suo costo bassissimo e completamente privo delle sue sostanze benefiche. E così mentre per produrlo si sta praticamente distruggendo la foresta tropicale, noi che lo consumiamo stiamo pagando un prezzo molto salato in termini di salute. La Cristoforetti ci parla ancora del valore nutrizionale del pesce e dell’importanza dei cereali nella dieta quotidiana e tutti noi speriamo che i suoi messaggi “cosmici” arrivino anche all’industria alimentare che, sotto la spinta dalla nuova consapevolezza dei consumatori, dovrebbe iniziare una produzione diversa, fatta di cibi che salvaguardano la salute della specie umana.

NOTE
1 Temperatura a cui un grasso alimentare riscaldato comincia a decomporsi (disidratarsi) alterando la propria struttura molecolare e formando acroleina, una sostanza tossica e cancerogena. (Wikipedia)
2 http://avamposto42.esa.int/