MICROCREDITO IN PERIFERIA

Cultura e sport nelle periferie, terreno di coltura del microcredito.

Microcredito: strumento di emancipazione e affermazione della dignità umana grazie al quale persone che vivono condizioni di marginalità possono sperimentare piccole iniziative lavorative. Le condizioni di marginalità, sempre più diffuse a causa della persistente crisi economica, sono particolarmente evidenti nelle periferie delle città, per tanto (troppo) tempo abbandonate al loro destino dalla miopia dell’intervento pubblico poco incline a interventi di promozione sociale in aree a scarsa “visibilità politica”. Una aberrazione oggi, fortunatamente, superata visto che l’attenzione alle “aree di cinta” è presente, sia pur a macchia di leopardo, in molte amministrazioni locali che ne hanno colto il fattore umano, sforzandosi di guidare le potenzialità di crescita.

Cultura e sport, “aggregatori umani” per definizione, possono diventare strumenti di emancipazione e di crescita, anche economica, laddove sia data l’opportunità di gestire alcuni contenitori - penso ai teatri o ai centri sportivi - alle migliori energie in ciò sostenute anche dal microcredito.

Il credito sociale può favorire più compiutamente virtuosi processi di sviluppo ove sia strettamente legato al territorio. La declinazione del “microcredito di periferia”, calibrato sulle specificità di ognuna di esse, restituisce protagonismo a quei soggetti che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di sperimentare nulla nella sordità delle istituzioni finanziarie. In ragione della prossimità con i luoghi delle marginalità, il ruolo dei comuni e delle municipalità diverrebbe essenziale nell’individuare, guidare e garantire l’attivazione delle microeconomie locali generate dal credito etico.

Nondimeno si tratterebbe di fondi a perdere poiché l’essere l’iniziativa attivata dagli stessi abitanti del quartiere, i quali intendono così offrire un servizio ai luoghi in cui essi stessi vivono, è garanzia, o quanto meno forte stimolo, di continuità dell’intrapresa, quindi di restituzione del finanziamento. Su questo terreno la cultura e lo sport vanno letti come esperienze singole ma anche come momenti di condivisione, di benessere e di creazione di legami con i luoghi nei quali si vive. Del resto come non riconoscere valore sociale e di riscatto alla riattivazione di un cinema o di un teatro dismessi in una periferia.

Come obliterare l’importanza di una palestra nei quali la pratica dello sport sia intesa, insieme, come benessere fisico, competizione sana e costruzione dello spirito di gruppo. E’ di tutta evidenza che il microcredito si attaglia a un ampio catalogo di azioni; l’aver posto attenzione alla gestione dei contenitori culturali e sportivi, non fosse altro per la novità, è legata allo spessore dei legami che quelle attività genererebbero per essere promosse da alcuni abitanti delle periferie a beneficio di tutte le genti che quei luoghi li vivono.

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