SANTA MARINELLA, NUOVA IMPRESA

Il Comune di Santa Marinella promuove nuova impresa grazie al Microcredito. Emanuele Minghella, Consigliere del Comune del Litorale laziale, ci parla di questa iniziativa voluta dalla sua Amministrazione.

Enza Colagrosso

Il Comune di Santa Marinella, in seguito ad un accordo siglato con l’Ente nazionale per il Microcredito, sta per tagliare il nastro di partenza ad un progetto, voluto e pensato nell’ambito della promozione di azioni finalizzate al contrasto della povertà e al sostegno dell’imprenditoria e del commercio. Sarà così data, grazie al lavoro sinergico dell’Amministrazione comunale e dell’Ente, la possibilità, a chi ha voglia di mettersi in gioco, di riuscire a realizzare un sogno imprenditoriale. Il Comune di Santa Marinella sarà l’apripista di questa forma di collaborazione tra le amministrazioni sul territorio del litorale nord del Lazio e l’Ente Nazionale per il Microcredito, ma ci si è già attivati affinché tale partecipazione, a breve, possa essere estesa anche ai comuni limitrofi, al fine di creare un nuovo input economico su quel territorio. L’Ente nazionale per il Microcredito, con la sua azione intende promuovere infatti, sostegno economico, tecnico e organizzativo a coloro che pur dotati di volontà, determinazioni e idee, non riescono da soli a trovare risorse per avviare imprenditoria. Emanuele Minghella, consigliere comunale con deleghe alle finanze, al bilancio, ai tributi e alle partecipate, del Comune di Santa Marinella, che ha creduto fortemente nell’iniziativa, ci illustra questo interessante progetto.

Come arriva il Microcredito a Santa Marinella?

In maniera semplice, anche se con molto lavoro e impegno. Ho conosciuto il Microcredito, ho avuto un contatto con il Presidente Mario Baccini, per capire in quale maniera si poteva far arrivare l’azione dell’Ente sul nostro territorio e così, alla fine dello scorso anno, il Comune di Santa Marinella ha sottoscritto un “Memorandum di intesa” con l’Ente. A luglio 2014, l’Amministrazione è riuscita a trovare le risorse in bilancio, 100mila euro, da destinare all’iniziativa e quando in una seduta di Giunta, dello scorso settembre, la somma è stata definitivamente indirizzata, ci siamo sentiti pronti a partire.

Il Microcredito arriva quindi a Santa Marinella, ma l’idea, o meglio il progetto con cui avete coinvolto l’Ente, qual è?

L’idea è stata quella di dare delle opportunità alle imprese, offrendo un accesso agevolato a servizi finanziari al fine di avviarne di nuove, senza dimenticare quelle in sofferenza. Fare impresa oggi è sicuramente molto difficoltoso, specialmente partendo da zero dove la difficoltà maggiore sta nel reperire i fondi necessari. Il nostro obiettivo è stato duplice: incrementare l’occupazione favorendo la possibilità di realizzare il sogno imprenditoriale di qualcuno, all’interno del territorio di Santa Marinella, e allo stesso tempo creare un indotto con un aumento degli introiti, in tributi, per il Comune.

In questa operazione qual è il ruolo del Microcredito?

Il Microcredito detiene le redini del fondo garanzia. E’ lui che chiude gli accordi con gli Istituti di credito per poter trasformare il fondo in effettivi finanziamenti. Oltre alla creazione del fondo, alla gestione e ai rapporti con le banche, sarà poi suo il compito di incontrare i cittadini che presenteranno le richieste di finanziamento. L’Ente infatti impiegherà un rappresentante sul territorio il quale incontrerà le persone che vogliono conoscere il Microcredito o presentare istanza di finanziamento per un progetto.

Nel fondo per il progetto di Santa Marinella ci sarà anche la partecipazione economica dell’Ente ?

Oggi no, ma non so se in seguito l’Ente metterà delle cifre nel fondo. Questo fondo di garanzia, infatti, che parte con una dotazione inziale di 100mila euro, potrà essere incrementato con successive quote di partecipazione da parte dello stesso Comune e di altre amministrazioni pubbliche, settori delle cooperative, istituti di credito, imprenditori, associazioni di categoria, singoli cittadini che intendono sostenere tale iniziativa, e anche dal Microdetito. Ad oggi la presenza dell’Ente resta fondamentale perché grazie a lui i 100mila euro, stanziati dalla nostra Amministrazione, potranno avere quello che si definisce un effetto leva. In pratica con i 100mila euro, grazie a un gioco di garanzie fornite dall’Ente, si potranno finanziare forse 400/500mila euro di progetti. L’imprenditore che richiede il finanziamento, non avendo garanzie personali e reali, deve essere controgarantito da questo fondo. In sintesi, il nostro lavoro sarà quello di trasformare in “bancabili” coloro che offrono scarse garanzie agli Istituti di credito per un prestito o un finanziamento. Non andiamo dunque a coprire debiti, ma a incentivare coloro che vogliono investire per creare o allargare la propria azienda.

Per ogni startup quanto sarà stanziato?

Non sono stati stabiliti dei paletti, però posso dire che ogni startup può avere un finanziamento massimo di 25mila euro. Credo che la media si aggirerà intorno ai 18mila. In questo modo, con il nostro fondo e le garanzie del Microcredito, ritengo che riusciremo a finanziare almeno 20 nuove aziende sul territorio. Una cosa va però precisata: non intendiamo sostenere solo startup di nuove imprese, ma vogliamo appoggiare anche l’imprenditore o il piccolo artigiano che ha voglia di ingrandire la sua attività. I nostri finanziamenti si distinguono per l’azione dell’Ente Nazionale per il Microcredito che segue ogni soggetto finanziato nel suo percorso di avvio d’impresa, al contrario di quanto accade con le banche che, fatta un’istruttoria, erogano il finanziamento e poi controllano solo se si paga la rata. L’Ente invece, con la sua presenza sul territorio, programma dei controlli verificando che l’azienda, che ha ricevuto il finanziamento, stia sviluppando il business plan che ha presentato. Questa, che apparentemente può sembrare una cosa banale, rappresenta invece la vera garanzia affinché ogni progetto vada in porto.

Quali sono le modalità di restituzione della cifra ottenuta?

Noi eroghiamo un finanziamento vero e proprio, rimborsabile in 5 anni, con dei pagamenti mensili che, rispetto alle convenzioni che faremo con gli Istituti, sarà possibile pagare anche trimestralmente o semestralmente. Il finanziamento avrà un tasso altamente agevolato, circa un terzo di quello corrente applicato negli Istituti di credito. La vera distinzione è che sarà erogato su garanzie personali non basate sulla disponibilità ma sulla persona.

Che tipo d’impresa o di artigianato intendete finanziare sul vostro territorio?

Le amministrazioni hanno il diritto/dovere di dare opportunità e predisporre un piano di sviluppo socio economico capace di individuare le attività più importanti per il territorio. Abbiamo già identificato un paio di attività che vorremmo incrementare: le NCC, perché non dimentichiamo che noi siamo vicini al porto di Civitavecchia e tale attività potrebbe rispondere alle richieste dei turisti, e il piccolo artigianato, quello che produce prodotti destinati sempre al turismo. Queste sono le attività principali verso cui vorremmo destinare i nostri finanziamenti, ma siamo anche aperti alle nuove proposte.

Quanto manca all’avvio del progetto?

Molto poco, in pratica manca solo l’ultimo passaggio, quello tecnicamente più semplice ma burocraticamente un po’ più lento. Stiamo cercando le strutture per la sede del Microcredito che sarà aperta qui da noi. Ritengo però che per la fine dell’anno saremo attivi anzi, non nascondo di coltivare il sogno di riuscire, prima di Natale, a finanziare la prima impresa. Ci sono diversi cittadini che già ci hanno fatto delle proposte e due o tre delle attività presentate potrebbero avere le caratteristiche per essere finanziate.

Il litorale laziale è caratterizzato da una consistente presenza di extracomunitari. Anche loro possono partecipare all’iniziativa?

Noi, come Comune di Santa Marinella siamo atipici, perché la presenza degli stranieri nel nostro territorio non è massiccia e, quelli che vivono qui, sono integrati. Abbiamo dei Romeni, dei Bulgari, pochissime persone del nord Africa ma tutti sono legati ad attività già avviate. Ovviamente però noi non andiamo a precludere o a fissare una scelta tra la persona extracomunitaria o comunitaria non italiana. Se il richiedente è in regola e radicato da tempo sul territorio può partecipare. Certo devono essere persone del posto perché l’indirizzo che abbiamo dato al progetto è stato quello di sostenere i cittadini residenti e l’imprenditoria del territorio.

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