LA RETE MICROCREDITO AL SERVIZIO DELLA MICROIMPRENDITORIALITA' E DELL'AUTOIMPIEGO

Segreteria del Progetto “Micro-Work”

RETEMICROCREDITO PER LE MICROIMPRESE E IL LAVORO AUTONOMO. RISULTATI E PROSPETTIVE: le cifre illustrate nel convegno conclusivo del progetto

Micro-Work è…

Un’AZIONE DI SISTEMA per migliorare la conoscenza del microcredito e dell’autoimpiego facilitando così le opportunità occupazionali. Una RETE di 173 sportelli al servizio del cittadino, in quasi tutta Italia, per la consulenza sul microcredito e l’autoimpiego. Un SERVIZIO offerto a 1500 utenti orientati e accompagnati al microcredito e all’autoimpiego.

PERCHE’ MICROCREDITO E AUTOIMPIEGO?

EU 2020: contributo della microimprenditorialità e dell’autoimpiego agli obiettivi “riduzione della povertà” e “creazione di nuova occupazione”. Ogni imprenditore occupa se stesso e crea nuovo lavoro. Single Market: facilitare l’imprenditorialità sociale attraverso la creazione di un’area europea per lo sviluppo di fondi etici di investimento.

Il Pacchetto Occupazione (2012) enfatizza l’importanza della promozione e del sostegno all’autoimpiego, alle imprese sociali e allo start up d’impresa come misure di attivazione dei disoccupati.

PERCHE’ IL MICROCREDITO?

Il contributo del microcredito allo sviluppo di un’economia pi. giusta ed equa si basa sul concetto di “inclusione finanziaria”. E’ del 2007 la Comunicazione della CE “Un’iniziativa europea per lo sviluppo del microcredito a sostegno della crescita e dell’occupazione”, dove si affermava che era necessario riconoscere il valore legale e istituzionale del microcredito e creare un clima favorevole al lavoro microimprenditoriale

Oggi esistono numerosi programmi e strumenti finanziari direttamente gestiti dall’Unione europea (PROGRESS, EASI, COSME, JEREMIE) o cofinanziati dalla programmazione 2014-2020 del FSE e FESR negli Stati membri.

E L’AUTOIMPIEGO?

Il termine “autoimpiego” condivide, a livello lessicale, con “lavoro autonomo” il concetto di autonomia, intesa come libertà, indipendenza, rischi e responsabilità.

E’ utilizzato, specificatamente, per riferirsi non solo e non tanto al lavoro autonomo “tradizionale”, quanto pi. alla possibilità di superare il problema della disoccupazione (in particolare dei giovani) costruendosi e inventandosi un lavoro, creando nuovi lavori, nuove attività o, ancora, modalità innovative, diverse e creative di lavorare.

CHI SONO I SELF EMPLOYED PEOPLE?

Una “self-employed person” è, secondo la Direttiva 2010/41/UE, “chiunque eserciti, alle condizioni previste dalla legislazione nazionale, un’attività lucrativa per proprio conto”. L’OCSE in Entrepreneurship at a Glance 2011 definisce gli autonomi come “those who work in their own business, professional practice or farm for the purpose of earning a profit” (persone che hanno una attività propria, esercitano una pratica professionale, lavorano nella propria azienda agricola allo scopo di ricavare un profitto).

L’UE tende a utilizzare il termine in maniera generale e inclusiva per distinguerlo da “employee” (chi ha un rapporto di lavoro subordinato), servendosi talvolta anche del termine “independent worker” (contrapposto al lavoratore dipendente)

ITALIA ed EUROPA: LAVORATORI AUTONOMI

In ITALIA i lavoratori autonomi sono 5,487 milioni (Istat, FdL III trim. 2015), nell’Unione europea sono 41,760 milioni (Eurostat, 2014). Le P.IVA aperte a ottobre 2015 sono 45.737, +1,4% aperture rispetto a ottobre 2014. Nel periodo gennaio-ottobre 2015 diminuiscono del 5,8%. L’occupazione indipendente . pari al 21,9% dell’occupazione totale (solo la Grecia ha una quota maggiore di lavoro autonomo). Nell’Unione europea essa è pari al 13,5%. ITALIA Ed EUROPA: LE MICROIMPRESE Le microimprese

RICAPITOLANDO…CHI, COSA, COME, DOVE?

• Le persone

Persone disoccupate, inoccupate o socialmente escluse interessate al lavoro in proprio.

• Gli strumenti

Microcredito; Incentivi all’autoimprenditorialità

• I servizi Orientamento;

Accompagnamento; Gestione dello strumento finanziario; Tutoraggio

• L’OBIETTIVO

Avvio di microimpresa, lavoro autonomo, autoimpiego, libera professione.

… A CHI DESTINARE MISURE PER L’AUTOIMPIEGO

La Commissione europea, nell’Action Plan for Entrepreneurship (2013), oltre a sollecitare gli SM ad agire per aumentare il numero di imprenditori/imprese nell’UE, consiglia agli SM di indirizzare le misure per l’autoimpiego e lo start up di (micro)impresa ai beneficiari che mostrino il potenziale migliore di successo, per es.: ai lavoratori disoccupati con competenze professionali, alle donne o ai giovani, affiancando tali misure con l’azione dei Centri per l’impiego, il sostegno alla creazione d’impresa e la disponibilità dei finance provider.

CONDIZIONALITA’ DEGLI INCENTIVI ALL’AUTOIMPIEGO

La condizionalità negli incentivi è elemento cruciale. Tra le condizioni di accesso di numerosi strumenti attivati a livello nazionale e locale:

  • Durata del periodo di disoccupazione
  • Età dei beneficiari
  • Equilibrio tra quota di incentivi concessi e rischio di abuso
  • Priorità alle idee di impresa con maggiori chance di realizzazione, minore rischio di falsare la competizione o di ridurre gli spazi di altre imprese
  • Qualità/Skills/Competenze dei singoli richiedenti.

SELFIEmployment

Una delle attività che potrebbero essere utilmente realizzate dalla rete degli sportelli per il microcredito e l’autoimpiego è la promozione tra i giovani NEET che si rivolgono agli Sportelli dello strumento finanziario denominato “SELFIEmployment” nell’ambito della “Garanzia per i giovani” che inizierà a erogare a marzo 2016. Gli sportelli potrebbero inoltre garantire - conformemente ai protocolli di collaborazione già in essere o di ulteriori intese con associazioni di professionisti e imprenditori - l’affiancamento dei giovani NEET già iscritti al programma che desiderano presentare una richiesta di finanziamento per creare la loro attività autonoma (ditta individuale, società, ecc.). Tale accompagnamento potrebbe essere fatto sia nel periodo pre- start up che post avvio di impresa/lavoro autonomo grazie alla presenza di “mentori” specializzati iscritti alle citate associazioni/fondazioni. “SELFIEmployment” è gestito da Invitalia SpA con la supervisione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e sarà implementato in collaborazione, tra gli altri, con Unioncamere e con altri partner di livello nazionale in ragione dei rispettivi expertise (l’Ente nazionale per il microcredito potrebbe partecipare a questo intervento proprio in ragione dell’esperienza tecnica e della rete degli sportelli presenti in tutto il territorio nazionale).

QUALE LAVORO AUTONOMO O MICROIMPRENDITORIALE

Professioni "vincenti" per categoria di competenze delle professioni - Anno 2014

• Specializzate tecniche (12 professioni; 632 mila occupati)

Responsabili della produzione industriale; Analisti e progettisti di software; lmprenditori e tecnici della gestione di cantieri edili; lmprenditori e responsabili di servizi; Specialisti di saldatura elettrica; Esercenti nelle attività ricettive e ricreative; lngegneri elettrotecnici, ecc.

• Specializzate non tecniche (22 professioni; 2 milioni 168 mila occupati)

Specialisti nei rapporti con il mercato; Professioni sanitarie riabilitative; Addetti alla vendita e della distribuzione; Professori di scuola secondaria inferiore; Specialisti in contabilità e problemi finanziari; Addetti alla gestione amministrativa dei trasporti merci; Addetti all'accoglienza nei servizi di alloggio e ristorazione; Responsabili e addetti alla sicurezza sul lavoro; Esperti legali in imprese o enti pubblici; lmprenditori e responsabili di piccole aziende nei servizi e alle persone; Specialisti in terapie mediche; Addetti alla gestione degli acquisti; lstruttori di discipline sportive non agonistiche; Assistenti alla gestione finanziaria; Capotreni e capostazioni; Farmacisti; Addetti alla gestione del personale, Educatori, Baby sitter, ecc.

• Tecniche operative (16 professioni; 890 mila occupati)

Esercenti nelle attività di ristorazione; Personale non qualificato addetto alla manutenzione del verde; Agricoltori e operai agricoli specializzati di coltivazioni legnose agrarie; Costruttori di utensili modellatori e tracciatori meccanici; Assemblatori in serie di articoli in metallo, gomma e materie plastiche; Odontotecnici; Assemblatori e cablatori di apparecchiature elettriche; Assemblatori e cablatori di apparecchiature elettroniche e di telecomunicazioni; Trafilatori ed estrusori di metalli; Cuochi in alberghi e ristoranti; Allevatori e operai specializzati degli allevamenti di bovini ed equini, ecc.

• Elementari (20 professioni; 2 milioni 920 mila occupati)

Badanti; Addetti ai servizi di pulizia di uffici e esercizi commerciali; Personale non Qualificato addetto all'imballaggio e al magazzino; Professioni nei servizi sanitari e sociali; Addetti alla preparazione, cottura e distribuzione di cibi; Custodi e portieri di edifici; Camerieri; Venditori a domicilio e a distanza; Addetti al lavaggio veicoli; Bidelli; Collaboratori domestici; Personale non Qualificato addetto alla cura degli animali; Manovali; Cassieri di esercizi commerciali; Autisti di taxi, furgoni e altri veicoli; Addetti alle agenzie di pompe funebri; Addetti all'informazione e all'assistenza dei clienti, ecc. Fonte: Dati integrati Istat-lsfol, Indagine sulle professioni; Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro

IL SOSTEGNO RICHIESTO DAGLI STARTUPPER (e non solo…)

% 81 accesso al credito / microcredito, agevolazioni, incentivi e fonti di finanziamento

53 normative, procedure e adempimenti amministrativi per avvio impresa

33 predisposizione business plan

28 mercato e concorrenza

24 fornitori e possibili collaborazioni

22 proprietà industriale

15 imprenditorialità giovanile

6 imprenditorialità femminile

5 scelta dela forma giuridica

3 imprenditorialità sociale

4 altro

LE NOVITA’ IN TEMA DI SERVIZI PER IL LAVORO AUTONOMO

Tra le deleghe del “Jobs Act” il riordino della materia dei servizi per il lavoro e politiche attive e la riorganizzazione degli incentivi all’autoimpiego (non esercitata). Il Dlgs 150/2015 prevede l’orientamento individualizzato all’autoimpiego e il tutoraggio per il post start up tra i servizi e le misure di PAL che i CPI (anche in integrazione con altri soggetti pubblici e privati autorizzati) devono offrire ai disoccupati, ai beneficiari di forme di sostegno del reddito e a coloro che sono a rischio di perdere il lavoro. Il Collegato Lavoro alla Legge di Stabilità 2016 dedica il Titolo I al lavoro autonomo introducendo una serie di tutele per lavoratori autonomi e professionisti.

Tra l’altro è previsto che i CPI si dotino di uno sportello dedicato al lavoro autonomo incaricato di fornire informazioni su:

  • D/O di lavoro autonomo ai professionisti e alle imprese interessate
  • Procedure per l’avvio di attività autonoma
  • Requisiti per l’accesso alle commesse e appalti pubblici
  • Opportunità di credito e agevolazioni pubbliche nazionali e locali.

LE NUOVE AGEVOLAZIONI PER IL LAVORO AUTONOMO

La Legge di Stabilità 2016

a) Conferma il regime dei minimi per i lavoratori autonomi titolari di PIVA, iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS e non pensionati (aliquota del 27%)

b) Istituisce nello stato di previsione del MLPS un fondo di 10mln di euro per il 2016 e di 50mln nel 2017 per favorire la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale

c) Riconosce la deducibilità totale delle spese di formazione/aggiornamento sostenute dal lavoratore autonomo e professionisti fino a un tetto di 10mila euro.

IL RUOLO DELLA “RETEMICROCREDITO” IN FUTURO…

Dato lo scenario descritto, il ruolo della “retemicrocredito” sembra segnato:

a) Rientrare nel processo di riordino dei servizi per il lavoro che saranno tenuti a erogare servizi di consulenza e orientamento all’autoimpiego e agli incentivi d’impresa (compreso il microcredito). Servizio che essi già di fatto svolgono.

b) Aggiornarsi costantemente nelle materie specialistiche per proseguire l’attività di consulenza. A tal fine dovranno essere organizzati webinar e altri momenti di incontro;

c) Proseguire l’attività di consulenza e orientamento ai cittadini (anche disoccupati) che si rivolgono ai servizi della “rete”.

I vantaggi per le amministrazioni nella collaborazione con la “Retemicrocredito”:

a) Avvalersi di una rete di 170 Sportelli per l’affiancamento dei propri cittadini disoccupati e i lavoratori autonomi/professionisti del territorio nell’avvio al lavoro autonomo

b) Aggiornamento continuo degli operatori

c) Diffusione mirata degli strumenti finanziari esistenti e futuri nei confronti dei beneficiari

d) Monitoraggio delle azioni di consulenza e degli eventuali esiti.