LA VIA ITALIANA PASSA DAI SERVIZI AUSILIARI

Gianluigi De Angelis | Coordinatore Segreteria ENM

Il fondo centrale di garanzia e il programma enm - BCC Il complesso panorama del microcredito in Italia dal maggio 2015 può fare conto sul Fondo centrale di garanzia per le PMI dedicato al Microcredito. Secondo quanto si legge sul sito predisposto dal MiSE (www.fondidigaranzia.it/microcredito.html), l’intervento del Fondo mediante la concessione di una garanzia pubblica sulle operazioni di microcredito ha lo scopo di sostenere l’avvio e lo sviluppo della microimprenditorialità favorendone l’accesso alle fonti finanziarie.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con i decreti del 24 dicembre 2014 e del 18 marzo 2015, ha integrato le Disposizioni Operative del Fondo introducendo per la garanzia del microcredito criteri di accesso significativamente semplificati e la possibilità per l’impresa di effettuare la prenotazione on line. Alla sezione dedicata alla garanzia del microcredito il Ministero dello Sviluppo Economico ha destinato per l’anno in corso trenta milioni di euro, cui si aggiungono i versamenti volontari effettuati da enti, associazioni, società o singoli cittadini. E’ bene ribadire che tali risorse non sono utilizzate per erogare direttamente i finanziamenti, ma per favorirne la concessione attraverso la garanzia pubblica.

Le caratteristiche delle operazioni di microcredito sono stabilite dal Testo Unico Bancario (TUB) e dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n.176 del 17/10/2014. Oggi, dunque, fondamentalmente esiste una grande disponibilità di garanzia pubblica, cosa che invece prima doveva essere espressamente costruita da soggetti pubblici o privati ovviamente con delle risorse sempre limitate. Questa nuova fase del Microcredito inizia il 27 di maggio con l’operatività del Fondo. Da allora gli istituti bancari hanno iniziato ad interessarsi a questo strumento, che prima consideravano un’attività di carattere sociale, con un interesse reale per attività di mercato: per una banca offrire un prodotto nuovo come il Microcredito vuol dire poter intercettare nuovi clienti, avere un rapporto diverso ovviamente con il proprio territorio, consolidare attività ed intercettare nuove potenzialità in modo ‘sicuro’; ossia utilizzando la garanzia del Fondo centrale con dei vantaggi sostanziali dal punto di vista dell’erogazione del credito. Garantirsi con il fondo significa non fare accantonamento per quando riguarda il capitale erogato. Già a pochi mesi di distanza il mercato sta reagendo in modo positivo, così come era giustamente presupponibile, in maniera graduale a questa nuova opportunità quindi alcune banche hanno già concesso Microcredito ma con numeri piuttosto limitati, altre stanno attendendo di capire, probabilmente in maniera più operativa, come possa funzionare un’attività di Microcredito.

Qual è una delle differenze fondamentali tra il credito ordinario e il microcredito? È quella dell’erogazione dei servizi complementari. L’erogazione dei servizi complementari deve essere sempre prevista in una attività di microcredito per potersi definire tale, secondo quanto stabilito nell’art. 111 del TUB, questa attività deve altresì avere dei servizi dal punto di vista qualitativo e quantitativo, adeguati affinché si riduca il rischio di default e la conseguente mortalità delle aziende. Alcune banche hanno difficoltà ad erogare direttamente questi servizi, quindi, così come è previsto anche dall’articolo 167 del decreto di attuazione del 111, è possibile delegarli a soggetti terzi. L’erogazione dei servizi complementari, che caratterizza l’attività di microcredito, è la vera intuizione tracciata dalla ‘via italiana al microcredito’ promossa dall’ENM e dalle Istituzioni pubbliche a garanzia delle risorse e della finalizzazione ottimale delle progettualità senza default. La difficoltà ad erogare i servizi complementari è rappresentata spesso dagli alti costi che gli istituti di credito non possono sostenere. Oltre a ciò la tutela della fede pubblica della effettiva qualità ed efficacia dei servizi concretamente prestati può essere tutelata da una struttura pubblica quale l’Ente Nazionale per il Microcredito.

IL PROGRAMMA ENM - BCC

L’Ente per dare ulteriore impulso a questo tipo di segmento ha finalizzato questo accordo con BCC e standardizzato un modello replicabile su tutto il territorio nazionale per erogare direttamente questo genere di servizi. Questo programma da un lato garantisce l’utilizzo corretto del fondo centrale di garanzia e dall’altro l’intervento, come nel caso della BCC, di strutture e banche che decidano di usufruirne affinché la garanzia dei servizi sia certificata secondo i termini di legge per evitare la mortalità delle aziende e sostenere lo sviluppo occupazionale e produttivo del Paese. Sono stati sviluppati degli strumenti informatici pensati e realizzati specificatamente per il microcredito che consentono di poter operare ovunque sul territorio nazionale. Dal 5 novembre ha preso il via in tutte le filiali del Lazio e della provincia dell’Aquila (circa 150 filiali) il programma ENM e BCC per il microcredito alle nuove imprese. L’ENM garantisce lo svolgimento dei servizi ausiliari per quanto riguarda l’attività di microcredito su tutte le filiali della banca, per un plafond, di 30milioni di euro. Il plafond di 30 milioni di euro per il Microcredito comporterà la possibilità di finanziare circa 1500 imprese, tra nuove e neocostituite. Sulla base del monitoraggio effettuato dall’ENM per cui ogni beneficiario sviluppa un quoziente occupazionale di 2,43 unità lavorative, si prevede che nell’arco di due anni si svilupperanno circa 3645 nuovi occupati. Il vantaggio di questo progetto è nel “costo finito” per i richiedenti credito pari/inferiore al 6% tag compreso di servizi. Un 6% tag non rappresenta non soltanto un costo vantaggioso rispetto ad altri crediti similari anche in assenza di erogazione di servizi complementari ma dovrebbe rappresentare l’indicazione di quanto dovrebbe effettivamente costare il microcredito sul mercato del credito ordinario. Fino ad oggi non sono mai state praticate delle indicazioni particolari sui tetti massimi dei tassi d’interessi del microcredito perché questo appartiene, come il resto del credito, a un tasso d’interesse che si stabilisce sul libero mercato con un Cap al tasso d’usura che anno per anno Banca d’Italia indica. Il 6% rappresenta un costo sufficientemente remunerativo sia per la banca, sia per i servizi ausiliari e un costo sufficientemente contenuto per poter consentire maggior accesso possibile ai beneficiari.

FUNZIONAMENTO

Come funziona la sinergia avviata dall’ENM, attiva dal 5 novembre 2015, lo spiega il responsabile del programma ENM-BCC, Marco Paoluzi : “Questo programma di Microcredito realizzato in collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Roma verrà attivato da ciascun interessato direttamente, prenotando la garanzia al fondo centrale e recandosi in una delle filiali della BCC per avere la conferma della garanzia. Qualora il soggetto non fosse in grado di prenotare da sé, anche se va detto che è un procedimento estremamente semplice, potrà richiedere allo sportello della BCC anche la prenotazione diretta del suo credito. La banca confermata la garanzia invierà il nominativo della persona richiedente all’Ente nazionale del Microcredito che indicherà a sua volta una sede dove il soggetto potrà recarsi per ricevere l’assistenza prevista dai servizi complementari. Terminata la fase di assistenza complementare da parte dall’Ente nazionale del Microcredito che in sostanza si manifesterà nel sostegno alla valutazione della modellizzazione della proprietà imprenditoriale, la banca fatte le sue dovute valutazioni potrà erogare il microcredito che non potrà superare, nel programma che stiamo realizzando, 25mila euro, come tetto massimo. Il credito dovrà poi essere restituito entro cinque anni sono previsti dei periodi di pre-ammortamento ma solo su indicazione del tutor che verrà assegnato al richiedente. I periodi di pre-ammortamento possono essere utili nei casi in cui un’attività non è prevedibile che possa produrre dei risultati economici nel breve o nel brevissimo periodo e quindi in questo caso invece di remunerare direttamente la banca per un periodo massimo di un anno potrà remunerare esclusivamente la quota interesse”

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