Angelo Perfetti

Realizzazione di programmi nazionali di educazione finanziaria e sviluppo della cultura imprenditoriale, dei principi solidali e dell’etica del profitto; promozione della ricerca sul microcredito quale strumento dell’economia sociale di mercato nonché la collaborazione istituzionale finalizzata alla realizzazione di corsi di formazione sul microcredito; promozione di progetti di microcredito sociale volti al pagamento di corsi di formazione, anche di natura universitaria o post-universitaria, al fine di agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento. In un solo concetto: l’economia del futuro.

Stiamo parlando dell’accordo tra l’Ente Nazionale per il Microcredito e l’Università Suor Orsola Benincasa. Il Memorandum di intesa, unico nel suo genere in Italia fino ad oggi, prevede per la prima volta che siano supportati percorsi di studio attraverso gli strumenti del microcredito a valere sul fondo di Garanzia per le PMI. In un momento in cui le buone idee non riescono ad avere gambe per muoversi stante la stagnazione del credito, e le professionalità scaturite da percorsi universitari stentano ad avere la giusta opportunità per partire, l’idea di fare da trampolino per le start up è forse l’unica vera soluzione alla crisi del mercato. Verrebbe da definirla “opera meritoria”, se non fosse che in economia più che di merito si parla di capacità.

Questo intervento è possibile in quanto previsto da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 17 ottobre 2014, il n. 176, in cui attraverso il “microcredito imprenditoriale” (cioè quello finalizzato alla realizzazione di iniziative di microimpresa o di lavoro autonomo, ovvero all’inserimento nel mercato del lavoro) possono essere destinate risorse al pagamento di corsi di formazione, anche di natura universitaria o post-universitaria, volti ad agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento; oppure al pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti (nel caso di società di persone e società cooperative, anche dei soci).

Non solo impresa, dunque, ma anche formazione finalizzata all’impresa. Di più: aiuto concreto anche a chi la strada dell’impresa l’ha già percorsa – da meno di 5 anni – e vuole un supporto per spiccare deinitivamente il volo nel mondo del lavoro e del profitto. All’interno dell’accordo, infatti, sono previsti sia fondi per imprese già esistenti (che rispondano alle caratteristiche specifiche imposte dall’art. 111 del Tub, il Testo unico bancario) sia per imprese “in ieri”, nonché il finanziamento anche di corsi di studio ed alta specializzazione che supportino le attività di impresa.

Non esistono limiti di età per accedere alle linee di microcredito a valere sul fondo di garanzia per le PMI. Siamo in una fase sperimentale, che proverà a strutturare attraverso il modello elaborato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, percorsi di studio pianificati e pagati attraverso il microcredito, con dei programmi di restituzione che potranno beneficiare di quel sistema di servizi ausiliari propri dello strumento ed utilissimi ad evitare il default del progetto. Trattandosi di microcredito per l’impresa il limite massimo finanziabile è di 25mila euro. Per quanto riguarda l’erogazione saranno gli istituti di credito che avvieranno questo tipo di finanziamento sul territorio ad informare sulle modalità di erogazione. Per ciò che concerne la restituzione del prestito ci si sta orientando – ma ogni Istituto di credito detterà la propria linea – sul consigliare un periodo massimo 5 anni (con un tasso di interesse intorno al 5,80 completo, ma questo dipende dal singolo Istituto). Quanto alle modalità di accesso, invece, sarà la stessa università a decidere se aprire uno sportello informativo in Ateneo o se avvalersi degli uffici dell’Ente per il Microcredito.

Nello specifico, sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi direttamente connessi all’attività svolta (compreso il pagamento dei canoni del leasing, il microleasing finanziario e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative), al pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti o soci lavoratori e al sostenimento dei costi per corsi di formazione. Chi percorre questa strada non viene lasciato solo: i soggetti che erogano un’operazione di microcredito sono infatti tenuti a prestare, in fase di istruttoria e durante il periodo di rimborso, almeno due dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati previsti dalla normativa. Tali servizi possono riguardare il supporto alla definizione della strategia di sviluppo, la formazione sulle tecniche di amministrazione o sull’uso di tecnologie avanzate, la definizione di strategie di marketing, il supporto per la soluzione di problemi legali, fiscali e amministrativi o per l’individuazione di criticità del progetto finanziato.

“Questo progetto innovativo – dichiara Mario Baccini, presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito – vuole essere una pietra miliare nel percorso formativo nazionale e soprattutto un esempio da portare in Europa come best practies. Questo è un esperimento unico nel suoi genere per sostenere la formazione economica che può essere il volano della nuova impresa. Una opportunità che parte proprio dal Sud, da una prestigiosa università come il Suor Orsola, attenta alla formazione della persona e alle prospettive in campo economico che possono essere sviluppate seguendo i principi dell’economia sociale e di mercato.

Oggi il microcredito diventa uno strumento vivo non solo per gli imprenditori ma anche per i formatori e i futuri manager. Creare la propria opportunità significa imparare e conoscere, formarsi nella microfinanza per crescere nel mercato”. E’ il primo accordo nel Mezzogiorno che apre a questa tipologia di finanziamento per la formazione di impresa ma addirittura è il primo del suo genere in tutta Italia. Una vera e propria rampa di lancio, che tende a collegare il mondo della formazione con le sfide del mercato.

“L’accordo fra Suor Orsola e l’Ente Nazionale per il Microcredito, primo nel suo genere nel nostro Paese - ha spiegato il Rettore Lucio d’Alessandro - sottolinea il grande impegno del nostro Ateneo nell’ambito della garanzia efettiva del diritto allo studio e della promozione di attività di ricerca e formazione sui fenomeni della vita finanziaria ed economica. Le attività discendenti dalla convenzione riguarderanno, infatti, sia la diffusione della cultura finanziaria e di impresa sia il sostegno economico alle imprese giovani e, in particolare, a quelle nascenti come start-up dall’ambito di questo Ateneo.

Ma potranno altresì essere finanziate inizialmente anche in Italia attività di formazione sulla base della formula anglosassone del prestito d’onore anche per attività curricolari universitarie e, segnatamente, quelle dell’ambito economico-aziendale aventi un contenuto sociale significativo quale è quello del nostro corso di laurea in Economia Aziendale e green economy”.

Il Sud è ancora lontano dall’aver trovato un equilibrio tra occupazione, reddito e imprenditorialità, eppure segnali di ripresa ci sono. Secondo lo studio “Pmi Mezzogiorno 2016” di Confindustria e Cerved, il Sud finalmente aggiunge distanza tra la propria situazione economica e la crisi e, dopo un periodo che ha portato le aziende più deboli a cedere, affronta ora una nuova fase economica basata su imprese più innovative e dalla struttura più contenuta e flessibile.

“I segnali positivi che iniziavano ad essere visibili lo scorso anno - è scritto nel rapporto - si rafforzano sia dal punto di vista quantitativo sia da quello qualitativo e sono legati a doppio ilo al processo di ristrutturazione innescato dalla crisi, che nel mezzogiorno è proseguito anche nel 2014: le imprese deboli tendono a ridurre la taglia. Continua, infatti, la lenta risalita del fatturato (+0,9%), anche se più contenuta rispetto al resto del Paese, e del valore aggiunto (+3% rispetto al 2013), in questo caso in maniera non molto dissimile dalla media nazionale.

Cresce, in particolare, il valore aggiunto per addetto, pur non registrandosi un aumento signiicativo degli occupati: almeno ino al 2014, la ripartenza delle imprese non si è tradotta in una crescita dell’occupazione, anche perché la dinamica del costo del lavoro degli occupati continua a restare elevata, in linea con la media nazionale (+4,9%).

Tornano in positivo i margini, in linea con la media nazionale (+4,6% nel 2014), anche se sono ben lontani dai livelli pre-crisi, così come gli utili ante oneri finanziari. Il peso degli oneri debitori sulle PMI meridionali resta elevato, e più alto di quello medio nazionale, e non sembra beneficiare particolarmente della discesa dei tassi di interesse; i debiti finanziari si confermano, tuttavia, più sostenibili rispetto al patrimonio”.

Per questo è adesso il momento di investire, di muoversi, di programmare, perché c’è la possibilità concreta che il volano dell’economia si metta in moto seriamente. Nella legge di bilancio 2018 è stata decisa la decontribuzione per le assunzioni nelle regioni del Meridione, c’è stata la stipula di Patti per il Sud (otto regioni e sette città metropolitane più Taranto). C’è stata l’estensione del credito di imposta per le imprese che investono in macchinari, così come sono aumentate sia le aliquote di esenzione sia i tetti di spesa detraibili per le piccole e per le medie imprese.

Per non parlare del fatto che dal prossimo anno la spesa ordinaria in conto capitale dovrebbe essere distribuita per legge in misura proporzionale alla popolazione, il che si trasforma in un netto vantaggio per il Meridione. Lo scorso giugno, poi, il Consiglio dei ministri, ha approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. E lo sforzo che sta facendo l’Ente Nazionale per il Microcredito, insieme all’Università Suor Orsola Benincasa, va esattamente in questa direzione.