Angelo Perfetti

Investire sui giovani quali protagonisti di una nuova stagione di incontro. E’ lo slogan del Coreis, un’associazione religiosa islamica di carattere nazionale che, dal 1991, con la priorità di testimoniare e tutelare il patrimonio spirituale e intellettuale della religione islamica in Italia e in Europa. Un approccio condiviso dall’Ente Nazionale per il Microcredito, che proprio sul dare opportunità ai giovani ha il suo punto di forza.

Un interesse comune a promuovere l’integrazione sociale e lo sviluppo del dialogo interculturale e interreligioso nonché l’educazione finanziaria, la cultura d’impresa e l’inclusione sociale e inanziaria attraverso il sostegno alla micro imprenditorialità e al lavoro autonomo e l’accesso al credito. E’ con queste premesse, dunque, che è stato siglato a Roma tra l’Ente Nazionale per il Microcredito, in persona del Presidente, Mario Baccini, e la Comunità Religiosa Islamica Coreis in persona del Presidente, Yahya Sergio Yahe Pallavicini. Un accordo teso a favorire l’avvio di iniziative microimprenditoriali e l’utilizzo degli strumenti propri del microcredito e della microfinanza, ponendo particolare attenzione agli elementi tecnici e culturali che caratterizzano la finanza islamica.

In particolare, la Coreis ha operato negli anni affinché si arrivasse a una diversificazione della mediazione religiosa e culturale in molti ambiti della società italiana, al fine di rispondere alle esigenze di culto e di formazione della comunità islamica in senso più ampio. Se vogliamo, non è una novità: dai tempi dei Fenici, lo scambio commerciale è stato uno dei veicoli trainanti dell’interculturalità nell’alveo del Mediterraneo, principio ancor più importante oggi, in un momento storico in cui eventi sanguinosi tendono a creare fratture tra due mondi che, al contrario, hanno fatto del dialogo e della capacità di interagire il punto di forza per il proprio sviluppo culturale ed economico.

La Coreis ha promosso nel 2010 la costituzione di Halal Italia, ente italiano per la certificazione islamica negli ambiti alimentare, cosmetico, farmaceutico, assicurativo e finanziario; Coreis e Halal Italia hanno sviluppato il progetto “Muslim Hospitality” per la formazione e certificazione di servizi turistici e di accoglienza, di strutture alberghiere e della ristorazione. La certificazione halal è uno strumento fondamentale al servizio delle aziende all’interno delle strategie per l’internazionalizzazione. Diverse aziende italiane certificate Halal Italia hanno avviato per la prima volta piani di export mentre altre hanno incrementato le loro esportazioni. Per quanto riguarda il mercato italiano, Halal Italia promuove la tutela dei consumatori sia in merito alla qualità finale del prodotto che alla percezione del consumatore musulmano come soggetto attento e interessato alla qualità italiana. Per alcuni prodotti, si può già parlare di una vera e propria filiera halal che sta creando una rete virtuosa tra le aziende certificate.

Tutto nell’ottica di favorire l’integrazione delle persone di religione islamica sostenendo lo sviluppo dell’educazione interculturale e il dialogo interreligioso, anche con il coinvolgimento delle altre confessioni religiose. Un occhio particolare è verso l’integrazione degli immigrati, rifugiati e richiedenti asilo di religione islamica attraverso corsi di formazione interculturale, educazione alla conoscenza del quadro giuridico, socio-culturale e linguistico italiano nonché ai valori del pluralismo religioso e della cittadinanza democratica, anche con riferimento agli impegni assunti con il “Patto Nazionale per un Islam italiano, espressione di una comunità aperta, integrata e aderente ai principi dell’ordinamento statale”, sottoscritto con il Ministero dell’Interno.

Per questo fine Coreis svolge attività di promozione, formazione ed educazione volta a favorire il contrasto di fenomeni quali il radicalismo, l’antisemitismo, l’islamofobia e il fanatismo religioso. Ma l’integrazione sociale passa il più delle volte per l’assorbimento del “nuovo arrivato” nel tessuto produttivo della comunità ospitante. Insomma, per dirla in parole povere, avere un lavoro dignitoso favorisce la distensione e l’integrazione. Ecco dunque l’impegno su diversi settori dell’economia, che per partire però spesso hanno bisogno di un’opportunità. Proprio quella fornita dall’Ente Nazionale per il Microcredito, con la sua funzione di ente coordinatore nazionale con compiti di promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti microfinanziari promossi dall’Unione Europea nonché delle attività microfinanziarie realizzate a valere su fondi dell’Unione Europea.

L’accordo Microcredito-Coreis è quindi finalizzato al sostegno economico, finanziario e di tutoring a microimprese rientranti nei parametri individuati dall’art. 111 Tub (Testo Unico bancario). Mira alla realizzazione di progetti speciici di rimpatrio assistito per i migranti, alla realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo che prevedano il sostegno all’economia dei Paesi obiettivo per mezzo di programmi di microcredito, anche al fine di mitigare i lussi migratori irregolari, alla realizzazione di programmi di educazione economica e di piani di risparmio in Italia e nei Paesi target finalizzati a efficientare l’impiego delle rimesse, alla promozione dello studio delle strutture contrattuali PLS (Proit Under Loss Sharing LPS) e non PLS e della loro possibile assimilazione, alle strutture societarie o negozi giuridici noti all’esperienza occidentale.

Altro obiettivo concreto è la promozione di una banca dati in cui si possano iscrivere le piccole e medie imprese che corrispondano ai principi shari’a compliant, o che ad esse vengano formate e certificate, nonché la promozione dello studio dei principi della finanza islamica e dei servizi bancari shari’a compliant.

Un aspetto particolare è legato all’educazione finanziaria e lo sviluppo della cultura imprenditoriale, i principi solidali e l’etica del profitto. Nel concreto, come si svilupperà questa collaborazione? Con il sostegno economico, finanziario e di tutoring a microimprese, la realizzazione di progetti specifici di rimpatrio assistito per i migranti che non possono o non vogliono restare Italia e che desiderano, in modo volontario e spontaneo, ritornare nel proprio Paese d´origine; la realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo che prevedano il sostegno all’economia dei Paesi obiettivo per mezzo di programmi di microcredito, anche al fine di mitigare i lussi migratori irregolari; la realizzazione di programmi di educazione economica e di piani di risparmio in Italia e nei Paesi target finalizzati a efficientare l’impiego delle rimesse.

Una Commissione paritetica di monitoraggio valuterà costantemente l’attuazione del Protocollo - che ha durata triennale - con il compito di valutare le iniziative da realizzare, monitorare le attività’ in essere e definire le modalità di divulgazione dei risultati. La Commissione sarà composta da due o quattro rappresentanti, uno o due per ciascuna parte, designati dai rispettivi organi. La partecipazione alla Commissione sarà a titolo gratuito.

Va ricordato come l’Ente nazionale per il Microcredito abbia ingegnerizzato per primo in Europa nuovi modelli micro finanziari oggi esportabili in altre realtà, come il micro leasing, quale strumento che può consentire anche ai più piccoli imprenditori di realizzare investimenti senza la necessità di disporre di un capitale proprio o di un capitale di credito; oppure la micro assicurazione, che può comportare una diminuzione del rischio di default del prestito concesso e una copertura contro i principali rischi, derivanti dall’attività micro imprenditoriale.

Ma l’Ente nazionale per il microcredito si è mosso anche su altre direttrici: housing microfinance, che consiste nella concessione di piccoli prestiti a soggetti in stato di difficoltà, al fine di apportare miglioramenti alle proprie abitazioni (piccole ristrutturazioni, messa a norma degli impianti, miglioramento dell’efficienza energetica, adeguamento ambientale) o di provvedere al pagamento di un numero limitato di rate di un mutuo o di canoni d’affitto per prevenire il rischio di sfratto; altri strumenti di ingegneria finanziaria market oriented (cartolarizzazione, tranched cover, finanza strutturata) che possono costituire un’efficace alternativa alle tradizionali forme di sovvenzione;che l’ENM ha fatto assistenza tecnica e attività di capacity building ad oltre 170 Centri pubblici per l’impiego operativi nelle regioni italiane, creando sinergie tra le Camere di Commercio, i comuni e le province, al fine di indirizzare la domanda di lavoro verso l’offerta di credito per l’impresa.

Strumenti che da oggi – con l’accordo firmato da Mario Baccini e Yahya Sergio Yahe Pallavicini , alla presenza di Angelino Alfano, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Gentiloni, potranno essere a disposizione anche della comunità islamica in Italia.