TAVOLO 4 - RISVOLTI PSICOLOGICI DELLA MALNUTRIZIONE

Luisa Brunori Discussant | Presedente
Giuseppe Torluccio | Università di Bologna,

Anna Maria Gibin | PDCA dell’AUSL di Parma, Catherine Leclercq | FAO,
Daniela Pavoncello | ISFOL,
Filippo Pergola | Ass.ne di Psicoanalisi
per la Relazione Educativa-APRE,
Daniela Pezzi | Consulta regionale
per la salute mentale, Lazio,
Luigi De Donno | Fondazione Grameen Italia | Concept note


Nell’ambito delle relazioni umane la fiducia rappresenta una delle condizioni necessarie per la costruzione della mente e della psiche. La fiducia è anche ingrediente fondamentale per la costruzione di un sistema sociale volto ad offrire condizioni di vita ottimali per gli individui che ne fanno parte. Il microcredito secondo il modello ideato da M. Yunus è fondato sulla fiducia perché fornisce prestiti a persone “non bancabili”, sovvertendo la logica creditizia tradizionale basata sulla sfiducia. Il sistema del microcredito, infatti, riporta al centro dell’attività economica la fiducia, come strumento capace di generare valore, autostima e orgoglio. È proprio qui, nell’intreccio tra tangibile e intangibile, che si realizza la magia economico-relazionale del microcredito: a partire da beni intangibili, la fiducia, si sviluppano beni tangibili che a loro volta creano autostima, bene intangibile, che sviluppa capacità di assunzione di rischio che ulteriormente sviluppa risorse tangibili e così via, in un crescendo virtuoso che si realizza all’interno di un sistema di “beni relazionali”.
Nella tavola rotonda si dovrebbero intrecciare contenuti reali, concreti e simbolici relativi all’individuo e all’involucro culturale di appartenenza. Nutrimento, accudimento, attaccamento son aspetti arcaici e cruciali nella costruzione della relazione diadica madre-bambino attraverso cui si genera e si organizza la mente e la psiche del piccolo.
Si genera così quella che viene definita la fiducia di base intesa come ingrediente necessario per proseguire nella crescita. È ovvio che la mancanza di nutrimento mini tale processo relazionale.
Essere in grado di procurare cibo al proprio figlio, quindi costituisce un volano per una rappresentazione di sé madre sufficientemente buona per il figlio e di sé persona capace di provvedere alle necessità della vita. È così che l’esperienza del microcredito offre fiducia alle donne più povere attraverso il denaro. Questa fiducia diventa, a sua volta, impatto positivo sulla propria vita, sulla famiglia, sulla comunità e il contesto sociale di cui sono parte. È così che l’alimentazione cessa di essere mancanza “cattiva” per diventare presenza “buona”.
Possibili interventi in quest’area:
a Cibo e funzione materna: la diade madre-bambino; la diade nutritiva.
b Donne e microcredito.
L’agricoltura può essere un esempio applicativo particolarmente interessante di questo circolo virtuoso: la fiducia nella cura della madre terra porta alla produzione di risorse primarie importanti per l’uomo, attivando un crescendo di cure reciproche tra la madre (la terra) e i suoi figli (gli esseri umani).
In Italia l’Agricoltura Sociale sostiene l’inserimento sociale e lavorativo delle fasce di popolazione svantaggiate e a rischio di marginalizzazione. L’A.S. produce beni relazionali costruendo e consolidando legami significativi tra persone diverse per provenienza, esperienza, capacità e prospettive. Dalla produzione di “beni relazionali” si passa, mediante processi agricoli sostenibili e attenti all’ambiente, alla produzione di alimenti (beni tangibili) dei quali ci si può fidare (beni intangibili).
Possibili interventi in quest’area:
a Esperienze di agricoltura sociale in Italia
b Agricoltura sociale e microcredito
c Agricoltura sociale e alimentazione
Premessa e contesto (ambito nazionale, internazionale, europeo, pvs,...)
La riflessione è stata avviata focalizzando l’attenzione sugli aspetti tangibili e su quelli intangibili della nutrizione.
Per aspetti tangibili abbiamo inteso le risorse materiali, come ad esempio il cibo. Secondo questa prospettiva la malnutrizione, letteralmente “nutrimento non adeguato”, è vista da due prospettive opposte cioè per eccesso o per difetto ed è stata suddivisa in tre categorie principali:
1 la denutrizione, ovvero la carenza di alimenti energetici associata a un deperimento fisico significativo e a uno scarso sviluppo nel bambino;
2 l’obesità, correlata non solo al cibo in eccesso ma spesso alla ingestione di “cibo spazzatura” a basso costo reclamizzato da massicce campagne pubblicitarie;
3 la cosiddetta “fame nascosta” ovvero un tipo di sottonutrizione che si verifica quando il corpo non assume o non assorbe abbastanza vitamine e minerali necessari come zinco, vitamina A, ferro e iodio. Per aspetti intangibili del nutrimento si intendono invece gli aspetti relazionali e di “attaccamento” per lo sviluppo fisico e psichico della persona a partire dalla diade madre-bambino. Nella ricerca psicologica, in particolare con Spitz e Bowlby, è stata sottolineata l’importanza dei bisogni relazionali di base, senza cui l’essere umano non può sopravvivere.
Nella discussione si è fatto riferimento a come lo sviluppo dell’individuo inizi dalla diade madre-bambino, attraversi le relazioni familiari (il gruppo primario) e tutta una serie di gruppi secondari cui la persona appartiene e da cui riceve elementi identitari, fino ad essere parte del sistema macro sociale. La persona si colloca quindi in un’interazione continua tra la sua prospettiva individuale e la società, dove la funzione alimentare è influenzata dall’intreccio complesso di fattori soggettivi, sociali, economici e mediatici con conseguenze diverse e specifiche. Criticità
All’interno del processo che lega l’individuo alla società, il cibo può diventare insano o addirittura dannoso là dove prevalga l’interesse speculativo sul bisogno di crescita fisico, psichico e culturale.
Per tanto riteniamo che il profitto esasperato sui processi di produzione alimentare nella accezione di un mercato caratterizzato da una sorta di “voracità bulimica” e l’esasperazione del pensiero individualista rappresentino gli elementi principali di criticità.
Da questo punto di vista denutrizione e obesità sono due estremi della difficoltà individuale di esercitare il controllo nella funzione alimentare in una società dove il profitto viene prima della salute.
A tale proposito l’OMS, nel Piano d’azione europeo per la salute mentale 2013/2020, ha definito che gli Stati membri devono attivamente impegnarsi per una migliore tutela della salute fisica e mentale, obiettivo fondamentale per garantire a ciascuno, soprattutto alle persone più vulnerabili o più esposte a rischi, le medesime possibilità di autonomia e padronanza della propria vita.
Per quanto detto sopra diventa cruciale riflettere sul processo produttivo alimentare e sul concetto di sana alimentazione, sostenendo la promozione e la diffusione di programmi informativi ed educativi. Si ritiene importante creare un legame tra Microcredito e Agricoltura Sociale volto a promuovere la trasformazione locale dei prodotti agricoli e la vendita di questi prodotti alle ditte che si occupano di ristorazione collettiva (ad esempio le mense) e di vending (ad esempio la gestione dei distributori automatici) favorendo una catena corta di distribuzione più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale all’interno di un processo che veda gli individui capaci di essere protagonisti responsabili nella produzione e fruizione degli alimenti. Parallelamente per prevenire e limitare anche i DAP (disturbi alimentari psicogeni) riteniamo opportuno stimolare la capacità critica dei giovani verso i modelli identitari proposti dai media che tendono a omologare in maniera acritica una identità massificata.
Crediamo sia importante investire nell’ambito dell’educazione in generale, con particolare attenzione alla tutela dell’ambiente inteso sia come bene comune da cui trarre nutrimento tangibile e relazionale che come espressione di bisogni e responsabilità condivise.
In termini operativi è necessario progettare una struttura che sia in grado di fornire un supporto:
1 alla costituzione di una rete che comprenda sia il lato dell’offerta dei prodotti alimentari (produttori) che il lato della domanda (consumatori). In tale network, i consumatori possono entrare direttamente in contatto con i produttori ed esprimere giudizi sul servizio e sui prodotti acquistati (reputation);
2 alla realizzazione di un’adeguata comunicazione per lo sviluppo della consapevolezza e della educazione alimentare;
3 allo sviluppo di imprese basate sulla logica del social business e del microcredito, forme che per loro natura non si basano sul profitto ma sul benessere dei fruitori;
4 alla individuazione di linee guida per la certificazione di qualità dei prodotti e della capacità relazionale del network;
5 all’animazione sociale per lo sviluppo di “rapporti fiduciari” all’interno del network. È quindi necessario che la consapevolezza e l’educazione alimentare, oltre alla componente comunicativa e formativa, trovino una realizzazione concreta (vendita diretta Km 0) con una forte componente relazionale e reputazionale basate sulla fiducia.
L’utilizzo delle tecnologie web e cloud, costituiscono la piattaforma ideale per la comunicazione, ma soprattutto per la misurazione della qualità percepita e della reputazione dei partecipanti. In tal modo sarà possibile anche misurare lo sviluppo del network tra produttori e consumatori in termini di crescita di fiducia, nonché fornire servizi aggiuntivi.
Microcredito e social business, per loro natura e dimensione, costituiscono lo strumento più adeguato per sostenere produttori e consumatori.

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