TAVOLO 3 - MICROFINANZA RURALE E BANCHE

Mario La Torre Discussant | Presidente
Massimiliano Diedda | ISFOL,
Francesco Rispoli | IFAD,
Emanuele Oberto Tarena | Intesa San Paolo,
Giorgio Venceslai | ISMEA,
Guglielmo Belardi | Banca del Mezzogiorno,
Marco Paoluzi | ENM,
Chiara Palermo | ASSILEA,
Emanuele Fontana | Banca Popolare di Vicenza,
Claudia Benedetti | Federcasse,
Stefano Mandolesi | INRL,
Marco Marino | ABI,
Francesca Macioci | ABI
| Concept note


Il Contesto
La microfinanza rurale è strumento fondamentale nella lotta alla povertà; a livello mondiale, più della metà dei poveri che lavorano sono impegnati nel settore agricolo. Quando applicata al settore agricolo, la microfinanza si trova a fronteggiare specifiche criticità riconducibili principalmente a tre fattori:
a) la localizzazione dei beneficiari in aree remote e la loro dispersione geografica;
b) la necessità di prodotti finanziari pensati ad hoc;
c) i rischi specifici dell’attività agricola. Il tavolo di discussione si pone l’obiettivo di individuare risposte concrete alle criticità evidenziate; prendendo spunto dalle esperienze del mercato italiano nel credito agricolo, la discussione mira a definire un modello italiano a carattere universale che definisca ruoli e funzioni delle banche e degli intermediari finanziari per una microfinanza rurale sostenibile ed inclusiva.
1 Localizzazione dei beneficiari
L’insistenza dei programmi di microfinanza rurale in aree remote, rispetto a quelle urbane, pone all’intermediario erogante specifiche criticità relative all’intercettazione dei clienti, all’acquisizione delle informazioni, al monitoraggio del credito. Ne discende la necessità di un modello organizzativo in grado di assicurare tali attività a costi sostenibili.
2 I prodotti finanziari richiesti
Il gap temporale tra ciclo produttivo e ciclo finanziario dell’attività agricola determina la necessità di un fine tuning del prodotto microcreditizio che deve essere in grado di assecondare le esigenze finanziarie del beneficiario e, al tempo stesso, di assicurare piani di ammortamento sostenibili dai clienti.
3 I rischi specifici dell’attività agricola
La produzione agricola comporta specifici rischi operativi riconducibili, essenzialmente, ad eventi naturali, di carattere ambientale ed atmosferico. Sorge, pertanto, con maggiore evidenza rispetto ad altri settori, la necessità di accompagnare il microcredito rurale a forme di microassicurazione in grado di coprire tali rischi. Le questioni sul tavolo
Come gestire la territorialità della microfinanza rurale?
Partnership tra banche, operatori di microcredito ex art. 111 ed imprese sociali;
Ruolo delle banche locali e delle Casse Peote;
Ruolo dei mediatori creditizi;
Quali prodotti microcreditizi risultano più idonei alla microfinanza rurale?
- Microcredito vs micro leasing
- Social lending
- Ruolo delle rimesse Strumenti di equity per start-up agricole
Esistono spazi per un mercato delle microassicurazioni a sostegno della microfinanza rurale? Quali sinergie tra microassicurazione e Fondo Centrale di garanzia per le pmi?
- Chi sono i potenziali operatori del mercato?
- Come sostenere i costi assicurativi?
- Ruolo dei fondi pubblici e del FCG
- Ruolo dei Confidi
- Rischi di moral hazard Premessa e contesto
(ambito nazionale, internazionale, europeo, PVS, ecc)
Il tavolo di lavoro ha analizzato il rapporto tra la microfinanza rurale e banche, evidenziandone criticità ed opportunità. La discussione si è concentrata sul perimetro di azione nazionale ma, in particolare grazie alle esperienze dell’IFAD e di Federcasse, il dibattito è stato aperto anche alle problematiche della microfinanza rurale nei PVS.
In Italia il settore del microcredito agrario può far leva sull’expertise delle banche nazionali nel settore del credito agrario, risalente alla tradizione dei crediti speciali istituiti con la legge bancaria del 1936.
L’entrata in vigore del nuovo art. 111 del T.U.B. e del D.M. 176/2014, che disciplinano gli operatori di microcredito, pone da un lato la questione di come i costituendi 111 possano far leva sull’esperienza delle banche nel credito agrario, dall’altro di quali forme di collaborazione possano essere sviluppate tra operatori di microcredito e imprese bancarie. È emersa la necessità di azioni di natura strategica ed operativa, come pure necessità di rivedere alcune variabili dell’attuale environment giuridico. Criticità
I punti di debolezza dell’attuale contesto nazionale sono riassumibili come segue: MODELLI DI BUSINESS:
- Alle banche si impone una scelta tra tre opzioni distinte: a) erogazione diretta del microcredito e dei servizi ausiliari; b) costituzione di un 111 del gruppo; c) partnership con un 111 esterno. Tale scelta impatterà indirettamente anche sul modello di business dei 111.
GESTIONE DEL RISCHIO:
- Adattabilità dei modelli di valutazione e gestione del rischio utilizzati nel credito agrario e vincoli imposti dalla normativa del microcredito che vieta l’utilizzo di garanzie reali a copertura del rischio di credito. OPERATIVITÀ E STRUMENTI
- Adattabilità degli strumenti finanziari utilizzati per il credito agrario, in particolar modo leasing, cambiale agraria, polizze assicurative. Sono state rilevate, ad esempio, resistenze culturali degli agricoltori a ricorrere al leasing; il leasing risulta fiscalmente conveniente solo se il beneficiario risulta essere una società; il privilegio legale che assiste la cambiale agraria può essere interpretato come garanzia reale; le forme assicurative nel settore sono tutte sussidiate da fondi pubblici. VIGILANZA
- Vincoli imposti dall’attuale normativa di vigilanza all’ingresso delle banche nel mercato del microcredito agrario, con particolare riferimento all’assorbimento patrimoniale corrispondente al microcredito erogato in via diretta.
- Necessità di disegnare un sistema di valutazione e controllo ad hoc per gli operatori dei servizi ausiliari e di monitoraggio. Alla luce delle criticità emerse, sono state proposte alcune soluzioni specifiche o linee strategiche da suggerire ai policy makers: MODELLI DI BUSINESS:
- Le partnership tra banche e 111 saranno frutto di una serie di variabili riferite al costo-opportunità ed all’expertise dei due soggetti. Uno dei driver del modello di business adottato è l’offerta dei servizi ausiliari e di monitoraggio: banche ed operatori 111 avvertono la necessità di esternalizzare tale attività a centri di competenza specifica di settore; a tal fine può essere utilmente valorizzato il ruolo delle agenzie regionali di sperimentazione dell’agricoltura e l’Ente Nazionale per il Microcredito può svolgere un ruolo di coordinatore del processo. Per altro verso le banche che hanno un expertise nel credito agrario hanno necessità di instaurare un dialogo con esperti di microcredito per meglio adattare l’offerta. In tale ottica può essere utile valorizzare l’esperienza della rete rurale che fa capo ad ISMEA e che offre, tra l’altro, modelli di business plan disponibili on line.
- Istituire joint venture per l’erogazione dei servizi ausiliari a valere su agenzie regionali di sperimentazione dell’agricoltura, associazioni di categoria ed Ente per il Microcredito.
GESTIONE DEL RISCHIO
- Le banche che hanno un expertise nel credito agrario devono dialogare con istituzioni microcreditizie per costruire un modello di valutazione del rischio del microcredito agrario che sia in grado di catturare la rischiosità del finanziamento, avendo come riferimento la specificità del progetto, la componente mandamentale, e i vincoli che gravano sulla LGD alla luce delle garanzie ammissibili nel microcredito.
- Costruire sistemi di scoring ad hoc per il microcredito.
- Necessità di costruire un modello di garanzia pubblica del microcredito agrario a valere sulle due opzioni disponibili: ISMEA e FCG, considerando che: a) ad oggi, il Fondo Centrale non può erogare garanzie dirette ma solo controgaranzie su garanzie concesse dai Confidi agricoli; b) è necessario intercettare fondi comunitari da destinare a copertura del rischio. OPERATIVITÀ E STRUMENTI
- Adattare il leasing agrario al micro leasing agrario, in particolar modo: a) offrendo piani di rimborso semestrali; b) quando si ricorre a fondi strutturali, sostituendo l’obbligo di acquisto con un impegno ad acquistare; c) associare al micro leasing agrario una garanzia Assilea o di un Confidi agrario;
- chiarire il quadro normativo della cambiale agraria al fine di estenderne l’utilizzo anche al microcredito;
- implementare l’offerta di prodotti microassicurativi dedicati al microcredito agrario;
- implementare l’offerta di prodotti innovativi come il micro venture capital per le micro imprese agricole. VIGILANZA
- Ridurre la ponderazione dell’assorbimento patrimoniale correlato al microcredito tramite un “m factor” in ragione della evidenza che la componente di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio contribuisce a diminuire i tassi di default dei microcrediti.
- Raccolta di dati e costruzione di statistiche utili ad implementare sistemi di valutazione e monitoraggio del rischio.
- Valorizzare la vigilanza sugli operatori di servizi ausiliari di assistenza e di monitoraggio; in tale ottica può risultare utile una partnership tra l’Ente Nazionale per il Microcredito e l’ISFOL già attivo nel campo del censimento, valutazione e certificazione delle imprese sociali come pure in quello della certificazione professionale. Anche l’esperienza di quantitative analysis di INRL può essere valorizzata a tale scopo.

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